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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, marzo 17, 2011

Il masochismo di correre con l'handicap


Evidentemente non è considerato un handicap sufficiente correre a Bologna con le coop rosse che egemonizzano l'economia locale, i comunisti che sono usi ad obbedire al partito anche se proclamasse che i coccodrilli svolazzano, una pletora di candidati “civici” e il comportamento infido di finioti e casinisti, che il Pdl, con alto senso del masochismo, continua a cincischiare nella scelta del candidato sindaco. Il briscolone era in casa, casa Centro Destra si intende, nella persona di Manes Bernardini, giovane avvocato, radicato sul territorio, competente sui problemi locali. E' comprensibile l'orgoglio di partito del Pdl, che ha circa il quadruplo dei voti della Lega a Bologna, nel rivendicare la candidatura, magari con una abbinata che veda Bernardini vicesindaco designato. Ma bisognava arrivarci molto tempo fa e scegliere una persona che potesse raccogliere consensi, rappresentando in uno il rinnovamento. Tra i nomi noti di partito, questa figura poteva essere solo Anna Maria Bernini, deputato, viceportavoce nazionale del Pdl, dialettica spigliata e chiara, che aveva già dato ampia prova delle sue capacità nella corsa alla presidenza della regione nel 2009. Ma la Bernini aveva sin dall'inizio declinato ogni velleità. Invece di scegliere il fidato alleato Bernardini, magari in abbinata con un uomo del Pdl ben radicato sul territorio per marcare la bolognesità delle candidature, il Pdl ha cominciato a sfogliare la margherita, nella quale oltre al grintoso Fabio Garagnani, ha trovato posto – e pare in posizione preminente – anche il bonario Filippo Berselli, senatore e presidente della commissione giustizia, avvocato anche lui e già ottimo candidato a sindaco di Bologna … ma nel 1995 quando riusciì nell'impresa, da candidato della sola An – a superare il più quotato e appoggiato Gazzoni Frascara, allora anche presidente del Bologna calcio. Berselli nel 1995 fu un ottimo candidato, con una vivace campagna elettorale, piena di inventiva e di colore, ma oggi, dopo 16 anni, non mi sembra l'ipotesi migliore. Tanto che la Lega, che già ha concesso al Pdl le candidature di Milano e Torino, sta puntando i piedi e minaccia di correre da sola. In quel caso si offrirebbe Palazzo d'Accursio su un piatto d'oro al campano Merola, il più debole candidato del pci/pds/ds/pd che sia mai stato messo in campo dai comunisti dopo Silvia Bartolini, sconfitta da Guazzaloca nel 1999. Capisco che davanti a un simile candidato crescano gli appetiti di chi “sente” che la poltrona di sindaco possa essere sfilata dal fondo schiena comunista, ma troppi appetiti finiscono poi per lasciare tutti a stomaco vuoto. Merola è ancora battibile, bisogna scegliere, senza altre perdite di tempo, il candidato giusto e unire quante più forze anche per conquistare i quartieri e, nella peggiore delle ipotesi, impedire a Merola di amministrare le circoscrizioni. Bernardini, Bernini o un mister X che sia estratto entro domenica dal cilindro di una persona competente come Berselli che non può pensare di ricandidarsi dopo 16 anni, ma che può, con tutti gli onori, essere il saggio pater familias del Centro Destra bolognese. Entra ne

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