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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, marzo 31, 2011

Manes Bernardini: finalmente Bologna !


Dopo lungo penare, anche il Pdl è finalmente addivenuto alla logica ed opportuna soluzione di sostenere Manes Bernardini come candidato sindaco di Bologna.

Il Centro Destra resta unito, respinge le esiziali sirene del cosiddetto “civismo”, mantiene le distanze e marca la differenza al primo turno da finioti e casinisti.

E ci si conta.

Perchè ci si possa contare sul serio sarebbe opportuno che si evitassero le furbizie di candidati inseriti in listoni a più simboli o con simboli neutri.

Ci siano le liste della Lega, del Pdl, di Casini e di Fini.

Vediamo la vasta area che è sempre stata in opposizione ai comunisti a Bologna a chi darà le preferenze maggiori.

Personalmente credo che Bernardini sia il miglior candidato che, tra gli uomini locali, il Centro Destra potesse mettere in campo.

Un giovane (neppure quarantenne) professionista, quindi non legato alle centrali del potere economico e politico della città, un bolognese che sa cosa sia Bologna, cosa vuole Bologna e da dove viene la bolognesità che ha respirato per tutta la vita.

Bologna ha bisogno dei bolognesi e non di soggetti estranei alla cultura, alle tradizioni e al sentimento profondo della città.

Bernardini può riuscire a costringere allo spareggio il candidato del pci/pds/ds/pd, sostenuto da tutto l’apparato di potere comunista costruito in oltre sessant’anni e quindi può vincere il ballottaggio se i cosiddetti “civici” faranno confluire senza riserve il loro voto su di lui.

Bene, quindi, la scelta del Pdl che così si fa perdonare le lentezze decisionali di questi mesi.

Adesso mi aspetto una forte campagna elettorale per Bernardini sindaco e una alleanza,come proposta da Corticelli, nei quartieri per conquistarne il maggior numero possibile.

Adesso, come come dice lo slogan elettorale di Manes Bernardini, si parli della nostra città: finalmente Bologna !


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lunedì, marzo 28, 2011

Alla ricerca del tempo perduto


Quando ero un ragazzino con i primi interessi in politica, ascoltai una conferenza di Fanfani, allora forse segretario della Dc o presidente del consiglio, che, alla domanda sul perchè non ci fossero ministri bolognesi, rispose che i ministri venivano nominati per le competenze e non in base alla geografia.

Fanfani, come era nel suo carattere, per il gusto della battuta si inimicò tutti i parlamentari bolognesi.

Mi piacerebbe se Fanfani oggi fosse vivo e commentasse la telenovela del candidato del Pdl alla carica di sindaco.

Nonostante la determinazione di Garagnani per definire con la Lega, sembra che vi siano altri maggiorenti del partito che vogliano insidiare il primato delle gaffes attualmente appartenente di diritto al candidato del pci/pds/ds/pd Merola.

Nel gennaio 2010 Delbono, dopo soli otto mesi da sindaco, si dimise per colpa di un bancomat e di una fidanzata scaricata.

Davanti ad un pci/pds/ds/pd allo sbando, il Pdl avrebbe potuto prendere l'iniziativa e, decisa la scadenza naturale del commissariamento, senza leggine per anticipare il voto, oltre un anno per concordare con la Lega un candidato unitario e liste per comune e quartieri.

Siamo arrivati a poco più di due settimane dal termine di presentazione delle liste e il Pdl non solo non sa quale candidato presentare o votare, ma neppure se presenterà una propria lista.

Dopo una così scarsa prova di affidabilità e organizzazione il Popolo di Centro Destra sa già per chi non votare: Pdl. Rimangono due alternative: Lega con Bernardini o Forza Nuova con Avanzi.

Peccato che l'ostracismo della stampa impedisca di conoscere il percorso della candidata di Forza Nuova, anche se proprio tale atteggiamento indurrebbe a votarla se non altro per sbeffeggiare, almeno al primo turno, i soloni del politicamente corretto.

Ma questa volta il primo turno potrebbe essere fondamentale per la scelta del candidato da opporre al campano e sicuramente non tifoso del Bologna (e di Bologna ?) Merola.

