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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, maggio 28, 2011

Cronache Bolognesi


Questo è il mio primo post su Svulazen, e sono molto onorato di scriverci: le analisi del blog sono già a mio avviso ben fatte, ma mi piace talvolta aggiungere un po' d'ironia o qualche notizia apparentemente minore che si interseca con le altre, che riguarda la quotidianità della città e può offrire uno spaccato, la temperatura di una situazione.
Solo in questa settimana alcuni fatti fanno riflettere, prendo in prestito qualche notizia dal Resto del Carlino Cronaca di Bologna.


Incontriamo la vicenda di un uomo uscito tranquillamente dalla palestra, che si rifiuta di fare l'elemosina ad un barbone/punkabbestia accompagnato dal consueto cane (di solito animali aggressivi ed enormi, spesso fuori legge senza guinzaglio e senza museruola, che vengono intesi come limitazioni alla libertà dell'animale): al rifiuto di donare l'obolo, gli viene scagliato contro il cane, che lo azzanna. Ancora, cane e padrone non sono stati rintracciati.
Per saperne di più sui punkabbestia, oltre a wiki, c'è anche un ritratto e una marea di commenti di vario indirizzo qui ,
ma per non farsi mancare niente anche qui.


La vicenda è preoccupante, anche perchè non si tratta dell'unico incidente recente: solo a Settembre 2010 un ambulante, un uomo di 67 anni è morto davanti al centro sociale XM24 in seguito a una lite con un punkabbestia.

Altro passaggio cittadino della settimana, dal significato metaforico chiaro: Un Maghrebino in mutande sale sul Nettuno del Giambologna per protesta, minaccia di suicidarsi, si siede proprio sulla testa del Gigante, e alla fine viene fatto scendere.
Queste le sue parole:

“Voglio morire per abolire lo Stato. Voglio parlare con un ministro. Dio mi ha creato libero e io vado dove voglio”.

(sul Nettuno in mutande ascoltando l'I-Pod)

Anche se il tutto è stato mosso da una crisi personale che non possiamo conoscere nei dettagli e forse non era al 100% presente a se stesso, desidero riflettere sui concetti usciti da un altro punto di vista (del resto sembrano una parafrasi di Schengen, del dogma della 'libera circolazione').
Dunque, un suo desiderio è "abolire lo Stato", che finora mi pare anche garante della sua sussistenza.
Dio ha creato liberi anche noi in teoria, ma dobbiamo poi sottostare alle decisioni delle giunte di centrosinistra miracolosamente sempre vittoriose da queste parti, poi dobbiamo sottostare anche ai diktat mondialisti di "alleati", potenze, banche, multinazionali e organizzazioni estere con il loro obbligante dogma immigrazionista a tutti i costi, è solo questo il motivo per cui dobbiamo sentire uno che si sente libero ma non abbastanza su una nostra statua del 1500.
Vorrebbe andare dove vuole: non lo trattiene nessuno, ma mi pare che intanto dal Maghreb a Bologna un bel pezzo di strada l'abbia fatta, aiutato in tutto da centrosinistra, Chiesa Cattolica, Onlus varie, ONU, EU e in ultimo anche da Maroni in persona con i permessi extra, a dimostrazione che i governi nazionali sono solo pupazzi di gruppi di potere internazionali che comandano realmente.
Probabilmente voleva dirigersi in Francia ( 'io vado dove voglio' potrebbe esser riferito alla libertà di non-accoglienza che Sarkozy, grandeur sua, ha manifestato: c'è chi può), ma lì ci hanno detto che possono chiudere le frontiere, e almeno in parte avere una sovranità in casa propria.
Parimenti il maghrebino non intende che se, come afferma, lui è nato libero da Dio,
allora anche noi, cioè chi è obbligato ad accoglierlo, saremmo ugualmente nati liberi da Dio, e in luoghi e tempi normali avremmo avuto il sacrosanto diritto di esser padroni in casa nostra: di solito decide il proprietario (di una casa come di una nazione) se uno è gradito o meno in casa propria, non è "l'esterno" che si possa imporre in casa d'altri,
ma sappiamo che le cose vanno molto diversamente, per un diritto internazionale 2 pesi 2 misure, abbiamo addirittura ceduto la nostra riserva aurea all'UE*, poi "la proprietà privata non esiste",
e allora tant'è...Libertà sua e di chiunque altro, tranne il diritto autoctono.

C'è un segnale, un simbolismo in questi gesti e parole: la città è in balia ormai di qualunque iniziativa di chiunque, e s'è persa l'autorevolezza ed il prestigio che le appartenevano nel (tra-)passato. Mai nessuno si era azzardato a fare qualcosa del genere su un simbolo storico atavico della città, ma il rispetto per gli altri, per la simbologia della cosa pubblica e per i beni d'arte che abbiamo, per molti non sono più sentiti.
La cosa tragica è che questo vale sia per alcuni extracomunitari, che non sentono ovviamente nessuna appartenenza con il passato storico della città, ma vale anche per molti autoctoni.
Al link le fotografie documentatissime e complete dell'accaduto.

Per concludere, un bambino trova... l'uovo di Dinosauro nel Jurassik Park della sua scuola, finchè si scopre che si tratta di un ovulo pieno di droga del Toxic Park, ovvero sempre il parco della sua scuola. Lì vicino si spaccia, e lo stesso giornalista del Carlino nell'articolo linkato vede nordafricani e tunisini che affermano di essere in zona da un mese.

