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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, aprile 29, 2013

Ministri Emiliani PD nel Governo Letta e prime polemiche

Ci sono parecchi emiliani PD nel nuovo governo Enrico Letta, 
anche se si vocifera già di qualche polemica interna al partito per l’assenza diretta di rappresentatività di Bologna,  
mentre altre città emiliane (Modena, Ferrara, Reggio Emilia....) hanno in quota svariate figure.
Incredibile il PD che ancora abbia da discutere di faccende intestine che si snodano tra suoi rappresentanti di città emiliane in questa fase. 
Tanto il PD rappresenta interessi talmente "altri" che una città o l'altra non fa alcuna differenza.



Si possono infatti ricondurre all'Emilia:
da "esterna", Anna Maria Cancellieri, già Commissario straordinario che ha amministrato Bologna (anche se non è originaria di Bologna) dopo lo scandalo PD Delbono; poi con il governo Monti presiedeva l'Interno, ora è alla Giustizia.

Su 21 ministri, quattro (più Cancellieri) vengono da incarichi zona Emilia.
Al governo nazionale il PD mette i frutti raccolti in loco dalla "lungimiranza" degli emiliani.



Per Rapporti con il Parlamento ecco Dario Franceschini, ferrarese, presidente del gruppo PD alla Camera fino alle ultime elezioni e già segretario del partito.
Quello che diceva di mollare le case di proprietà, "palla al piede" degli italiani, per andare a cercare lavoro precario senza tetto nè legge raminghi per l'Europa.



Sarà invece Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia ovviamente PD, presidente dell’Anci da due anni, il nuovo Ministro per gli Affari regionali. 



Ministro delle Pari opportunità e Sport sarà l’olimpionica della canoa Josefa Idem: non è proprio emiliana,
è di origine tedesca, unitamente alla vocazione, anzi alla "mission" "International" PD,
eletta a febbraio al Senato della Repubblica dopo essere stata capolista per l'Emilia-Romagna PD.



Infine il primo ministro di colore della storia italiana, che viene dal PD Modena, ma originaria africana.
Cecile Kyenge, signora 48enne medico oculista nata in Congo, a Modena è stata eletta consigliere provinciale PD nel giugno 2009 e poi è diventata responsabile regionale Emilia-Romagna per le politiche migranti del PD, infine portavoce nazionale della rete Primo Marzo a favore dei diritti degli stranieri e degli immigrati. 
Alle ultime elezioni pochi mesi fa era stata eletta deputata PD, e oggi dopo poche settimane è Ministro.

Qui un suo intervento agguerrito su Libera circolazione delle genti, 
auspicio di nuova Legge sulla Cittadinanza e desiderio di abrogazione della Bossi-Fini 
per fare dell'Italia una terra di tutti e di nessuno. 
Del resto la penisola italica è ormai un corridoio tra NordEuropa e popolazioni mediterranee.

Con lei fu eletto per il PD alle ultime elezioni anche Khalid Chaouki, responsabile Nuovi Italiani del PD.

Sempre a marzo la Kyenge è stata una dei quattro firmatari - con Pierluigi Bersani, Khalid Chaouki e Roberto Speranza - della proposta di legge depositata alla Camera sul riconoscimento della cittadinanza agli immigrati, uno degli otto punti che lo stesso Bersani nei 2 mesi di tentennamenti aveva proposto per il governo.



«Per me è una grossa soddisfazione», aggiunge la Kyenge, ricordando che il suo percorso «è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del PD:
sono la portavoce di una politica fatta all'interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della societá civile che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza», conclude.

eh?
Non mi ero proprio accorto che la società civile italiana, 
in preda a fallimenti e suicidi, 
chiusure di migliaia e migliaia di industrie e attività, 
ipertassata,
afflitta da mancanza assoluta di lavoro e stabilità,
tagli alle pensioni, strozzinata dalla UE,
da Equitalia,
abbia come priorità per gli italiani, 
abbia come "forte istanza per gli italiani"
abbia come "forte richiesta"  
addirittura "a gran voce" la questione cittadinanza agli stranieri,
la riformulazione di ius soli  e abolizione dello ius sanguinis.

