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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, dicembre 17, 2013

Saccomanni, Prodi, Visco, Nussbaum e le... "Emozioni in Politica"

Già alcuni piccoli eventi ufficiali sono accaduti nella Bologna post Forconi. Tutto abbastanza tranquillo, mi risulta, 
ma come sempre, per farsi un'idea di come si pone realmente il potere davanti alla legittima manifestazione di estremo disagio dei cittadini, è necessario leggere tra le righe.


Il 14 Dicembre Prodi (che già s'era mostrato in pubblico più amico del PD in occasione delle primarie, nonostante l'avesse silurato poco tempo fa) con Visco e Saccomanni (allora abbiamo pezzi da 90 della cosiddetta intelligentzjia europeista) erano a Bologna per la "Lettura del Mulino". 

Presente la filosofa americana Martha Nussbaum con la conferenza dedicata alle "Emozioni in Politica".

Certo che un evento con questo nome, in questo periodo in cui la gente si è stufata di una politica finta e serva di banchieri privati ed esteri, e viene spolpata di tasse ed espropriata da azzeccagarbugli per dar da mangiare (anzi, da strafogarsi) a elites di servi nostrani e autoeletti europeisti, 
rischia di cogliere nel segno al 100% o di scagliare del tutto il bersaglio, dipende da come viene trattato l'argomento, finendo per incensare servilmente la casta autoeletta. 

E infatti il tutto pare aver percorso la seconda via, ma c'era da aspettarselo.

   
Riporta infatti il Resto del Carlino:

"L’importanza delle emozioni in politica. Questo il tema della conferenza della filosofa americana Martha Nussbaum, protagonista della tradizionale lettura annuale del Mulino (foto)Ad assistere all'evento c'erano anche l’ex premier Romano Prodi, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni
In platea anche il ministro della coesione territoriale Carlo Trigilia e il rettore dell’università di Bologna Ivano Dionigi.
Un messaggio attualissimo ma al tempo stesso radicato nella storia quello della filosofa: se le emozioni fanno parte della vita, ha spiegato Nussbaum, non possono non far parte della politica. Saperle usare, imparare a governarle, può essere fondamentale per la costruzione di una società più giusta. A questo argomento la studiosa ha dedicato buona parte dei suoi studi e  al medesimo tema è dedicato  il libro ‘Political emotions. How love matters for justice’ che il Mulino pubblicherà nei prossimi mesi.
“Se le persone interessate a sconfiggere la povertà - ha detto -, a promuovere la giustizia per le minoranze, la libertà politica e religiosa, la democrazia e la giustizia nel mondo, rifuggono dai simboli e della retorica, considerando ogni richiamo all’emozione e alla fantasia pericoloso e irrazionale, allora le persone con finalità meno nobili monopolizzeranno queste forze, a detrimento della democrazia. Le emozioni possono essere molto cattive. Ma sono una parte essenziale della vita umana, anche della lotta per la giustizia e per questo dovremmo cercare di immaginare come possano dare il loro meglio”.
Qualche ombra sull'emozione particolare rappresentata dal patriottismo, determinate nella storia degli ultimi secoli: "Il patriottismo - ha detto - non è una cosa buona in sé e per sé. Molto spesso è una cosa pessima. E’ bifronte come il volto di Giano, richiama l’individuo ai suoi doveri verso gli altri, al sacrificio per il bene comune, ma serve anche a definire la nazione contro i suoi nemici, incitando a sentimenti bellicosi”.

TRADUZIONE:

_le emozioni fanno parte anche della politica, ma bisogna saperle governare e dirigere per un fantomatico "bene comune", per cui è necessario (per lorsignori) contenere le emozioni, controllare le emozioni e le menti,
finalizzarle, divide et impera, convincere la gente che il "loro" piano è il migliore. 
E' tutto per il "nostro" bene, l'hanno deciso "i saggi", cosa credete? 
Roba Orwelliana, niente di meno.
"Controllare le emozioni e le menti per una società "più giusta".

