Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, dicembre 19, 2013

Centri sociali contro i CIE e caso Lampedusa delle Coop Accoglienza

Gridano "mai più CIE!" davanti ai centri soggiorno temporaneo per clandestini. 


 (immagini pacifinte)

Comunque la si pensi, finchè la legge è l'attuale....ma il punto non è questo
 


In questo caso la manifestazione violenta a Bologna era contro il CIE in Via Mattei, tra parentesi pure chiuso e vuoto, per lavori di ristrutturazione.
Associazioni e centri sociali sfilavano davanti alla struttura per chiederne la chiusura definitiva. Attimi di tensione quando gli attivisti hanno cercato di apporre le solite scritte sui muri.

La Questura assicura che la Polizia non ha fatto alcuna carica, ma ci sono 8 Agenti feriti, di cui 3 ricoverati in ospedale e un ustionato.
E' il pacifismo rosso, ovviamente, come ben noto.
La notizia completa al link.
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/12/18/998780-manifestazione-cie-tensione.shtml#13

Indubbiamente gli animi sono stati riscaldati (a parte il fiammeggiare sempre pacifista delle foto) dal servizio andato in onda in televisione sulle condizioni di un Centro di Accoglienza a Lampedusa, in cui si vedevano docce e code di persone denudate con poca dignità. 
Su quel caso è in corso un'indagine, di cui la tv in dettaglio non parla, e poco anche la stampa.

Ci dice molto di più DAGOSPIA!

Dietro alla parola "accoglienza" l'ombra delle cooperative compagnucce di Legacoop. Più immigrati fanno entrare, più alti sono i loro compensi:  (l'articolo è al link)

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-toh-fa-capo-ai-compagnucci-della-legacoop-il-consorzio-sisifo-che-detiene-il-68676.htm


Allora fatemi capire...i centri asociali rossi protestano contro i CIE e le cooperative che gestiscono i Cie, che -dice Dagospia- sono rosse come i centri asociali. Mi pare se ne guardino bene, infatti, dal nominarle.
Protestano contro se stessi, in fondo.

Prelevo tale quale dall'Art.

TOH! FA CAPO AI COMPAGNUCCI DELLA LEGACOOP IL CONSORZIO “SISIFO” CHE DETIENE IL 67% DELLA SOCIETÀ DI GESTIONE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI LAMPEDUSA - 2. LEGACOOP GESTISCE ALTRI CENTRI IN CONDIZIONI ANCORA PEGGIORI DI LAMPEDUSA.....(mooolti più dettagli su Dagospia, e articoli correlati di Stampa e Repubblica al link poco sopra)


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mercoledì, dicembre 18, 2013

Collettivo femminista occupa la Basilica di San Petronio

No, non siamo nel 1968.
Eppure ecco un altro gesto sconsiderato, frutto della solita mentalità deviata comunista e 68ina che lede la Santità dei luoghi, e che richiederebbe una S. Messa di Riparazione. 

Il Collettivo femminista XXX irrompe in San Petronio per contestare l'obiezione di coscienza alla legge 194 con l'esposizione di uno striscione: "Voi occupate i consultori, noi invadiamo le chiese"

Come sono democratiche a non permettere l'obiezione di coscienza! a non accettare che qualcuno la pensi e voglia agire diversamente da loro. Processo contro Dio stesso!

ma per favore....



la notizia qui

Bologna, 16 dicembre 2013 - Il collettivo femminista XXX ha fatto, nel pomeriggio, una protesta contro l’obiezione di coscienza sull’aborto nella basilica di San Petronio. Hanno esposto, per alcuni minuti, uno striscione con scritto: ‘Voi occupate i consultori, noi invadiamo le chiese’.

“Vogliono dividerci - si legge nel comunicato che hanno diffuso - in donne di serie A, che hanno un reddito elevato e possono permettersi le cliniche private, e donne di serie B, precari e migranti che non potranno mai permettersele e ricorrono percio’ all’aborto clandestino. Non possiamo accettare questo medioevo politico e morale, questa sporca commistione tra potere pubblico e religioso che ci riporta ai tempi delle morti per aborto clandestino. Non torneremo mai indietro. Vogliamo che l’obiezione di coscienza alla legge 194 sia vietata in tutti i consultori e le strutture pubbliche, perche’ essa rappresenta una discriminazione di sesso, classe e razza, nonche’ una violazione dei nostri diritti alla salute e all’autodeterminazione’’.

L'obiezione di coscienza alla legge 194, visto che implica un OMICIDIO, deve rimanere possibile. 
Deve continuare ad esistere cioè personale medico che possa non essere obbligato a procurare un aborto, se la sua coscienza legittimamente glielo vieta.
Imporre la rimozione dell'obiezione di coscienza è costringere il personale medico all'omicidio, o cacciare il personale cattolico.

Non c'è che dire, che signore democratiche, ah sì!
Loro no che non violano l'autodeterminazione degli altri!


Inquietante poi il messaggio delle "rivoluzionarie":
"Voi occupate i consultori,
noi invadiamo le Chiese"
come sempre zeppo di falsità: 
nessun sacerdote "occupa" i consultori,
sono le rivoluzionarie che non rispettano la libertà di coscienza dei cattolici nella società "civile" e violano anche un luogo sacro.

Perversa anche la "logica" dimostrata nella parificazione
tra consultorio e Chiesa, tra luogo di "libertà assoluta d'aborto" quindi di morte,
e Chiesa-Tempio della Vita Eterna e Uomo-Donna-Chiesa come Tempio di Dio.



Perchè non vanno ad occupare le moschee, in cui le donne non potrebbero nemmeno entrare, 



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Prima in Norvegia, poi da noi: chi vuole la lapidazione

La Norvegia è uno di quei paesi in NordEuropa di cui si è spesso immaginosamente favoleggiato, grazie al suo liberalismo (nonostante la monarchia parlamentare). 





Scenari naturali da togliere il fiato e frutti del progressismo (religione nazionale è il protestantesimo luterano). 
Grande ricchezza, sudata indipendenza dalla Svezia, scoperta del petrolio nei' 60, aurore boreali da capogiro e fiordi.  (sotto, Bergen)



Pur non facendo parte dell'Unione Europea (come intesa ora) ufficialmente,
ne ha portato avanti a lungo miti, concetti di modernità e politiche, 
tanto da esser spesso citata edenicamente come "In NordEuropa invece" (...).

Questo breve excursus è solo un sottofondo storico-ambientale sul "dove",
prima di mostrare un video ufficiale 
della locale tv islamica, ripreso e pubblicato da Sussidiario.net. Eccolo:



In questa Norvegia, civile, democratica, tollerante e multiculturale, lo scorso marzo l’organizzazione Islam Net mostra un’assemblea di musulmani dove, praticamente all’unanimità, i 1.500 presenti si dicono favorevoli alla segregazione tra donne e uomini 
e favorevoli alla lapidazione delle adultere e degli omosessuali. 

I partecipanti al raduno non sono affiliati a qualche particolare associazione fondamentalista o clandestina.

In piena ..normalità è stato votato “sì” alla “punizione descritta nel Corano e nella sunna, che sia morte, che sia lapidazione per adulterio, qualunque cosa essa sia, che essa provenga direttamente da Allah e dal suo messaggero, che sia cioè il miglior tipo di punizione possibile per gli esseri umani e che debba essere applicata in questo mondo”, com’è stato domandato dal moderatore del convegno.