Non vorrei che votando Forza Nuova poi mi debba ritrovare al ballottaggio non Manes Bernardini ma un civico sostenuto dai finioti e non saprei se basterebbe turarmi il naso ...



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sabato, marzo 26, 2011

Se Il Bologna tornasse in serie A ...


Quando il pci/pds/ds/pd affida la candidatura a forestieri che di Bologna se ne fregano, il minimo che possa capitare è una infilata di topiche. Se Cofferati versava il vino nei tortellini, il suo assessore ed ora candidato comunista Merola parla come se il Bologna non fosse tornato in serie A da tre anni, grazie ad Alfredo Cazzola. Probabilmente come Cofferati tifa Inter, Merola sarà per il Napoli: legittimo e naturale per chi non sia di Bologna. Ma se è marginale o di colore il problema del tifo calcistico o del rispetto delle tradizioni culinaria è anche indice di una estraneità al tessuto sociale della città che un sindaco non dovrebbe avere. Il sindaco di una città deve conoscerla, non solo topograficamente, ma anche nell'intimo delle aspirazioni e dei sentimenti più nascosti e “di pancia”, per poterla amministrare con i benefici che ogni amministrazione ha l'obbligo di portare ai suoi cittadini. Nessun bolognese farebbe mai un errore come quello di Merola che mi piacerebbe sapere se ha versato denaro in qualche associazione del progetto Consorte e se così fosse mi domanderei con quanta sincerità. Mentre Merola pensa da solo a fare la campagna elettorale per i suoi avversari, il Pdl continua in una indecisione che rischia di cancellarne l'appeal elettorale. Per fortuna che la Lega marcia come una Legione e oggi sul Carlino è apparsa la lista dei candidati al consiglio comunale, capolista l'attivissima Lucia Borgonzoni, che accompagnerà il candidato sindaco Manes Bernardini. La Lega, Bernardini, riesce a parlare al cuore dei bolognesi perchè sa intercettarne gli umori e questo lo può fare perchè i suoi uomini sono pienamente parte del mondo di Bologna. Se si riuscisse a realizzare un accordo fra gentiluomini, tra tutti i candidati sindaco non comunisti per una leale concorrenza al primo turno e una convergenza, al ballottaggio, sul candidato più votato, allora Palazzo d'Accursio potrebbe essere restituito ai bolognesi tramite un sindaco bolognese perfettamente a conoscenza che il Bologna è ritornato in serie A da tre anni. Entra ne

lunedì, marzo 21, 2011

Un primo turno da primarie


Nel momento in cui scrivo non so ancora quale potrà essere la decisione del Pdl dopo l'affondo della Lega con Manes Bernardini, ma spero che decida di candidare un suo uomo perchè, a differenza di molti, ritengo che a Bologna la pluralità del Centro Destra al primo turno possa essere una ricchezza. Sin dalle elezioni del 2009, avevo auspicato di utilizzare il primo turno come perfetto momento per le primarie del Centro Destra. Il risultato sarebbe più aderente alla realtà di un qualsiasi sondaggio o di primarie fatte in casa, con regole, come minimo, strane, come il voto concesso ai sedicenni, agli immigrati o ai residenti fuori comune. Il presupposto perchè tale primo turno si trasformi in perfette primarie, è la condivisione da parte di tutti i candidati che il risultato che uscisse, porterebbe al secondo turno all’apparentamento e al sostegno, senza se e senza ma, al candidato primus inter pares. Naturalmente è necessario che si vada al ballottaggio, ma se con un primo turno in cui gli oppositori del regime coprono una vasta area per tutti i gusti, dovesse vincere il candidato comunista, allora non ci sarebbe neppure da riflettere sulle possibilità che avrebbe avuto una candidatura unitaria, per sua natura di compromesso e, quindi, con la perdita sicura dei voti da parte degli elettori più identitari. Se, quindi, il Pdl dovesse scegliere di candidare uno dei suoi uomini, avremmo una gara che vedrebbe nell’area del Centro Destra confrontarsi quattro “civici”, un esponente del Pdl e due candidati identitari come Manes Bernardini della Lega ed Elisabetta Avanzi di Forza Nuova. Una bella gara che spero veda, come concorrente del Pdl, Galeazzo Bignami a rappresentare la forte volontà di rinnovamento della città. Poi, allo spareggio del ballottaggio, tutti assieme per liberare Bologna dalla cappa di conformismo rappresentato dal pci/pds/ds/pd e del suo candidato. E ricordandoci che un Bernardini di spareggi non può che intendersene ... Entra ne

