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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, aprile 29, 2011

Una città migliore



Sento praticamente da tutti i candidati l’affermazione, che occupa il posto d’onore nei rispettivi programmi, che con loro Bologna sarà migliore.
Ormai siamo tutti navigati e sappiamo perfettamente che prima del voto, i candidati sono tutti accattivanti e prodighi di promesse, poi, come sempre, tra il dire e il fare ...
Lo sappiamo e sappiamo quindi che ogni promessa elettorale deve essere valutata come una mera dichiarazione di intenti che là dove sostiene una banalità (“una città migliore” ... quando mai un candidato chiede il voto per “una città peggiore” ?) non può fare quella differenza che, invece, può rappresentare un “io ho fatto”.
Se si escludono i candidati senza speranza come l’avvocato Carcano, la storaciana Montella, la forzanovista Avanzi, il comunista Terra e chiedo scusa a chi ho dimenticato, quattro sono i candidati che raccolgono l’interesse della stampa, anche se solo due hanno concrete possibilità di arrivare a Palazzo d’Accursio.
I due minori dei maggiori, sono Corticelli e Aldrovandi.
Ambedue avrebbero potuto dire “io ho fatto”.
Peccato, però, che il primo sia stato nella maggioranza di Guazzaloca e abbia condiviso le scelte (o le non scelte) che hanno portato alla sconfitta del 2004.
Il secondo, invece, ha già operato come presidente Hera, ha una azienda che opera sul territorio e, necessariamente, è entrato in contatto con le giunte che si sono succedute e non mi pare possa dire di aver “fatto” azioni positive per la cittadinanza.
I due maggiori contendenti sono Virginio Merola e Manes Bernardini.
Come può Merola, che ha un passato da presidente di quartiere e da assessore nella giunta Cofferati, essere credibile come uomo del rinnovamento ?
Oggi il Carlino Bologna ha offerto un servizio sulle varie “giravolte” che Merola, a seconda delle circostanze, ha effettuato pro o contro civis o moschea.
Possiamo fidarci di uno che sembra voler emulare, nel rinnegare ciò che prima sosteneva, il peggior Fini ?
Manes Bernardini, invece, non ha precedenti in giunta, non ha precedenti con le amministrazioni che si sono succedute, ma ha una storia fatta di ascolto della cittadinanza e di battaglie come quella contro la moschea o contro il civis, tanto da ottenere la dichiarazione di appoggio, sempre in Carlino Bologna di qualche giorno fa, dell’ex assessore all’urbanistica Pierluigi Cervellati, simbolo di una Bologna che fu (anche grazie al fatto di essere l’unica enclave rossa in una Italia scudocrociata, come ebbe modo di “pungere” l’allora Presidente del Consiglio Mariano Rumor) e che, oggi, non c’è più essendo avviata su una china discendente.
Non è un salto nel buio perchè peggio del presente può esserci solo la continuità senza scosse, ma un vero bolognese, che voglia bene alla sua città e la voglia vedere rinascere, non può nascondere la testa sotto la sabbia e rinunciare a votare un giovane professionista di trentanove anni, ancora immune dai condizionamenti del potere, per scegliere un funzionario di cinquantacinque anni che, da almeno dieci anni, occupa posti di responsabilità nelle amministrazioni locali.

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giovedì, aprile 28, 2011

Splitting o voto disgiunto



La legge elettorale per le amministrative, consente di votare una lista e il sindaco sostenuto da una diversa lista o coalizione.
Si chiama voto disgiunto o splitting.
La ragione di tale opportunità deriva dalla volontà di consentire all’elettore di scegliere la persona che ritiene migliore e, nel contempo, di non rinunciare a votare il partito globalmente più affine alle sue idee.
Certo sarebbe molto meglio che la maggioranza del consiglio fosse compatibile con il sindaco ma se un sindaco che amministrasse nell’interesse della città fosse boicottato da un consiglio per meri motivi ideologici, avrebbe ottime probabilità, chiamando nuovamente alle urne i cittadini, di conquistare anche una maggioranza a lui favorevole.
Il voto disgiunto potrebbe diventare rilevante nella attuale situazione di Bologna.
Il candidato del partito di maggioranza relativa, che ha dominato la città dal 21 aprile 1945 con l’unica, breve, interruzione di Guazzaloca tra il 1999 e il 2004, è poco gradito al suo popolo.
Si porta sulle spalle il “peccato originale” di appartenere alla più fallimentare giunta che Bologna abbia avuto (Cofferati) e la sua essenza forestiera.
Viceversa il candidato del Centro Destra, Manes Bernardini, ha dimostrato in passato (sul civis come sulla moschea) di avere le idee molto chiare su come deve essere amministrata Bologna, idee che ha tradotto in un programma fattibile a misura di Bologna.
Considerato che i “vecchi” compagni comunisti non possono certo votare per il candidato dei poteri forti e dei salotti buoni (Aldrovandi) nè per l’ex pupillo di Guazzaloca (Corticelli) , se amano Bologna hanno la grande opportunità, senza “tradire” la loro matrice ideologica, di votare per il loro antico partito e scegliere il rinnovamento di Bologna, votando Manes Bernardini.
E’ una opportunità che, per amore di Bologna, può essere facilmente colta.