I Bolognesi che hanno rivotato per la sinistra, paladina di molti dei valori sopradetti, saranno soddisfatti.
Ed è solo una settimana.

Josh

(* la notizia della nostra ulteriore schiavizzazione, taciuta dai media principali, mi giunge grazie al gentile intervento di Nessie/SauraPlesio)


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giovedì, maggio 19, 2011

Bologna sopravviverà a Merola ?


Il nuovo sindaco di Bologna ha cominciato a “sbroccare” minacciando la chiusura integrale del centro storico al traffico privato.
La sua alleata Frascaroli pretende interventi che blocchino la Tav, riesumando i più triti (e costosi) slogan della estrema sinistra.
A Bologna si avvicinano i registri per certificare le unioni degli omosessuali e la sostanziale scelta a favore dell’eutanasia.
Gli immigrati saranno accolti e i centri sociali troveranno ascolto nella nuova giunta.
Il tutto costerà molto e per i bolognesi che lavorano e producono si prospetta un aumento delle tasse utili a pagare le clientele e le pretese dell’elettorato di sinistra.
Il candidato del terzo polo, Aldrovandi, si accorge a babbo morto (solo ora che non ha alcun eletto) che il sistema elettorale nei quartieri è penalizzante per chi si divide; poteva pensarci prima.
I grillini non entrano in giunta, ma offrono un loro uomo per un assessorato (che non si rifiuta mai).
Se Merola porterà a termine il mandato per Bologna si prospetta una ulteriore accelerata verso la decadenza e la deriva morale, civile, politica ed economica.
La speranza, più che dai ricorsi annunciati dalla Lega (dubito si trovi un magistrato disponibile ad annullare la vittoria della sinistra) viene dalle giovani leve di Lega e Pdl.
Bernardini, Tomassini, Lisei, solo per citarne tre, assieme agli "anziani" (e per non fare torto a nessuno cito solo Daniele Carella al quale, anche per solidarietà generazionale, ho dato il mio voto di preferenza) hanno fatto una bella campagna elettorale, attiva, di attacco, aggressiva, tra i cittadini e se continueranno nel loro impegno non solo nelle paludate aule del consiglio, ma anche tra il Popolo, stimolando al ragionamento e informando, potremmo anche farcela a superare persino l’amministrazione Merola.
Ma il Centro Destra deve organizzarsi per fare opposizione di piazza alla giunta, deve organizzare e dare copertura a una disobbedienza civile, cioè alla disapplicazione dei provvedimenti di Merola in modo massivo, perchè i singoli verrebbero solo bastonati dalla repressione istituzionale.
La sopravvivenza di Bologna si giocherà quindi con la capacità della Opposizione di Centro Destra di contrastare in piazza (e non a parole nei consigli) le decisioni della giunta.
Nessun dialogo, nessuna collaborazione, ma ripagare con gli interessi il comportamento che la sinistra ha adottato contro il Governo nazionale.

Pubblicato anche in BlacKnights

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martedì, maggio 17, 2011

I sogni muoiono all'alba


In realtà la, sia pur risicata, vittoria dell’uomo venuto da Santa Maria Capua Vetere provincia di Caserta era annunciata ben prima dell’alba, nonostante il progressivo sgretolamento di quelle percentuali che erano sfornate man mano che, senza alcun criterio, arrivavano i risultati dai vari seggi (e fatto salvo ogni esito di eventuali ricorsi ...).
Manes Bernardini ha fatto una bellissima campagna elettorale, non ha sbagliato nulla, ha superato brillantemente l’handicap iniziale delle incertezze del Pdl sul candidato ed ha trascinato la Lega al miglior risultato della sua storia a Bologna e il Pdl ad un guadagno di due punti sulle elezioni del 2009.
Purtroppo non è stato e non poteva essere sufficiente per quella parte, per ora ancora maggioritaria, di Bologna evidentemente rassegnata alla decadenza e che dopo il sindaco campano, probabilmente voterebbe supinamente anche un qualunque Abdullah il pci/pds/ds/pd volesse candidare.
Merola non potrà certo invertire la rotta, compromesso come è con le precedenti amministrazioni e soprattutto con quella di Cofferati di cui fu assessore all’urbanistica e pienamente integrato nel sistema di potere del partito egemone, fondato appunto sul pci e sulle coop rosse.
Continuerà quindi, più o meno repentinamente questo dipenderà anche dal quadro nazionale, la decadenza della città e l’impoverimento culturale, economico e sociale dei bolognesi, sempre più inquinati dall’accoglienza rivolta a gente estranea alle proprie radici e tradizioni.
Del resto chi vota Merola si merita tutto ciò, purtroppo ce lo dovremo cuccare anche noi che non lo abbiamo votato sperando, sapendolo, di riuscire comunque a salvare qualcosa.
Significativa, anche a Bologna, l’avanzata delle liste estremiste, con quella vendoliana all’interno del gruppo Merola che supera il 10% e quella dei grillini che quella percentuale la sfiora, indicando in ben il 20%, cioè un quinto dei voti espressi, l’elettorato estremista che diventa il 25% con il partito di Di Pietro che peraltro non arriva al 4% e la percentuale da prefisso telefonico dei comunisti di Michele Terra.
A fronte di chi ha avuto successo, registriamo il fallimento dei civici, con il 5% risicato di Aldrovandi che segna la sconfitta secca di Casini e Fini suoi grandi sponsor, il 3% scarso di Corticelli e lo 0,19 dell’Avv. Carcano, in tutto meno della lista della sinistra estrema o di quella di Grillo.
Mi auguro che con questi risultati sia finita la stagione del”civismo” e si torni a ragionare di partiti, di progetti contenuti in un quadro nazionale.
Anche perchè i “civici” per la seconda volta, hanno sicuramente causato la sconfitta in almeno due quartieri che erano alla portata e messo in pericolo persino il Santo Stefano che, comunque, anche questa volta sarà un’oasi di libertà nella rossa Bologna, grazie soprattutto al voto nella zona Colli, il vecchio quartiere poi inglobato nel Santo Stefano con altri tre e che da sempre vota in controtendenza rispetto alla maggioranza comunista della città.
Le due liste di Destra Radicale (La Destra e Forza Nuova) vedono prevalere questa su quella, ma con percentuali di mera testimonianza, ininfluenti in questo tipo di votazioni.
Sarebbe diverso se la Destra si ritrovasse unita, all’interno dello schieramento berlusconiano.
Bologna ha perso, ma ha trovato un leader che, se riuscirà a tenere unita l’opposizione, potrà fare molto male a Merola, soprattutto se non si limiterà ad una opposizione istituzionale, ma la trasformerà in opposizione movimentista, organizzando proteste, manifestazioni, disobbedienze civili contro le decisioni della giunta che dovranno essere contestate tutte, una per una.
Le elezioni sono terminate il 16 maggio e la campagna elettorale per le prossime inizia oggi, 17 maggio e deve essere aggressiva ed estremista perchè, come hanno dimostrato a sinistra, l’estremismo aggrega, motiva e paga.
Solo così potremo sperare di liberare Bologna da un giogo oppressivo e conformista che ci sta portando alla deriva ed alla estinzione.

