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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, aprile 27, 2017

Un'occasione perduta

Ero incerto se scrivere un commento a margine della scomparsa di Giorgio Guazzaloca, primo e unico sindaco non comunista di Bologna nel dopoguerra.
Ero incerto perchè io, in Guazzaloca, non credevo, tanto da non averlo votato nel 1999 (quando fu eletto) preferendogli un candidato di Destra al primo turno e non andare a votare al ballottaggio.
Dubitavo del fatto che, dopo essere stato presidente dell'Associazione Commercianti e della Camera di Commercio, cariche che comportano necessariamente continui contatti con la giunta comunale e le "istituzioni" locali , tutte a sinistra, potesse rappresentare un taglio con il passato.
Quel taglio di cui avevamo ed abbiamo bisogno, a Bologna e che, infatti, non ci fu.
Il suo quinquennio fu caratterizzato da scontri feroci, attacchi fuori dalle righe (anche durante l'inizio della malattia che lo ha portato oggi alla morte), scomposti da parte della sinistra (che oggi, magari, ne piange la morte), ma senza una vera ragione, perchè, purtroppo, Guazzaloca, non ruppe con il passato e, in tal senso rappresenta un'occasione perduta per Bologna.
Fatti che dimostrano come i "moderati" piacciano alla sinistra ma solo se sono perdenti o genuflessi.
Cinque anni dopo fu sconfitto da Cofferati il cui fallimento politico e personale a Bologna è conclamato.
Dicono che Guazzaloca sia stato l'ultimo sindaco bolognese ed è vero.
Dopo di lui un cremonese, un mantovano e un campano, tutti rigorosamente scelti dal "Partito" che a Bologna è solo quello comunista, oggi denominato "pd".
Poi si ripresentò nel 2009, finendo malamente terzo, come "moderato", una qualifica che ha sempre avocato ma che ne rappresenta anche il limite politico.
Basti pensare a due dei suoi principali assessori.
Uno, Raisi, proveniente dall'Msi, seguì Fini nel Fli ed è politicamente affondato con il fallimento del disegno del suo capo.
Un altro, Galletti, oggi è felicemente ministro nei governi Renzi e Gentiloni, assieme ai "compagni" del pci/pds/ds/pd, dimentico degli insulti ricevuti quando era in una giunta "usurpatrice" per i rossi.
A dimostrazione che di rottura con il passato comunista, nella giunta Guazzaloca, ci fu poco e che sui "moderati" non si può fare affidamento.
Poi c'è l'Uomo, del quale ho solo e sempre sentito parlare bene.
Ma il mio voleva essere un commento politico, perchè de mortuis, nihil nisi bonum.
R.I.P.






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