E’ stato anche chiesto se i votanti fossero estremisti e naturalmente nessuno ha risposto “sì” in questo caso, come dire che il loro è “il vero islam” a differenza di quanto credono i benpensanti occidentali.

Il video, spiega IlSussidiario.net, è stato messo in circolazione per rivendicare il diritto dei musulmani ad avere una propria rappresentanza nel parlamento norvegese.

(fonte Qelsi e Il Sussidiario)

Ripropongo a corollario l'intervento di Mons. Bernardini, vescovo di Smirne (Turchia), il 13 ottobre 1999 in Vaticano, nel corso della seconda assemblea speciale per l’Europa del sinodo dei Vescovi:

"Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo;  
grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo"

“Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo – cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: << Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo >>. C’è da crederci, perché il "dominio" è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? È un fatto che termini come ‘dialogo’, ‘giustizia’, ‘reciprocità’, o concetti come ‘diritti dell’uomo’, ‘democrazia’, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, ad un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. La storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre ad imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose”.

E ancora.
Al Cardinale Oddi, durante il suo servizio diplomatico, un noto Capo di Stato islamico disse: “Voi ci avete fermato a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683. Noi invaderemo l’Europa, senza colpo ferire, grazie alla vostra democrazia”.

Qui, SIA CHIARO, non c'entrano nulla nè xenofobia, nè islamofobia, 
ma quanto dichiara APERTAMENTE un video ufficiale di una rete islamica moderata e moderna (cioè segregazione della donna, lapidazione di adultere e omosessuali come fatto normale) proposto da una comunità islamica che domanda più spazio in Parlamento (con queste richieste) in un moderno stato europeo. 

La sinistra è fautrice ovunque della cosiddetta "libertà religiosa" e quindi dell'islamizzazione vera e propria, anche in funzione apertamente anticattolica e anticristiana.

Come farà la sinistra pro adultere, pro divorziati, pro aborto e pro omosessuali ad essere contemporaneamente anche pro islam che li vorrebbe lapidare tutti
è un mistero (d'ipocrisia).

Josh

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martedì, dicembre 17, 2013

Saccomanni, Prodi, Visco, Nussbaum e le... "Emozioni in Politica"

Già alcuni piccoli eventi ufficiali sono accaduti nella Bologna post Forconi. Tutto abbastanza tranquillo, mi risulta, 
ma come sempre, per farsi un'idea di come si pone realmente il potere davanti alla legittima manifestazione di estremo disagio dei cittadini, è necessario leggere tra le righe.


Il 14 Dicembre Prodi (che già s'era mostrato in pubblico più amico del PD in occasione delle primarie, nonostante l'avesse silurato poco tempo fa) con Visco e Saccomanni (allora abbiamo pezzi da 90 della cosiddetta intelligentzjia europeista) erano a Bologna per la "Lettura del Mulino". 

Presente la filosofa americana Martha Nussbaum con la conferenza dedicata alle "Emozioni in Politica".

Certo che un evento con questo nome, in questo periodo in cui la gente si è stufata di una politica finta e serva di banchieri privati ed esteri, e viene spolpata di tasse ed espropriata da azzeccagarbugli per dar da mangiare (anzi, da strafogarsi) a elites di servi nostrani e autoeletti europeisti, 
rischia di cogliere nel segno al 100% o di scagliare del tutto il bersaglio, dipende da come viene trattato l'argomento, finendo per incensare servilmente la casta autoeletta. 

E infatti il tutto pare aver percorso la seconda via, ma c'era da aspettarselo.

   
Riporta infatti il Resto del Carlino:

"L’importanza delle emozioni in politica. Questo il tema della conferenza della filosofa americana Martha Nussbaum, protagonista della tradizionale lettura annuale del Mulino (foto)Ad assistere all'evento c'erano anche l’ex premier Romano Prodi, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni
In platea anche il ministro della coesione territoriale Carlo Trigilia e il rettore dell’università di Bologna Ivano Dionigi.
Un messaggio attualissimo ma al tempo stesso radicato nella storia quello della filosofa: se le emozioni fanno parte della vita, ha spiegato Nussbaum, non possono non far parte della politica. Saperle usare, imparare a governarle, può essere fondamentale per la costruzione di una società più giusta. A questo argomento la studiosa ha dedicato buona parte dei suoi studi e  al medesimo tema è dedicato  il libro ‘Political emotions. How love matters for justice’ che il Mulino pubblicherà nei prossimi mesi.
“Se le persone interessate a sconfiggere la povertà - ha detto -, a promuovere la giustizia per le minoranze, la libertà politica e religiosa, la democrazia e la giustizia nel mondo, rifuggono dai simboli e della retorica, considerando ogni richiamo all’emozione e alla fantasia pericoloso e irrazionale, allora le persone con finalità meno nobili monopolizzeranno queste forze, a detrimento della democrazia. Le emozioni possono essere molto cattive. Ma sono una parte essenziale della vita umana, anche della lotta per la giustizia e per questo dovremmo cercare di immaginare come possano dare il loro meglio”.
Qualche ombra sull'emozione particolare rappresentata dal patriottismo, determinate nella storia degli ultimi secoli: "Il patriottismo - ha detto - non è una cosa buona in sé e per sé. Molto spesso è una cosa pessima. E’ bifronte come il volto di Giano, richiama l’individuo ai suoi doveri verso gli altri, al sacrificio per il bene comune, ma serve anche a definire la nazione contro i suoi nemici, incitando a sentimenti bellicosi”.

TRADUZIONE:

_le emozioni fanno parte anche della politica, ma bisogna saperle governare e dirigere per un fantomatico "bene comune", per cui è necessario (per lorsignori) contenere le emozioni, controllare le emozioni e le menti,
finalizzarle, divide et impera, convincere la gente che il "loro" piano è il migliore. 
E' tutto per il "nostro" bene, l'hanno deciso "i saggi", cosa credete? 
Roba Orwelliana, niente di meno.
"Controllare le emozioni e le menti per una società "più giusta".

_se le persone/politici interessati a sconfiggere la povertà (? ne sono i creatori), alla giustizia per le minoranze (ma qui ormai si cerca inascoltati la giustizia per tutti, altro che le minoranze, manca anche alla media delle persone-"base"), alla libertà politica e religiosa (mi risulta che alla legge Mancino siano aggiunti comma liberticidi di giorno in giorno, siamo al reato multiplo di pensiero ormai, e che la libertà religiosa ci sia anche troppo, manca forse ufficializzare il satanismo con tutti i crismi e poi li abbiamo tutti)
non usano emozioni in politica,
allora le emozioni le useranno quelli meno "buoni". 
E chi sono i meno buoni, secondo lorsignori? 
eh calma, ci arriva.....

_le emozioni cattive in politica usate dai cattivi? 
Una è, secondo lorsignori, il patriottismo. 
Eh sì, perchè se sei patriottico, se ami di più la bandiera italiana, quella del tuo paese, e non la bandiera dell'Europa dei Mercati, il Moloch che ti divora la proprietà, quello -dicono- 
l'è un patriottismo cattivo.

