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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, luglio 17, 2013

Anziani e Turisti taglieggiati dai nomadi nella nuova Stazione


«Ti porto la valigia» e chiedono 20-50 euro. Il fenomeno in aumento alla nuova stazione

Riporta il Resto del Carlino  (art. di Emanuela Astolfi)

"PREFERISCONO i turisti o i viaggiatori anziani. Si avvicinano e con la scusa di aiutarli a portare borse o valigie, che a volte afferrano con prepotenza, chiedono una ricompensa che va dai 20 ai 50 euro. Succede nella nuova stazione dell’Alta velocità e loro sono cittadini nomadi, in particolare rom. Che quando vedono avvicinarsi la vigilanza o gli agenti della Polfer si dileguano.
«Il problema c’è, è inutile negarlo», ammette Giulio De Simone, vice segretario provinciale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia. «I nomadi sono in aumento — aggiunge — . Si aggirano lungo i binari, agli ingressi o nei tunnel e non si limitano alla questua: con il metodo del ‘porta valigia’ chiedono soldi. E non pochi. I servizi mirati che facciamo anche in borghese sono tanti, ma non bastano». Anche l’altro giorno tre nomadi sono stati denunciati. 
Il metodo è sempre lo stesso: prendono di mira soprattutto turisti e persone anziane, si offrono di portare i bagagli e in cambio vogliono un compenso. Ma c’è anche chi aiuta i viaggiatori a fare il biglietto del treno alle macchine self-service e poi pretende il resto.

LA PRESENZA degli uomini in divisa è, ovviamente, un deterrente, per il ‘popolo dei nomadi’ presente nella stazione della Tav, ma le segnalazioni dei viaggiatori sono in aumento. «Noi interveniamo con gli strumenti normativi che abbiamo a disposizione — sottolinea il sindacalista —, li multiamo, sequestriamo i soldi perché sono provento di attività illecita, ma serve a poco. La superficie da presidiare è troppo vasta e servirebbe più personale in divisa o in borghese». 

Nella nuova stazione, 70mila metri quadrati divisi su tre piani, la mole di lavoro per gli agenti della Polfer è tanta. «Servirebbero 80 agenti in più, anche se la stima è molto ampia, rispetto a quelli che ci sono — dice De Simone —, hanno già mandato dei rinforzi e ne arriveranno altri 10, credo dopo l’estate, ma restiamo di molto sottorganico».

POI C’È il nodo delle telecamere. Il sistema di videosorveglianza «non è totalmente attivo: vediamo circa 10 monitor su migliaia, ma dovrebbe essere più efficace a livello telematico. E le telecamere dovrebbero attivarsi al passaggio delle persone». Nella nuova stazione, inoltre, le radio degli agenti di polizia non funzionano. «Non c’è possibilità di fare un ponte radio — dice De Simone —, non è stato previsto in sede di progettazione, e ci hanno lasciato totalmente scoperti. Con i cellulari non si avvisano 20 colleghi contemporaneamente se c’è un’emergenza e non si può stare collegati costantemente con la centrale. E’ una questione di sicurezza, sia degli utenti che nostra».

....

Pare evidente che la nuova Stazione di Bologna è assolutamente insicura e difficile da presidiare, pure. Poveri viaggiatori!

Ma non è finita. Poniamo di esser sopravvissuti a Bologna, aver preso un treno e scendiamo a Firenze....

GRUPPI DI PERSONE TI SEGUONO E RAPINANO!

L'articolo QUI:

"Firenze Stazione-La nuova Furti S.p.A."

Una quarantina di slavi, ben vestiti, si riuniscono ogni giorno all’alba per pianificare i colpi
di Laura Tabegna


Tutto inizia alle 6.30 alla fermata dell’autobus che dall’Osmannoro arriva alla stazione di Santa Maria Novella. Barba fatta e magliette pulite, aria innocua. La prima riunione tutti insieme nella sala d’attesa e poi si comincia il lavoro. Non stiamo parlando di pendolari che ogni giorno attraversano la stazione principale di Firenze, ma di un gruppo di nomadi che dalla mattina alla sera tartassa con i "trucchi" più vari l’ondata di lavoratori e turisti di passaggio per Santa Maria Novella per mettere a segno borseggi.