sabato, marzo 19, 2011

La candidatura nelle Manes giuste


La Lega ha rotto gli indugi ed ha candidato MANES BERNARDINI come sindaco di Bologna. Il Pdl, incapace di designare un candidato altrettanto forte, rimanda la palla a Bossi e Berlusconi per decidere se a Bologna deve correre un leghista, così come a Milano e Torino uno del Pdl. Mi auguro che Berlusconi e Bossi capiscano che a Bologna Bernardini è l'unico candidato possibile, stante l'indisponibilità di Anna Maria Bernini, per fronteggiare la pletora di civici e il candidato comunista. E' ovvio (e giusto perchè un sano spirito di appartenenza ci vuole) che i dirigenti del Pdl, ove venisse confermata la candidatura di Bernardini, la sosterrebbero con il mal di pancia, ma credo che l'elettorato si compatterebbe volentieri dietro il giovane avvocato bolognese che, così, diverrebbe il principale antagonista del cinquantacinquenne funzionario campano messo in campo dal pci/pds/ds/pd. Lo stesso programma enunciato da Bernardini, quasi in contemporanea contrapposizione con Merola, non può che solleticare i palati più fini del Centro Destra: soppressione del progetto civis sotto le Due Torri (Merola, da bravo assessore di Cofferati, vuole continuare); canale privilegiato nei servizi per gli Italiani (Merola tace, ma la politica classica dei comunisti è l'immissione massiccia di estranei nel tessuto sociale della città); controllo su chi utilizza i mezzi pubblici perchè tutti paghino (Merola riprende a parlare di chiusure al traffico, biciclette e tutto l'armamentario che fa leva su obblighi e divieti); no alla moschea (Merola tace, ma lui fu assessore di Cofferati …). Manes Bernardini si propone quindi per il Risorgimento di una Bologna devastata da Cofferati (gli otto mesi di Delbono non fanno storia se non per la fine della presunzione comunista di rappresentare l'etica in politica) di cui Merola è il legittimo erede. La candidatura di Manes Bernardini, se confermata, con o senza il Pdl, porrà anche nelle condizioni di rivedere la mia iniziale posizione favorevole a votare al primo turno per il candidato di Forza Nuova quale espressione di un voto identitario e di bandiera. Con Manes Bernardini candidato del Centro Destra a fronteggiare i civici per andare al ballottaggio, non sarebbe più tempo, infatti, per candidature o voti di bandiera. Vedrò per come si svilupperà la campagna elettorale e anche le scelte che si faranno nei quartieri, dove sarà importante che il Centro Destra si presenti unito per strapparne il più possibile alla sinistra, conservando il Santo Stefano perso solo per le divisioni interne nel 2004 e riconquistato, nonostante le divisioni ma solo per un pugno di voti, nel 2009. Entra ne