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lunedì, maggio 16, 2011

Forse una speranza c'è




I dati vanno a rilento.
E con questi parziali non è possibile commentare.
Se Merola sarà costretto al ballottaggio, tanto di cappello a Manes Bernardini, riuscito, dopo una partenza fortemente ad handicap per i ritardi con i quali il Centro Destra lo ha scelto come candidato, a recuperare.
Se supererà il 30% vorrebbe dire che ha guadagnato ben dieci punti rispetto alla somma dei voti di Pdl e Lega nel 2009 e, soprattutto, non ha risentito della transumanza dei finioti che, assieme all'Udc, prendono meno di quanto non ottenesse il partito di Casini da solo.
Pare che la lista Grillo ottenga più del 10%: da ridere più che in uno spettacolo del suo nume tutelare.
Se sarà ballottaggio Manes Bernardini e i suoi dovranno gettare il cuore oltre l'ostacolo, per far comprendere ai bolognesi che mostrano timidi segnali di risveglio e rinsavimento, che qui non si tratta di un voto politico tra sinistra e Centro Destra, bensì del futuro della nostra città, delle nostre tradizioni, dei nostri costumi, del nostro essere bolognesi.
Un qualcosa che Merola non potrà mai capire, nè rappresentare.

P.S.: Nella inconcepibile scelta di lasciare proseguire la decadenza Bologna, c'è ancora una fiamma di libertà al Quartiere Santo Stefano che, ancora una volta, ha votato per il Centro Destra.

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domenica, maggio 15, 2011

Sognare non è vietato

Domani, nel tardo pomeriggio, dovremmo conoscere con una approssimativa certezza il risultato del voto per l'elezione del sindaco e sapremo se, ancora per due settimane, ci dovremo occupare delle elezioni.
E' evidente che per il Centro Destra bolognese la vittoria sarebbe costringere Merola al ballottaggio, per poi profondere l'ultimo sforzo, buttando il cuore oltre l'ostacolo e sostenere Manes Bernardini per l'elezione al secondo turno.
L'impresa è difficile ma non impossibile.
Bologna negli ultimi sei anni (escluso l'anno abbondante di commissariamento) è stata male amministrata e non c'è bolognese che non lo capisca.
Ma Bologna è anche una città con una incomprensibile tradizione comunista che non capisce, ma si adegua.
Mi auguro, evidentemente, che questa volta i bolognesi capiscano e non si adeguino a votare per la decadente continuità che ci propone Merola, ma per scegliere il cambiamento e l'alternativa offerta da Manes Bernardini.
Sognare non è vietato e spesso, quando i sogni sono positivi, per il bene comune, si trasformano in realtà.

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sabato, maggio 14, 2011

Un voto per Bologna

Ci siamo.
Una campagna elettorale iniziata nel modo peggiore, con una stucchevole telenovela sul candidato del Centro Destra, finisce con Virginio Merola, vincitore annunciato, in evidente affanno.
Sicuramente suoi demeriti, ma anche una evidente, ottima performance del candidato alla fine scelto da Lega e Pdl, Manes Bernardini.
Domani noi bolognesi voteremo per scegliere come vorremo la Bologna per secondo decennio del secolo.
Dopo il fallimento di Cofferati (di cui Merola fu importante assessore all'urbanistica) con scelte scellerate come la moschearespinta grazia anche alla battaglia di Manes Bernardinie il civis e l'esperienza di "c'è Delbono a Bologna" , ridicola non solo per il misero lasso di tempo (otto mesi) di amministrazione, ma soprattutto per le modalità della caduta, i bolognesi non devono sbagliare nuovamente scelta.
Qui non si tratta di Centro Destra o di sinistra, di votare per il partito (comunista) dei padri o per quello "dei padroni", qui si tratta del nostro futuro di cittadini bolognesi e della Bologna che trasmetteremo ai nostri figli.
Anche qui, come altrove, l'immigrazione è un problema, quindi ribadire il no alla moschea è un obbligo, come lo è rivedere la scelta del civis per salvare le Due Torri e il centro storico dalla devastazione che suborebbero con un simile mezzo in circolazione.
Ma ancora il traffico e i servizi, l'ordine pubblico e la pulizia della città, anche dai cosiddetti "graffitari" che non sono altro che teppisti che deturpano proprietà pubbliche e private.
E il tutto finalizzato a privilegiare i bolognesi rispetto a chi viene qui senza radici e senza conoscere le nostre tradizioni, i nostri costumi e che non ha contribuito a fare di Bologna quella città ricca e benestante che vorrei tornasse ad essere.
Merola rappresenta la continuità con un passato che ci ha regalato una triste e incolore decadenza.
Per questo, per cambiare rotta e contrastare la decadenza della città, domani voterò Manes Bernardini sindaco, bissando con il voto di lista al Pdl e, nel quartiere, il voto alla lista Pdl-Lega.