Il patriottismo definisce la nazione contro i suoi nemici, incitando a perigliosi sentimenti bellicosi...
Cioè ci si può unire per difendersi, ma questo ora viene visto come sempre ed intrinsecamente "cattivo". 
Bisogna/è fatto obbligo quindi essere APERTI e PASSIVI, alla MERCE' DI CHIUNQUE.
In soldoni il patriottismo per loro sarebbe cattivo sia quando riporta coesione sociale nazionale (la Nazione, altro tabù in chi distrugge ex Stati Sovrani), sia se la gente s'è rotta di farsi portar via ed espropriare case, redditi, depositi, e si oppone a questa barbarie europeista-mondialista.
Sarebbe un patriottismo cattivo solo perchè tocca il loro interesse apolide, quando invece il patriottismo vorrebbe riportare l'attenzione giustamente alle cose proprie in casa propria; 
consueta visione differente tra rivoluzionati permanenti-finanzieri globalisti Vs identitari sovranisti stanziali e ordinati.

Ormai non ci si nasconde più neanche dietro a un dito.

Josh


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martedì, dicembre 10, 2013

Agitazione dei Forconi a Bologna


 Bologna, 9 dicembre 2013 - La protesta dei militanti del movimento dei Forconi (foto) è arrivata stamattina anche a Bologna. Il popolo dei Forconi e anti-Equitalia ha dato vita a un presidio di un'ora dalle 9 in piazza Liber Paradisus. Successivamente il gruppo è partito in corteo verso la sede del Comune bloccando i viali e creando disagi al traffico.
I manifestanti infatti, dopo aver sostato davanti alla sede di Equitalia di via Tiarini tra cori e striscioni (‘Non suicidatevi, ribellatevi’), si sono diretti verso la sede della Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di provare a bloccare la tangenziale. Ma sono stati fermati in via Ferrarese da un cordone delle forze dell’Ordine.
Il corteo è poi arrivato in centro. Il serpentone ha bloccato i viali per alcuni minuti, tra via dell’Indipendenza e il ponte di Galliera, creando problemi al traffico.

I cinquanta manifestanti anti-Equitalia hanno poi proseguito verso piazza Maggiore, con l’obiettivo di entrare a Palazzo d’Accursio per provare ad interrompere nel primo pomeriggio il consiglio comunale.

"Non c’è violenza - ha detto Elisabetta Bianchi, una delle organizzatrici -. Vogliamo che i dirigenti di Equitalia vengano fuori, siamo cittadini stanchi".

Successivamente i forconi bolognesi hanno dato vita a un presidio in Piazza Maggiore che durerà fino a questa sera alle 22.  Domani, nella stessa piazza - come spiegato da alcuni manifestanti -, si rincontreranno alle 10:30 per marciare e bloccare ancora una volta il traffico cittadino. Una manifestazione poco organizzata e con numerosi contrasti interni, che non hanno comunque impedito ai manifestanti di creare problemi alla circolazione. Un serpentone composto da cittadini senza appartenenza politica: studenti, lavoratori, disoccupati. Tra i manifestanti c’erano anche alcuni volti noti della destra estrema bolognese.

 http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/12/09/994243-protesta-forconi-disagi-traffico.shtml#1


La protesta a partire da ieri alle 22 ha messo in movimento l'Italia; tv, radio, giornali e web l'hanno volutamente trascurata per inneggiare al Renzi di turno, manifestando il massimo dello scollamento dallo stato reale delle cose e dai problemi veri dei cittadini.

Tanto è stato il martellamento per la distrAzione di massa con quello sciocchezzaio delle Primarie, che se si capitava per strada a Bologna l'8 Dicembre (per me, come evidente, sempre il Giorno dell'Immacolata, e non di altro) 
la gente per strada chiedeva :- "ah Buonasera, va a votare?"
io:- "EH? Ma che... ci sono le "elezioni" ?
Vado a rendere omaggio a Nostra Signora! (cfr post precedente sull'Immacolata) 
Basta anche con queste litanie obbligate del PD, come fosse l'unico partito "nazionale" (...) o un Dogma.

La gente si organizza da sola, senza i sindacati, ed era ora;
del resto, pochi giorni fa la Camusso voleva più IMU, più Tasse e più Patrimoniale: non fa evidentemente gli interessi dei cittadini...forse per quello andava a cena col Monti, quello della "luce in fondo al tunnel".
L'Ue, il governo Letta & co straparlano di nazionalismi e populismi, (Monti al "populismo" dedicò intere sonnolente monografie, come quella sulla Grecia "successo dell'euro"),
populismi, in realtà giusta reazione popolare, che a loro dire distruggerebbero l'Europa.

E' questa naturale reazione dei cittadini (composti ed educati) il ..........."populismo"
o la DISTRUZIONE è proprio quella portata dalle elites europeiste
e dal fallimento del progetto folle di banchieri apolidi?
la gente li ha sgamati e non ne può più!

"Via dall’euro, politici e banchieri a casa!" tra gli slogan, ma tra gli striscioni anche 
"grazie del Natale povero, così date da mangiare ai nostri strozzini"

Idee piuttosto chiare, subìte sulla propria pelle giorno per giorno da anni e anni,
altro che leaders fantoccio farneticanti, che la menano estasiati con "L'Euroopa" e i successi dell'euro.

La guerra mediatica (del resto i giornali sono per lo più di banchieri, quelli che hanno creato l'Europa-Mercato) è prevedibile...non vogliono proteste contro il loro progetto di distruzione dei popoli,
e allora i forconi vengono facilmente presentati dai media con i soliti appellativi di "terroristi" e "fascisti", o si insinua che lì nel mezzo poi...chissà,  e via così.....

Lo stesso Resto del Carlino poco sopra, nell'art. riportato, non si esime dal notare anche "visi noti dell'estrema destra"...quella catiiiiiiva, per ingenerare un'aria losca in una manifestazione di cittadini stanchi e vessati che chiedono di sopravvivere senza essere strangolati,
mentre le elites blaterano di divieti d'opinione e sempre più fantascientifici "diritti" che sono licenziosità o capricci quando mancano in realtà i diritti basilari: 
lavoro costante, pensione decente, casa da non farci espropriare dalle tasse, sanità accessibile, ma soprattutto il diritto ad avere una vita a cui il termine dignità non sia estraneo.

Ma degli interessi dei cittadini qualunque, spolpati, espropriati, ricattati tanto dalla Troika quanto dai suoi servi,
qualcuno se ne frega qualcosa, o no?

Josh

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domenica, dicembre 08, 2013

Raffigurazione dell'Immacolata secondo Bartolomeo Cesi




Bartolomeo Cesi (1556-1629), Incarnazione della Vergine in sant'Anna come Immacolata Concezione, 1593/1595, Bologna, dipinto in origine per la Cappella Desideri nella Chiesa di San Francesco, ora alla Pinacoteca Nazionale, inv. 504.