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mercoledì, aprile 27, 2011

Improvvisare a Bologna



Qualche giorno fa ho letto un corsivo nel Carlino Bologna in cui l’autore (credo fosse Marco Guidi) tra l’altro stigmatizzava la superficialità del candidato del pci/pds/ds/pd, Virginio Merola, che ha affermato che avrebbe realizzato un grande parcheggio sotterraneo in Piazza Roosevelt.
Il giornalista criticava l’estemporaneità dell’affermazione, ricordando che proprio in quella zona esiste l’antica Bologna romana e al primo colpo di piccone sarebbe intervenuta la Sopraintendenza a bloccare i lavori per il recupero dei reperti archeologici.
La proposta di Merola fotografa perfettamente l’ignoranza (ovviamente nel senso etimologico latino del termine) che caratterizza le ultime scelte della sinistra in materia di sindaci o aspiranti tali.
Se Cofferati aveva almeno il buon senso di limitarsi a mettere il vino nei tortellini (disgustando solo chi ama la cucina bolognese) e Delbono, forse perchè aveva ben altro cui pensare, risultava taciturno e, quindi, parlando poco dava l’impressione di essere più in gamba di quanto in realtà non si sia dimostrato, Merola, come tutti i napoletani (anche se è casertano ...) , mostra il suo lato esuberante e parla ... parla ... parla.
Ho visto i suoi spot televisivi trasmessi su E’ Tv prima de “Il Pallone nel 7”.
Scimmiotta la Gialappa’s e, così facendo, riesce a propinarci due Merola.
E che dire del suo manifesto a sfondo giallo con la stella a cinque punte ?
Sembra la pubblicità di un supermercato dove sappiamo di trovare tanta quantità e poca qualità.
Invece Bologna ha bisogno di qualità.
Ha bisogno di accantonare ogni improvvisazione, rimboccarsi le maniche e recuperare quello spirito laborioso e tradizionale che l’ha resa, in passato, una città ordinata, sicura, pulita.
Uno che non sa che sotto il centro di Bologna esiste una città nascosta, romana.
Uno che non sa che il Bologna è in serie A (e magari ci ha pure “gufato”).
Uno che ritiene l’antifascismo la caratteristica principale di un sindaco di Bologna, senza considerare che con l’antifascismo non si riparano le strade.
Uno come Merola, insomma, non ha le caratteristiche necessarie a far rinascere Bologna, ma solo a gestire una grigia e progressiva decadenza, in piena sintonia con quei “poteri forti” cittadini rappresentati dalle coop, sin troppo spesso alleate con i “salotti buoni” incarnati da quegli imprenditori che troppo spesso hanno rinunciato al rischio di impresa per adagiarsi sulla sicurezza degli accordi e dei compromessi.
Sono convinto che anche i miei concittadini di sinistra, viste le pregresse, fallimentari esperienze di Cofferati (di cui Merola – non dimentichiamolo ! – fu importante assessore all’urbanistica) e di Delbono, staranno pensando se non sia il caso, almeno questa volta, di anteporre al fideismo ideologico, la serietà del programma, per Bologna, di Manes Bernardini.

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martedì, aprile 26, 2011

L'antifascismo non ripara le buche delle strade cittadine



Come ogni anno, il 25 aprile è stato occasione per i comunisti di rinfocolare la solita propaganda ideologica.
Non ha fatto eccezione il candidato del pci/pds/ds/pd che ha approfittato dell’occasione per sbraitare contro Manes Bernardini imputandogli la grave colpa di non cantare l’Inno di Mameli e proclamando quindi che il sindaco di Bologna deve essere al 100% antifascista.
Ora, se l’essere antifascista fosse connesso con la buona amministrazione, non ci sarebbe nessuno più antifascista di me, perchè a me interessa
che le strade siano senza buche,
che i servizi funzionino per i bolognesi,
che i graffitari siano presi e ridotti all’impotenza,
che la città sia pulita, ordinata, sicura,
che il traffico sia regolato per poter andare ovunque in città in tempi brevi, anche con i mezzi privati,
che gli immigrati siano accolti nel limite tollerabile che non stravolga il nostro tessuto sociale.
Se l’antifascismo mi garantisse tutto quello, viva l’antifascismo.
Purtroppo l’antifascismo non solo non basta, ma la percentuale di antifascismo è del tutto ininfluente sulle capacità amministrative come hanno abbondantemente dimostrato Cofferati e Delbono.
Allora ben venga Manes Bernardini, con il suo programma per Bologna, anche se non intona l’Inno di Mameli.

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lunedì, aprile 25, 2011

Più concretezza, meno retorica


Condivido appieno la valutazione sul 25 aprile espressa prima dal Coordinatore cittadino del Pdl Fabio Garagnani e poi dall'europarlamentare leghista Borghezio.
Ma è ora di finirla con la retorica della resistenza e tutte le celebrazioni per un fatto, peraltro manipolato, avvenuto quasi settanta anni fa.
La città non si amministra con la retorica dei vecchi tromboni, ma con i fatti concreti.
Il civis sembra bocciato da tutti i candidati sindaco: allora quale piano per il traffico ?
Come pensano di gestire l'ondata immigratoria impostaci dalle dicutibili scelte di accoglienza e non di respingimento ?
Come pensano di tutelare quel valore aggiunto che è la bolognesità ?
E vogliono impegnarsi per anteporre i cittadini bolognesi, nell'usufruire dei servizi e dei benefit dell'amministrazione comunale, a chi bolognese non è ?
E possibile sentire, oltre che da Manes Bernardini, un secco “no” a qualsiasi ipotesi di moschea ?
E' possibile avere un deciso “no” alla istituzione di un qualsivoglia registro delle “unioni civili” che minerebbe l'istituto base della società, cioè la Famiglia ?
Finora da parte della sinistra ho sentito solo anatemi verso Manes Bernardini e il Centro Destra e le affermazioni positive sono agghiaccianti nella loro vacuità e l'assoluta improvvisazione come il parcheggio sotterraneo in Piazza Roosevelt.
Mi piacerebbe invitare i miei concittadini di sinistra a pensare, per una volta, in base ai programmi ed ai comportamenti tenuti dai candidati sulle concrete questioni che interessano la città e non sui vuoti discorsi retorici su resistenza e affini.
Chi si è battuto contro la moschea e chi a favore ?
Chi ha un progetto per il traffico che prescinda dal civis e chi sta improvvisando ?
Chi conosce la realtà sociale di Bologna e chi solo gli ambienti burocratici ?
Chi propone di anteporre i bolognesi ai forestieri e chi, invece, ripropone al politica dell'accoglienza forzata ?
Chi rappresenterebbe quella “scossa” da più parti invocata per tentare di invertire la rotta che vede Bologna in pieno declino e chi, invece, rappresnta la continuità con Cofferati e Delbono ?
Chi sa interpretare il sentimento e la bolognesità e chi, invece, ne è del tutto estraneo ?
Sulle questioni concrete non c'è gara.
Sapremo noi bolognesi superare le incrostazioni ideologiche dando un voto per la rinascita di Bologna ?