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venerdì, maggio 13, 2011

La rimonta di Manes Bernardini


In questa campagna elettorale amministrativa due sono stati gli elementi caratterizzanti.
Le ripetute gaffes di Merola, alcune esilaranti ed innocue (se non per il candidato stesso) come quelle che hanno messo a nudo la totale ignoranza sulla principale formazione sportiva della città che vorrebbe amministrare, altre di una pesantissima gravità, come il giustificazionismo (autoassolutorio) verso il consumo giovanile di droga.
L’altro elemento di impatto ormai nazionale è la candidatura di Manes Bernardini.
Credo che la Lega abbia tratto un notevole giovamento dall’aver candidato il giovane avvocato bolognese.
Partita ad handicap, la candidatura di Manes Bernardini ha, poco alla volta, convinto molti bolognesi ed ottenuto le chiavi anche per rappresentare quella Bologna che vuole risorgere nei “salotti buoni” cittadini e persino della televisione (martedì prossimo è invitato a “Porta a porta”, la “terza camera” dello stato).
Manes Bernardini ha proposto una Bologna nuova, presente e viva che contrasta notevolmente con la continuità rappresentata da Merola e che sa di burocrazia, di parole d’ordine e di lenta, inesorabile decadenza.
I temi “caldi” come il civis e l’immigrazione (moschea) hanno già visto in passato Virginio Merola e Manes Bernardini su fronti opposti e oggi è il primo a fare marcia indietro rispetto a quanto sosteneva da assessore di Cofferati.
Manes Bernardini si è, quindi, presentato e accreditato come l’alternativa alla continuità, come colui che, per la sua storia, rappresenta il rilancio contro chi, per la sua storia, rappresenta la decadenza.
Chi ama Bologna, voterà Manes Bernardini.

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giovedì, maggio 12, 2011

I dubbi di Merola e Bonacini


Sul Carlino Bologna di oggi un trafiletto riporta una opinione in sintonia del candidato del pci/pds/ds/pd Merola e del suo segretario regionale (credo si chiami Bonacini) i quali ritengono molto difficile un accordo con il cosiddetto terzo polo al ballottaggio.
E’ vero che aggiungono che se ne dovrà ragionare lunedì sera ad urne chiuse, ma la loro esternazione fornisce due indicatori significativi.
Intanto mostra, quanto meno, i dubbi crescenti sulla vittoria al primo turno, diretta conseguenza della debolezza di un candidato abbonato alle gaffes (anche gravi come quella sulla droga !) ma, soprattutto, rappresentante, per i ruoli ricoperti, della continuità con un passato recente che a Bologna ha regalato solo decadenza, costi e fallimenti.
Il secondo, importante, riconoscimento è che se prendono in esame, pur ritenendola non praticabile, l’alleanza al ballottaggio con il “terzo polo”, significa che Aldrovandi non è accreditato di alcuna possibilità di essere lui a raggiungere lo spareggio e, al contrario, diventa un riconoscimento di Manes Bernardini quale avversario da battere.
Con buona pace di tutte le arrampicate dei Casini e dei Fini per sostenere un candidato perdente in partenza.
Sono considerazioni ovvie, che danno speranza a chi ama Bologna e vorrebbe cambiare, con giudizio, per dare un taglio ad un passato da tutti riconosciuto come negativo e che è simbolizzato dalla doppia amministrazione Cofferati (di cui Merola fu importante assessore all’urbanistica) e Delbono.
E se siamo a questo punto, dopo tutti gli errori e le difficoltà che il Pdl ha avuto prima di accettare il candidato della Lega, significa che, come unanimemente riconosciuto, Manes Bernardini non solo non ha sbagliato una sola uscita, ma rappresenta anche per chi non è di Centro Destra, lui e non altri !, quella Bologna che vorremmo ritrovare con la nuova amministrazione.