Il dipinto ha importanza anche per l'epoca: alla fine del 1500 l'artista tenta di rappresentare il Dogma (peraltro allora non completamente e ufficialmente promulgato, ma già presente nella Tradizione)
per illustrare una verità di fede.
Gran parte dell'arte di oggi, spontaneista, e nella rottura di forma e contenuto, di vero e bello, non è nemmeno paragonabile, nè negli esiti nè negli intenti, a queste calibrate costruzioni.

da un punto di vista dottrinale:

PIO IX INEFFABILIS DEUS

Dal catechismo

Catechismus 

Articolo di Cristina Siccardi 

Dell'Immacolata Concezione di S. Alfonso Maria de' Liguori 

San Luigi Maria Grignon de Montfort, Trattato della vera devozione a Maria, cap. I 

S. Tommaso e l'Immacolata Concezione (Don Curzio Nitoglia)

nell'arte

Josh



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sabato, dicembre 07, 2013

Regione E/R, la cucina migliore al mondo secondo Forbes


                                                                        (tortellini)
                                                                   
Sulla pregiata rivista Forbes, l'Emilia-Romagna è segnalata come la Regione dove si mangia meglio al mondo.
Il periodico dedica infatti un ampio reportage alla regione.

                                                                (tagliatelle al ragù)

"Se chiedete ad un italiano dove si trova il cibo migliore, quasi sempre la riposta sarà 'da mia madre'. 

                                                                      (passatelli)

Ma se si parla di regioni la risposta più probabile sarà 'In Emilia Romagna', la fantastica regione del centro-nord che si trova nella fertile valle del Po", scrive l'inviato David Rosengarten 
 (http://www.forbes.com/sites/drosengarten/2013/11/28/italys-grea test-gastronomic-treasure-emilia-romagna-the-secrets-behind-the- secret/),
che ha anche redatto un elenco dei ristoranti da non perdere: si va dall'Europa 92 di Modena, passando per "Il Cappero alle Mura" e "Zoello Ristorante" di Castelvetro di Modena, fino a "Trattoria dai Mugnai" e "Ponterosso", entrambi a Monteveglio, Bologna.

                                                               (parmigiano reggiano)

"Quando si cerca di spiegare il fenomeno solitamente si indica lo straordinario numero di prodotti e piatti della regione tra i quali il Parmigiano Reggiano, l'aceto balsamico, il prosciutto di Parma, i tortellini e molto altro.

                                                         (lasagne alla bolognese al forno)

Tuttavia - prosegue il mensile americano - dopo un recente viaggio in questo paradiso gastronomico, la sensazione è che non sia solo un gruppo specifico di prodotti a contribuire alla reputazione gastronomica della regione. Anche in Emilia-Romagna, come ovunque c'è la cucina creativa: hanno un ristorante stellato Michelin di cucina molecolare, l'Osteria Francescana. Ma sul menù ci sono le tagliatelle alla bolognese.

                                                                   (aceto balsamico)

Guardando alla cucina creativa dell'Emilia-Romagna si scopre che molti piatti si basano sull'anima gastronomica della regione. La potente connessione degli chef con la loro patria non può essere abbandonata. Chi si reca in Emilia Romagna di solito si concentra sulle Grandi 5, le città che, come gioielli di un diadema, si trovano lunga l'autostrada principale.


                                                               (prosciutto di Parma)

Partendo da nord-ovest si trovano Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, la Grassa, con i suoi ristoranti e le ...............sue simpatie comuniste (1). Tuttavia il mio viaggio è stato diverso, sono partito dal cuore della regione vinicola, dove si produce il vino perfetto per accompagnare questo tipo di cucina, il Lambrusco. La regione del Lambrusco - conclude il giornalista americano - è una delle ambientazioni rustiche più belle d'Italia, sembra perduta nel tempo, ed è forse il posto migliore per scoprire l'incredibile cibo dell'Emilia-Romagna". (ANSA).

                                                                       (Lambrusco)

http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/inbreve/2013/12/07/Gastronomia-Forbes-incorona-cucina-Emilia-Romagna_9741804.html

 

(1) Cucina Tradizionale e Identità! 

Binomio inscindibile... magari tralasciando le presunte "simpatie comuniste" citate nell'articolo, che continuano a preferire le culture altrui, da bravi mondialisti e internazionalisti. 

In città per quanto resistano i piatti elencati in foto, specie ad opera di madri e nonne,

sono molto numerosi i ristoranti etnici (nel senso, di ogni parte dell'orbe, nati per ogni dove) anche più diffusi dei ristoranti locali tipici. In E/R nonostante quanto affermi Forbes, si va verso una perdita imperdonabile delle tradizioni culinarie.

Josh


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Cuperlo sona i Bonghi e canta "Bella Ciao"


Al link sottostante ecco Cuperlo che suona i bonghi in centro a Bologna, come conclusione della sua campagna per le primarie PD:

http://multimedia.quotidiano.net/video/politica/primarie-pd-cuperlo-a-bologna-suona-i-bonghi-e-canta-bella-ciao-rc-55848

Sull’inchiesta sulle spese pazze in Regione Emilia Romagna, dice (dal Resto del Carlino)

“A livello generale- aggiunge- c’è un profilo di sobrietà, e non mi riferisco all’Emilia Romagna o a qualcuno, e lo abbiamo sottovalutato, abbiamo sottovalutato la sensibilità della gente su questo punto e dovremmo chiedere scusa”. 
Di certo, prosegue Cuperlo, “gli illeciti vanno perseguiti, non è nemmeno da mettere in discussione. Abbiamo smarrito un po’ quella sobrietà che invece è elemento essenziale, e va recuperata. Non solo perchè c’è la crisi, ma anche per recuperare quel rapporto di fiducia verso le persone”. 

Perchè puoi avere un “programma bellissimo, ma se quelli che vorresti rappresentare non ti credono...”.

ipse dixit

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/12/07/993378-scandalo-regione-ciuperlo-primarie-pd.shtml#1 

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Certosa di Bologna, Restauro della Cappella Maggiore



Alla Certosa di Bologna, è stato portato a termine il ciclo di restauri riguardanti la Chiesa di S. Girolamo.  Il lavoro è stato realizzato con 120mila euro del Ministero dei Beni Culturali e 90mila della Fondazione del Monte.


In particolare è stata restaurata ora la Cappella Maggiore, e gli affreschi di Bartolomeo Cesi (le pale erano gia’ state restaurate), la decorazione di stucchi, il Sancta sanctorum, tutti beni della fine del Cinquecento.



Anche il Cardinale Caffarra si e’ voluto soffermare sul significato della bellezza artistica recuperata, ma osservandola a livello anche spirituale.  

“La nostra vita quotidiana non deve essere deturpata - ha spiegato - anche perche’ non e’ che la rendiamo piu’ vivibile se la riduciamo a una cosa che puo’ essere consumata”.

Altrimenti “pure la persona viene ridotta a bene di consumo, poiche’ l’utile non e’ il bene supremo”. Dunque, ha proseguito Caffarra, “abbiamo bisogno dell’arte per non ridurre tutto quanto all’utile, per non esasperare la ricerca dei beni fuggevoli che distruggono la Civitas”, come accadde con la Congiura di Catilina. Un episodio che accadde, “perche’ tutto era diventato venale e quindi esposto a ogni insidia."

Indubbiamente una struttura sociale disgregata come l'attuale e un fortissimo condizionamento psicologico che mira solo all'utile ha ancor più necessità di un'arte viva, o di ripercorrere i grandi della tradizione,
per contrastare la reificazione dell'individuo cui andiamo incontro oggi, per l'attacco combinato di più idolatrie al materiale e al capitale: il mai scomparso scampolo di cultura marxista e postmarxista, sempre risorgente, e il suo (apparente) contraltare, cui è invece legatissima, similmente idolatrico, il capitalismo apolide e anomico.


