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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, settembre 05, 2011

Affinità e divergenze. Bologna: il sindaco Merola dice no ai redditi online, ma il PD con Donini lo smentisce


Nelle fasi convulse della cangiante manovra, Tremonti in pochi giorni ha proposto tra le altre cose l'idea di mettere i redditi online come Visco, poi ancora online ma per categorie e in modo in parte anonimo, poi la norma in quei primi termini almeno pare saltata.

(nella foto, Tremonti e Visco)

Come si comporteranno i Comuni?
Per Bologna, il sindaco Merola si dice contrario anche se propone uno stretto monitoraggio dei conti correnti in relazione alla dichiarazione dei redditi.

Dal Corriere:

" Niente pubbliche gogne, almeno a Bologna. Il sindaco stronca l’emendamento alla manovra del governo che permetterebbe ai Comuni di pubblicare sul web i redditi dei contribuenti. «Le misure demagogiche non mi piacciono», dice Merola, che per migliorare la lotta all’evasione insiste nel chiedere pieno accesso all’anagrafe di patrimoni e conti correnti, con la creazione di un’agenzia di riscossione metropolitana.
Una linea che non convince il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Gentili: «Più che sovrapporre poteri di indagine, bisogna rafforzare le azioni congiunte contro l’evasione già in atto»

Non è difficile immaginare cosa succederebbe sotto le Due Torri (come nel resto d’Italia) se i redditi dei bolognesi finissero on line. Accadde già nell’aprile del 2008 con il governo Prodi, quando la pubblicazione dei redditi sul web fu ritirata dopo una manciata di minuti tra polemiche e interventi del Garante della privacy. «Quando lo fece l’ex ministro Visco venne massacrato — ricorda infatti Merola. (....) «Io non ho chiesto di mettere alla gogna nessuno, ma solo strumenti per accertare e riscuotere», spiega il sindaco (.....) «La pubblicazione dei dati online ha senso solo se accompagnata da provvedimenti concreti — insiste Merola — e io mi muoverò solo se quegli strumenti contro l’evasione arriveranno, altrimenti non esporrò il Comune di Bologna con attività inutili».
La richiesta di Merola è ormai chiara da tempo: l’accesso libero all’anagrafe dei patrimoni e dei conti correnti, a cui affiancare un’agenzia metropolitana di riscossione dei tributi. Un progetto che permetterebbe di trasformare Palazzo d’Accursio in una macchina autosufficiente per la caccia agli evasori e la riscossione.
Una prospettiva diversa da quella che ha invece in mente il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Gentili, convinto della bontà del patto antievasione già attivo con i Comuni. E della necessità di un suo potenziamento, piuttosto che di una sostituzione. «Il patto finora ha funzionato bene e i risultati sono molto positivi — spiega Gentili — il Comune di Bologna in particolare è uno dei Comuni più collaborativi». (...)

Il patto antievasione, insomma, funziona. Mentre l’accesso diretto ai conti bancari, secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate, rischia di rivelarsi tutt’altro che pratico. «L’accesso ai conti, attualmente attribuito all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, non è uno strumento di controllo di massa — spiega Gentili —. Per legge serve una preventiva autorizzazione del Direttore regionale per accedere all’anagrafe e acquisita l’autorizzazione, l’anagrafe dei conti correnti consente di vedere se ci sono conti aperti e, in caso di accertamento, di chiedere i movimenti agli istituti di credito». Ci sono troppi passaggi e procedure da rispettare, dunque, perché l’accesso ai conti venga fatto in modo generalizzato. Meglio dunque seguire «la via giusta che abbiamo già trovato — conclude il direttore delle Entrate — Nei prossimi giorni conto di incontrare sia il sindaco sia la vicesindaco per riprendere l’attività sotto questo profilo e migliorare ancora».

Siamo "lieti" di apprendere che "l'accesso ai conti correnti privati non è uno strumento di controllo di massa, anche se ci inquieta già l'idea dell' "accesso libero all'anagrafe dei patrimoni e conti correnti" : se il problema è l'evasione fiscale, un conto è elaborare tasse in base al reddito annuo, un conto è misurare e schedare anche tutto il patrimonio mobile e immobile che uno si ritrova, per es. di famiglia o da risparmi pregressi.