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mercoledì, maggio 11, 2011

Vizi e virtù di un candidato



La campagna elettorale consente di conoscere meglio i candidati, valutandone vizi e virtù.
Il candidato Virginio Merola si è addirittura sdoppiato negli spot per imitare i famosi fratelli De Rege, così emergono prima di tutto le sue carenze e qualche vizietto.
Prima il Bologna che deve tornare in A, cioè in B.
Poi l’assenza alla celebrazione del 21 aprile.
Quindi le lacrime e lo stress della campagna elettorale.
Poi torna sul Bologna al quale attribuisce uno scudetto solo (magari quello che, a differenza di ciò è accaduto con l’Inter, non ci fu doverosamente assegnato nel 1927).
Quindi la giustificazione della fumatina di spinello (rigorosamente di gioventù) che ricorda tanto certe esternazioni su personaggi che non meritano neppure la citazione, totalmente deleterie.
Di tutte le sceneggiate, infatti, quella sulla droga è la più grave e pericolosa.
Non è minimamente accettabile che chi si propone di guidare una città importante come Bologna faccia dichiarazioni che, in un certo senso, motivino o giustifichino l’aberrazione dell’uso di droghe.
Come possiamo pensare che un soggetto simile possa, sappia e voglia affrontare il problema della microcriminalità, spesso prodotta dalla necessità di procacciarsi il denaro per comprare dosi ?
E come possiamo fidarci che la “sua” città sia quella città pulita e ordinata che noi vogliamo ?
Qui non si tratta di Centro Destra o di sinistra, di candidato bolognese o immigrato, qui si tratta di sostanza, dei Principi e dei Valori fondamentali di ogni convivenza civile e di ogni struttura sociale.
Non è, poi, che si tratti di una svista, ma è una linea di condotta che parte dal giustificare l’uso giovanile di droga e arriva a minare la Famiglia, ammettendo forme parodistiche (tra persone dello stesso sesso) della medesima, minando le fondamenta della società civile.
Quanto più responsbile e coerente è il messaggio che viene anche dalle parole e dal comportamento di Manes Bernardini che ha ottenuto l’apprezzamento anche di Alfredo Cazzola che, pure, sostiene con ogni evidenza un altro candidato.
Adesso dovrebbe essere il turno delle virtù del candidato Merola.
Accetto suggerimenti, perchè non me ne viene in mente una sola.

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martedì, maggio 10, 2011

Non si vota solo per il sindaco


Domenica e lunedì Bologna dovrà scegliere il sindaco che dovrà rimediare ai guasti di Cofferati e Delbono.
E’risibile che si candidi a farlo chi (Merola) con Cofferati era un importante assessore, quindi corresponsabile delle scelte effettuate (male) o non effettuate (per lo più).
Sarebbe naturale che, viste le esperienze Cofferati e Delbono, i bolognesi si orientassero verso l’alternativa e il cambiamento rappresentati da Manes Bernardini.
Bologna, però, la conosciamo tutti e la logica non sempre prevale quando si innestano le passioni ideologiche che trasformano cittadini in altri campi responsabili, in irrimediabili Tafazzi.
Ma domenica non si vota solo il sindaco, ma anche il consiglio comunale e i quartieri.
Personalmente ritengo che i tempi moderni richiedano, come per il governo nazionale, rapidità e univocità di decisione che mal si conciliano con una democrazia assembleare.
Ma è prevista la scheda per i quartieri e per il consiglio comunale, quindi bisogna scegliere.
Se per il quartiere, nonostante le scarse speranze che derivano dal comportamento autolesionista di civici e terzo polo che hanno presentato liste proprie utili solo a far vincere la sinistra anche dove è minoritaria, la scelta è obbligata (votare la lista Lega-Pdl) , per il consiglio comunale, posto che il voto per Manes Bernardini è in cassaforte, i dubbi sono tanti.
Fino a qualche giorno fa avrei bissato il voto con la croce sul simbolo della Lega per dare più peso alle idee di Manes Bernardini che, in gran parte, sono anche le mie.
Le ultime uscite di Bossi, però, mi hanno fatto cambiare prospettiva.
Non condivido l’appoggio fornito a Napolitano in ordine all’ennesima perdita di tempo in parlamento sulla “verifica” dopo la nomina dei nuovi sottosegretari (a proposito di democrazia assembleare ...) e non condivido i suoi distinguo in ordine alle affermazioni di Berlusconi sui magistrati.
Nel dubbio che le posizioni di Bossi possano essere una effettiva presa di distanza su due temi che mi trovano totalmente in sintonia con il Premier, preferisco non rafforzare la Lega.
Rimangono dunque due alternative che sceglierò probabilmente all’ultimo.
La prima è votare Pdl, a sostegno di quel che oggi rappresenta, soprattutto dopo l’uscita dei finioti.
La seconda è dedicarmi al voto disgiunto, accompagnando la scelta di Manes Bernardini sindaco, con il voto di lista a Forza Nuova nel solco di quello che, in altre circostanze, sarebbe la mia scelta ideale.
La legge elettorale consente anche questa opportunità: votare il candidato sindaco che si reputa più idoneo e la lista che rispecchia la propria appartenenza ideale.

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lunedì, maggio 09, 2011

Bossi e Tremonti spingono Manes Bernardini


Dopo la partita (penosa) del Bologna contro il Parma, l’appuntamento era in piazza Maggiore al comizio di Bossi e Tremonti a sostegno di Manes Bernardini.
Il rischio era di una ripetizione della barbara gazzarra che la sinistra estrema ha inscenato contro Maroni venerdì scorso.
Invece solo uno sparuto gruppo di individui ha provato a disturbare un comizio che, come ormai tutti i comizi, non ha detto nulla di nuovo, ha però stimolato la fiducia verso un candidato che, giorno dopo giorno, si dimostra il miglior sindaco possibile per Bologna.
E non può che essere così, perchè è un dato di fatto che Bologna sia in rapida decadenza e non è certo pensabile che si possa invertire la rotta con sindaci che siano espressione della vecchia politica e/o legati agli ambienti economici e ai salotti “buoni” della città.
L’unica speranza per Bologna di mettere mano a quegli interventi (immigrazione, servizi, manutenzione) che sono propri delle amministrazioni locali, cercando di cominciare a scrostare il calcare del passato, è rivolgersi ad una persona che non sia condizionato dalle scorie del passato.
L’impressione che si ha, è che Manes Bernardini possa realmente farcela, anche se nessuno si sbilancia, ben conscio di quanto sia forte l’apparato del pci/pds/ds/pd a Bologna.
E’ però comprensibile a tutti il messaggio di Manes Bernardini, fresco, chiaro e concreto.
Chi ama Bologna, voterà Manes Bernardini.

