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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, maggio 10, 2011

Non si vota solo per il sindaco


Domenica e lunedì Bologna dovrà scegliere il sindaco che dovrà rimediare ai guasti di Cofferati e Delbono.
E’risibile che si candidi a farlo chi (Merola) con Cofferati era un importante assessore, quindi corresponsabile delle scelte effettuate (male) o non effettuate (per lo più).
Sarebbe naturale che, viste le esperienze Cofferati e Delbono, i bolognesi si orientassero verso l’alternativa e il cambiamento rappresentati da Manes Bernardini.
Bologna, però, la conosciamo tutti e la logica non sempre prevale quando si innestano le passioni ideologiche che trasformano cittadini in altri campi responsabili, in irrimediabili Tafazzi.
Ma domenica non si vota solo il sindaco, ma anche il consiglio comunale e i quartieri.
Personalmente ritengo che i tempi moderni richiedano, come per il governo nazionale, rapidità e univocità di decisione che mal si conciliano con una democrazia assembleare.
Ma è prevista la scheda per i quartieri e per il consiglio comunale, quindi bisogna scegliere.
Se per il quartiere, nonostante le scarse speranze che derivano dal comportamento autolesionista di civici e terzo polo che hanno presentato liste proprie utili solo a far vincere la sinistra anche dove è minoritaria, la scelta è obbligata (votare la lista Lega-Pdl) , per il consiglio comunale, posto che il voto per Manes Bernardini è in cassaforte, i dubbi sono tanti.
Fino a qualche giorno fa avrei bissato il voto con la croce sul simbolo della Lega per dare più peso alle idee di Manes Bernardini che, in gran parte, sono anche le mie.
Le ultime uscite di Bossi, però, mi hanno fatto cambiare prospettiva.
Non condivido l’appoggio fornito a Napolitano in ordine all’ennesima perdita di tempo in parlamento sulla “verifica” dopo la nomina dei nuovi sottosegretari (a proposito di democrazia assembleare ...) e non condivido i suoi distinguo in ordine alle affermazioni di Berlusconi sui magistrati.
Nel dubbio che le posizioni di Bossi possano essere una effettiva presa di distanza su due temi che mi trovano totalmente in sintonia con il Premier, preferisco non rafforzare la Lega.
Rimangono dunque due alternative che sceglierò probabilmente all’ultimo.
La prima è votare Pdl, a sostegno di quel che oggi rappresenta, soprattutto dopo l’uscita dei finioti.
La seconda è dedicarmi al voto disgiunto, accompagnando la scelta di Manes Bernardini sindaco, con il voto di lista a Forza Nuova nel solco di quello che, in altre circostanze, sarebbe la mia scelta ideale.
La legge elettorale consente anche questa opportunità: votare il candidato sindaco che si reputa più idoneo e la lista che rispecchia la propria appartenenza ideale.

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1 commento:

marshall ha detto...

Condivido la scelta. Anch'io sono stato un pò spiazzato dalle due uscite di Bossi: quella dell'apoggio al discorso di Napolitano e quella dei distinguo sull'affermazione di Berlusconi per i giudici. E la pensano così anche leghisti puri ascoltati in radio.