giovedì, marzo 17, 2011

Il masochismo di correre con l'handicap


Evidentemente non è considerato un handicap sufficiente correre a Bologna con le coop rosse che egemonizzano l'economia locale, i comunisti che sono usi ad obbedire al partito anche se proclamasse che i coccodrilli svolazzano, una pletora di candidati “civici” e il comportamento infido di finioti e casinisti, che il Pdl, con alto senso del masochismo, continua a cincischiare nella scelta del candidato sindaco. Il briscolone era in casa, casa Centro Destra si intende, nella persona di Manes Bernardini, giovane avvocato, radicato sul territorio, competente sui problemi locali. E' comprensibile l'orgoglio di partito del Pdl, che ha circa il quadruplo dei voti della Lega a Bologna, nel rivendicare la candidatura, magari con una abbinata che veda Bernardini vicesindaco designato. Ma bisognava arrivarci molto tempo fa e scegliere una persona che potesse raccogliere consensi, rappresentando in uno il rinnovamento. Tra i nomi noti di partito, questa figura poteva essere solo Anna Maria Bernini, deputato, viceportavoce nazionale del Pdl, dialettica spigliata e chiara, che aveva già dato ampia prova delle sue capacità nella corsa alla presidenza della regione nel 2009. Ma la Bernini aveva sin dall'inizio declinato ogni velleità. Invece di scegliere il fidato alleato Bernardini, magari in abbinata con un uomo del Pdl ben radicato sul territorio per marcare la bolognesità delle candidature, il Pdl ha cominciato a sfogliare la margherita, nella quale oltre al grintoso Fabio Garagnani, ha trovato posto – e pare in posizione preminente – anche il bonario Filippo Berselli, senatore e presidente della commissione giustizia, avvocato anche lui e già ottimo candidato a sindaco di Bologna … ma nel 1995 quando riusciì nell'impresa, da candidato della sola An – a superare il più quotato e appoggiato Gazzoni Frascara, allora anche presidente del Bologna calcio. Berselli nel 1995 fu un ottimo candidato, con una vivace campagna elettorale, piena di inventiva e di colore, ma oggi, dopo 16 anni, non mi sembra l'ipotesi migliore. Tanto che la Lega, che già ha concesso al Pdl le candidature di Milano e Torino, sta puntando i piedi e minaccia di correre da sola. In quel caso si offrirebbe Palazzo d'Accursio su un piatto d'oro al campano Merola, il più debole candidato del pci/pds/ds/pd che sia mai stato messo in campo dai comunisti dopo Silvia Bartolini, sconfitta da Guazzaloca nel 1999. Capisco che davanti a un simile candidato crescano gli appetiti di chi “sente” che la poltrona di sindaco possa essere sfilata dal fondo schiena comunista, ma troppi appetiti finiscono poi per lasciare tutti a stomaco vuoto. Merola è ancora battibile, bisogna scegliere, senza altre perdite di tempo, il candidato giusto e unire quante più forze anche per conquistare i quartieri e, nella peggiore delle ipotesi, impedire a Merola di amministrare le circoscrizioni. Bernardini, Bernini o un mister X che sia estratto entro domenica dal cilindro di una persona competente come Berselli che non può pensare di ricandidarsi dopo 16 anni, ma che può, con tutti gli onori, essere il saggio pater familias del Centro Destra bolognese. Entra ne

lunedì, marzo 14, 2011

Settimana decisiva per il candidato sindaco del Centro Destra


Il Centro Destra bolognese, a due mesi dal voto, è ancora alle prese con la designazione del candidato sindaco per le elezioni del 15 e 16 maggio prossimo. Non è un bel biglietto da visita. E’ vero che, comunque vada, chi è di Centro Destra non voterebbe mai per il candidato del pci/pds/ds/pd, men che meno dal momento che questi è il campano Merola, terzo forestiero, estraneo alla realtà di Bologna, che il partito da 66 anni egemone, ha imposto ai suoi militanti. Ma è anche vero che una candidatura la si costruisce anche nel tempo, facendo circolare il nome e organizzando la campagna elettorale. E’ apprezzabile la decisione di Fabio Garagnani nel respingere l’ipotesi di votare un candidato civico, meno l’incertezza sul nome. A questo punto rimane un solo candidato organizzato e radicato sul territorio: Manes Bernardini della Lega Nord. In subordine Anna Maria Bernini, deputato del Pdl, che peraltro pare non voglia candidarsi da sindaco, dopo aver fatto una bella corsa da candidata alla presidenza della regione. Mi auguro che il Centro Destra si decida a dare l’investitura a Bernardini, organizzando liste comunali e di quartiere adeguate a raccogliere il maggior numero di voti, anche in prospettiva futura. Perchè se si vince, bene, ma se si perde il candidato della sinistra farà l’ennesimo flop amministrativo, ideologizzato come è, e nel 2016 sarà una passeggiata la corsa per un Manes Bernardini nel frattempo cresciuto nella conoscenza dei cittadini e come capo di un opposizione che dovrà essere durissima e senza sconti, nel palazzo, nei quartieri e in piazza. Entra ne