                                                       (la volta di Bartolomeo Cesi)

 La Chiesa di San Girolamo della Certosa

Josh


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martedì, dicembre 03, 2013

Ancora Civis: la Corte dei Conti su Cofferati e Merola

182 milioni di euro di spese - riporta il Resto del Carlino.
A tanto ammonta la cifra esorbitante del progetto fallito del Civis di cui abbiamo dato notizie a più riprese.

E la Corte dei Conti annuncia un processo contro Cofferati, come ex sindaco di Bologna, e contro Merola.

L’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati e tutta la sua giunta (dove sedeva l’attuale sindaco Virginio Merola) saranno processati dalla Corte dei conti per il pasticcio Civis.

Dopo anni di indagini, arriva la stangata della magistratura contabile per il progetto del tram su gomma che non ha mai visto la luce. La Procura della Corte dei conti, al termine di una lunga istruttoria a cui ha lavorato la Guardia di finanza, ha individuato gli amministratori pubblici a cui presentare il conto di tutti i soldi spesi inutilmente per questo progetto finito in nulla: è l’ex giunta Cofferati, a cui i pm contabili contestano di aver approvato, nel 2004, una variante sostanziale del progetto, provocando un danno patrimoniale da 1.250.111 euro per le spese di progettazione del Civis. Un’altra istruttoria, relativa alle spese sostenute per le opere civili (ritenute inutili e dunque uno ‘sprecò dalla Procura della Corte dei conti) è in corso di completamento.
All’ex sindaco, a tutti i dieci ex assessori (ma anche all’ex dirigente del settore Mobilità urbana Paolo Ferrecchi e all’ex segretario generale Marcello Napoli) nei giorni scorsi è arrivato un avviso di citazione a giudizio per il prossimo 7 maggio, giorno in cui inizierà il processo davanti alla Corte dei conti. La Procura della Corte dei Conti ritiene che siano loro a dover ripagare quel danno, una somma che dovrà essere restituita al Comune di Bologna e ad Atc-Tper.

I pm contabili ritengono che l’ex Giunta abbia “deliberato con modalità e contenuti viziati da illegittimità, irragionevolezza, illogicità, arbitrarietà ed antieconomicità”. In particolare, il rimprovero è quello di aver “apportato una variante sostanziale al progetto Civis, contraria alla normativa vigente e allo stesso regolamento contrattuale” e di avere determinato la “sovrapposizione tra i tracciati dei due sistemi di trasporto pubblico”, il Civis e il precedente progetto della metropolitana nella parte ovest della città. Questo comportò “la cancellazione del primo stralcio del Civis (nella direzione ovest) che diveniva, per ciò solo, inutile”, e provocò, “quale ulteriore effetto, il pagamento delle ingenti spese di progettazione di tale stralcio, quantificate in euro 1.250.111,95”.

Per la Procura della Corte dei conti, l’ex Giunta Cofferati ha la responsabilità di aver causato una variante inutile relativa al progetto Civis: la scelta di approvare il progetto della metrotranvia, infatti, votata a Palazzo d’Accursio con la delibera del 12 ottobre 2004, creava di fatto un 'doppione', tra Civis e ferro, nella zona ovest della città (tra San Felice e Borgo Panigale). Per questo si decise la variante sostanziale al Civis su cui oggi puntano il dito i pm contabili, variante che comportò lo spreco di oltre 1,2 milioni di euro (questo il conto calcolato dai pm contabili) in spese di progettazioni inutili.

Ma quello che arriva oggi è solo un primo tassello dell’enorme lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla Procura contabile per fare luce sul ‘pasticcio del Civis. E il ‘grosso deve ancora arrivare: è ben più alto, infatti, l’importo che la Procura della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha individuato come il danno erariale complessivo relativo all’appalto Civis (fornitura e opere): ammonta a 90 milioni di euro, relativi a costi contrattuali privi di utilità economica spesi inutilmente per l’appalto Civis.

L’indagine relativa a questo ben più pesante filone si è già conclusa e presto i magistrati contabili citeranno a processo gli amministratori pubblici che ritengono colpevoli della scelta sbagliata di realizzare il tram su gomma: a loro sarà richiesto di restituire questa ‘valanga' di soldi giudicati sprecati. Il peso di questo filone, è prevedibile, ricadrà in primis sugli ex dirigenti di Atc, ma ce ne sarà anche per i politici che avallarono l’appalto (e si risalirà indietro anche all’epoca di Giorgio Guazzaloca).
Le citazioni a giudizio per la vicenda complessiva arriveranno a breve, intanto la Procura della Corte dei conti ha accelerato i tempi per concludere il filone relativo alle spese di progettazione, che rischiava di cadere in prescrizione.


La variante del Civis fu decisa dalla Giunta Cofferati come conseguenza della decisione di approvare il progetto preliminare della metropolitana nell’autunno del 2004.
Di fatto questo provocò un ‘cortocircuito' con il progetto del Civis (visto che nella parte ovest della città i due percorsi si sarebbero sovrapposti) ed è per questo che secondo la Procura della Corte dei conti quella degli amministratori fu una decisione “illegittima” e “inspiegabile”. Il nuovo progetto della metro, infatti, obbligò ad una variante sostanziale al progetto originario del Civis, costringendo a stralciare la tratta relativa alla zona ovest di Bologna (Borgo Panigale): tutto questo fu un errore agli occhi dei pm contabili, dal momento che proprio quella tratta, nel progetto originario e nel capitolato d’appalto, era considerata “strategica” e funzionale all’intero sistema di trasporto su gomma (tanto che avrebbe dovuto essere realizzata in via prioritaria).

“Riesce davvero difficile capire quali siano state le ragioni che hanno indotto il Comune di Bologna ad intervenire sì drasticamente su una tratta del Civis- scrivono i magistrati contabili nella citazione a giudizio- stralciandone proprio quella che era la parte prioritaria e strategica, per la quale era stato già presentato in fase di gara il progetto di livello esecutivo, le cui consistenti spese dovevano peraltro essere sostenute dalla stazione appaltante”. Dall’altro lato, poi, costringere a quella variante fu anche illegittimo, visto che secondo quanto previsto dal capitolato erano ammesse sono varianti funzionali e dovute a cause imprevedibili.

Per quella scelta giudicata errata, e per le conseguenti spese di progettazione, il conto che la Procura della Corte dei conti presenta all’ex Giunta Cofferati per le spese di progettazione inutili relative all’appalto del Civis non sarà salato per tutti allo stesso modo: quello che deve pagare di più, secondo i pm contabili, è l’ex sindaco Sergio Cofferati, a cui viene imputato il 30% degli oltre 1,2 milioni di euro di spese di progettazione inutili. Dopo di lui, la ‘fetta' più alta spetta all’allora assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni, colpevole secondo i magistrati per il 25% dell’importo complessivo.

Se la caveranno con meno gli altri nove assessori che sedevano in Giunta e votarono la delibera relativa alla variante del progetto, tra cui c’è l’attuale sindaco Virginio Merola. A loro (oltre a Merola l’allora vicesindaco Adriana Scaramuzzino e gli assessori Maria Virgilio, Giuseppe Paruolo, Paola Bottoni, Silvana Mura, Anna Patullo, Antonio Amorosi e Angelo Guglielmi) viene imputato complessivamente il 30% del danno erariale.

