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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, ottobre 13, 2013

B come Bologna

In una domenica in cui il Bologna non perde .. :-) , parliamo di Bologna, la città che sta anticipando la sua squadra di calcio in una rovinosa caduta verso il basso, la serie B e anche molto peggio.
Da anni Bologna non è più la Bologna vetrina comunista, che si lustrava (con i soldi di tutti gli Italiani) offrendo autobus gratis e una immagine dell'amministrazione comunista tanto rilucente quanto falsa.
In una tribuna elettorale di tanti, tanti anni fa, mi ricordo che un giornalista domandò all'allora presidente del consiglio Mariano Rumor, come giudicava la capacità del pci di amministrare Bologna.
Rumor rispose con una sua battuta: Bologna è Bologna perchè l'Italia è democristiana.
Aveva ragione.
Una volta, prima delle riforme delle amministrazioni locali degli anni ottanta, i comuni e le provincie (non parliamo delle regioni istituite - purtroppo - solo nel 1970) spendevano e spandevano e tutti gli oneri finivano nell'unico calderone dello stato centralista.
Le amministrazioni locali, in quel modo, soprattutto quelle che non dovevano condividere le responsabilità del governo nazionale, ne approfittavano per spendere senza limiti e mettersi in bella mostra.
Ecco allora l'autobus gratis e l'effimero di Nicolini (assessore nella Roma di Argan).
Poi venne l'obbligo dei bilanci, i trasferimenti, sempre più ridotti, di risorse dallo stato agli enti locali, le rapine come l'isi (imposta STRAORDINARIA sugli immobili) tanto STRAORDINARIA, da venire resa ORDINARIA con l'ici e quindi con l'imu.
Da qualcosa si poteva tornare indietro (autobus gratis) da molto altro (retribuzioni dei dipendenti locali assunti a piene mani, effimero ...) no.
Faraonici progetti senza futuro vennero pagati ad architetti e urbanisti e tutti portavano a comprimere la libertà individuale: più divieti, più tasse, più multe.
Bologna, città tipicamente "bottegaia", aveva una Fiera.
Mi ricordo che da bambino ero costretto ad andarci e, per me, l'unico aspetto positivo era mangiare i tortellini al ragù (bestemmia per i puristi, ma vi assicuro che sono molto più gustosi di quelli in brodo !), fatti come piacevano a me: saporiti, al dente.
Ma la Fiera, per il commercio, era una boccata di ossigeno.
Arrivò poi il motor show, un volano di interesse e di affari.
Bene (poco) o male (tanto) Bologna era amministrata da personaggi che comprendevano l'anima della città, nonostante tanti prezzi pagati alla ideologia, Dozza, Fanti, Zangheri, Imbeni (peraltro modenese), persino Vitali appartenevano al Popolo se non di Bologna, almeno emiliano.
Guazzaloca fu il tentativo abortito di riprendere un cammino virtuoso.
Poi arrivò un cremonese (Cofferati) che pensava di usare Bologna come trampolino di lancio per una carriera politica nazionale dopo aver fatto danni con il sindacato.
Dopo Cofferati i Bolognesi (non esenti da colpe per il voto che hanno dato e continuano a dare) elessero un mantovano (Delbono) la cui storia è nota e non mi piace infierire.
Si pensava che dopo quei due la città riprendesse coscienza del suo essere, invece elessero Merola, campano.
Cosa ne sa uno così estraneo al nostro humus culturale e tradizionale della nostra città ?
Nulla.
Abbiamo rischiato di perdere il Ciocco Show, perdiamo il Motor Show.
Ma, quel che è più grave, da Cofferati in poi non si è più curata la città.
La fauna umana (ed estranea) che circola nel nostro centro storico è composta da alieni, qui solo perchè non c'è alcuna regola, visto che tutta l'opera repressiva è rivolta verso i cittadini che pagano le tasse ed ai quali è vietato praticamente tutto.
La puzza che alla mattina promana da certi angoli storici è rivoltante ed è l'odore della città di oggi.
Vengono accettati negli asili i figli degli immigrati, ma per i figli dei Bolognesi non c'è posto se non a pagamento.
Vengono concesse case popolari a rom e immigrati, ma le coppie Bolognesi devono trasferirsi a Casalecchio, San Lazzaro o anche oltre, oppure usare un appartamento di famiglia, sul quale, con le nuove regole, pagare l'imu come seconda casa.
Così Bologna non solo è finita in serie B (o peggio) ma così Bologna muore.



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4 commenti:

Josh ha detto...

ma come i tortellini al ragù!? bestemmia!

Solo in brodo.

Qualcuno rompe la regola aurea con i tortellioni asciutti con la panna, ma il ragù proprio no...mi meraviglio di te:-)

Josh ha detto...

resto però dell'idea che Bologna sia morta già con Vitali.

Il passaggio dagli anni 80 ai 90 è stato esiziale per la città e non si è mai più ripresa.

E' da allora che è diventata un paesone...lo dico non per promuovere le amministrazioni precedenti, ma il cambio epocale era palpabile. Accusava tutti i sintomi della crisi più di tutto il resto della regione.

Già dal 92 in poi, fin subito metà 90, si capiva che era cambiato tutto e molte realtà non erano più recuperabili.

Per quanto tu sappia la mia posizione politica, forse anche più a destra della tua, non promuovo nemmeno il periodo Guazzaloca. Che ha fatto in fondo?
Quell'anno Bologna doveva essere capitale europea della cultura e non s'è visto quasi nulla, per nessuna tipologia di persone e per nessuna fascia d'età.

Dopo poi il baratro e lo stra-baratro, come spieghi bene.

Josh ha detto...

Certo che non butta mica tanto bene....
mi rendo conto che stiamo dibattendo su diverse gradazioni di crisi e baratro.

Ma di voltar pagina ancora non se ne parla, purtroppo.

Massimo ha detto...

Siamo noi Bolognesi a dover voltar pagina, definitivamente. Purtroppo non sembra che, a parte qualche Illuminato e un insufficiente 30% che continua a non votare per i totalizzanti al potere (coop, partito, sindacato, librerie ...) pare che il restante 70% sia disposto ad ingoiare tutto. Anche io non salvo Guazzaloca (ha le sue colpe anche pregresse per i compromessi che pose in atto e si candidò solo perchè i comunisti lo silurarono da presidente della camera di commercio) ma Guazzaloca ha una grande esimente: la malattia che lo colpì pochi mesi dopo l'elezione e lo condizionò per tutto il mandato.

Tortellini al ragù ? Sì, so che è una bestemmia per i puristi, ma sono BUONISSIMI ! :-)