_se le persone/politici interessati a sconfiggere la povertà (? ne sono i creatori), alla giustizia per le minoranze (ma qui ormai si cerca inascoltati la giustizia per tutti, altro che le minoranze, manca anche alla media delle persone-"base"), alla libertà politica e religiosa (mi risulta che alla legge Mancino siano aggiunti comma liberticidi di giorno in giorno, siamo al reato multiplo di pensiero ormai, e che la libertà religiosa ci sia anche troppo, manca forse ufficializzare il satanismo con tutti i crismi e poi li abbiamo tutti)
non usano emozioni in politica,
allora le emozioni le useranno quelli meno "buoni". 
E chi sono i meno buoni, secondo lorsignori? 
eh calma, ci arriva.....

_le emozioni cattive in politica usate dai cattivi? 
Una è, secondo lorsignori, il patriottismo. 
Eh sì, perchè se sei patriottico, se ami di più la bandiera italiana, quella del tuo paese, e non la bandiera dell'Europa dei Mercati, il Moloch che ti divora la proprietà, quello -dicono- 
l'è un patriottismo cattivo.

Il patriottismo definisce la nazione contro i suoi nemici, incitando a perigliosi sentimenti bellicosi...
Cioè ci si può unire per difendersi, ma questo ora viene visto come sempre ed intrinsecamente "cattivo". 
Bisogna/è fatto obbligo quindi essere APERTI e PASSIVI, alla MERCE' DI CHIUNQUE.
In soldoni il patriottismo per loro sarebbe cattivo sia quando riporta coesione sociale nazionale (la Nazione, altro tabù in chi distrugge ex Stati Sovrani), sia se la gente s'è rotta di farsi portar via ed espropriare case, redditi, depositi, e si oppone a questa barbarie europeista-mondialista.
Sarebbe un patriottismo cattivo solo perchè tocca il loro interesse apolide, quando invece il patriottismo vorrebbe riportare l'attenzione giustamente alle cose proprie in casa propria; 
consueta visione differente tra rivoluzionati permanenti-finanzieri globalisti Vs identitari sovranisti stanziali e ordinati.

Ormai non ci si nasconde più neanche dietro a un dito.

Josh


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8 commenti:

Nessie ha detto...

E' un lavaggio al cervello continuo, ininterrotto e permanente. E ogni occasione (locale, nazionale e internazionale) è buona per lobotomizzarci.

Josh ha detto...

hai ragione, non si lasciano sfuggire nessuna occasione,
ma trovo questi concetti scandalosi.

Dietro la blandizie delle "emozioni da controllare in politica"
si passa impunemente dall'elogio del controllo delle masse,
al gridare "al lupo" per un sentimento naturale come il patriottismo e il legame alla propria terra,
interpretati adesso come "ostacoli" al NWO e all'economia da rapina della finanza apolide.

Il tutto per gli interessi di lorsignori.

sono schifato.

Massimo ha detto...

E' il risultato del connubio tra due mentalità (più che culture che sarebbe un qualcosa di nobile) dogmatiche: i cattolici "adulti" e i comunisti. Non ammettono che vi siano altri pensieri oltre al loro e si sono messi assieme nel pci/pds/ds/pd in base al principio che se hai un nemico e non riesci a batterlo, allora alleati con lui contro gli altri. Se poi ci aggiungiamo un pizzico di azionismo alla Ciampi e la trasformazione di una ottima idea (il mercato comune europeo) con l'aberrazione dell'unione sovietica europea, unità politica, monetaria e persino legislativa, allora abbiamo un clima plumbeo che ha creato un nuovo feudalesimo, dove l'imperatore è Bruxelles, addirittura un non essere, una cosa, e i vassalli, valvassini, valvassori sono i burocrati alla Prodi.

Josh ha detto...

In aggiunta...

certo che far venire fin qui la Nussbaum
solo per farci ripetere che
"il patriottismo è sbajato e non è mondialista"
ha come minimo del grottesco

Vanda S. ha detto...