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sabato, aprile 23, 2011

Che Merola abbia “gufato” il Bologna ?



Ricordate la doppia gaffe di Virginio Merola, candidato che la sinistra ha scelto per opporsi all’elezione a sindaco di Manes Bernardini ?
Aveva detto, dimostrando totale ignoranza delle sorti calcistiche della squadra della città che vorrebbe amministrare, che sperava che il Bologna tornasse in serie A.
Poi, per rimediare, ha affermato che voleva dire che sperava tornasse in B.
Ebbene il suo auspicio, che sembrerebbe una gufata” in piena regola, potrebbe avverarsi vista la quarta sconfitta consecutiva dei rossoblu, in casa con il Cesena.
Merola, ove fosse disgraziatamente eletto, potrebbe così emulare il suo sindaco di riferimento, con il quale ha condiviso tante scelte sbagliate come il “civis”, Cofferati che, ad un anno dalla elezione, vide la retrocessione del Bologna.
Merola potrebbe battere il record, tanto è vero che potrei suggerire a Manes Bernardini un nuovo slogan: chi vota Merola non ama il Bologna (e neppure Bologna ...).
Il Bologna, che tanto ha commosso ed esaltato fino ad un mese fa, ha perso anche con il Cesena e adesso è ad appena cinque punti dal terzultimo posto, con quattro gare al termine.
Non c’è più traccia della squadra che ha vinto, tra l’altro, a Torino contro la Juventus.
Sembra che i calciatori vogliano giustificare, inanellando risultati disastrosi, i famigerati permessi per invalidi di cui hanno, sicuramente senza dolo, usufruito per circolare nel centro della città (la colpa è di chi amministra sapendo solo imporre divieti, non loro !).
La debolezza societaria si riverbera ora in pieno sulla squadra.
Non so cosa si possa fare se non sperare che Sampdoria e Lecce continuino a perdere anche loro.
Quattro partite di cui una sola “impossibile”, con il Napoli, che avrebbero potuto darci almeno i tre punti necessari alla totale tranquillità, perse senza attenuanti.
E se si cercasse di dare una scossa all’ambiente cambiando allenatore ?


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giovedì, aprile 21, 2011

Come il civis “asfalta” la credibilità dei candidati



Sul finire della giunta Vitali, venne dato l’avvio ad un progetto di servizio pubblico per la città, denominato “civis”, un mezzo mastodontico su gomma e di superficie.
Dopo Vitali arrivò Guazzaloca, la prima e finora unica giunta alternativa a quella comunista che abbia avuto Bologna dall’occupazione americana del 1945.
Guazzaloca aveva grandi idee e pensò di integrare un sistema di viabilità che vedesse metropolitana e civis, complementari.
Fu dato l’avvio ad entrambi i progetti ma, come sappiamo, la metropolitana fu affossata dalla volontà dei comunisti, ancora al potere in regione e provincia, di non favorire il successo di Guazzaloca.
Nonostante ciò fu terminato il progetto e ottenuta la delibera di finanziamento.
Cofferati, però, completò l’opera di affossamento cambiando il percorso e perdendo i finanziamenti.
La giunta di Cofferati, in cui il candidato attuale della sinistra Merola occupava un assessorato di rilievo, puntò sul civis, nonostante già emergessero criticità e si sapesse che altre grandi città lo avevano rifiutato.
Il breve regno di Delbono non cambiò le cose e iniziarono i devastanti lavori.
Strade larghe come via Marconi sono state ridotte a imbuti per fare spazio a inutili pensiline, altre di grande traffico sono state chiuse per mesi, creando non pochi problemi a chi lavora e ai residenti, il tutto per “scoprire” che il bestione potrebbe danneggiare i monumenti, a cominciare dalle Due Torri e che non risolve i problemi del traffico.
Nel frattempo appalti (ovviamente alle coop), acquisti dei mezzi, lavori, disagi.
Adesso anche Merola si scopre contrario al civis, ma i lavori proseguono.
Contrari sembrerebbero anche Aldrovandi (che pure è sponsorizzato da Guazzaloca) e Corticelli, già “fedelissimo” del Guazza.
L’unico che, a ragione e senza un passato imbarazzante sull’argomento, ha mantenuto una sua coerenza contraria al civis è Manes Bernardini che, come leggo sul Carlino, propone all’avversario Merola di stilare, già da ora, una delibera, la nr. 1, congiunta per chiudere con il civis.
Una chiusura che dovrà necessariamente tener conto di eventuali penali e dei contratti frettolosamente firmati.
Anche per liberarsi del civis si evidenzia come Bologna abbia bisogno non di un sindaco-funzionario, bensì di un sindaco-professionista, possibilmente avvocato, per rimediare ai danni dei predecessori troppo ideologizzati e /o legati agli ambienti economici e ai salotti “buoni” (e affaristici) della città.
L’unico estraneo a tali logiche è, ancora una volta, Manes Bernardini.