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domenica, maggio 08, 2011

Una settimana al voto

Ridendo e scherzando, siamo arrivati all'ultima settimana di campagna elettorale.
Abbiamo visto che il candidato entrato sindaco in campagna elettorale (Merola) ne sta uscendo malconcio per una seria di gaffes e per una dichiarata debolezza psicologica (e forse quelle sono figlie di questa).
Manes Bernardini, candidato del Centro Destra (Lega e Pdl), la cui designazione ha avuto una gestazione molto sofferta, ha recuperato il tempo perso con la concretezza tipica dei manager navigati e la passione propria dei giovani: non ne ha sbagliata una.
Non ha sbagliato il programma, non ha sbagliato le uscite pubbliche, non ha sbagliato nell'evidenziare i problemi della città, non ha sbagliato nel rivendicare un passato vergine da compromessi o collusioni con chi ha condotto Bologna all'attuale decadenza, che lui si propone, con più ragione di chiunque altro, di fermare.
Diventa sempre più probabile quel che un mese fa appariva impensabile: costringere Merola ad un incertissimo ballottaggio.
Lo sanno talmente bene a sinistra che venerdì i più esagitati hanno cercato, con lo spirito democratico che è loro proprio, di impedire la libera manifestazione di pensiero del Ministro Maroni venuto a Bologna per sostenere Manes Bernardini e le ripetute aggressioni alle sedi ed ai banchetti organizzati dal Centro Destra.
E' opportuno sottolineare che questa violenza (che sfocia anche in danneggiamenti contro le proprietà altrui) che richiama quella degli anni settanta, è a senso unico e sono solo quelli di sinistra che vorrebbero impedire al Centro Destra l'espressione e la manifestazione delle proprie idee, mai viceversa, neppure da parte dai tanto criticati militanti di Forza Nuova che si dimostrano, invece, rispettosi del prossimo e delle proprietà altrui.
Degli altri candidati c'è poco da dire.
Esprimo simpatia politica per le due donne candidate: Anna Montella (La Destra di Storace) ed Elisabetta Avanzi (Forza Nuova) e simpatia umana per la conoscenza personale verso l'Avv. Angelo Maria Carcano.
Mi auguro che tutti e tre, dopo la loro onorevole battaglia di bandiera, decidano di sostenere esplictamente Manes Bernardini al ballottaggio e mi auguro che il Centro Destra accolga il loro apparentamento.
Uguale auspicio lo rivolgo verso Daniele Corticelli, candidato civico, con una onorevole battaglia contro il civis, purtroppo incomprensibilmente solipsistico nella volontà di proporsi come candidato invece di aderire alla candidatura del Centro Destra.
Rispetto, pur nella totale incompatibilità di idee, verso il candidato della estrema sinistra Terra (Michele, credo) e il grillino Massimo Bugani.
Da ultimo l'incomprensibile candidatura di Stefano Aldrovandi, per il terzo polo.
Aldrovandi non può rappresentare il nuovo (fu presidente Hera, è imprenditore di lungo corso e pare abbia vari rapporti aperti con il comune e, quindi, con il potere cittadino) e neppure giovane (66 anni).
Sembra quasi che la sua candidatura sia finalizzata solo a togliere voti a Manes Bernardini, esclusivamente per fare un dispetto a Berlusconi, come è nell'attitudine dei suoi sponsor Casini e Fini.
Mi auguro che al ballottaggio i suoi elettori, sicuramente ostili all'attuale gestione della città, amino Bologna e scelgano di votare Manes Bernardini.

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venerdì, maggio 06, 2011

Bella Bologna senza kebab nè ideogrammi


La Lega ha aperto una campagna contro la diffusione dei kebab e degli altri locali etnici, estranei alla cultura e tradizione culinaria di Bologna.
E’ una battaglia sacrosanta che, in passato, vide fortissime limitazioni di carattere meramente ideologico contro i Mc Donald’s e non si capisce perchè i locali magrebini debbano avere un trattamento di favore.
Suggerirei alla Lega ed a Manes Bernardini, nella speranza che sia eletto sindaco, di porre anche attenzione alla diffusione di insegne e scritte incomprensibili.
Mi riferisco in particolare a zone come quelle intorno a via Ferrarese, piazza dell’Unità, ex Minganti, trasformate in una piccola Chinatown di cui noi bolognesi non sentiamo alcun bisogno.
Sono apparsi i primi, diffusi, esercizi caratterizzati da ideogrammi come insegne.
Non sono aprioristicamente contrario ad insegne in lingua straniera, purchè, però, vengano utilizzati termini di uso corrente (pub, bistrot ...) , non ideogrammi che, per quel che ne sappiamo, potrebbero anche essere offensivi o contrari al buon costume o rappresentare indicazioni criminali.
Sarebbe opportuno che la prossima giunta proibisse insegne con caratteri estranei alla nostra cultura, perchè non siamo noi a doverci adeguare ed integrare con gli immigrati, ma sono loro che devono adeguarsi alle nostre leggi, ai nostri costumi, alle nostre tradizioni e anche alla nostra lingua.

