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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, marzo 28, 2012

Unipol, Bologna e varie


Dall'inizio dell'anno, sono in corso le nozze assicurative fra gruppo Unipol (Ugf) e il gruppo Premafin-Fondiaria Sai. E' nato così un colosso assicurativo e capitalistico italiano,
il secondo nel panorama nazionale dopo Generali. Qui un beve riassunto.

La notizia, piuttosto negletta in giro peraltro, merita di comparire su Svulazen, sia per l'importanza del gruppo per la città di Bologna, sia per i legami più o meno virtuali col PD (a proposito delle polemiche continue di poc'anzi proprio del PD su conflitto di interessi, partiti, grandi gruppi e/o capitali personali), sia per l'impatto visivo-urbanistico che l'espansione del gruppo ha sulla città. Ma ci sono anche altre sorprese.

La cronaca non fitta delle ultime settimane a riguardo, è peraltro varia, per via di numerose implicazioni nell'operazione. Nel frattempo è stato deliberato un aumento di capitale per Fondiaria Sai pari a 1,1 miliardi.
Fondiaria Sai faceva capo a Salvatore Ligresti e Famiglia, vicini in qualche modo a Berlusconi, e Unipol è vicina al PD. ADN Kronos ne parla diffusamente.

Dall'Articolo: "Sei anni fa c'erano le ambizioni di Giovanni Consorte e 'i furbetti del quartierino', oggi ci sono il tandem Stefanini-Cimbri e una societa' che e' vicina a firmare una maxi-fusione con la famiglia Ligresti. (...)

L'obiettivo dichiarato oggi e' quello di "creare un operatore italiano di primario rilievo nel settore delle imprese di assicurazione, in grado di competere efficacemente con i principali concorrenti nazionali ed europei e di generare valore per tutti i propri azionisti".

Quello che perseguiva Consorte era di fare di Unipol un campione nazionale del credito. Il suo, diceva, era un progetto per l'Italia: "se vogliamo stare sui mercati globali dobbiamo avere aziende competitive. Altrimenti diventeremo un Paese di consumatori, un Paese destinato a indebitarsi, condannato al declino". Uno spirito che si percepiva anche nello stretto contatto con il mondo politico, e in particolare con i vertici dei Ds, anche a prescindere dalla celebre intercettazione di Piero Fassino, "Abbiamo una banca?", che non ha avuto nessun riscontro giudiziario ma che, al netto delle strumentalizzazioni, resta emblematica del clima in cui si muoveva Consorte.

Unipol e' uscita da quella vicenda con un danno di immagine, con un problema di trasparenza, ma anche con una consistente liquidita' da investire. Oggi, dopo una lunga transizione, passata per la gestione 'conservativa' dell'amministratore delegato Carlo Salvatori, la compagnia puo' utilizzare quella liquidita' per salvare le aziende della galassia Ligresti e far nascere una compagnia seconda in Italia solo a Generali.

L'altro dato rilevante e' che si concretizza un'operazione politicamente trasversale, che mette allo stesso tavolo una societa' che e' considerata il gioiello delle coop rosse, storicamente legata all'area politica di sinistra, con la famiglia Ligresti, che vanta da sempre solidi legami nel Pdl e, in particolare, con la famiglia La Russa. "

Ci si chiede, a proposito della fusione, se non si crei monopolio di fatto nel mercato,
suddiviso a livello nazionale adesso solo tra Generali, Unipol+Fondiaria Sai, e Allianz, e tutto il resto viene casomai molto, ma molto dopo.
Berlusconi e il suo schieramento sembrano essersi agevolmente liberati di Fondiaria Sai (premio per l'essersi fatto da parte, di Berlusconi?) che aveva più di qualche disavanzo,
e Unipol Fondiaria Sai, ora assurto a secondo operatore assicurativo nazionale, si ritrova garantito un 'parco clienti' ancora più enorme.
Altre note non indifferenti QUI.
Ad oggi, il piano comprende comunque la fusione tra Unipol, Fondiaria Sai, Premafin e Milano Assicurazioni.

Monti è in fase di "liberalizzazioni": una dovrebbe essere una sorta di rivoluzione copernicana (almeno così è presentata) sul meccanismo degli agenti monomandatari.
Il monomandato, per sua struttura, restringeva l'offerta allo schema: un agente, un mandato assicurativo.
Il decreto abolisce il monomandato, e impone agli agenti di lavorare rappresentando due società come minimo, e meglio di più, quindi proponendo un'offerta assicurativa ai clienti più variata, di almeno due compagnie e possibilmente anche più.