mercoledì, marzo 09, 2011

Simul stabunt, simul cadent


L’elezione per il sindaco di Bologna è rilevante se vincesse il Centro Destra, nella normalità se vincesse la sinistra. La constatazione è banale. Bologna, con l’unica eccezione dei cinque anni di Guazzaloca tra il 1999 e il 2004, nel dopoguerra è stata un feudo comunista. Questo ha comportato che i comunisti si siano infiltrati e diffusi, come una metastasi, nel corpo sano della vita economica, sociale, civile, politica della città. Credo non ci sia altra zona al mondo che sia così infestata dalle cooperative rosse che vengono alimentate dal potere politico che, a loro volta, supportano nei momenti di crisi come l’attuale. Il connubio tra potere politico e attività economica (svolta a lungo in situazione di privilegio e non in regime di concorrenza paritaria) ha obbligato gli stessi imprenditori privati a scendere a patti, magari con sub appalti o associazioni di impresa, con il sistema. Il supporto reciproco ha ingessato la città e le attività produttive, provocando la decadenza della città in tutti i campi, come accade sistematicamente là dove si vuole scientemente impedire che emergano novità, impedire di dare spazio alla fantasia e alla libertà individuale, perchè si ha paura del nuovo, del cambiamento, delle idee, non avendo nulla da contrapporvi. Da qui, anche, la scelta nel 2004 e nel 2009 di due soggetti estranei a Bologna, alla sua cultura, alle sue tradizioni, come sindaci da parte del partito egemone. Da qui il fallimento amministrativo della giunta del cremonese Cofferati e quello morale della fortunatamente breve esperienza del mantovano Delbono. Purtroppo la lezione non è stata sufficiente. Il pci/pds/ds/pd si è arroccato e ripresenta un terzo elemento estraneo alla città, il campano (casertano di Santa Maria Capua Vetere) Merola, confidando sul fatto che i militanti comunisti votino, sempre e comunque, in base alle indicazioni del partito. In pratica la sublimazione della storiella di Pierino che, tornando a casa, dice al padre che i coccodrilli volano e il padre che, saputo che lo aveva scritto l’Unità, dice che i coccodrilli “svulazen”, svolazzano. Merola è, a detta di tutti, un candidato debole. Dietro di lui si è trincerata l’intera nomeklatura comunista, politica ed economica (poca differenza: passano da un ruolo all’altro in base alle esigenze del momento). Se vincesse Merola, sarebbe “normale” in questa città, con le incrostazioni sedimentate nei decenni e le connessioni tra partito e coop cui il presunto conflitto di interessi di Berlusconi fa solo il solletico. Sarebbe normale senza virgolette, invece, se i bolognesi decidessero, per il loro stesso futuro, per fermare la decadenza e invertire la rotta risalendo la china , di affidare l’amministrazione della città in mani nuove, al Centro Destra. E un tale risultato sarebbe rilevante, troverebbe spazio nei giornali di tutto il mondo come fu per Guazzaloca e farebbe cadere anche, in prospettiva, la cappa imposta dalle coop rosse che, ormai, ha fatto il suo tempo ed appartiene alla preistoria dell’economia sovietizzata, in totale contrasto con le regole del libero mercato e della concorrenza. Ho dei dubbi che, con la presenza di finioti e "casinisti", si possa replicare il 1999, ma è doveroso provarci. Pdl e Lega trovino presto l’accordo su un nome di partito, da parte mia il “no” ai civici è netto, e comincino la campagna elettorale: non mancano certo gli argomenti sui quali costruire l’assalto a Palazzo d’Accursio. E non trascurino le liste identitarie, come Forza Nuova, i cui voti, per quanto limitati, potrebbero risultare determinanti al ballottaggio per il sindaco, ma anche per conquistare tre o più quartieri.