E cosa significa esattamente "accesso libero" ?

MA

(nella foto, Donini e Merola)

A due giorni di distanza dalle parole del sindaco, il segretario Pd Raffaele Donini interviene sul tema, correggendo in parte la linea intrapresa dal primo cittadino:-

"Merola ha ragione quando dice che pubblicando online i redditi dei cittadini si rischia la gogna. Devo dire però, francamente, che non sono contrario a questa misura. È una questione di trasparenza, senza contare che il fatto che si possa esercitare un controllo sociale sulla fiscalità, di questi tempi, potrebbe essere utile".
La posizione del segretario Pd appare quindi lontana da quella espressa dal sindaco alla Festa dell´Unità , di assoluta bocciatura del provvedimento. "

Chi vivrà vedrà, ma è la gogna che è preparata per i cittadini, più che la trasparenza.
Infatti sfugge detto che ciò che si cerca è il "controllo sociale sulla fiscalità".
Come se, pubblicando online ciò che è già stato dichiarato e firmato in trasparenza per l'Agenzia delle Entrate, cambiasse qualcosa fiscalmente,
solo per il fatto di essere anche online.


Essere online dà di per sè un sovrappiù anche alle dichiarazioni dei redditi, a quanto pare....

Del resto, siamo da sempre nel Soviet, non se n'è mai andato.
In più, tutte le forze paiono ormai coalizzate alla mietitura dei cittadini, al computo di conti correnti e redditi, beni mobili e immobili,
e alla rivelazione al mondo dei patrimoni anche medi e piccoli, anche leciti,
mossa dai padroni di Eu e BCE.
Protervia del controllo, tassazione estrema, minaccia alle libertà personali e alla privacy, rastrellamento fiscale e reddituale.
Probabilmente i redditi individuali non andranno online tout court, ma siamo già al secondo tentativo in questa direzione: comunque, allo stato attuale, la pubblicazione sui siti dei Comuni delle dichiarazioni dei redditi riguarderà solo le categorie e gli aggregati e non più le persone fisiche.
Ma "le categorie e gli aggregati" sono poi composti da persone, lavoratori e contribuenti.
Sempre di stato di polizia fiscale e tributaria si tratta.
La condotta è anche soprattutto la schedatura, la tracciatura universale dei privati cittadini, un monitoraggio totale di ogni mossa dei privati che va ben oltre il controllo dell'evasione fiscale, che, se si vuole, si sa bene in quali settori si concentra e in che modalità (riciclaggio, aziende di comodo, delocalizzazione, conti esteri, settori privilegiati).
Siamo oramai alla FACEBOOKizzazione di Stato dei redditi e delle vite private.

Ci domandiamo anche:
E a quando i rendiconti del numero dei coiti settimanali e dei peli superflui pubblicati online?

Josh


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2 commenti:

Massimo ha detto...

Se ne fai il confronto con Donini, accrediti Merola di una qualità che, francamente, stento a vedere ... ;-)

Josh ha detto...

ahahaha :-))
certo che anche l' "accesso libero all'anagrafe dei patrimoni e conti correnti" di Merola è abbastanza inquietante.

La figura migliore in questi articoli la fa il Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Gentili, molto più equilibrato di tutti gli altri citati: probabilmente come da mestiere ha più contatti con la vita reale, e la proposta dell'accesso libero a un listone di patrimoni e conti correnti lo vede come fumo negli occhi, infatti contraddice Merola.
Gentili è a conoscenza anche dei rischi che si celano dietro a queste aperture.
Conti Correnti e patrimoni di tutti costantemente monitorati?
Ma scompare la libertà individuale anche di fare una spesa personale, in tutta legalità.

Dai, lo sappiamo tutti, se si vuole scovare l'evasore si sa come fare.

Le montagne di demagogia di questi giorni, da ogni parte, sono davvero noiose. Ma sempre contro la libertà personale dei cittadini.