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mercoledì, aprile 20, 2011

Futuro RossoBlu



Ho ricevuto la tessera dell’Associazione tifosi del Bologna calcio che attesta la mia adesione, quale socio fondatore, al tentativo di azionariato diffuso a sostegno della squadra della mia città.
Era stata promessa, mantenuta, adesso aspettiamo che si proceda speditamente con l’organizzazione dell’associazione e il contributo alla rinascita del Bologna.
C’è, però, una nota che stride.
La tessera è stata accompagnata con una lettera di benvenuto del presidente provvisorio della associazione, nominato d’autorità dall’artefice del progetto, Consorte.
Il pistolotto è il solito fervorino della serie “come siamo stati bravi ad restare vicini alla squadra”.
Ma la caduta di stile è nel vedersi recapitare a casa, a meno di un mese dalle elezioni amministrative, la tessera con accompagnatoria firmata da un candidato al consiglio comunale.
Capisco che non si possa pretendere da uno di sinistra quello stile che abitualmente si usa in queste circostanze, ma visto che oltre al presidente l’associazione ha un vicepresidente, anche lui di sinistra ma non candidato, che poteva tranquillamente firmare la lettera ed evitare una campagna elettorale occulta, lo stesso presidente-candidato avrebbe fatto una miglior figura.
Simili comportamenti non possono che incentivare nella volontà di cambiare il clima bolognese, votando Manes Bernardini.

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martedì, aprile 19, 2011

La Famiglia



In una competizione elettorale amministrativa,può apparire fuori luogo parlare della Famiglia.
L’attacco che viene portato a tale, basilare, istituzione di ogni società non è certo parte del bagaglio di competenze di un comune,bensì coinvolge scelte complessive che appartengono ad una intera nazione, se non ad una civiltà.
Ma i comuni, certe giunte e certi sindaci, si prestano ad essere il piede di porco per scardinare alla base la Famiglia.
L’istituzioni di “registri” sulle c.d. unioni civili, comprendenti addirittura persone del medesimo sesso e la concessione di punteggi in graduatoria o di benefici pubblici per tali anomali accoppiamenti che non possono certo costituire una Famiglia, rappresentano un grave vulnus per tale nucleo di base della società.
Comprometterne la stabilità, significa minare alle fondamenta la nostra stessa Società e Civiltà.
Bene, dunque, ha fatto Manes Bernardini ha inserire in un programma amministrativo, anche la difesa del concetto naturale di Famiglia.


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lunedì, aprile 18, 2011

Dieci suggerimenti a Manes Bernardini



La campagna elettorale è il momento in cui massimo è l’ascolto da parte dei politici che si candidano ad un incarico nei confronti dei cittadini elettori.

Approfitto quindi della circostanza per suggerire dieci temi su Bologna al “mio” candidato, Manes Bernardini.

Alcuni sono già ricompresi nel suo programma (non sarebbe il “mio” candidato, sennò) ma ritengo comunque opportuno ribadirli.

1) Priorità per i bolognesi.

E’ ora di far cessare lo sconcio per cui quando un cittadino di Bologna, residente in città, ha necessità di usufruire di un servizio, a cominciare dal pronto soccorso, debba essere messo in coda anche con chi di Bologna non è.

2) Assistenza ai nostri anziani

Bologna è una città vecchia.

Per tale motivo sconta una popolazione anziana che ha bisogno di assistenza, solidarietà e cure.

Gratificare i nostri anziani di tali attenzioni in via prioritaria rispetto ad altre, pur meritorie, iniziative, significherebbe restituire loro quel che hanno dato, negli anni, a tutti noi e alla città che hanno contribuito a sviluppare e rendere ricca.

3) Revoca dei divieti sul traffico.

Ogni anno, da sette anni, la giunta comunale (Cofferati, Delbono e Cancellieri) impone dal 1° gennaio al 31 marzo il blocco della circolazione.

Pochi rispettano tale disposizione, ma esiste.

E’ un imbroglio perchè non migliora la situazione dell’aria rappresenta solo una scelta ideologica che danneggia i cittadini.

Sia revocata, come siano revocati i provvedimenti restrittivi sulla circolazione (zone interdette o altro) utili solo a scaricare il traffico nella cerchia dei viali, con aggravio dei tempi di percorrenza, delle soste a motore acceso e, quindi, anche dell’inquinamento.

4) Metropolitana

Il mezzo migliore per circolare è la metropolitana sotterranea.

Ho sempre sostenuto che la cosa più bella che abbia Milano è la metropolitana che consente spostamenti rapidi e sicuri.

Si lanci una grande sottoscrizione privata per la realizzazione in tempi brevi di una metropolitana e che non sia bloccata, al primo colpo di piccone, dal ritrovamento di un frammento di vaso etrusco, tanto se ne troveranno a migliaia e non possiamo sospendere i lavori ogni volta che se ne rinviene uno.

5) Controllo sui mezzi pubblici

Non vado spesso in autobus, ma quelle poche volte ho notato di essere l’unico a timbrare il biglietto.

Possibile che tutti gli altri siano, sempre, tutti abbonati ?

Si consenta la salita solo dalla porta anteriore in modo che l’autista possa verificare il titolo di viaggio per azzerare chi usa il mezzo pubblico a spese di tutti.

6) Manutenzione delle strade

Se c’è poco da spendere, la priorità deve essere la manutenzione delle strade pubbliche.

Buche, lastre sconnesse, marciapiedi crepati.

Una buona amministrazione si riconosce da come gestisce l’arredo urbano di cui fondamentali sono strade e marciapiedi.

7)Riscaldamento

Una sciocca legge dello stato impone l’accensione del riscaldamento il 15 ottobre e lo spegnimento il 15 aprile.

Ogni anno deve essere concessa una proroga allo spegnimento (che arriva sempre giorni dopo il freddo) e spesso una anticipazione (anche questa sistematicamente in ritardo rispetto alle necessità).