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sabato, marzo 05, 2011

Alla ricerca del sindaco


Il Governo ha fissato nel 15 e 16 maggio (ballottaggio 29 e 30 maggio) i giorni delle elezioni amministrative che includono quelle per il sindaco di Bologna, città commissariata da gennaio 2010 dopo le dimissioni di Delbono (eletto dalla sinistra) per lo scandalo che passa alla storia come il “Cinziagate”. Finora in corsa si sono presentati quattro signori che brandiscono la bandiera del cosiddetto “civismo” (Aldrovandi, Carcano, Corticelli e Laganà) con sfumature differenti nelle rispettive collocazioni politiche (Michele Laganà è sempre stato su posizioni di Destra, mentre l'Avv. Angelo Maria Carcano si è fatto “sponsorizzare” dal segretario della Uil Angeletti, Aldrovandi appartiene a quella imprenditoria bolognese orientata a sinistra se non altro perchè con la sinistra di potere deve fare i conti e Corticelli ha avuto una coerente storia di opposizione alla sinistra bolognese). E' presente anche il candidato della nomenklatura comunista, Virginio Merola, che rappresenta il perseverare nell'errore di tale parte politica che ci ha già imposto, confidando sulla proverbiale obbedienza all'ordine del partito dei militanti bolognesi, sindaci fallimentari e forestieri come Cofferati (nato a Cremona) e Delbono (Mantova) e ora ci riprovano estraendo dal cappello un signore di origini campane. La domanda sorge spontanea: ma il pci/pds/ds/pd non ha più nessun bolognese da proporre ai bolognesi come sindaco di Bologna ? Il Centro Destra non ha ancora deciso, spiazzato e ritardato come è stato dal tira e molla del commissario Cancellieri che, fortunatamente, alla fine si è decisa per gettare la spugna. Ho già avuto modo di scrivere che i “civici” non sono di mio gradimento, quindi leggo con piacere che il segretario cittadino del Pdl, Fabio Garagnani, ha riferito a Roma, dove si decideranno le candidature coordinate in tutta Italia con la Lega, che si vuole una lista con il proprio simbolo ed un candidato che appartenga alla coalizione. Bravo Garagnani che mostra l'orgoglio giusto di chi non vuole annacquarsi nei “civici”. Mi auguro dunque che Roma decida presto se Bologna dovrà vedere, per la candidatura, un candidato della Lega o del Pdl e in entrambi i casi avrei il mio “cavallo”. Se il candidato fosse della Lega vedrei molto bene Manes Bernardini, attuale consigliere regionale, artefice di battaglie importanti e coerenti con l'impostazione non solo leghista ma anche ideale del Centro Destra. Una per tutte: no alla moschea. Se il candidato fosse del Pdl perchè non riprovarci con Anna Maria Bernini ? Nonostante le forti perplessità che avevo su di lei (candidata a suo tempo in “quota” Fini da cui ha saputo smarcarsi nel momento in cui questi ha tracimato con l'antiberlusconismo fino ad allearsi con la sinistra) ha dimostrato, con la sua campagna del 2010, di avere le doti dialettiche e politiche per rappresentare degnamente il Centro Destra. Bernardini o Bernini o chiunque altro, purchè sia marcatamente appartenente ai partiti del Centro Destra che devono presentarsi con il loro simbolo. Altrettanto dicasi nei quartieri dove il sistema elettorale imporrà di tapparsi il naso e stringere alleanze con i civici più forti elettoralmente e tra i quali si candidano i centristi e persino i finioti, dividendosi le probabili presidenze che arriverebbero con liste unitarie (Santo Stefano, Saragozza, Porto) e che potrebbero vedere una equa suddivisione di uno (il Santo Stefano, ovviamente) per il Centro Destra, uno per i sostenitori di Aldrovandi e uno per i sostenitori di Corticelli. Personalmente, poi, auspico che il Centro Destra sappia fare il pieno delle adesioni, inglobando, nell'eventuale secondo turno e comunque per i quartieri, anche la Destra Radicale che credo a Bologna sarà ancora una volta rappresentata da Forza Nuova, cui probabilmente, comunque vada, darò il voto al primo turno. Entra ne