Infine, per la Procura della Corte dei conti furono responsabili anche l’allora dirigente del settore Mobilità, Paolo Ferrecchi (su cui ricade il 10%) e il segretario generale Marcello Napoli (a cui viene imputato il 5%). Nel corso delle indagini, tutti gli ex amministratori hanno presentato memorie difensive per discolparsi, a partire da Cofferati che ha chiesto anche di essere sentito di persona (l’audizione c’è stata l’11 luglio scorso). Le loro spiegazioni, però, non hanno convinto i pm contabili, che hanno comunque deciso di citarli a processo. Ora la decisione spetterà ai giudici.

Fonte Dire

IL SINDACO MEROLA
"La  Giunta  Cofferati,  di cui facevo parte, apportò modifiche al progetto del  Civis  per  migliorarlo  rispetto a quello della Giunta precedente. La decisione  fu  preceduta  da una sentenza della Corte Costituzionale che si pronunciò  a  favore  di  Regione  e Provincia contro le scelte unilaterali della Giunta Guazzaloca. Le  valutazioni  dei  Pubblici Ministeri contabili sono appunto valutazioni oggetto del dibattimento processuale, e non una sentenza. Aspettiamo perciò l'esito del processo con serenità".

COFFERATI
“Abbiamo agito nell’interesse della città”. Così l’ex sindaco di Bologna, oggi europarlamentare Pd, Sergio Cofferati, replica alle contestazioni dei giudici della Corte di conti.
“Rivedemmo il progetto per due ragioni: perché era stato giudicato illegittimo dalla Corte costituzionale non essendo stato concordato con Regione e Provincia e perché lo giudicavamo sbagliato”, spiega Cofferati, che dovra’ rispondere assieme ai suoi assessori dei costi di progettazione (1,250 milioni di euro circa) della variante approvata nel 2004. “Il progetto precedente- chiarisce l’ex leader della Cgil- non copriva gli spazi di maggior traffico e allungava la metropolitana verso i colli, dove traffico non ce n’era”.
Insomma, se l’impianto dell’opera non fosse stato modificato e si fosse “portato avanti il progetto della giunta precedente”, Bologna “avrebbe ricevuto un danno”, poiche’ “non ci sarebbe stata un’adeguata remunerazione del capitale investito”.

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il...risciò!!



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sabato, novembre 30, 2013

Perchè non riqualificare il sottopassaggio di via Rizzoli ?

Terminato due settimane fa il Cioko Show, abbiamo adesso i medesimi tendoni su via Altabella per il mercatino di Natale.
Per il Cioko Show quattro piazze di Bologna, tutte molto belle e caratteristiche (Maggiore, Nettuno, Re Enzo, Galvani) sono state occupate e oggettivamente deturpate da quei tendoni da circo che ospitavano i laboratori artigianali di cioccolata.
Altrettanto accade con via Altabella.
Intendiamoci, le due manifestazioni sono benvenute e piacevolissime, ma non sarebbe possibile collocarle, sempre in centro, ma in modo da non occultare la visione (e la fotografia) delle nostre belle piazze e vie ?
Certo che si può: con il sottopassaggio di Via Rizzoli e Via Ugo Bassi.
Mi ricordo che, da bambino, in quel sottopassaggio erano collocati negozi e botteghe ed era piacevole, d'inverno o con la pioggia, scendere le scale e ritrovarsi in un ambiente protetto.
Mi ricordo che c'era Rade e La Fonte dell'Oro ed anche il dopolavoro dei dipendenti dell'azienda trasporti.
Era una cittadella, lasciata al degrado negli anni ottanta e quindi chiusa, inutilizzata, sprecata, salvo il tentativo di Guazzaloca con le "Gocce" di recuperarla alla città, tentativo ovviamente cancellato dalla furia iconoclasta di Cofferati (per i risultati che ha ottenuto ...).
Allora perchè non recuperare il sottopassaggio per le fiere ?
Sarebbe tutto più protetto dagli elementi del tempo, ma anche una struttura permanente che non richiede i costi di montaggio e smontaggio di infrastrutture mobili.
E sarebbe una zona della città, che a tanti di noi richiama ricordi del passato, che viene restituita all'uso cittadino e non lasciata all'incuria e alla rovina.
Certamente il comune dovrebbe organizzare un presidio permanente per evitare che il sottopassaggio si trasformi in una sentina del vizio, ma sarebbe sufficiente che la polizia municipale si occupasse meno delle facili multe per divieto di sosta e più dell'ordine pubblico.
Bisognerebbe cambiare giunta, per cambiare mentalità e usare meglio i soldi pubblici.
I Bolognesi prima o poi riusciranno a capirlo quando si tratterà di eleggere il nuovo consiglio comunale, oppure continueranno a brontolare, vedere la città andare a rotoli, ma a votare per il nome che sceglie "il partito" (comunista, ovviamente) ?


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lunedì, novembre 11, 2013

Continua la Fiera degli Orrori: Body Worlds di Gunther von Hagens



Stavolta tocca a Bologna. Fino al 16 febbraio nel quartiere fieristico esposti oltre 200 orridi esempi di plastinazione, compresi anche animali di grandi dimensioni oltre ai soliti bestiali corpi umani.

La mostra si tiene presso la Sala Maggiore - Ex GAM.
Il nuovo allestimento, si dice nella presentazione, è focalizzato sul cuore, interpretato come "motore dell’esistenza", e sul sistema cardiovascolare: nel percorso messi in mostra anche 20 corpi interi.  Come che il cuore della nostra esistenza fosse un organo fisico e basta.

La plastinazione è un processo che permette di conservare tessuti e organi anche umani sostituendo ai liquidi corporei dei polimeri di silicone.

Alcuni cadaveri sono forzatamente mostrati in attività quotidiane ricostruite come giocare a calcio o suonare una chitarra, così da evidenziare movimento e fasce muscolari, "attrarre" lo stupore e suscitare curiosità malsane.

Una sezione verterà addirittura sull’origine della vita, sulla maternità e sullo sviluppo prenatale, per demitizzare anche quell'ultimo brandello di sacro che potrebbe esserci rimasto.



Body Worlds riesce ad accumulare cadaveri veri da mostrare rinsecchiti basandosi su un programma di donazione dei corpi curato dall’Institute for Plastination tedesco di Heidelberg, che conta più di 13000 donatori registrati, tra cui nove italiani, che desiderano essere esibiti in tour una volta morti.

Alla fine di agosto - in un commento intitolato ‘La pornografia di quelle persone scarnificate’, comparso su ‘Bologna Sette’, supplemento domenicale di ‘Avvenire’ - l’Arcidiocesi guidata dal cardinale Carlo Caffarra aveva attaccato ‘Body Worlds’, sottolineando come “questa esposizione non sia una mostra d’arte. E abbiamo molti dubbi che abbia un carattere scientifico”, tanto che, aveva argomentato ancora la Curia, “ci sono tutti gli ingredienti per la visita di un’esposizione di infimo livello, sensazionalistica, offensiva della sensibilita’ umana. Un’inutile provocazione”.