Sono più di quaranta, uomini e donne. La loro specialità è il furto con destrezza. Sotto gli occhi di tutti, anche delle telecamere della stazione, ogni giorno, senza ferie o festivi, va in scena tra i binari il valzer del borseggio, un vero e proprio racket con appostamenti strategici e logistica da intelligence. Alla Nazione sono giunte segnalazioni da parte del personale interno alla stazione, esausto di questo martellamento continuo: "Vorrei denunciare il forte degrado della stazione - dice l’ultima mail - dovuta anche a una presenza costante e violenta di circa 40 nomadi che sotto gli occhi di tutti derubano turisti...". Grazie a queste segnalazioni, ieri siamo andati sul campo "aiutati" dalla nostra fonte ed è stato possibile seguire ogni mossa del gruppo di nomadi.

La scena che si presenta è questa: mentre gli uomini fanno il palo in diversi punti della stazione, soprattutto nel sottopasso del binario 3, le donne simulano con falsa cortesia di voler aiutare i turisti a portare i bagagli, oppure a fare il biglietto alle macchinette. Basta un po’ di disattenzione e il borsello è già un ricordo lontano. Tutta l’organizzazione è poi corredata da un codice gestuale con cui la banda comunica anche a distanza.  

L’area più battuta è quella dei primi cinque binari, dove arrivano i regionali, meno controllati degli Eurostar. Capita spesso, come hanno raccontato addetti ai treni, che qualche passeggero si ribelli e che dalle adulazioni petulanti i nomadi passino alle minacce. Ieri sono stati anche segnalati atti osceni all’interno di un treno fermo al binario.

Altro bersaglio facile per rubare qualche spicciolo sono le macchinette del caffè e delle merendine. Nell’area della stazione ci sono circa quaranta apparecchi che, come è stato raccontato da un addetto alla manutenzione, sono spesso danneggiate e scassinate, per un totale stimato in circa 10mila euro al mese. Il gioco è semplice: basta inserire una paletta di plastica nella gettoniera con monete di piccolo taglio in maniera da bloccare i soldi inseriti dagli utenti.

Il fatto più disarmante, però, è che la stazione è presidiata con attenzione da molti agenti della Polfer, dalle guardie giurate e anche dagli stessi capotreni, che ormai conoscono i ‘loro polli’. Tutti impegnati ogni giorno in una sfibrante opera di prevenzione. L’azione della polizia però non può andare oltre al continuo e incalzante allontanamento dei presunti borseggiatori dalle loro prede. Se non c’è flagranza di reato, è impossibile l’arresto, e comunque anche le manette non farebbero altro che portare alla sostituzione di un altro attore della stessa scena.
Nonostante lo schieramento delle forze dell’ordine dunque, il massimo a cui si può ambire è un ping pong tra guardie e presunti ladri, dove la prontezza degli agenti a sventare il tentativo di furto sia più efficace di quella dei ladri a frugare nelle borse. Oltre ai quaranta nomadi che ogni mattina timbrano puntuali il ‘cartellino’ della stazione, Santa Maria Novella ospita pure molte facce ormai note negli schedari delle forze dell’ordine. Se non fosse un triste palcoscenico di degrado umano, la comunità ‘parallela’ che abita la stazione potrebbe sembrare una folcloristica armata Brancaleone.