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giovedì, maggio 05, 2011

Sceneggiata napoletana



Mentre il candidato del terzo polo pateticamente cerca di sottrarre voti al Centro Destra (e deve difendersi dalle accuse di conflitto di interessi per gli appalti che la sua azienda ha ottenuto dal comune) , il candidato entrato sindaco nell’agone elettorale comincia ad avere dei dubbi sulla sua elezione.
I sondaggi lo danno a cavallo del 50% ma, soprattutto, la sua campagna elettorale non solo non decolla ma è costellata di autogol.
Da buon campano, allora, ricorre alla sceneggiata napoletana e da due giorni i quotidiani riportano notizie circa lo stato di stress che il candidato entrato vincitore nelle schede sta vivendo.
Assenze improvvise, malattie, tensione emotiva.
Lo consola, supportandolo, un altro caduto sulla strada dello stress, Maurizio Cevenini (a proposito, avete notato la ripetitività degli slogan di questi personaggi ? Cevenini c’è, scrivono oggi. C’è Delbono a Bologna, scrivevano nel 2009 ... e si è visto come è andata a finire: c’è il commissariamento a Bologna !).
A me sembra tanto un appello al buon cuore degli elettori (nei tribunali sarebbe l’arringa dei difensori di ufficio di colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio:mi rimetto alla clemenza della corte) per raccattare quei voti che sembrano venir meno.
Ma potrebbe risolversi anche con l’ennesimo autogol, perchè sì, commosso da tanta sofferenza, io un cento euro posso anche regalarli per le prime cure al candidato stressato, ma il voto, no, io voto un sindaco che abbia energia, determinazione e nervi saldi per difendere i miei interessi di cittadino bolognese e sia in grado di sopportare lo stress non solo di una campagna elettorale, ma anche di cinque anni di amministrazione di una delle principali città italiane.
Magari sarebbe sufficiente scegliere un sindaco che sia ancora giovane ed entusiasta e che non subisca gli strascichi delle passate battaglie politiche e amministrative, che si aggiungono ad un’età già da “senatore”.
Merola non potrà che guadagnarci in salute e Bologna in innovazione se il prossimo sindaco si chiamerà Manes Bernardini.

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mercoledì, maggio 04, 2011

Autolesionismo da incontinenza pubblicitaria



Come tanti bolognesi, anche io ho trovato nella buca della posta l’opuscolo di propaganda di Merola.
Potrei scrivere un post per ogni proclama del candidato del pci/pds/ds/pd (e forse, almeno in parte, lo farò) ma oggi mi piace puntare l’indice sulla presentazione.
Merola dichiara che “da dieci e più anni la politica ha dato a questa città molto meno di quanto abbia ricevuto”.
Merola imputa quindi alla politica l’incapacità di governare il cambiamento ed adeguare Bologna al nuovo mondo che è in veloce evoluzione.
Merola, insomma, ritiene responsabile del degrado attuale e della rapida decadenza della nostra città chi ne è stato l’interprete politico.
Ma Merola dov’era in questi anni ?
Leggo dal suo stesso sito che il suo “impegno nell’amministrazione pubblica è iniziato nel 1995 con l’elezione a Presidente del Quartiere Savena, incarico che ho svolto per due mandati” e, quindi, il candidato dice che “Nel giugno 2004, sono stato eletto in Consiglio Comunale e ho assunto l’incarico di Assessore all’Urbanistica, alla Pianificazione Territoriale e alla Casa”.
Incarico primario in una giunta comunale, di assoluto prestigio e rilievo, mantenuto per cinque anni all’interno della peggiore giunta che Bologna abbia mai avuto, quella di Cofferati.
Aggiungo che dal giugno 2009 al momento in cui si è candidato a sindaco, Merola ha ricoperto l’incarico di presidente del consiglio provinciale di Bologna (annotazione che il candidato mette all’inizio della sua presentazione).
Insomma ben più di dieci anni, per l’esattezza sedici, in cui Merola ha ricoperto incarichi amministrativi, risultando parte integrante, e con incarichi di primo piano, di quella classe politica che oggi critica attribuendole la responsabilità del declino di Bologna.
Una responsabilità, quindi, che attribuisce anche a se stesso.
Perchè dovremmo affidarci, per rinascere, a chi ha condiviso quelle responsabilità che ci hanno portato nella attuale situazione ?
Non è più logico votare chi, come Manes Bernardini, oggi, è per età e storia politica un “uomo nuovo”, esente da responsabilità passate e, anzi, artefice di battaglie positive, come contro il civis e la moschea, proprio in contrapposizione a quelli come Merola, correi, per loro stessa ammissione, dell’attuale degrado ?

