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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, febbraio 13, 2014

Bologna. I ‘danni’ del Civis (bus a fibra ottica) : 91 milioni di euro

E’ sempre più salato il ‘conto’ del Civis, il tram su gomma mai realizzato a Bologna. La Guardia di finanza provinciale, infatti, ha segnalato alla Corte dei conti altri 48,6 milioni di danno erariale che vanno ad aggiungersi ai precedenti 41 e rotti, e facendo lievitare il totale a 91 milioni.
Contemporaneamente le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria contabile otto persone che potrebbero presto ricevere l’invito a deporre: si tratta dei cinque componenti del cda di Atc nel momento in cui fu pubblicato il bando di gara per l’opera, del direttore dei lavori e di due membri della commissione di pre-qualifica che doveva valutare preventivamente i requisiti delle aziende che avevano presentato domanda per la gara.
La nuova ‘tranche’ di 48,6 milioni si riferisce agli oneri per l’esecuzione di opere ‘urbanistiche’ (strade, marciapiedi, pavimentazioni) realizzate per un sistema di trasporto che risultò ‘irregolare’. dire.it
Bologna: sindaco Merola e giunta Cofferati a giudizio per danno erariale
Una vicenda kafkiana se a riportarci alla concretezza non fosse una montagna di soldi pubblici dilapidata. Sì, sono stati sperperati 150 milioni, arrivati nelle casse comunali attraverso imposte e tasse. Il tutto per un mezzo pubblico di trasporto, il Civis, un maxi-autobus di 18 metri a fibra ottica, progettato, ordinato, poi la fibra posta sotto l’asfalto con disagi per automobilisti, cittadini e commercianti, costruite le banchine con le fermate lungo il percorso oltre ad appositi sottopassi e rotonde, realizzati filmati per illustrarne le meraviglie. Il tutto tra stop and go. Stop, perché fare passare in un centro storico medioevale e alla base delle Due Torri, simbolo della città, un gigante di quel genere non solo trovava l’ostracismo degli ultrà dell’ambiente ma anche di architetti e geologi solitamente pacifici. Go, perché comunque i lavori (per lo più appaltati a cooperative) proseguivano e a ogni ripresa il costo lievitava.
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da Imola Oggi



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2 commenti:

Massimo ha detto...

Non capisco ma mi adeguo. I bolognesi leggono, sanno e continuano a sostenere il pci/pds/ds/pd. Intanto Bologna decade sempre più e per strada senti parlare una babele di idiomi. Ormai la vera Bologna resta solo nei libri di Tiziano Costa.

Josh ha detto...

Tutto vero. E per quanto affascinanti i libri di Tiziano Costa, non mi pare siano molto diffusi o vadano a ruba...anche questa purtroppo è una testimonianza dello spirito declinante e di spossesso di sè della collettività locale.