Lati dubbi ce ne sono: scompare l'agente monomandatario in carico a ciascuna compagnia,
dal momento che adesso lo stesso agente deve proporre più e più opzioni di varie assicurazione RCA.
Ma se prima un agente monomandatario presentava una sola proposta, oggi un agente 'generico' deve fare tante proposte da parte di tante compagnie, il che si risolverà anche in una notevole perdita di posti di lavoro, visto che, prima, ciascun agente lavorava per una compagnia, ora virtualmente ogni agente lavorerà per tutte.

Si dice che così ...si sarebbe liberalizzato il mercato assicurativo:
ma pare di immaginare più che altro il povero agente, ora plurimandatario, districarsi tra presentazione di più offerte,
mentre l'utente finale sceglierà la polizza che costa meno (per forza di cose), con l'eventualità che potendo "scegliere" (sì, ma....scegliere tra sempre meno grandi gruppi),
le cifre da sborsare saranno sempre in crescita e di fatto sempre uguali se si crea un cartello di compagnie sulle tariffe, diminuendo sempre la concorrenza,
e che ...l'utente finale queste cose alla fine le sappia fare da sè, magari confrontando le proposte assicurative già via web, presso le società assicuratrici madri, per conto suo, e scegliendo autonomamente.

In attesa dei vari sviluppi, ci sono rimostranze anche dalle associazioni consumatori.

Nel frattempo, Unipol ulteriormente ampliata cambia ancora l'immagine territoriale bolognese. Se questa è la sede centrale, più nota, in zona Fiera:


lì vicino s'è aggiunto l'ampliamento in Via STALINgrado, con la Balena, con "Porta Europa",
con palazzi e palazzi di uffici:





che a loro volta si uniscono ai palazzi in serie delle Coop di Via della Repubblica, vicina al Polo Fieristico, e al gran muraglione di mattoni rigorosamente rossi, e al quartiere iniziato dalla Torre di Portoghesi.


Ora Unipol ha a Bologna anche la nuova torre/grattacielo, in zona Via Emilia-Massarenti,
di recente portata quasi a termine, e nuovi palazzi-uffici:

Il grattacielo Unipol, pur in periferia, e stavolta vicino a una zona in parte industriale, in parte ancora fittamente abitata,
ha ben 33 piani, per un costo di 65 milioni di euro, e come le altre voluminosissime strutture,
ha comunque un notevole impatto anche straniante su una città per la gran parte divisa tra aura medievale e al più ottocentesca, e per il resto fatta di case popolari, oltre che di periferie stile coop rossa-Soviet.



Nell'opinione del Corriere, con Via Larga,
già funestata da numerosissime rotonde, svincoli tangenziale plurimi, altro grattacielo anni '60 in vicinanze, ancora rotonde, e rotonde, e rotonde, ponte tangenziale multicorsia semicoperto di plasticone bluette, altro palazzume, Boscolo Hotels, ipermercato, fabbriche, di cui alcune chiuse, il tutto in un brevissimo volger di passi,
a Bologna ci si avvia così ad un'urbanistica stile Potsdamer Platz.
Se va bene, aggiungo io....
Perchè c'è molto altro in cantiere: altre rotonde, poi la "Piazza del Futuro", negozi, posti auto, un altro hotel da 10.000 mq, per un'area di oltre 30.000 mq.
Ancora altro sul progetto si può leggere qui.

Josh





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mercoledì, marzo 21, 2012

Comune Bologna in probabile default, e montagne che crollano

_CIVIS:
E' di queste ore la notizia che, visto il fallimento del costosissimo progetto Civis,

se si determinasse l'impossibilità finale di utilizzare il sistema a guida ottica, a seconda della decisione di Atc e Comune di Bologna - utilizzo del Civis solo come filobus o risoluzione contrattuale -
il Ministero, con Passera, "valuterà un eventuale deprezzamento del sistema, o la revoca del finanziamento"


La revoca del finanziamento, oltre all'enorme spesa per le nevicate e altri sprechi a Bologna, porterebbe al probabile default del Comune di Bologna, già in disavanzo. Se ne parla in dettaglio QUI

Ora, per quanto io stesso non gioisca affatto per l'attuale governo "italiano" di non-eletti, al loro posto in questo caso farei uguale.
Perchè dopo l'enorme sperpero (si parla di 160 milioni di euro, altre note al link) per (non realizzare) il (progetto fallito e già vecchio prima del suo inizio) Civis, lo Stato dovrebbe anche dare altri aiuti visto che il Civis non si farà, non sarà operativo, è progetto abortito, e se proprio proprio ...si trasformeranno in pullmann qualunque, e dovrebbe dare altro denaro agli sperperatori?
Più saggio invece far rimpinguare le casse del Comune direttamente da chi ha causato gli scempi, ovvero tutti i sindaci e l'amministrazione coinvolta dell'ultimo decennio e passa.