Sempre come raccontato da alcune persone che lavorano in loco, passeggiando sui binari si possono incontrare le cosiddette temibili gemelle. Le due donne sarebbero abilissime borseggiatrici che sanno muoversi all’unisono come due cloni. Fuori e dentro la cella come a casa loro, si racconta che le gemelle sfidano la polizia ogni giorno, senza aver paura nemmeno del plotone di nomadi. In questo desolante teatro di strada, una parte di tutto rilievo è quella della storica prostituta del parcheggio davanti all’entrata della stazione. La prima vittima della ‘bella di giorno e di notte’ è proprio la polizia. Per non mettere le mani addosso alla donna, attrice di continui atti osceni, sono stati gli stessi agenti ad avere la peggio. Sembra che nemmeno le lusinghe di casa e assistenza dei servizi sociali abbiano finora distolto la donna dall’esercizio della sua "professione". E poi alla base della piramide ci sono loro, i senzatetto. Almeno in questo caso la richiesta di una moneta o di un caffè è fatta con un sorriso. Nonostante il pattugliamento continuo che avviene alla stazione, rafforzato anche da telecamere amiche, il racket dei furti riesce quindi a sopravvivere. Non esiste crisi nella microcriminalità, che però conosce la concorrenza. Spesso bande rivali vanno a litigare sui binari, verso la Fortezza. L’unico accordo implicito, infatti, è discutere o picchiarsi lontano dalla polizia. Ma dopo la rissa lontano dalla stazione, torna zelante il solito tran tran: l’attesa del turista distratto appena la polizia gira l’angolo."



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5 commenti:

Nessie ha detto...

Le "gemelle" chi sarebbero? Zingare? prostitute? Tutte e due le cose? La polizia fa quel che può ma poi se le acciuffa ci pensano i magistrati a metterle fuori. Come è avvenuto per quelle zingare che hanno ucciso quella povera ragazza in metropolitana a Roma dopo avergli conficcato la punta dell'ombrello negli occhi. Quella, come sai è "etnia protetta" e nessuno tocchi un rom nemmeno se criminale autentico.

Josh ha detto...

le gemelle sembrano ladre specialiste...

ho riportato gli art. di cui sopra dal Carlino Bologna e dalla Nazione Firenze, con indicate le giornaliste e i vertici della Polizia che ne hanno parlato, visto che in giro bisogna dire che queste cose non sono vere.

La cropnaca non mente e in questi giorni è particolarmente nera.

vai in quelle stazioni e sono cose tangibili.

Josh ha detto...

Prima di tutto a Bologna si parla anche di carenze d'organico, la Polizia non riesce ovviamente a presidiare 70.000 MQ di nuova stazione, ci vorrebbe un esercito,
per di più il tutto è stato costruito senza ponte radio e con le telecamere fuori uso.

Alla faccia della stazione nuova....

A Firenze, spiega così:

"L’azione della polizia però non può andare oltre al continuo e incalzante allontanamento dei presunti borseggiatori dalle loro prede. Se non c’è flagranza di reato, è impossibile l’arresto, e comunque anche le manette non farebbero altro che portare alla sostituzione di un altro attore della stessa scena."

Il che da l'idea anche del numero di ladri in circolazione.

La polizia per un verso anche se li vede appostati non li può arrestare solo perchè "puntano" la gente e le borse.....

Se arresta, i magistrati mandano tutti fuori.

Ricordo l'episodio tragico che hai detto.

Anche oggi 4 arrestati, per uno scippo, ma sono già fuori, ne parla qui:

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/07/17/921123-rapinano-17enne-via-san-mamolo-quattro-marocchini-subito-liberi.shtml

in questo caso non erano nomadi, erano marocchini, pregiudicati e con obbligo di firma, quindi con precedenti, ma il giudice li ha messi fuori lo stesso.

Noi cittadini siamo in balia di qualsiasi belva decida di azzannarci.

Massimo ha detto...

L'abbiamo pensato tutti, appena frequentata, che la nuova stazione sarebbe divenuta il luogo ideale per gli agguati criminali. E invece di pensare a garantire la sicurezza degli Italiani quelli pensano a indagare Calderoli o a riprendersi due clandestine kazake.

Josh ha detto...

Ma certo, ma come si fa a costruirla in modo da non avere ponte radio e con le telecamere fuori uso....la nuova stazione è in-monitorabile, purtroppo per noi.

Anche se, a quanto pare, anche con altre stazioni non se la passano meglio...ma la nostra nuova è il colmo.