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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, luglio 22, 2014

Basta piagnistei,occorre agire

Il Resto del Carlino, da alcuni giorni, tratta il problema della vivibilità di via Indipendenza, piena di questuanti.
I commercianti della zona si lamentano per il calo delle vendite causate dalla fretta con la quale i cittadini (bolognesi e turisti) passano per quella che dovrebbe essere una delle strade più nobili della città.
Il comune tace e si preoccupa di adattare l’ex CIE di via Mattei per accogliere altri clandestini, senza alcuna limitazione nella loro agibilità della città e con la prospettiva di restare a lungo anziché essere tempestivamente rimpatriati.
Ogni giorno io percorro via Indipendenza, in lungo e in largo, almeno quattro volte.
Il degrado lo vedo, come è acuto, soprattutto al mattino, il cattivo odore delle necessità fisiologiche espletate negli angoli.
Ma è necessario fare delle differenze.
Molti mendicanti sono bolognesi.
Sono persone che hanno perso il lavoro, sono divorziati e con la casa concessa alla ex moglie, sono disperati per i quali il comune dovrebbe trovare un alloggio, nella loro piena libertà di movimento, invece di preoccuparsi dei clandestini che nulla hanno dato (e nulla mai daranno) alla nostra città.
Queste persone, questi nostri concittadini sfortunati, sono discreti e mai insistenti, meritano ogni aiuto.
Ben diversa invece la figura di quegli immigrati (clandestini o meno) che importunano il passante : ehi, capo, compra fazzoletti !
Ancora peggiori le zingare che si attaccano letteralmente mentre si cammina o cercano di impedirti il passaggio per poter, con una insistenza che loro riescono benissimo a rendere ancor più intollerabile, chiedere denaro senza offrire nulla in cambio o, magari, individuare dove teniamo il portafogli.
E queste “signore e signorine” spesso si presentano mentre allattano un bambino, cosicché dobbiamo anche trattenerci dal dare loro uno spintone o uno schiaffo (meritatissimi !) perché in tal caso comincerebbero a strillare come se le avessimo torturate e ci denuncerebbero, trovando sicuramente qualche avvocato e magistrato compiacente che ci condannerebbe ad un risarcimento a loro favore: la vittima che deve pagare per aver reagito !
E non si vede mai un poliziotto, che sia municipale (quelli sono impegnati a darci le multe per divieto di sosta o per aver violato la zona vietata alle automobili !) o di stato.
Allora ci si domanda legittimamente cosa paghiamo a fare le tasse, se non veniamo tutelati e protetti e se la sicurezza è diventata un optional che l’attuale giunta non vuole garantire.
Sì, perché i commercianti hanno un bel da piagnucolare, ma chi ha votato per questo sindaco e per questa giunta ?
Chi ha votato per un assessore che ha esultato, come è scritto oggi sul Carlino, per l’aver trasformato il CIE di via Mattei in un accogliente ostello per i clandestini ?
Non io di sicuro.
Allora smettiamola con i piagnistei e cominciamo ad agire insieme, contro il degrado.
Benissimo le passeggiate di Bignami e Lisei con i militanti di Forza Italia.
Ma non basta, come non basta la voce solitaria e di buon seno della Lega e della consigliera Borgonzoni.
Le elezioni non sono lontane, Merola ha fallito e il salotto di Bologna è sporco e da restaurare, cosa che un sindaco non bolognese non potrà mai fare.
Soprattutto non lo potrà fare un sindaco ideologicamente portato a stare dalla parte di chi quel salotto infesta e non sono certamente i nuovi poveri bolognesi ai quali, anzi, dovrebbe essere destinato tutto quel che viene sperperato per i clandestini.
Se continueremo a sopportare senza reagire, i nostri spazi saranno sempre più ridotti e sempre più insicuri.
Agiamo, prima che sia troppo tardi perchè possa essere sufficiente una semplice azione politica.


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domenica, luglio 13, 2014

Emilia Romagna al voto

Con le dimissioni di Errani, anche l’Emilia Romagna andrà al voto anticipato, presumibilmente a novembre.
A parte la considerazione che l’interventismo della magistratura ci costa enormemente, ben più dei vantaggi che porta quando anche fosse tutto vero (e non ne ho alcuna fiducia) questo stillicidio di elezioni rende la vita politica italiana una continua campagna elettorale in cui lo spostamento anche di un miserabile zero virgola, crea turbative, con la consueta cascata di instabilità e incertezza.
La prima riforma dovrebbe essere quella che una legislatura deve essere portata a termine comunque, a prescindere dalla magistratura, eventualmente anche con una immunità di chi viene eletto per tutta la durata del mandato, perché sono gli elettori e solo gli elettori a scegliere da chi essere amministrati e governati, non un impiegato statale che ha solo superato il concorso da magistrato.
A parte ciò i comunisti sono già in moto, in una guerra tra bande, per individuare l’erede di Errani che possa perpetuare la cappa soffocante delle coop e del “partito” per loro con la "p" maiuscola, dominante dalle nostre parti.
Bene anche il movimento dei partiti di Centro Destra che cercano un coordinamento, una intesa, spinti da giovani valenti come Galeazzo Bignami, Gianluca Pini e Manes Bernardini.
Ma si fanno i conti senza considerare il secondo partito della regione: quello grillino.

Sarebbe così fuori dagli schemi pensare a far convergere i voti del Centro Destra sul candidato grillino nel tentativo di scardinare il sistema di potere regionale (e locale) che si fonda sul binomio coop-pci/pds/ds/pd ?


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