Comunque nel 2001, il ministero assegnò al Comune di Bologna oltre 222 miliardi di lire per il progetto Civis, ovvero quasi 115 milioni di euro.

Sempre dall'art. :

(...) "Passera ricorda poi che “il Civis, inteso come veicolo filoviario senza l’installazione dei dispositivi di guida ottica, è stato oggetto di omologazione da parte del ministero” già in passato. Il ministro precisa anche che “le perplessità sull’uso della guida ottica erano già state esposta da questa amministrazione in sede di istruttoria premilinare”. Ad ogni buon conto, ricorda Passera, “l’1 giugno 2011 la commissione di sicurezza ha redatto una propria relazione istruttoria sui lavori svolti, evidenziando che il sistema funzionante con guida ottica non presenta le necessarie condizioni di sicurezza, in quanto il tracciato a Bologna si sviluppa prevalentemente su sede promiscua con altro traffico veicolare e pedonale. Pertanto il veicolo non potrà utilizzare la guida ottica e dovrà essere condotto con guida manuale”.

Insomma tutt'al più sarà un filobus qualunque, ma dal costo stratosferico, e dagli inusitati scempi per le vie della città. Per cui lo Stato non darà altro denaro, oserei dire, in questo caso, ovviamente.

Servirebbe ora una cacciata definitiva di certi figuri locali, che sappiamo non avverrà mai.

Quindi allo stato attuale la cattiva realizzazione, il non tener conto di tutte le condizioni, il fallimento del progetto è già segnato, con tutte le conseguenze del caso, come il non finanziamento. Per l'occasione bloccherei d'imperio anche Christalis e People Mover e ogni progetto simile, assolutamente inutile per Bologna e per la viabilità.

_SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO, VARIANTE DI VALICO, AUTOSTRADA DEL SOLE E FRANA:

Non sta andando, per nulla, meglio l'impresa per la costruzione della Variante di Valico. Dopo aver proceduto a forza, DENTRO LA FRANA, fatto che ha riattivato le frane adiacenti, e ha fatto "scendere a valle" un'intero paese (Ripoli), il rischio è che la frana faccia spostare anche i piloni dell'Autostrada del Sole.

"Un movimento del terreno che, spiegano i geologi della Regione nel rapporto stilato lo scorso 12 marzo, ha accelerato negli ultimi mesi a causa dei lavori per la realizzazione della galleria Sparvo e ora arriva a interessare uno dei piloni dell’attuale A1 "

Certo che m'incuriosisce chi ancora andrà blaterando che Bologna e l'Emilia Romagna sarebbero all'avanguardia per chissà che, con queste premesse. O più che di premesse, sarebbe il caso di parlare di postfazioni, nel senso proprio dell'arrivare dopo i disastri, sulla pelle degli altri, pagati con i soldi delle ipertasse di tutti.

Se ne parla QUI , da tempo anche qui ,

ma la situazione ogni giorno ha aggiornamenti : molte persone comunque sono già state sloggiate dalle loro abitazioni, ora pericolanti, e il danno al patrimonio immobiliare personale è notevole. C'è un intero paese che frana, strade e autostrade, e la Procura indaga per disastro colposo.


Josh


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martedì, marzo 13, 2012

Sigillum Magnum

(Jean-Claude Juncker)


No, non è il nome di qualche saggio di Ermete Trismegisto,
ma il Sigillum Magnum è un'onorificenza, la più alta,
dell'Alma Mater Studiorum di Bologna.

E può anche darsi che Sigillum Magnum
non faccia obbligatoriamente nè rima nè assonanza con "Nuntio vobis gaudium magnum".

Conferita a chi?
Oggi, 13 Marzo 2012,

a
Jean-Claude Juncker, a Romano Prodi, a Helmut Kohl.

Per aver inventato l'€uro e l'€uropa.


Lungi da me forme di telepatia e premonizione, ma ripeto e vale ancora quanto detto in questo precedente post.

La cerimonia era ovviamente blindata, ma si sono visti striscioni eloquenti: "No all'Europa delle banche".
Al di là del fatto che le proteste di piazza sono spesso pilotate, lo slogan contrario è la pura verità.

Premiamo chi ci ha ridotti in mutande. E insistiamo a premiarli tutti, uno a uno, ma proprio tutti.