Una cosa che ho notato subito quando sono tornata in Italia 3 anni fa, e' stata la scomparsa della musica italiana folcloristica! Personalmente a me piaceva molto canticchiare canzonette di varie regioni, soprattutto in compagnia, ma adesso credo che non esistano giovani che ne conoscono, soprattutto nelle città. Altra cosa che ho notato, e' il "tuttismo", credo dovuto soprattutto all'inserimento di masse straniere che hanno molte difficoltà ad imparare un italiano corretto e, per "accoglierli" si e' passato ad un uso di un linguaggio colloquiale e povero. Tutto questo fa parte del degrado culturale e la sistematica distruzione della nostra identità nazionale, chiaro a e palese piano dei mondialisti. Questi personaggi hanno dichiarato una guerra mondiale non fatta di armi nucleari, ma di una malvagia e spietata strategia di annientamento dell'animo umano e di tutti i suoi valori migliori. Non riesco a concepire un "risorgimento" senza una profonda consapevolezza sia intellettuale, che spirituale. Se fossi una cristiana protestante, affermerei che bisognerà arrivare all'Armageddon e al ritorno di Cristo per cambiare le cose!

Josh ha detto...

cara Vanda, il commento è comparso, grazie...benissimo.

Sì, come dici è scomparsa anche la musica folcloristica perchè segno di memoria e identità:
anche quella come frutto di Tradizione è stata cancellata e annullata. Non sia mai, pensano quei soloni, che sopravviva qualche legame tradizionale con le radici nel "mondo nuovo".

L'impoverimento del linguaggio originario è un altro sintomo, che si specchia direttamente anche nella vita delle scuole, dove si insegna sempre meno. O nella inesistente letteratura recente.

E' proprio una guerra dichiarata senza armi a suon di spread e ricatti vari,
in cui provano a tutti i costi a distruggere sia simboli sia beni reali in vista del loro progetto.



Josh ha detto...

Il risorgere di cui avremmo bisogno è difficile sia perchè non abita nella coscienza di tutti, anzi tutt'altro....

Sia perchè si è fatta tabula rasa della memoria anche di se stessi.

Poi naturalmente se le banche private legate a politici, stampa e UE (e USA)
nella situazione di privilegio attuale possono tenerci per il collo, non si va molto lontano.

scrivi
"Se fossi una cristiana protestante, affermerei che bisognerà arrivare all'Armageddon e al ritorno di Cristo per cambiare le cose!"

A volte lo penso anche io!

conosco bene il protestantesimo, probabilmente ti riferisci a quello americano fondamentalista che ha ancora presente alcuni dati biblici.

Ma è proprio la Scrittura che parla di quelle immagini e in quei termini,
non solo il protestantesimo (di solito in quel caso si tratta di evangelicalismo o pentecostalismo, perchè invece luterani, calvinisti, battisti o i valdesi e metodisti da noi sono moooolto liberals..tipo PD qui da noi, e hanno messo ormai in discussione tutti gli articoli della fede cristiana storica...a volte interpretano la Bibbia col marxismo, e varie teorie destrutturanti)

I cattolici, almeno non quelli "nominali", ma quelli che conoscono Scritture e Tradizioni, pensano la stessa cosa,
ma sperano in una svolta o un po' di respiro magari senza arrivare a tanto
(che comunque alla fine ci sarà, io lo credo letteralmente, per esempio)

ma che siamo in tempi di decadenza ...biblica sono d'accordo appieno.

Molti dati la confermano, anche secondo il tuo interessante input, dall'immagine delle forme di governo sempre più distruttive, come l'immaginifica visione della statua-forme di governo del Profeta Daniele (fase oro, ferro...poi gigante sui piedi di sabbia...)
quanto la stessa Apocalisse, in cui prima dell'Armageddon si verifica una forma di governo-mondiale satanico in cui tutti, disumanizzati, saranno obbligati ad avere il marchio bestiale.
Da microchip a moneta elettronica a sistema unico cui non si può sfuggire, mi sa che non siamo così lontani da quelle profezie.

Josh ha detto...

p.s. A Vanda o a chi passa

brevi considerazioni musicali su radici, tradizioni e identità

http://esperidi.blogspot.it/2011/06/death-of-west.html

http://esperidi.blogspot.it/2012/07/imagine.html

http://esperidi.blogspot.it/2012/07/europa-calling.html