Il sindaco, a tutela della salute dei cittadini, deve quindi disporre, sistematicamente, la possibilità di accensione anticipata al 1° ottobre e spegnimento posticipato al 30 aprile.

Poi ognuno in casa propria e con i propri soldi con cui paga le bollette, ha diritto di accendere o spegnere, anche chiudendo gli elementi, come più gli aggrada.

8) Graffiti

Molto è stato fatto per iniziativa privata (commercianti, banche, associazioni) ed è indubbio che la città ne ha guadagnato, senza quegli sgorbi incomprensibili.

Il sindaco dovrà procedere a conservare e migliorare quanto è stato fatto, con punizioni esemplari nei confronti di chi venisse sorpreso a imbrattare i muri.

9) Ordine e sicurezza

La città è degradata anche per la presenza di una fauna umana che la rende tra le prime in Italia per furti, rapine, scippi.

Devono essere attuate politiche di espulsione nei confronti degli immigrati illegali, di bonifica dei luoghi dove si radunano, senza controlli e senza l’applicazione delle norme di sicurezza, tutti gli sbandati, di repressione di tutti i fenomeni asociali.

Non è più possibile tollerare l’occupazione di luoghi pubblici e privati, con pericolosi allacciamenti abusivi ai servizi idrici ed elettrici.

In aiuto delle Forze dell’Ordine sarà opportuno restituire alle Pattuglie Cittadine l’antico splendore e le antiche facoltà, anche repressive, ovviamente dotandole di mezzi di difesa e di offesa che non sia un inutile telefono cellulare.

10) Spettacoli comunali

Il comune non può e non deve essere un impresario teatrale.

Soprattutto quando si tratta solo di spendere e mai di incassare.

Cessino, quindi, le faraoniche erezioni di strutture per spettacoli estivi con nani e ballerine pagati dal comune, ritornando alla vecchia e piacevole tradizione del solo spettacolo la sera della vigilia di Ferragosto e del rogo del Vecchione o della Befana alla mezzanotte del 31 dicembre.

Ogni altro spettacolo sia organizzato e pagato dai privati. Entra ne


domenica, aprile 17, 2011

Candidati



Nel Carlino di oggi sono stati pubblicati i nomi dei candidati al consiglio comunale per le elezioni del 15-16 maggio.

Una presentazione collettiva.

Se ci aggiungiamo i candidati ai 9 consigli di quartiere, un piccolo esercito di aspiranti nostri rappresentanti.

Tutti convinti di poter realizzare un interesse pubblico, di poter essere l'uomo giusto per risanare Bologna.

Ne conosco una decina.

Ex compagni di classe, colleghi, conoscenze di ambienti frequentati nel passato o nel presente.

Nessuno verso il quale possa dire di avere obblighi derivanti da amicizia.

Meglio così, sono più indipendente in un giudizio che deve fondarsi sul progetto per Bologna.

E la mia scelta l'ho già fatta.

Voglio una Bologna più pulitia.

Voglio una Bologna più sicura.

Voglio una Bologna a misura dei bolognesi.

Voglio una Bologna con meno divieti.

Voglio una Bologna più praticabile anche con i mezzi privati.

Voglio una Bologna meno condizionata dalle vecchie consorterie salottiere ed economiche.

Una tale rinascita può arrivare da chi è il “campione” della Bologna attuale ?

Certo che no.

Per questo voto Manes Bernardini.



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sabato, aprile 16, 2011

19 liste, 10 aspiranti sindaco



Ma solo due con concrete possibilità: Virginio Merola, cinquantacinquenne campano, assessore di Cofferati per il pci/pds/ds/pd e Manes Bernardini, trentanovenne avvocato bolognese, per il Centro Destra (Lega e Pdl).

Questo è ciò che dice anche un primo sondaggio riportato nel Carlino di oggi e che vedrebbe Merola al 44-47% e Bernardini al 24-27%, lasciando le briciole a tutti gli altri.

Merola non sembra sfondare e forse la mia sensazione è anche quella che fa impazzire di rabbia a sinistra con la conseguente azione teppistica contro i manifesti della Lega (stracciati dopo poche ore anche quelli affissi presso la sede elettorale di Manes Bernardini in via Nazario Sauro, inaugurata appena venerdì pomeriggio).

Manes Bernardini invece rappresenta la vera, autentica novità di queste elezioni.

E' in grado di attrarre non solo i voti del Centro Destra, ma, per la sua concretezza, anche quelli di numerosi cittadini che vogliono solo vedere tornare a splendere Bologna.

La battaglia vittoriosa contro la moschea (sostenuta dalla giunta Cofferati di cui il suo odierno avversario era esponente di primo piano) ha dimostrato come il giovane avvocato bolognese intenda il servizio della politica e la concretezza del suo impegno.

Oggi, con la turbolenza nel nord Africa, il problema dell'immigrazione è diventato ancor più stringente e Bologna ha bisogno di un sindaco che parli il linguaggio dei cittadini e, anche di “pancia”, abbia gli stessi sentimenti e le stesse radici.

Prima di tutto i bolognesi poi, se ce ne sarà, anche per chi verrà qui ospite, ma non padrone a casa nostra.
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venerdì, aprile 15, 2011

I soliti argomenti della sinistra



La Lega esprime il candidato di Centro Destra per il sindaco di Bologna.

Un giovane (39 anni non ancora compiuti) avvocato bolognese, Manes Bernardini.

La sinistra gli contrappone Virginio Merola, un cinquantacinquenne, già assessore di Cofferati, campano di nascita, la cui professione ... non conosco, poichè di lui si parla sempre in connessione con politica e sindacato.

La Lega ha avuto un incremento di voti esponenziale, radicandosi sul territorio e risultando protagonista di una memorabile (e vinta) battaglia contro la costruzione a Bologna della più grande moschea, con minareto, dell’europa.