(Helmuth Kohl)

(Sempre dal Corriere) Si è trattato di "una giornata per riaffermare la centralità dell’Europa e l’importanza dell’euro come moneta unica, nonostante i diversi scossoni causati dalla crisi della Grecia e non solo. E non è un caso che proprio l’Alma Mater si faccia interprete nel riaffermare questi principi, data la sua appartenenza all’Europaeum, un consorzio tra le università di Oxford, Leiden, Bonn, Bologna, Parigi-Sorbona, Ginevra e Praga. Obiettivo è la cooperazione tra questi prestigiosi atenei nella costruzione di un comune background per la classe dirigente europea del futuro..."

Come ricorda anche il Corriere al link sotteso ai nomi poco sopra, l'Alma Mater aveva già premiato Jacques Delors,
Simone Veil; diversamente anche Giorgio Napolitano e George Soros.

Sostiene l'articolo, " Tra Romano Prodi e l’Ateneo esiste poi un legame che travalica il fatto che il primo sia stato uno dei suoi più illustri docenti. Il presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli è stato infatti delegato
di recente dal rettore nella firma di un accordo importante con la Nankai University di Tianjin, uno dei dieci migliori atenei della Cina, per lo scambio di studenti e docenti e la creazione di progetti collaborativi nel campo della didattica e della ricerca."

Ancora su Prodi e Cina
, un interessante articolo qui:

Prodi fa declassare l’Italia dall’agenzia di rating cinese. Ora le imprese italiane costano meno.

Adesso sì che sappiamo quanto siamo stati fortunati (...)

Josh



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martedì, marzo 06, 2012

Sindaco di Bologna : al peggio non c'è mai fine

Dalla avrà avuto meriti e demeriti artistici, avrà avuto una contraddizione insanabile tra il suo professarsi cattolico e le sue pulsioni sessuali (peraltro correttamente non esibite), ma sicuramente con la sua improvvisa morte ha due grandi meriti.
Ha costretto la giunta cattocomunista a ripulire dai cumuli di neve, ormai diventata nera, piazza Maggiore.
Nelle prime riprese dei telegiornali, dopo l’annuncio della morte, si vedevano ancora, come dune in lontananza, quegli ignobili cumuli neri tra il “crescentone” e San Petronio.
Fortunatamente qualcuno ha avuto l’illuminazione e ha deciso di ripulire la piazza prima dei funerali (con diretta televisiva).
Piazza che, vorrei ricordare e rimarcare, si chiama Maggiore e non Grande.
Grande è la piazza principale di Modena, eterna rivale di Bologna.
Ed il secondo merito è l’averquindi  resa palesee l’inadeguatezza di Merola come sindaco di Bologna.
Probabilmente Merola non conosce la storia della città che è stato chiamato, per scelta sbagliata di chi ha votato un elemento estraneo a Bologna, ad amministrare.
Probabilmente a lui non dice nulla “La secchia rapita” e così ha pensato di rendere omaggio a Dalla nel modo peggiore: pensando di modificare surrettiziamente, neanche ufficialmente, il nome di Piazza Maggiore in Piazza Grande, per richiamare una canzone che, all’epoca, io avevo letto si riferiva volutamente a Modena (dove si diceva che l’autore avesse incontrato alcuni barboni) e non a Bologna.
Una Piazza Grande che oggi viene interpretata, nel titolo e nel testo, unicamente ai fini del ritmo e della metrica.
Non sarebbe stato meglio intitolare a Lucio Dalla una strada, magari cambiando nome a via Stalingrado, via Lenin, via Longo, via Togliatti o via Berlinguer ?
Avrebbe anche avuto un significato di redenzione politica dal comunismo che, come oggi tutti sanno e riconoscono, fu l'ideologia più feroce ed assassina che mai conobbe la nostra terra.

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giovedì, marzo 01, 2012

Ciao Lucio !

Ciao, Lucio, hai accompagnato la vita di molti di noi della mia generazione, ma poi anche quella di tante altre...Molti non sapevano, ma eri profondamente Cattolico e credente, a Bologna ti vedevano spesso in San Domenico, oppure nella Chiesa dei Celestini. Ciao e grazie per tante poesie.

«Sono cristiano, sono cattolico, credo fermamente in Dio e professo la mia fede sempre. La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho. La fede è una grande certezza in una società come la nostra che diviene ogni giorno più complessa, più enigmatica. La nostra società moderna ha un grande bisogno di fede. Nelle mie canzoni ci sono molti valori cristiani. Metterei l’accento sulla parte umanistica della vita, quello che cerco attraverso le mie canzoni è invitare ad aumentare la propria coscienza. Ho trovato una grande forza nelle parole dei Salmi, non lasciano indifferenti»

E mai stato comunista...

http://www.ilgiornale.it/spettacoli/lucio_dalla_mai_stato_comunista_andavo_feste_dellunita_soldi/27-12-2007/articolo-id=230031-page=0-comments=1





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