Quale altro ultimo confine della decenza, della sacralità della vita, del decoro, dovrà essere oltrepassato? E con quale pretesto, arte o scienza? 
Siamo allo scempio della dignità umana.

Ma anche il resto dell'arte non se la passa bene, quando organizzano delle kermesse da queste parti.

La sola idea che la carne umana, sottratta al decoro della morte,
sia da esibire ad un pubblico pagante dopo averla composta in pose insolite, 
o sia una "carne collettiva", o casuale, 
e non che ad ogni corpo corrisponda una persona, anche se defunta, un'anima e una storia, è francamente ributtante e una stortura, che va sempre in direzione dell'annullamento e azzeramento dell'uomo.  

Incredibile che l'ufficio della mostra parli specificamente di appuntamenti per visite scolastiche, e che si voglia sottolineare che ben 400.000 persone sono già accorse a queste mostre orripilanti e dissacratorie del mistero della nostra stessa vita. 

E' proprio vero che l'arte (vera) non è amata, e che la supposta culturalizzazione degli ultimi 70 anni è assolutamente fittizia e fuorviante.

Josh

p.s. non sono state aggiunte molte immagini per non urtare la sensibilità dei lettori, e per non disturbare troppo chi passasse per il blog ore pasti.


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martedì, novembre 05, 2013

Una classe di stranieri

In una scuola di Bologna, prima media, è stata composta una classe formata esclusivamente di 
stranieri
che non parlano l'Italiano
arrivati da noi per i famigerati "ricongiungimenti".
Sono insorte le "anime belle" della sinistra per protestare al grido di "così non li integriamo" e, nelle parti apparentemente più riflessive, con la denuncia "così non imparano l'Italiano".
Allora sgombriamo il campo da ogni ipocrisia.
Per quale ragione dobbiamo pagare i ricongiungimenti degli stranieri, quando chi arriva non produce e non sa neppure la nostra lingua ?
Perchè dobbiamo spendere i (pochi) soldi delle nostre scuole per insegnare l'Italiano ai figli degli immigrati ?
Perchè dovremmo, per far imparare meglio l'Italiano a degli stranieri, rallentare il programma di apprendimento dei nostri figli che, se fossero in una classe mista, disimparerebbero anche quel poco che possono imparare dalla Famiglia ?
Non mi piace l'ipocrisia che circonda l'agiografia dell'immigrato e non credo che siano soldi spesi bene quelli che vengono utilizzati per i ricongiungimenti.
Non so quanto, nella Bologna comunista, potrà resistere il preside che ha avuto il coraggio di difendere il diritto all'apprendimento dei nostri figli, rimuovendo dalle loro classi chi quell'apprendimento ostacolava, ma spero che gli venga riconosciuto il merito di aver aperto uno squarcio nel cupo conformismo immigrazionista.



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martedì, ottobre 22, 2013

Ipse dixit: "la luce in fondo al tunnel...."




Tutti ricordiamo le esternazioni di Monti (non ne ha azzeccata una) di qualche tempo fa, quando era al governo a dire che "già si vedeva la luce in fondo al tunnel" della crisi.
Qui sta andando tutto a rotoli. 
E non importa cosa blaterino gli Istituti di Statistica, quando pretendono che ci esaltiamo per un + 0,3 che non significa affatto "ripresa", ma stagnazione.

Oggi,  riporta E-tv,  
Gabriele Morelli del CNA Emilia Romagna, risponde a tono alle formulette montiane:
"La luce in fondo al tunnel è...IL FANALE DEL TRENO contro cui stiamo andando a sbattere!"
Esatto, una fatale tranvata,
la "luce" è il fanale anteriore della locomotiva che sta per piombarci addosso e travolgerci. 

Josh



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domenica, ottobre 13, 2013

B come Bologna

In una domenica in cui il Bologna non perde .. :-) , parliamo di Bologna, la città che sta anticipando la sua squadra di calcio in una rovinosa caduta verso il basso, la serie B e anche molto peggio.
Da anni Bologna non è più la Bologna vetrina comunista, che si lustrava (con i soldi di tutti gli Italiani) offrendo autobus gratis e una immagine dell'amministrazione comunista tanto rilucente quanto falsa.
In una tribuna elettorale di tanti, tanti anni fa, mi ricordo che un giornalista domandò all'allora presidente del consiglio Mariano Rumor, come giudicava la capacità del pci di amministrare Bologna.
Rumor rispose con una sua battuta: Bologna è Bologna perchè l'Italia è democristiana.
Aveva ragione.
Una volta, prima delle riforme delle amministrazioni locali degli anni ottanta, i comuni e le provincie (non parliamo delle regioni istituite - purtroppo - solo nel 1970) spendevano e spandevano e tutti gli oneri finivano nell'unico calderone dello stato centralista.
Le amministrazioni locali, in quel modo, soprattutto quelle che non dovevano condividere le responsabilità del governo nazionale, ne approfittavano per spendere senza limiti e mettersi in bella mostra.
Ecco allora l'autobus gratis e l'effimero di Nicolini (assessore nella Roma di Argan).
Poi venne l'obbligo dei bilanci, i trasferimenti, sempre più ridotti, di risorse dallo stato agli enti locali, le rapine come l'isi (imposta STRAORDINARIA sugli immobili) tanto STRAORDINARIA, da venire resa ORDINARIA con l'ici e quindi con l'imu.
Da qualcosa si poteva tornare indietro (autobus gratis) da molto altro (retribuzioni dei dipendenti locali assunti a piene mani, effimero ...) no.
Faraonici progetti senza futuro vennero pagati ad architetti e urbanisti e tutti portavano a comprimere la libertà individuale: più divieti, più tasse, più multe.
Bologna, città tipicamente "bottegaia", aveva una Fiera.
Mi ricordo che da bambino ero costretto ad andarci e, per me, l'unico aspetto positivo era mangiare i tortellini al ragù (bestemmia per i puristi, ma vi assicuro che sono molto più gustosi di quelli in brodo !), fatti come piacevano a me: saporiti, al dente.
Ma la Fiera, per il commercio, era una boccata di ossigeno.
Arrivò poi il motor show, un volano di interesse e di affari.
Bene (poco) o male (tanto) Bologna era amministrata da personaggi che comprendevano l'anima della città, nonostante tanti prezzi pagati alla ideologia, Dozza, Fanti, Zangheri, Imbeni (peraltro modenese), persino Vitali appartenevano al Popolo se non di Bologna, almeno emiliano.
Guazzaloca fu il tentativo abortito di riprendere un cammino virtuoso.
Poi arrivò un cremonese (Cofferati) che pensava di usare Bologna come trampolino di lancio per una carriera politica nazionale dopo aver fatto danni con il sindacato.
Dopo Cofferati i Bolognesi (non esenti da colpe per il voto che hanno dato e continuano a dare) elessero un mantovano (Delbono) la cui storia è nota e non mi piace infierire.
Si pensava che dopo quei due la città riprendesse coscienza del suo essere, invece elessero Merola, campano.
Cosa ne sa uno così estraneo al nostro humus culturale e tradizionale della nostra città ?
Nulla.
Abbiamo rischiato di perdere il Ciocco Show, perdiamo il Motor Show.
Ma, quel che è più grave, da Cofferati in poi non si è più curata la città.
La fauna umana (ed estranea) che circola nel nostro centro storico è composta da alieni, qui solo perchè non c'è alcuna regola, visto che tutta l'opera repressiva è rivolta verso i cittadini che pagano le tasse ed ai quali è vietato praticamente tutto.
La puzza che alla mattina promana da certi angoli storici è rivoltante ed è l'odore della città di oggi.
Vengono accettati negli asili i figli degli immigrati, ma per i figli dei Bolognesi non c'è posto se non a pagamento.
Vengono concesse case popolari a rom e immigrati, ma le coppie Bolognesi devono trasferirsi a Casalecchio, San Lazzaro o anche oltre, oppure usare un appartamento di famiglia, sul quale, con le nuove regole, pagare l'imu come seconda casa.
Così Bologna non solo è finita in serie B (o peggio) ma così Bologna muore.