Un recente sondaggio, molto minaccioso per i comunisti, indicherebbe un ballottaggio tra il loro “campione” e il candidato del Centro Destra Manes Bernardini.

Le argomentazioni della sinistra non sembrano essere particolarmente puntute.

Hanno amministrato la città negli ultimi sei anni, prima dell’anno del commissario causato dalle note dimissioni di Delbono, il “campione” da loro scelto nel 2009.

La giunta di Cofferati, di cui l’attuale loro candidato fu esponente di primo piano, si è rivelata un fallimento, dimostrando come l’essere dei tribuni da piazza non porti capacità amministrative.

La decadenza della città è a tutti evidente e Merola non può rappresentare il cambiamento, per la sua storia politica e per i condizionamenti cui sarebbe sottoposto essendo il candidato della nomenklatura dominante, cioè di chi è responsabile della decadenza.

Per cambiare registro e rinascere c’è solo Manes Bernardini.

I comunisti lo sanno.

Ricorrono quindi ai loro strumenti di convinzione.

Infrante due settimane fa le vetrine della sede della Lega nella centralissima Via Ugo Bassi.

Ribaltati i banchetti per la raccolta delle firme di Lega e Pdl.

Strappati i manifesti di propaganda leghista.

Nulla di nuovo sotto il sole, ma qualcuno si era forse illuso che i comunisti fossero cambiati ?
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martedì, aprile 12, 2011

Aspiranti al suicidio nei quartieri



Il grande pregio, che però talvolta è anche il peggior difetto, dell’Uomo di Destra è l’Individualismo.

Non saremmo riusciti a sconfiggere la sinistra se non fosse per quello spirito individualista che permea la nostra vita in ogni aspetto.

Non saremmo riusciti a fermare la deriva morale, sociale, economica, civile e politica dell’Italia se non fosse “sceso in campo” Silvio Berlusconi che, come tutti gli uomini di Destra, rappresenta l’Individualismo alla massima potenza.

Solo un Individualista come il Premier può infatti riuscire a resistere ai colpi di una consorteria che vede assieme potentati internazionali, economici, giudiziari, istituzionali, mediatici.

Il nostro proverbio elettivo è: chi fa da sé, fa per tre.

E ognuno di noi vale sicuramente tre della sinistra.

Una delle battute che preferisco è: il peggiore dei nostri è comunque migliore, del migliore dei loro.

Ma anche gli individui hanno un limite.

Uno lo troviamo a Bologna, città tradizionalmente ostile alla Destra (anche per la coglionaggine degli americani che nel 1945, occupandola, insediarono come sindaco provvisorio un comunista).

Una città dove 66 anni di potere del partito comunista (oggi anonimamente denominato pd) ha prodotto una infinità di metastasi in tutti i gangli vitali della società.

Gli effetti della malattia si vedono da anni, con la decadenza che ha punte da record (negativo) in campo economico e sportivo.

La breve (cinque anni) parentesi di Guazzaloca non ha scalfito la struttura di potere costruita dal pci, anche perchè Guazzaloca non era, per la sua storia vissuta nelle istituzioni della città, quel corpo estraneo che avrebbe potuto disincrostare le sclerosi accumulate nei decenni e far regredire il tumore che si è avvinghiato sul corpo sano della città.

Per poter liberare Bologna dal Male, dunque, occorre una dose massiccia di anticorpi, occorre una cura da cavallo.

La cura è Manes Bernardini, candidato di Lega e Pdl. L’impegno per sostenerlo deve essere profuso a piene mani.

C’è oggettivamente fiducia che Bernardini possa costringere ai supplementari il candidato della nomenklatura e c’è la speranza che i bolognesi siano stanchi di vedersi assegnare sindaci forestieri e incapaci di interpretare il sentimento profondo della città.

Ma non di solo sindaco e consiglio comunale sono fatte le prossime amministrative. Si voterà anche per i quartieri.

Leggo oggi sul Carlino che l’ostinazione di Daniele Corticelli a pretendere la candidatura di soggetti espulsi dalla Lega ha provocato l’impossibilità di presentare liste comuni.

La legge elettorali per i quartieri è chiarissima: chi prende anche solo un voto in più della lista che arriva seconda avrà una comoda maggioranza assoluta, esprimendo il presidente, lasciando che le altre liste si ripartiscano i seggi di minoranza.

Dopo il perseverare nell’errore di finioti e casinisti che hanno rifiutato di convergere, ecco che anche Corticelli tenta l’avventura solitaria, consegnando, di fatto, anche il Quartiere Santo Stefano alla sinistra.

Ma, per parafrase un famoso allenatore di calcio (Boskov) se “partita finisce quando arbitro fischia”, le elezioni sono concluse solo quando sarà stata spogliata l’ultima scheda.

Allora se per l’elezione del sindaco il primo turno può anche essere considerato un “allenamento”, per riscaldarsi i muscoli e il voto a Manes Bernardini è finalizzato solo a dare un forte segnale a chi sceglierà altri per far comprendere che il cambiamento è possibile, nel quartiere, non essendoci prove di appello, non possono essere tollerate scelte fantasiose.

Piacciano o meno i candidati, nei quartieri è d’obbligo votare per la lista Lega e Pdl, soprattutto al Santo Stefano gli elettori di Centro Destra sono chiamati a compattarsi sulla lista della Lega e del Pdl, visto che ogni soluzione differente porterebbe il nostro quartiere ad aprirsi alle ritorsioni della sinistra.

Un primo segnale lo abbiamo visto con la presa in considerazione di Villa Aldini come alloggio per gli immigrati.

Se vogliamo, come credo vogliamo tutti, che gli immigrati stiano il più possibile lontani da Bologna, non c’è alternativa a votare Manes Bernardini sindaco e Lega/Pdl nei quartieri.



