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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, aprile 12, 2011

Aspiranti al suicidio nei quartieri



Il grande pregio, che però talvolta è anche il peggior difetto, dell’Uomo di Destra è l’Individualismo.

Non saremmo riusciti a sconfiggere la sinistra se non fosse per quello spirito individualista che permea la nostra vita in ogni aspetto.

Non saremmo riusciti a fermare la deriva morale, sociale, economica, civile e politica dell’Italia se non fosse “sceso in campo” Silvio Berlusconi che, come tutti gli uomini di Destra, rappresenta l’Individualismo alla massima potenza.

Solo un Individualista come il Premier può infatti riuscire a resistere ai colpi di una consorteria che vede assieme potentati internazionali, economici, giudiziari, istituzionali, mediatici.

Il nostro proverbio elettivo è: chi fa da sé, fa per tre.

E ognuno di noi vale sicuramente tre della sinistra.

Una delle battute che preferisco è: il peggiore dei nostri è comunque migliore, del migliore dei loro.

Ma anche gli individui hanno un limite.

Uno lo troviamo a Bologna, città tradizionalmente ostile alla Destra (anche per la coglionaggine degli americani che nel 1945, occupandola, insediarono come sindaco provvisorio un comunista).

Una città dove 66 anni di potere del partito comunista (oggi anonimamente denominato pd) ha prodotto una infinità di metastasi in tutti i gangli vitali della società.

Gli effetti della malattia si vedono da anni, con la decadenza che ha punte da record (negativo) in campo economico e sportivo.

La breve (cinque anni) parentesi di Guazzaloca non ha scalfito la struttura di potere costruita dal pci, anche perchè Guazzaloca non era, per la sua storia vissuta nelle istituzioni della città, quel corpo estraneo che avrebbe potuto disincrostare le sclerosi accumulate nei decenni e far regredire il tumore che si è avvinghiato sul corpo sano della città.

Per poter liberare Bologna dal Male, dunque, occorre una dose massiccia di anticorpi, occorre una cura da cavallo.

La cura è Manes Bernardini, candidato di Lega e Pdl. L’impegno per sostenerlo deve essere profuso a piene mani.

C’è oggettivamente fiducia che Bernardini possa costringere ai supplementari il candidato della nomenklatura e c’è la speranza che i bolognesi siano stanchi di vedersi assegnare sindaci forestieri e incapaci di interpretare il sentimento profondo della città.

Ma non di solo sindaco e consiglio comunale sono fatte le prossime amministrative. Si voterà anche per i quartieri.

Leggo oggi sul Carlino che l’ostinazione di Daniele Corticelli a pretendere la candidatura di soggetti espulsi dalla Lega ha provocato l’impossibilità di presentare liste comuni.

La legge elettorali per i quartieri è chiarissima: chi prende anche solo un voto in più della lista che arriva seconda avrà una comoda maggioranza assoluta, esprimendo il presidente, lasciando che le altre liste si ripartiscano i seggi di minoranza.

Dopo il perseverare nell’errore di finioti e casinisti che hanno rifiutato di convergere, ecco che anche Corticelli tenta l’avventura solitaria, consegnando, di fatto, anche il Quartiere Santo Stefano alla sinistra.

Ma, per parafrase un famoso allenatore di calcio (Boskov) se “partita finisce quando arbitro fischia”, le elezioni sono concluse solo quando sarà stata spogliata l’ultima scheda.

Allora se per l’elezione del sindaco il primo turno può anche essere considerato un “allenamento”, per riscaldarsi i muscoli e il voto a Manes Bernardini è finalizzato solo a dare un forte segnale a chi sceglierà altri per far comprendere che il cambiamento è possibile, nel quartiere, non essendoci prove di appello, non possono essere tollerate scelte fantasiose.

Piacciano o meno i candidati, nei quartieri è d’obbligo votare per la lista Lega e Pdl, soprattutto al Santo Stefano gli elettori di Centro Destra sono chiamati a compattarsi sulla lista della Lega e del Pdl, visto che ogni soluzione differente porterebbe il nostro quartiere ad aprirsi alle ritorsioni della sinistra.

Un primo segnale lo abbiamo visto con la presa in considerazione di Villa Aldini come alloggio per gli immigrati.

Se vogliamo, come credo vogliamo tutti, che gli immigrati stiano il più possibile lontani da Bologna, non c’è alternativa a votare Manes Bernardini sindaco e Lega/Pdl nei quartieri.



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