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mercoledì, ottobre 09, 2013

Mons. Negri (Ferrara) fa in parte chiarezza al posto del vacuo chiacchiericcio sulla questione "Immigrazione"

 Di seguito, il discorso di Mons. Negri, Arcivescovo di Ferrara e Comacchio


"Ascoltando le reazioni alla tragedia di Lampedusa non si può fare a meno di rilevare una ipocrisia così diffusa che finisce per essere una connivenza, una collusione con i responsabili di questa situazione che sembra incredibile in una realtà sociale come quella in cui viviamo.

Come pochi vanno ripetendo da molto tempo, il problema degli sbarchi non è la questione che spiega ciò che è accaduto. In questo senso hanno perfettamente ragione coloro che dicono che queste tragedie si potranno ripresentare a scadenze che sono anche largamente prevedibili sul piano temporale, se non si affronta la questione in tutti i suoi fattori e identificando le responsabilità.

Anzitutto però è doveroso riconoscere che il popolo italiano, in questo caso come in tutti i casi precedenti, ha mostrato una generosità e una capacità di dedizione che fa onore alla nostra etnia; perché il nostro è un popolo coraggioso, generoso, che si assume le responsabilità anche oltre il dovuto. Vedere come questa gente anche in questo caso si è prodigata per ridurre l’entità della strage, è una cosa che ci fa onore. Perciò ben venga un amplissimo riconoscimento a questa popolazione,  come quello del premio Nobel per la pace, che così si riscatterebbe da altre e ben  più infelici attribuzioni date in un passato recente, vedi Obama.

Ma la vera questione è guardare da dove queste persone fuggono. Non si può affrontare il problema prendendo in esame solo lo sbarco. Deve essere detto con chiarezza che sono gravissime le responsabilità della comunità internazionale perché queste persone fuggono da Stati dove non c’è libertà, non c’è pane, non c’è giustizia, dove i diritti dell’uomo e della donna vengono sistematicamente calpestati, dove - ci piaccia o no - un’ideologia di carattere religioso copre e giustifica tutto questo, dove esistono satrapie locali intollerabili nel terzo millennio, gente che vive concedendosi un lusso sfrenato depauperando le risorse del popolo e della nazione. E questi regimi sono stati e sono sostenuti non solo dai paesi occidentali, ma anche dalla Russia, dalla Cina. Sono sostenuti per motivi economici o strategici, per accedere a fonti energetiche o per il business della vendita delle armi.

E’ assurdo che la comunità internazionale non riesca a stroncare il traffico di morte di questi scafisti, dietro i quali magari – visti gli interessi economici pazzeschi - si celano organizzazioni insospettabili del mondo occidentale, o dell’Estremo Oriente, o della Russia.

La prima cosa da cambiare è l’atteggiamento verso questi Stati e regimi, che non devono essere più favoriti. 


Secondo: ci vuole un’azione forte e decisa che stronchi questo indegno commercio di esseri umani che, come ha detto il Papa, vengono spinti dalla fame e dalla mancanza di libertà, vengono da noi in Occidente, nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo in cerca di vita, di libertà e dignità, e muoiono come animali nei nostri mari.

Bisogna poi chiedersi che senso abbia tutto questo pullulare di commissioni, sottocommissioni, di strutture dell’Onu, dell’Unione Europea che appaiono come  luoghi di enormi vaniloqui, 

di movimenti di opinione di carattere ideologico che non si misurano mai in maniera positiva e costruttiva con il problema.  
Centinaia e centinaia di funzionari dell’Onu che passano il tempo a discutere di questi problemi in studi ovattati a migliaia di chilometri dal teatro delle tragedie. E in Europa non si può scaricare il problema sulle legislazioni nazionali: se ci sono 28 diverse legislazioni ciò non impedisce che si arrivi a un minimo di uniformità e di intesa, che ci si assuma delle responsabilità precise, operative ed energiche.

E ancora: il Medioevo cristiano di cui si parla così male perché lo si ignora, ha comunque difeso le identità dell’Occidente; 

ha difeso la libertà, la cultura e la civiltà dell’Occidente impegnandosi in confronti che hanno avuto qualche volta la caratteristica di uno scontro duro. Non si può affrontare questi problemi senza chiedersi fino a che punto una ideologia di tipo religioso che certamente caratterizza il mondo islamico, o una parte di islam che è certamente determinante sul piano pratico, sia responsabile del fanatismo in parte dei luoghi di partenza, che provoca un esodo di tutti coloro che rischiano di essere schiacciati.

Quando si discute questi problemi non si può semplicemente buttare la responsabilità sulle istituzioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, o sull’adeguatezza o meno delle leggi che regolamentano questa materia: si deve aprire il discorso a monte sulla situazione degli Stati da cui questa gente fugge. E su questo punto bisogna che ci sia un atteggiamento non equivoco; non che su una sostanziale connivenza poi si facciano dei distinguo di carattere buonistico e reattivo.

Questo è certamente, come ha ricordato papa Francesco, il momento del dolore; ma un dolore che deve dar luogo a una azione di conoscenza della situazione e a una pressione sulle istituzioni internazionali perché il problema venga affrontato secondo tutta la sua profondità di analisi e soprattutto con la volontà di passare a una soluzione operativa.
Altrimenti gridando, indignandosi, con inutili silenzi o giornate di lutto nazionale, si può rischiare di creare un’ideologia della reazione e dell’indignazione che non dà luogo a nessuna operazione costruttiva.

Come dice l’enciclica di papa Francesco la fede vissuta come esperienza di vita, come criterio di giudizio, come etica nuova e soprattutto come impeto missionario nuovo pone nella società una scia di luce che illumina la vita e le situazioni sociali. Allora è giusto chiedere, non solo ai cattolici ma anzitutto ai cattolici, che la loro sia una presenza intelligentemente motivata e operativamente adeguata; e una assunzione di responsabilità senza cedere ad alcun ricatto, che farebbe diventare conniventi con i responsabili di queste immani tragedie.

Non è l’indignazione a impedire che tali tragedie avvengano. I problemi possono cominciare ad essere avviati a una certa soluzione se tutti – singoli, popoli, gruppi, nazioni e soprattutto istituzioni internazionali – si prenderanno la loro responsabilità."


* Arcivescovo di Ferrara e Comacchio

 da http://www.lanuovabq.it/it/articoli-immigrati-il-problema-e-da-dove-fuggono-7454.htm

Grazie del coraggio anche da parte nostra!
Una parte delle cose almeno le ha dette.


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