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martedì, maggio 03, 2011

Segni del destino


Non credo ai segni del destino, ma se esistessero quale miglior avvertimento, in merito alla vicenda del civis, poteva arrivare se non l’incidente capitato ieri con un filobus doppio che ha “toccato” fittone e basamento della Garisenda ?
Da quel che ho letto sembra che l’autista del mezzo pubblico sia stato costretto a sterzare per evitare una ciclista sbucata all'improvviso.
Se il fatto fosse vero, allora bisognerebbe chiedere alla ciclista il risarcimento danni (troppo spesso i ciclisti pensano di essere i padroni della città e circolano gioiosamente incuranti delle regole che si applicano anche a loro) ma dovremmo anche ringraziarla perchè ha dimostrato la rischiosità di un mezzo pesante nello slalom cittadino e, soprattutto, il concreto pericolo di danni alle Due Torri.
Non v’è dubbio,infatti, che ciclisti e pedoni, moto e auto parcheggiate a raglio, siano ostacoli abituali per tutti e che il civis, mezzo ancora più ingombrante del filobus, avrà ancora più difficoltà a percorrere le vie del centro storico.
Chi guarda la televisione locale "E’ Tv" almeno al lunedì sera (per farsi quattro risate con Gianfranco Civolani e il suo gruppo di ospiti) di questi tempi vede reiterati comunicati elettorali.
In quello della Lega, si ascolta Manes Bernardini, ottimo profeta, affermare che bisogna cambiare il percorso del civis, salvando le Due Torri.
Considerando quello che si è già speso per il civis, i mezzi già acquistati e le penali per l’interruzione di tutto il progetto, non vi sembra che sia una posizione più che responsabile chiedere che si cambi il percorso, studiandone uno più idoneo per il mezzo, che comunque non metta a rischio le nostre Torri ?
Ieri abbiamo avuto un “segno” di quel che potrebbe accadere se si insistesse nel far passare il civis vicino alle Due Torri.
Cambiarne il percorso non sarebbe un reato, ma un atto di semplice buon senso.

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lunedì, maggio 02, 2011

Solo Manes Bernardini può rappresentare il Popolo di Bologna


Nei precedenti interventi, con qualche spunto fornito dall’attualità della campagna elettorale, ho cercato di focalizzare il programma di Manes Bernardini come quello che maggiormente può interpretare le mie idee su Bologna.
Ma vi è un dato oggettivo che dovrebbe indurre tutti i bolognesi a votare Manes Bernardini, quantomeno per “provarlo”.
Se è vero, come è vero a detta di tutti, che Bologna è ferma, che Bologna è in decadenza, che Bologna ha bisogno di una scossa per risalire, come si può pensare di conseguire tale risultato con un sindaco che non solo ha avuto pesanti responsabilità amministrative nel creare questa situazione, ma è anche legatissimo, in modo inscindibile, ad un ambiente di potere politico, culturale ed economico che di questa decadenza è il principale artefice?
Come si può pensare che Merola sappia imprimere quel cambio di passo, quella scossa necessaria a riattivare un percorso virtuoso ?
Come si può pensare che Merola sia in grado di rendersi autonomo e indipendente da sindaco a quegli ambienti che ha frequentato e coltivato da consigliere e assessore ?
Come si può pensare che Merola possa rappresentare il nuovo e il Popolo di Bologna, dopo che ha rappresentato ed è stato votato alle “primarie” dalla nomenklatura che da quasi settanta anni domina Bologna ?
Vorrei ricordare come Manes Bernardini rappresenterebbe la prima, vera rottura con un establishment che ha portato Bologna in decadenza e che la volontà di rinnovamento passa anche attraverso il cambio di personale e generazionale.
Sì, perchè se Manes Bernardini fosse eletto e conseguisse il doppio mandato che gli consentirebbe la legge, terminerebbe la sua attività da sindaco all’età di quarantanove anni, sei anni più giovane di quanto non sia ora Merola che, invece, terminerebbe a ben sessantacinque anni.
Anche questo è, inevitabilmente, un fattore che consente di pensare ad innovare, come ha bisogno Bologna, e non a conservare, come invece è naturale per chi è già al potere, incurante delle reali necessità popolari.

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domenica, maggio 01, 2011

Anche i sondaggi ammiccano a Manes Bernardini



Nel sito ufficiale dei sondaggi è presente un interessante sondaggio sulle intenzioni di voto per il sindaco di Bologna.
Non vengono indicati gli indecisi.
Il candidato della sinistra Virginio Merola otterrebbe il 51% delle intenzioni di voto (con una forbice dal 49 al 53).
Manes Bernardini (per il Centro Destra: Lega e Pdl) sarebbe al 33% (31-35).
Stefano Aldrovandi (terzo polo) staccatissimo con l'8% (6-10).
Massimo Bugani (grillino) al 5% (4-6) e infine “gli altri” (dovrebbero essere ben cinque: il comunista Terra, la storaciana Montella, la forzanovista Avanzi, i civici Corticelli e l'avvocato Carcano) al 3% (2-4).
Prima annotazione: la presenza dei civici o presunti tali sarebbe del tutto irrilevante, utile solo, con liste separate anche per i quartieri, a favorire la sinistra.
Il terzo polo, a Bologna come altrove, rappresenta solo il cavallo di Troia della sinistra per indebolire il Centro Destra, vantando percentuali risibili.
Pur ottenendo percentuali residuali (e sapendolo in partenza), tanto di cappello a chi si presenta per tenere alta una bandiera: Avanzi, Montella e Terra.
I grillini attirano, ma non sfondano, dimostrando che i partiti veri hanno ancora una loro ragion d'essere.
Manes Bernardini ottiene intenzioni di voto pari, se non superiori, a quelle del Centro Destra (Pdl e Lega) delle politiche, europee e regionali, quando non c'era ancora stata la fuga dei finioti e questo è tanto più significativo in quanto la sua candidatura era stata presentata come “indigesta” al Pdl.
Sembra invece che riesca ad andare oltre, persino al primo turno, rispetto ai voti della coalizione.
Merola sarebbe peraltro eletto sindaco al primo turno.
La cosa mi stupisce … fino ad un certo punto visto che il sondaggio è stato realizzato per il Tg3.

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