Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, aprile 19, 2013

Il Peggio parte sempre dalla Bologna comunista





Autorevoli personalità, anche se trite e ritrite, danno Romano Prodi al Colle dopo Giorgio Napolitano. Settimane fa, si sbilanciò per lui il Corsera che lo ebbe tra i collaboratori. L'augusto Paolo Mieli, che già nel 2006 lo candidò a Palazzo Chigi, lo vede favorito al 95 per cento. 
Di simil parere sono il mordace Enrico Mentana e il pensoso Gad Lerner. Non ha ancora profetato il venerando Eugenio Scalfari ma le sue inclinazioni prodiane sono note.

Prodi ha un cursus di peso - presidente Ue, due volte premier - anche se, essendo accanitamente di parte, difetta della neutralità che sarebbe il più bell'ornamento di un inquilino quirinalizio. Il nodo, però, sono i misteri che aleggiano sulla sua persona. C'è intorno a lui un quid inesplorabile, emerso in diverse circostanze, che egli stesso, trincerandosi dietro il famoso sorriso giocondo, rifiuta di chiarire.
L'episodio che lo rese famoso è la seduta spiritica del 2 aprile del 1978, sedici giorni dopo il sequestro di Aldo Moro. Il professore, con altri amici, si trovava nel rustico del collega Alberto Clò, in località Zappolino, trenta chilometri da Bologna. Con i bimbi in giardino e le mogli in cucina, gli uomini si chinarono su un foglio con le lettere dell'alfabeto e, chiedendo lumi sulla prigionia di Moro, lo percorsero con una medianica tazzina di caffè. Gli spiriti risposero: Gradoli. Prodi si precipitò a Roma nella sede Dc di Piazza del Gesù, per comunicare il responso dell'Aldilà. Causa equivoci, gli inquirenti finirono a Gradoli, paese laziale, anziché nella romana via Gradoli, dove effettivamente Moro era incarcerato. Vi giunsero solo giorni dopo, col covo ormai vuoto e la sorte del prigioniero segnata. Ma ciò che conta, è che l'informazione era buona. Come l'aveva veramente avuta Prodi? Lui ha sempre giurato sulla seduta spiritica. Tutti sono invece convinti che si sia inventato un paravento per coprire un tizio in carne e ossa. I più - da Andreotti, al ds Pellegrino, all'ex vicepresidente Csm, Galloni - pensano che la soffiata venisse dai collettivi universitari bolognesi o da Autonomia operaia, ossia tipi loschi vicini alle Br.
Da 35 anni, Romano convive con questo sospetto. Nessuno finora lo ha preso per la strozza ingiungendogli di dire il vero. Dormono le autorità, ronfa la stampa e le illazioni infittiscono. L'ultima, del 2005, è che ci sia stato lo zampino del Kgb. Per un uomo che potremmo vedere presto sul Colle, l'alone è pesante. Ma lui fa lo gnorri. Imperterrito.
Seduta spiritica a parte, di connessioni tra Romano e spionaggio sovietico si è supposto molto nell'ultimo decennio. Primo a parlarne, nel 2006, fu un eurodeputato britannico, Gerard Batten. Stando a costui, l'ex agente dell'Urss, Alexander Litvinenko (poi ucciso col polonio dagli ex colleghi) gli avrebbe rivelato che «il nostro agente in Italia è Romano Prodi». Colma la lacuna, una seconda testimonianza che in parte conferma e in parte attenua questo imbarazzante passato prodiano. Un altro ex Kgb, Oleg Gordievsky, in un'intervista al senatore Paolo Guzzanti, già presidente della Commissione d'inchiesta Mitrokhin, disse: «Non ho mai saputo se Prodi fosse o no reclutato dal Kgb, ma una cosa è certa, quando ero a Mosca, tra il 1981 e il 1982, Prodi era popolarissimo nel Kgb: lo trovavano in sintonia dalla parte dell'Unione sovietica». Dunque, se non agente, perlomeno simpatizzante del paradiso socialista in anni in cui Romano era già stato ministro (1978) e assumeva la guida dell'Iri (1982). Quanto ci sia di vero, è impossibile dire. Sconcerta però che Prodi (ma neanche la magistratura) abbia diradato quest'ombra. Lui tace per ridimensionare, ma l'effetto è di lasciare se stesso in balia di sconcertanti interpretazioni.


