Trentun anni fa non ero a Bologna, ma in vacanza.
Sarei rientrato dopo pochi giorni.
Non ho quindi un ricordo diretto del clima creato dalla strage alla stazione.
Ho però ben presente la strumentalizzazione politica che, sin dall’inizio, fu fatta con la pretesa che la bomba fosse necessariamente “nera”, la condanna definitiva con sentenza passata in giudicato per Mambro e Fioravanti che, pure, si proclamano innocenti e i sospetti che, invece, la paternità del crimine fosse del terrorismo palestinese.
Su questi temi si potrebbe discutere, senza venirne a capo, per secoli e pertanto non sono l’argomento del post.
Oggi, come lo scorso anno, il Governo non si è presentato alle commemorazioni, delegando il Prefettto.
Dopo anni in cui il rappresentante del Governo veniva sistematicamente fischiato, tra l’altro immotivatamente visto che dal 1980 è passata tanta acqua sotto i ponti, per non parlare dei cadaveri della prima repubblica e della democrazia cristiana, dal 2010 è stato deciso di porre fine a tale sconcio.
Nessun rappresentante del Governo vuol dire fischi a vuoto.
Non posso che condividere la scelta.
Il commosso omaggio alle vittime della strage non può essere sporcato dai fischi di una minoranza strumentalizzata ed estremista.
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