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domenica, aprile 10, 2011

Manes Bernardini per la rinascita di Bologna


Le prime battute della campagna elettorale delineano le posizioni. Mentre i “civici” mostrano la corda, si chiariscono le posizioni tra la nomenklatura che ha portato Bologna sull'orlo del baratro e che è arroccata in difesa del cinquantacinquenne campano, ex assessore di Cofferati e le forze nuove che, raccolte attorno al trentanovenne avvocato bolognese Manes Bernardini, presentano la città che vorremmo.
Incredibile autogol Merola, già assessore di Cofferati, che attribuisce lo stato della città alla cattiva politica: ma lui dov'era ?
Ha buon gioco Bernardini nel ricordare le responsabilità del suo antagonista.
Singolare la pubblicità elettorale del mancato candidato sindaco della sinistra, Cevenini.
Ho visto questa mattina il suo manifesto: Bologna c'è, recita.
Forse un inconsapevole lapsus, perchè è facile pensare al tentativo di ricordare ai bolognesi che Bologna è presente nella lista del pci/pds/ds/pd, con Cevenini, appunto, visto che il candidato sindaco ha, ancora una volta, radici estranee alla città.
Peccato che, quand'anche fosse eletto con uno tsunami di preferenze, Cevenini al massimo farebbe l'assessore allo sport (giusto per ricordare che il Bologna è in serie A … a proposito: per chi avrà tifato, in cuor suo, Merola, oggi ?), ma a comandare sarà Merola.
Bologna ai bolognesi.
Non solo, quindi, come priorità nei servizi e nel vantaggi che doverosamente una amministrazione comunale deve mettere a disposizione, ma anche nella scelta delle persone.
Perchè solo chi conosce Bologna può comprenderne l'anima e non devastarla nelle scelte amministrative, come nelle scelte urbanistiche, sociali, economiche.
Con Manes Bernardini avremmo la speranza di rivedere la Bologna che abbiamo amato da bambini e che è stata violata da scelte incomprensibili che ne hanno corrotto l'anima.

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sabato, aprile 09, 2011

Immigrati a Villa Aldini? Vergognatevi solo a pensarlo !


Leggo allibito che ben 300 immigrati clandestini e (forse) temporaneamente regolarizzati, verranno accolti a Bologna.
Ancora più esterrefatto che, con le tante caserme dismesse (facilmente sorvegliabili con pochi uomini) che ci sono, si stia pensando di alloggiarli a Villa Aldini (fotografia).
Vero che Villa Aldini è sempre stata dimora degli invasori (come Napoleone che, occupando Bologna, vi si insediò), ma non mi sembra un buon motivo per devastare una delle più belle zone della città che dovrebbero essere utilizzate e sfruttate per i bolognesi.
Villa Aldini domina la città, ha una storia che, evidentemente, i forestieri che l'hanno presa in considerazione come alloggiamento degli illegali forse regolarizzati, non solo non conoscono ma, nella loro ignoranza, vilipendono.
Non tirino troppo la corda, perchè prima o poi si romperà.
Non credo che gli immigrati verranno accolti come ospiti, proprio perchè indesiderati.
Un motivo in più per votare Manes Bernardini, vero bolognese, alle prossime elezioni per il sindaco: Bologna ai bolognesi !

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venerdì, aprile 08, 2011

Manes Bernardini al Carlino


Il candidato del Centro Destra a Sindaco di Bologna, Manes Bernardini, sostenuto dalla Lega e dal Pdl, è stato intervistato da Il Resto del Carlino in cronaca di Bologna, che ha messo in linea una videointervista .

Come tutte queste videointerviste dura pochi minuti.

Chi è interessato può, guardandola, rilevare lo stile differente rispetto ai vecchi e bolsi funzionari di partito.

Concretezza sui problemi che riguardano i cittadini, senza escursioni nei massimi sistemi e nelle scelte ideologiche che nulla portano di vantaggio ai cittadini bolognesi.


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giovedì, aprile 07, 2011

Bologna per i bolognesi


La campagna elettorale per l’elezione del sindaco comincia ad entrare nel vivo.

Il quotidiano della mia città, Il Resto del Carlino, copre con ampi servizi la formazione delle liste e la presentazione delle candidature.

Qualche piccola annotazione persino per la candidata di Forza Nuova, Elisabetta Avanzi, che rappresenta l’alternativa (purtroppo) impossibile alla sinistra, mentre è quasi quotidiana la copertura sulla candidatura di Manes Bernardini per Lega Nord e PdL che presenteranno due liste qualificate, a sostegno del giovane avvocato bolognese, speranza di tutti coloro che vogliono vedere tornare a splendere Bologna dopo gli anni bui dei sindaci comunisti e forestieri.

Abbiamo già detto del "civico" sostenuto da finioti e casinisti che, rifiutando di fare liste comuni nei quartieri, si manifesta funzionale alla vittoria del pci/pds/ds/pd come è abituale per il cosiddetto “terzo polo”, mentre gli altri civici, Daniele Corticelli e Angelo Maria Carcano, sembrano più ragionevolmente disponibili ad unire le loro forze nell’interesse di Bologna, interesse che reclama la sconfitta, anche nei quartieri, della vecchia sinistra di potere.

Il quarto civico, Michele Laganà, si sarebbe ritirato.

Probabile che emergano altre candidature, oltre a quelle già note, ma, nel frattempo, si delinea con chiarezza la sfida che è, e non può essere diversamente, tra il cinquantacinquenne candidato del pci/pds/ds/pd il campano Merola, già assessore di Cofferati, che appartiene alla tradizione dei funzionari di partito, tutto politica e niente società (come è stato reso evidente dalla abissale ignoranza sulle sorti del Bologna calcio) e che porterebbe un sempre maggiore meticciato in una città che avrebbe bisogno esattamente del contrario per recuperare le proprie radici, e Manes Bernardini, trentanovenne avvocato bolognese che, con lo slogan “Finalmente Bologna !” intende rilanciare la funzione della città per i suoi cittadini, anteponendo le esigenze dei bolognesi a quelle di chi arriva, spesso non invitato ospite ma con la pretesa di ricevere tutte le assistenze, le cure, le tutele che spettano ai cittadini.