Ora, si è aperto il capitolo Cina. Romano, dopo la delusione per la cattiva prova del suo ultimo governo (2006-2008), ha rivolto l'attenzione al gigante orientale. Da anni, è più a Pechino e Shangai che a Bologna. Tiene corsi alla scuola del Partito comunista, è popolare mezzobusto nelle tv locali, pontifica nelle università. È il perito dei cinesi per i loro affari nell'Ue e in Italia. Il suo compito più rilevante è quello di consulente della nuova agenzia di rating cinese, Dagong, che fa valida concorrenza alle tre sorelle Usa, Moody's, Fitch e S&P. Poiché Dagong, a fine 2011, da poco insediato il governo Monti, abbassò l'affidabilità del debito italiano, ci si chiese che parte avesse avuto Prodi nella bocciatura. Più o meno esplicitamente fu accusato di essere il cavallo di Troia cinese nelle nostre faccende. Romano querelò Libero che aveva alluso senza però degnarsi di spiegare il suo ruolo nella vicenda. Con il risultato di tingersi ancora più di fosco.
Sempre sull'indecifrabilità del suo comportamento, ve ne racconto un'altra. Il primo che cercò di dare con beni pubblici una bella mano all'arricchimento di Carlo De Benedetti, proprietario di Repubblica, è stato il nostro Prodi (gli altri furono Carlo Azeglio Ciampi e Giulianino Amato). Graziosamente introdotto dal giornalista Scalfari, l'Ingegnere si presentò da Romano presidente dell'Iri e gli chiese di cedergli la Sme, holding alimentare. All'istante, Prodi si accordò per vendergliela a 497 miliardi di lire. Un regalo. Tanto che il governo Craxi (siamo nel 1985), ignorando la stipula, mandò il piano all'aria.
Si seppe poi che prima dell'Ingegnere si era fatta avanti la Heinz. Fu il ministro liberale dell'Industria, Renato Altissimo, ad annunciare a Prodi l'interesse della multinazionale. Romano però fu secco: «Neppure alla lontana c'è l'ipotesi di una vendita Sme. Hai idea del prezzo? Stiamo parlando di millecinquecento miliardi». Un mese dopo, saltò fuori che aveva firmato con De Benedetti. Altissimo, infuriato, andò da Prodi e gli chiese: «Perché a Renato (cioè a lui, ndr) hai detto no e a Carlo sì?». Romano, con un sorrisone da zucca di Halloween, replicò: «Perché Carlo ha un taglietto sul pisello che tu non hai». Sottile allusione al fatto che De Benedetti, essendo ebreo, fosse circonciso. Con annesso sottinteso che non si poteva dire no alla fantomatica «lobby ebraica». Se Altissimo gli avesse anche chiesto perché valutando la Sme 1.500 miliardi in maggio, abbia tentato di venderla in giugno per 497, la risposta sarebbe stata oltremodo interessante.
Ma ciò non avvenne. Il silenzio si aggiunge alla lista dei misteri di Prodi. Vogliamo davvero al Quirinale un uomo che porta con sé un simile fardello da spy story?

da "Il Giornale"  art. di Giancarlo Perna

esulta nel frattempo anche il PD bolognese,
sperando in Prodi Presidente della Repubblica dei sinistrati eurotici. 
Addirittura entusiasti il sindaco Merola, e Donini che vede in Prodi "un giorno nuovo".

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico.  (...)
Cosa possa trovare Donini di "nuovo" in Prodi lo sa solo lui,
data la carriera su esposta nell'articolo del Giornale: Prodi rimane personaggio comunque vicino a poteri forti da sempre (basti vedere il ruolo pro Euro, o quello pro Soros...) e in giro da molti, molti decenni.

sotto, una pittoresca maglietta degli oppositori (che sono oltre metà del paese, e una parte dello stesso PD), gioco verbale dal famoso film  "Il Diavolo veste Prada", con Meryl Streep, regia di David Frankel (2006) -ispirato, tragica metafora, ad Anna Wintour di Vogue...quella, influentissima, che fece ridurre la settimana della moda milanese-italiana a 3-4 giorni invece dei 7 per promuovere gli interessi della claudicante moda USA ed estera, a dispetto della nostra manifattura e industria.-


Josh

Entra ne

9 commenti:

Nessie ha detto...

Carina la maglietta indossata dalla Mussolini. Conoscevo già l'articolo di Perna. Ovvero il lato oscuro del Mortadella.
Per stasera Prodi non raggiunge il quorum. Ovvio, domani non si sa.

