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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, febbraio 08, 2013

Teatro, MacBeth e Centenari

E del Gufo udii lo stridere....
(MacBeth, Atto II, Scena 2)

Se a Milano per l'apertura della stagione alla Scala, con Barenboim s'è assistito a una regia "creativa" per il Lohengrin
con dismissione delle sontuose scenografie usuali, per un Wagner dall'azione forzatamente spostata dal medioevo dov'era.... al dramma piccolo-borghese fine '800, con il Cavaliere del Cigno senza Cigno....

 (Il MacBeth di Verdi a Bologna secondo Bob Wilson, uno dei fotogrammi più suggestivi)
 
 ...A Bologna, il "MacBeth" di Verdi al Comunale, per i 250 anni del Teatro e i 200 anni del Compositore, è stato realizzato con la direzione di Roberto Abbado e la regia di Robert Wilson (già con Philip Glass in "Einstein on the Beach", e con numerosi altri artisti, tutti contemporanei e modernissimi però, non certo lirici, tra i quali ancora William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Tom Waits e David Byrne). 

(Teatro Comunale di Bologna)

Nulla da obiettare per la parte musicale; insolite alcune soluzioni di regia al limite del gotico (appropriato, dato il tema) con scomparsa però del decor tradizionale, inserti di elementi multimediali, forse un filo sperimentali, pensando allo spirito originario verdiano, seppur in territorio shakespeariano.
Di Wilson, il regista, è stata sia in Fiera e a Palazzo Saraceni l'installazione ispirata al Macbeth...con brevi filmati dei gufi (e di altri animaletti del bosco, ricci compresi) in multischermi appesi come quadri su davvero insolito fondo a pois. 

 (i gufi di Bob Wilson)

Sempre esterrefatto dei nuovi allestimenti modernisti di opere classiche e profondamente tradizionali, 
rispetto al lavoro Barenboim-Guth, stavolta preferirei le scelte di Wilson, 
anche se rimane vero che ci sono maestranze italiane che rimangono senza lavoro continuando ad affidare a stranieri la messinscena stravagante di nostri capisaldi dell'arte, 
e continuando a rendere più essenziale e più spoglio l'allestimento per es. con l'uso del digitale, 
si penalizza quello che era il prezioso artigianato dei decoratori e di tutti coloro che allestivano manualmente la machina del teatro. 


Ci sono stati in passato obblighi di sacrosanti studi, lunghi e faticosi, affinchè chiunque si occupasse di arti e linguaggio rispettasse le volontà dell'Autore originario: questo vale nella filologia letteraria, ma anche musicale (anche lo spartito è un "testo"). Vale anche quando ci si accosta a Wagner e Verdi.
Spiegare un testo, illustrarlo fedelmente in tutte le sue valenze, metterlo in scena significava renderlo vivo ma insieme autentico, sempre più vicino alla volontà dell'Autore. 
E' chiaro che oggi vanno per la maggiore chiavi di lettura e allestimenti non ortodossi e liberi rispetto agli Autori originari e ai libretti, e la filologia non è più il metodo principe per capire un'opera, ma la rilettura ammodernata
Forse in omaggio al clima di "Rivoluzione Permanente" in cui siamo forzatamente immersi. Ma il rispetto degli Autori, dei testi, dei libretti, dei significati simbolici originari doveva essere un obbligo vincolante sempre, 
e di più se si tratta di Centenari celebrativi.

Josh


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5 commenti:

Massimo ha detto...

Non ho visto l'opera, ma condivido in toto la tua conclusione che è di carattere generale e applicabile a qualunque trasposizione di ogni singola opera del passato.

Nessie ha detto...

Roberto Abbado è il figlio di Claudio Abbado?
Sapevo che era stato malato a lungo (parlo del secondo), ma poi ha ripreso l'attività.
Non ho ben capito che ci azzeccano William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Tom Waits e David Byrne. Bah! Cos'è una "contaminazione"? perché qua quando non sanno come girartela la chiamano così.

Quella del Lohengrin con l'ala fatta a origamo bianco e pure dimezzata, mi rimarrà per sempre nella mente. Ma possibile che ci si debba sempre vergognare di essere il Paese delle cento arti e dei cento mestieri per cedere il passo a tutto questo fasullame?

Josh ha detto...

Roberto è nipote di Claudio.

Sì Claudio Abbado era stato malato, ma si è ripreso, c'era in dicembre un suo spettacolo (filologico!) al Manzoni, con esecuzioni di brani DOC dal 1600.

William S. Burroughs, Allen Ginsberg, Tom Waits e David Byrne...erano gli artisti con cui Bob Wilson aveva lavorato in passato: alcuni bravi senza dubbio, e non banali, comunque nessuno di loro si occupava di opera lirica italiana, questo è il fatto.

No il mMcBeth non è stato contaminato con Tom Waits: ah ah te l'immagini?:-) o con Philip Glass ...

Però per le scenografie c'è stato molto uso del digitale. Poteva andare peggio, visto quel che c'è in giro, ma iconograficamente non è sicuro un MacBeth classico.

Deve cambiare qualcosa anche nel mondo della cultura.

Josh ha detto...

E' vero Massimo..la filologia che portava a ricostruzioni storiche e a rispetto di testi e autori dovrebbe essere comunque la regola, vale in questo caso e in tanti altri, se si ama l'arte, la letteratura, la musica e tutto il resto.

Ma anche se non si ama moltissimo, al di là dei cultori stretti dei generi, uno può anche disinteressarsene perchè pensa che l'arte non sia un bene di prima necessità.

La questione è sottile, come tutte le manipolazioni che vengono fatte intorno alla cultura:
alla radice dell'arte e delle forme di espressione c'è l'anima dei popoli, il suo cuore storico,
si tratta quindi di non smarrire una Tradizione, una testimonianza vitale.

Nessie ha detto...

Ti ho fatto una domanda da eresia (Tom Waits ecc.) , ma ti assicuro che in vita mia ho visto di quelle "contaminazioni" così assurde, che manco te le immagini.