Bologna ai e per i bolognesi, dunque, la sfida che ci aspetta, sperando che, per una volta, anche i bolognesi non credano che i coccodrilli svolazzino.


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martedì, aprile 05, 2011

Sbagliare è umano, perseverare diabolico


Ed anche un po' sospetto.

Nel 2009, contro un candidato deboluccio come Delbono, il Centro Destra perse tutti i quartieri tranne il Santo Stefano.

Di tale debacle dobbiamo ringraziare Guazzaloca e i suoi consiglieri (l'Udc di Casini) che si rifiutarono di stringere alleanze circoscrizionali con Cazzola, Pdl e Lega.

Oggi la storia si ripete.

Aldrovandi, con una motivazione che la dice lunga sul livore del personaggio che, così, denuncia di essere inadatto a ricoprire la carica di sindaco ( non hanno voluto sostenere la mia candidatura) con la presumibile istigazione dei casinisti e dei finioti suoi grandi elettori, ha rifiutato liste comuni con il Centro Destra nei quartieri.

Il pci/pds/ds/pd ringrazia e si lancia all’assalto anche del Santo Stefano candidando un esponente del mondo cattolico che, forse ... lasciamo spazio alla speranza ed alla fiducia sul buon senso degli elettori, in un quartiere solidamente di Centro Destra, strapperà quei voti solitamente espressi a Destra, sufficienti a consegnare alla sinistra anche un quartiere da sempre di Destra.

Non tutto il male vien per nuocere.

Adesso sappiamo che Aldrovandi è funzionale alla vittoria di Merola.

Adesso abbiamo la conferma che il terzo polo (Udc e Fli) è funzionale alla vittoria della sinistra.

Saperlo è un po’ salvarsi.

Votando MANES BERNARDINI.


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domenica, aprile 03, 2011

Cazzola presidente bis mancato


Alfredo Cazzola ha fatto il gran rifiuto.

Ma non credo sia stato per viltà.

Dopo alcuni giorni di esame delle prospettive e incontri con gli altri soci, Alfredo Cazzola ha rinunciato ad entrare nel Bologna calcio come socio di sola maggioranza relativa e con l'incarico di Amministratore Delegato fino al termine del campionato e anche di Presidente poi.

Tutti esprimono le loro considerazioni e, per un avvenimento così importante per il Bologna, ritengo giusto accantonare per un giorno la politica, che peraltro vede un Manes Bernardini lanciatissimo nel suo ruolo di sfidante della consolidata e pluridecennale nomenklatura comunista che si è trincerata dietro un candidato forestiero che neppure sa che il Bologna, da tre anni, gioca in serie A, per commentare la scelta dell'imprenditore.

Le motivazioni che leggo nella edizione online del Carlino (il quotidiano della mia città oggi non è uscito in edicola a causa di uno sciopero dei tipografi) riguardano non il dissesto nei conti, ma perchè Cazzola si dichiaraconvinto come sono che non serva al Bologna un socio forte di minoranza relativa che, assumendo l’incarico di amministratore delegato, sarebbe diventato una sorta di pivot della situazione. Non è questa la figura che serve a questo gruppo di soci che è già affiatato e che ha trovato un suo equilibrio. A Gianni Consorte ho consigliato di affidarsi a un amministratore delegato che non sia anche azionista e che rappresenti la volontà di tutti i soci. I conti al momento sono a posto e rimane evidente come Consorte abbia messo a punto a consolidato un’ottima operazione di salvataggio. A rendermi perplesso è la strategia per il futuro: per il momento margini di crescita non ce ne sono tanti. Per averne bisognerebbe varare un’altra strategia, incompatibile con gli attuali equilibri societari”.

Come tradurre tale dichiarazione ?

A mio parere Cazzola si è reso conto che dover condividere le decisioni con 22 o 23 soci minori, nel suo ruolo di azionista di maggioranza relativa, Presidente e Amministratore Delegato, lo avrebbe trasformato nel parafulmine di ogni evento negativo, senza dargli i poteri decisionali necessari per affrontare le tempeste.

In pratica Cazzola ci avrebbe messo la faccia e tanti soldi, ma avrebbe dovuto sottostare alla volontà dei piccoli che si sarebbero potuti coalizzare contro di lui.

Credo che ciascuno di noi, se entra in una società, voglia contare in base ai soldi che ci mette e se ne mette tanti, oltre al lavoro, non solo voglia contare, ma voglia anche comandare e non solo governare.

Io stesso, aderendo alla associazione dei tifosi, ho versato la quota minima perchè non mi sarebbe stato riconosciuto alcun voto aggiuntivo anche se avessi versato di più.

Solo nella televisione pubblica chi non mette i soldi (ma li percepisce solo) pretende di comandare e che il microfono gli appartenga, dimenticandosi che dovrebbe risponderne a chi paga canone e tasse, cioè alla maggioranza dei cittadini (che votano Centro Destra, quindi contrari alla maggiora parte delle trasmissioni politiche trasmesse nella televisione pubblica).

Cazzola a quel gioco non ci è stato.

E' andato a vedere le carte di Consorte, le cui sirene lo stavano incantando e si è, giustamente, tirato indietro.

Molto onesto, molto deciso, il che mi fa rimpiangere ancora di più la sua decisione.

Sì, perchè se come persona raziocinante comprendo e condivido la sua decisione, come tifoso del Bologna so che la mia squadra ha perso molto, forse il miglior presidente che potesse avere.

Temo ci sarà da soffrire ancora a lungo.

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