Per di più senza passare per una consultazione vera di tutti gli italiani, 
che sarebbero, casomai, gli unici a dover decidere di una questione così basilare. 
E' tutto il popolo italiano che dovrebbe decidere chi può o non può entrare in casa sua,
e con quali regole. 
Invece ora è il migrante che decide, al posto del padrone di casa, le regole per entrare in casa sua. 
Ma visto che la nostra Costituzione, per Napolitano e per Benigni, è "la più bella del mondo", non si vede perchè non debba continuare a valere lo Ius Sanguinis, come per il resto d'Europa, tranne sparute eccezioni.

La nuova Ministra desidera annullare le attuali leggi sull’immigrazione, ma insieme salvare l'occupazione per tutti, aprendo però le frontiere del mercato del lavoro a tutti i migranti. E' impossibile, non essendoci lavoro.

Vorrebbe estendere la cittadinanza a chiunque, abbattendo i pochi paletti giuridici rimasti, col rischio di far saltare (ulteriormente) anche sistema pensionistico e contributivo.

Gli italiani razzolano oramai nei bidoni dell'immondizia per sopravvivere.
Può esistere un “Ministero dell’Integrazione” (sviluppo comunque del precedente ministero montiano affidato a Riccardi) guidato con le pretese su espresse?
Si potrà essere Ministra degli Italiani che già sono tali,
mentre si è impegnati a far diventare Italiani coloro che ancora non lo sono?
Si può giurare sulla Costituzione Italiana,
mentre si dichiara di volerne espungere alcuni principi assodati in essa contenuti, 
tra cui lo Ius Sanguinis? 
Si potrà mai fissare un numero chiuso all'immigrazione "sostenibile", visto che il nostro territorio ha un numero di kmq chiusi e non così estesi?

Ma il mondialismo e l'NWO dovranno pur avanzare, e il PD s'è sempre fatto carico di quella agenda, gradita ai potentati esteri globalisti, fautori della dissoluzione di casa propria...
Ora anche con l'appoggio di Bonino (ECFR) e Boldrini (ONU Rifugiati), ben note per le loro posizioni assolutamente aperturiste a riguardo.


Per il PD da-Bologna-proprio-Bologna in effetti nessuno è Ministro, 
i bolognesi PD si rassegneranno.
In fondo nemmeno la Kyenge è proprio di Modena, 
infatti sta a Castelfranco, cioè giusto a mezza via tra Modena e Bologna.


alcune informazioni prese da qui

Josh


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4 commenti:

Massimo ha detto...

Se togliamo i due stranieri che in Emilia hanno solo trovato terra fertile per stabilirvisi, i ministri emiliani sono due. Che la Cancellieri poi sia stata commissario a Bologna e a Parma non la rende necessariamente emiliana (anche se il fisico da arzdoura ce l'ha ...:-).

Josh ha detto...

Sì, ma per il PD i 2 stranieri sono italiani e anzi emiliani uguale e anche di più.
O Comunque frutto delle politiche emiliane :-)

Ho voluto scrivere 2 passaggi in falsariga perchè in uguale falsariga è lo stesso s-ragionamento del PD:

Gli stranieri sono comunque il futuro vero del PD, sia per loro ricerca di voti, sia per progetto de-nazionalizzante cui il PD ha aderito di cuore.

Chiaro che c'è poco di emiliano anche in Franceschini:
l'Emilia anticamente era un luogo molto legato alle tradizioni della terra, delle proprie origini,
e lui invece proponeva di andar per il mondo a cercare lavori precari....

Josh ha detto...

Nel PD locale poi c'è chi ha notato che il PD di Modena è rappresentato dalla Kyenge, quello di Ferrara da Franceschini, quello di Reggio Emilia da Del Rio...
e Bologna?

beh c'è la Cancellieri che ha fatto un po' di interregno...magari si apsettavano che fosse Ministro Delbono o Merola?

Comunque allora si consoli il PD bolognese perchè la Kyenge abita a Castelfranco, che è lì a metà tra Modena e Bologna.

Josh ha detto...

E' chiaro che c'è un filo d'ironia,

le questioni sul campo sono molto serie,
sia per la nostra vita, sia per il futuro di quel che rimane dell'Italia.