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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, aprile 21, 2011

Come il civis “asfalta” la credibilità dei candidati



Sul finire della giunta Vitali, venne dato l’avvio ad un progetto di servizio pubblico per la città, denominato “civis”, un mezzo mastodontico su gomma e di superficie.
Dopo Vitali arrivò Guazzaloca, la prima e finora unica giunta alternativa a quella comunista che abbia avuto Bologna dall’occupazione americana del 1945.
Guazzaloca aveva grandi idee e pensò di integrare un sistema di viabilità che vedesse metropolitana e civis, complementari.
Fu dato l’avvio ad entrambi i progetti ma, come sappiamo, la metropolitana fu affossata dalla volontà dei comunisti, ancora al potere in regione e provincia, di non favorire il successo di Guazzaloca.
Nonostante ciò fu terminato il progetto e ottenuta la delibera di finanziamento.
Cofferati, però, completò l’opera di affossamento cambiando il percorso e perdendo i finanziamenti.
La giunta di Cofferati, in cui il candidato attuale della sinistra Merola occupava un assessorato di rilievo, puntò sul civis, nonostante già emergessero criticità e si sapesse che altre grandi città lo avevano rifiutato.
Il breve regno di Delbono non cambiò le cose e iniziarono i devastanti lavori.
Strade larghe come via Marconi sono state ridotte a imbuti per fare spazio a inutili pensiline, altre di grande traffico sono state chiuse per mesi, creando non pochi problemi a chi lavora e ai residenti, il tutto per “scoprire” che il bestione potrebbe danneggiare i monumenti, a cominciare dalle Due Torri e che non risolve i problemi del traffico.
Nel frattempo appalti (ovviamente alle coop), acquisti dei mezzi, lavori, disagi.
Adesso anche Merola si scopre contrario al civis, ma i lavori proseguono.
Contrari sembrerebbero anche Aldrovandi (che pure è sponsorizzato da Guazzaloca) e Corticelli, già “fedelissimo” del Guazza.
L’unico che, a ragione e senza un passato imbarazzante sull’argomento, ha mantenuto una sua coerenza contraria al civis è Manes Bernardini che, come leggo sul Carlino, propone all’avversario Merola di stilare, già da ora, una delibera, la nr. 1, congiunta per chiudere con il civis.
Una chiusura che dovrà necessariamente tener conto di eventuali penali e dei contratti frettolosamente firmati.
Anche per liberarsi del civis si evidenzia come Bologna abbia bisogno non di un sindaco-funzionario, bensì di un sindaco-professionista, possibilmente avvocato, per rimediare ai danni dei predecessori troppo ideologizzati e /o legati agli ambienti economici e ai salotti “buoni” (e affaristici) della città.
L’unico estraneo a tali logiche è, ancora una volta, Manes Bernardini.


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