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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, settembre 18, 2013

Bolobene e Bolofeccia

Per chi non avesse letto la cronaca un breve riassunto.
Alcuni giorni fa, ai Giardini Margherita di Bologna, è andata in onda una sana scazzottata (senza armi) tra giovani di due opposte fazioni che, tramite uno di quei pericolosisimi "social network" si erano sfidati e insultati via etere, qualificandosi rispettivamente "Bolobene" (ragazzi liceali) e "Bolofeccia" (studenti degli istituti tecnici e immigrati).
Il Carlino, il quotidiano di Bologna e ogni sorta di "benpensanti" politicamente corretti (la versione aggiornata dei parrucconi e dei baciapile di un tempo che, per la legge del contrappasso, rappresentano anche quella parte politica che ha prodotto numerosi "cattivi maestri" durante gli "anni di piombo" e anche dopo, molto dopo ... ) si sono scandalizzati.
Naturalmente non mancano le inchieste dei magistrati pronti a tuonare con importanti dichiarazioni rese alla stampa e ad aprire fascicoli di indagine, ad inquisire e a sentenziare (in ogni accezione del termine).
A me è venuto da sorridere, anzi che due gruppi di ragazzi se le siano suonate a mani nude mi ispira una parvenza di fiducia verso il futuro.
Quelli della mia generazione facendo "a botte" hanno passato l'infanzia e l'adolescenza e credo che le risse giovanili abbiano formato il nostro carattere anche nei confronti dei soprusi che quotidianamente vengono posti in essere da uno stato padrone e non certo amico, con la sua burocrazia cieca e ostile.
Certo, adesso farei fatica a reagire (purtroppo ...) anche se vedo spesso per strada gente che "schizza" per un nonnulla (e certe cronache "nere" ne sono la conseguenza).
Adesso abbiamo sedimentato un comportamento che ci porta a considerare "tabù" la reazione violenta, anche se a volte sarebbe l'unica possibile e posso sperare che, all'occorrenza, l'antico spirito riemergerebbe.
Ma venendo ai ragazzi di oggi,  sono quasi lieto della loro reazione perchè mi mostra un lato sconosciuto di questa gioventù troppo legata ai tabù del politicamente corretto e troppo persa dietro a "social network", internet, sms e scimmiottamenti dei personaggi (di ben scarso spessore) che riempiono la cronaca dei pettegolezzi quotidiani.
I ragazzi che si sono menati pare siano tutti minorenni tra i 14 e i 18 anni, un'età in cui noi avevamo smesso da un pezzo di darcele se non per ragioni di colore politico.
Avevamo smesso da un pezzo perchè avevamo avuto una infanzia in cui avevamo dato libero sfogo al nostro spirito bellicoso, senza che le nostre madri intervenissero o ci limitassero la compagnia dei coetanei per "proteggerci" dai pericoli che comunque avremmo incontrato negli anni, avendole prese e date in egual misura, come è sempre accaduto.
Noi eravamo usciti dalla lettura, anzi dallo studio di "Cuore", dove il buon Garrone difendeva da Franti anche i Nobis e i Votini.
Noi avevamo letto I ragazzi della via Pal, dove il più giovane, il più debole, si rivela alla fine "l'arma vincente" della sua banda.
Noi avevamo palpitato per la Squadra di Stoppa, sperando di poterne eguagliare i risultati.
In tutti questi esempi che avevamo davanti, la differenza esisteva, era accettata, non scandalizzava e, a volte, dava luogo a quelle che io chiamo e confermo "sane scazzottate" e non di rado portava a quelle amicizie che durano tutta la vita, con benefici reciproci.
Da adolescenti noi ci confrontammo con la violenza politica e, come leggo per i ragazzi della "Bolobene" e "Bolofeccia" il cui luogo di ritrovo è per i primi la zona attorno al circolo tennis, per i secondi lo chalet sul laghetto, avevamo i nostri ritrovi.
Zanarini e Frappi e ... improvvisamente mi accorgo che non ho mai saputo dove si ritrovassero quelli di sinistra, quindi immagino che, come è loro costume, sfruttassero qualche luogo pubblico, a spese di tutti i cittadini di Bologna ... ;-).
Non vedo, quindi, quale scandalo, quale problema, quali indagini debbano essere avviate.
Lasciate, lasciamo che i ragazzi facciano i ragazzi e non pretendiamo che si comportino da abatini, correremmo il rischio di castrarli e trovarci con un esercito di eunuchi quando dovranno - perchè ormai toccherà a loro ! - combattere per difendere la nostra terra dagli invasori.
L'intervento degli adulti deve solo essere pronto nel caso in cui si trascenda e spuntino armi e se cominciassero a distruggere proprietà e beni privati o pubblici.
Finchè si trovano, si fanno imboscate reciproche e qualcuno torna a casa con un occhio nero e qualche livido, tutto normale.