Però devo togliermi qualche sassolino dalle scarpe. A distanza di poche ore dopo i miei commenti da Massimo, ho avuto ragione io : MAI fare PATTI coi comunisti.


Massimo dice: "Meglio un comunista spregevole ma non pregiudizialmente ostile a Berlusconi e al Centro Destra (soprattutto se hanno contribuito ad innalzarlo al soglio quirinalizio) che un comunista spregevole eletto perchè rappresenta la quintessenza dell'antiberlusconismo. Poi che sia Amato, Marini o persino D'alema, non fa molta differenza".

17/apr/2013 18:20:00



Nessie ha detto...
"Berlusconi (e te) vi fate solo delle pie illusioni: "comunista spregevole" significa in sé anche essere ostili. I sognatori siete voi".

Con questa gente non puoi nemmeno metterti d'accordo sulle previsioni metereologiche. E difatti hanno estratto dal cilindro...la Mortadella. Proprio quella che non era nei PATTI.

Josh ha detto...

sono dei Giuda, Nessie, anche dopo la parola data e patto sottoscritto.

Io che abito a Bologna vuoi che non lo sappia? :-(

Del resto occuparono tutte le cariche anche quando elessero napolitano. E allora il governo de sinistra aveva si e no 20.000 schede in più degli altri.

Ma mai mai fidarsi dei "compagni"

Nessie ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Nessie ha detto...

In questa elezione ne hanno presi ancora meno che nelle elezioni del 2006-2008. Eppure guarda te a che razza di asso pigliatutto si mettono a giocare, questi farabutti!

Oltretutto hanno sospeso la formazione di un governo da oltre 50 gg, e ci fanno vivere in un interregno dannosissimo.

Josh ha detto...

tra fasullame grullino e rottami del PD fanno e disfano incuranti della sorte degli italiani

sono Vergognosi!

Massimo ha detto...

"Meglio un comunista spregevole ma non pregiudizialmente ostile a Berlusconi e al Centro Destra (soprattutto se hanno contribuito ad innalzarlo al soglio quirinalizio) che un comunista spregevole eletto perchè rappresenta la quintessenza dell'antiberlusconismo. Poi che sia Amato, Marini o persino D'alema, non fa molta differenza" Confermo. Nessun patto con i comunisti, ma realismo sui numeri che obbliga il Centro Destra ad accordarsi, visto che senza un presidente della repubblica non si torna al voto. Marini era il "comunista spregevole" ma non pregiudizialmente ostile. Prodi era il "comunista spregevole" ed ampiamente ostile. Anche per le possibili modalità di elezione: il primo con i voti determinanti del Centro Destra, il secondo con i voti determinanti di Sel e di qualche talebano antiberlusconiano dei grillini. Fortunatamente non si è ripetuta la vicenda Grasso. Adesso non si creda che il presidente che sarà eletto sarà meglio. Sarà sempre un "comunista spregevole". E' da vedere se sarà, ancora una volta, non pregiudizialmente ostile oppure se sarà una scelta (tipo Rodotà) in chiave decisamente antiberlusconiana e, quindi, contro il Centro Destra. Per quanto mi ripugni, il realismo politico mi induce a sperare che sia la prima opzione. Poi si vedrà, tanto meglio non possiamo ottenere e finora la strategia di Berlusconi, anche in funzione dell'immagine e della pubblica percezione di responsabilità, non ha fatto una piega.

Nessie ha detto...

I comunisti sono sempre "ostili". Dal latino "hostes". Ma oltre che "hostes" anche "inimicus". Cioè nemici interni.

Nessie ha detto...

Chiedo venia: "Hostis".

Josh ha detto...

Incurante della delicata situazione politica, economica e istituzionale del Paese,
il Pd continua a considerare l’elezione del Presidente della Repubblica alla stregua di un Congresso di partito
e autopropone e autosilura le proprie stesse figure, costringendoci ad assistere all'immondo spettacolo in cui l'Italia e le nostre sorti vanno sempre più a fondo, senza che a nessuno importi nulla,
mentre i famelici poteri forti esteri sono lì a giocare a scacchi con i politicanti imbecilli.
Sono schifato, alla faccia della superiorità morale.

Tanto il PD sarà finito, ma il monstrum horrendum paracomunista e mondialista con massoni al seguito è già nel m5S.