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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, maggio 02, 2011

Solo Manes Bernardini può rappresentare il Popolo di Bologna


Nei precedenti interventi, con qualche spunto fornito dall’attualità della campagna elettorale, ho cercato di focalizzare il programma di Manes Bernardini come quello che maggiormente può interpretare le mie idee su Bologna.
Ma vi è un dato oggettivo che dovrebbe indurre tutti i bolognesi a votare Manes Bernardini, quantomeno per “provarlo”.
Se è vero, come è vero a detta di tutti, che Bologna è ferma, che Bologna è in decadenza, che Bologna ha bisogno di una scossa per risalire, come si può pensare di conseguire tale risultato con un sindaco che non solo ha avuto pesanti responsabilità amministrative nel creare questa situazione, ma è anche legatissimo, in modo inscindibile, ad un ambiente di potere politico, culturale ed economico che di questa decadenza è il principale artefice?
Come si può pensare che Merola sappia imprimere quel cambio di passo, quella scossa necessaria a riattivare un percorso virtuoso ?
Come si può pensare che Merola sia in grado di rendersi autonomo e indipendente da sindaco a quegli ambienti che ha frequentato e coltivato da consigliere e assessore ?
Come si può pensare che Merola possa rappresentare il nuovo e il Popolo di Bologna, dopo che ha rappresentato ed è stato votato alle “primarie” dalla nomenklatura che da quasi settanta anni domina Bologna ?
Vorrei ricordare come Manes Bernardini rappresenterebbe la prima, vera rottura con un establishment che ha portato Bologna in decadenza e che la volontà di rinnovamento passa anche attraverso il cambio di personale e generazionale.
Sì, perchè se Manes Bernardini fosse eletto e conseguisse il doppio mandato che gli consentirebbe la legge, terminerebbe la sua attività da sindaco all’età di quarantanove anni, sei anni più giovane di quanto non sia ora Merola che, invece, terminerebbe a ben sessantacinque anni.
Anche questo è, inevitabilmente, un fattore che consente di pensare ad innovare, come ha bisogno Bologna, e non a conservare, come invece è naturale per chi è già al potere, incurante delle reali necessità popolari.

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