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4 commenti:

Josh ha detto...

più cose sono vere e condivisibili in questo pezzo,
ma non è più così secondo la "cultura" corrente.

Una scazzottata infantile o adolescenziale è tabù, per la nostra cultura della passività.

Non è tabù, invece, la baby gang che ruba, rapina, stupra e pesta vecchiette. Quella "è la loro cultura" specie se si tratta di baby gang straniere contro autoctoni indifesi.

Si sono espressi già gli psicologi mediatici su Bolobene e Bolofeccia.

Addirittura hanno incolpato Bolobene, che in quanto borghese avrebbe uno spirito di rivalsa contro Bolofeccia, come i borghesi (ammesso ne esistano ancora)contro il cosiddetto proletariato.

Nell'Italia frammentata, de-culturata, ideologizzata, è impossibile fare qualnque discorso ormai.

Josh ha detto...

Dionigi:
"agghiacciato, ineffabile, indicibile, infraumano, subumano, videoanalfabetismo, subcultura, non riesco a commentarlo, mi dà da pensare, mi preoccupa”

Merola:
"gli adulti litigano troppo e danno il cattivo esempio"

Gli Assessorati:
urgono “percorsi mirati per famiglie e ragazzi” con compartecipazioni tra Ausl e procura dei minori

+ conferenze con preside di un liceo privato con lo psicologo della Polizia

+ consiglieri comunali che devono andare a trovare i ragazzi nelle scuole

"più ordine pubblico ai giardinetti!"
come se il problema sicurezza di Bologna fossero gli adolescenti ai giardinetti e non la cotidiana litania di furti, pestaggi veri e stupri

ma questa era solo una scazzottata qualunque, ecchecc!!

Josh ha detto...

il tutto alla fine sarà presentato come sempre e univocamente "lotta di classe".

i deliri di Mordechai Levi posseggono molti in questa città maledetta.

Serve un esorcismo di massa.

Josh ha detto...

Aggiungo che nell'opinione comune, tra l'altro, i fatti sono stati distorti in questo modo:

Bolobene, sarebbero i figli di papà borghesi che vanno al liceo e sono di destra. Balla!

Ma il liceo, già ai miei tempi lo facevano anche i proletari e figli di operai.
Oggi ma già ai miei tempi il liceo lo facevano anche i comunistelli neosnob radical chic, loro e i loro genitori. Anche il classico era pieno di 68ini e anche di docenti 68enni 68ini.

Attenzione che i colli sopra i Giardini Margherita (da dove si suppone che vengano i Bolobene) sono abitati senz'altro da gente facoltosa, il che non significa siano automaticamente di destra,
ma i loro capitali vengono da Comune, Regione, Partito, Coop, Unipol e similia.
Tra l'altro, mai visti tanti lettori-bene di "Repubblica" tutti in fila come sul 16!

Bolofeccia, che sarebbero i figli di famiglie meno abbienti che vanno agli istituti tecnici, sarebbe il proletariato (categoria oggi inesistente) meno abbiente, e comunista.
Altra balla!
C'è anche una destra sociale concreta, sanguigna, anche reazionaria tra le famiglie con meno possibilità.

Sono già riusciti a distorcere con l'ideologia anche questo piccolo avvenimento...