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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, aprile 27, 2011

Improvvisare a Bologna



Qualche giorno fa ho letto un corsivo nel Carlino Bologna in cui l’autore (credo fosse Marco Guidi) tra l’altro stigmatizzava la superficialità del candidato del pci/pds/ds/pd, Virginio Merola, che ha affermato che avrebbe realizzato un grande parcheggio sotterraneo in Piazza Roosevelt.
Il giornalista criticava l’estemporaneità dell’affermazione, ricordando che proprio in quella zona esiste l’antica Bologna romana e al primo colpo di piccone sarebbe intervenuta la Sopraintendenza a bloccare i lavori per il recupero dei reperti archeologici.
La proposta di Merola fotografa perfettamente l’ignoranza (ovviamente nel senso etimologico latino del termine) che caratterizza le ultime scelte della sinistra in materia di sindaci o aspiranti tali.
Se Cofferati aveva almeno il buon senso di limitarsi a mettere il vino nei tortellini (disgustando solo chi ama la cucina bolognese) e Delbono, forse perchè aveva ben altro cui pensare, risultava taciturno e, quindi, parlando poco dava l’impressione di essere più in gamba di quanto in realtà non si sia dimostrato, Merola, come tutti i napoletani (anche se è casertano ...) , mostra il suo lato esuberante e parla ... parla ... parla.
Ho visto i suoi spot televisivi trasmessi su E’ Tv prima de “Il Pallone nel 7”.
Scimmiotta la Gialappa’s e, così facendo, riesce a propinarci due Merola.
E che dire del suo manifesto a sfondo giallo con la stella a cinque punte ?
Sembra la pubblicità di un supermercato dove sappiamo di trovare tanta quantità e poca qualità.
Invece Bologna ha bisogno di qualità.
Ha bisogno di accantonare ogni improvvisazione, rimboccarsi le maniche e recuperare quello spirito laborioso e tradizionale che l’ha resa, in passato, una città ordinata, sicura, pulita.
Uno che non sa che sotto il centro di Bologna esiste una città nascosta, romana.
Uno che non sa che il Bologna è in serie A (e magari ci ha pure “gufato”).
Uno che ritiene l’antifascismo la caratteristica principale di un sindaco di Bologna, senza considerare che con l’antifascismo non si riparano le strade.
Uno come Merola, insomma, non ha le caratteristiche necessarie a far rinascere Bologna, ma solo a gestire una grigia e progressiva decadenza, in piena sintonia con quei “poteri forti” cittadini rappresentati dalle coop, sin troppo spesso alleate con i “salotti buoni” incarnati da quegli imprenditori che troppo spesso hanno rinunciato al rischio di impresa per adagiarsi sulla sicurezza degli accordi e dei compromessi.
Sono convinto che anche i miei concittadini di sinistra, viste le pregresse, fallimentari esperienze di Cofferati (di cui Merola – non dimentichiamolo ! – fu importante assessore all’urbanistica) e di Delbono, staranno pensando se non sia il caso, almeno questa volta, di anteporre al fideismo ideologico, la serietà del programma, per Bologna, di Manes Bernardini.

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2 commenti:

marshall ha detto...

E ve lo auguro, visto la sua lacunosità in tema di storia di Bologna (chiedegli anche cosa rappresenta San Domenico per voi!). Ma purtroppo ha il sigillo del PD, che lo fa partire con un bel vantaggio su Bernardini.

Massimo ha detto...

Come diceva Boskov: partita finisce, quando arbitro fischia. E l'arbitro, gli elettori, non ha ancora fischiato ... :-)