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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, gennaio 24, 2011

I comunisti perseverano nell’errore

Nonostante le esperienze poco edificanti di Cofferati e Delbono, il pci/pds/ds/pd persevera nell’errore di designare, quale sindaco di Bologna, un soggetto estraneo al tessuto culturale, storico e sociale della città.
E questo nell’ “anno di Porcedda” la cui “opera” nel Bologna calcio si è compiuta essenzialmente perchè privo di radici bolognesi.
Non che gli altri candidati fossero meglio: una cattocomunista che nulla ha a che invidiare a Rosi Bindi (ed è detto tutto) e un omosessuale dichiarato.
Probabilmente dei tre, Merola è il “meno peggio” , ma è ben lontano da una qualsiasi sufficienza per diventare sindaco della nostra città.
Oltre a non essere bolognese, infatti, Merola ha un’altra aggravante che dovrebbe indurre i bolognesi a non votarlo: fu assessore nella peggior giunta del dopoguerra, quella “guidata” da Cofferati.
E’ un peccato originale da cui non riuscirà mai a mondarsi.
Che cosa rappresenta dunque Merola, a parte la burocrazia del suo partito ?
L’estraneità a Bologna, a quello che era e che vorremmo tornasse ad essere ed a quello che è sicuramente, ancora, nell’animo dei bolognesi veraci.
Merola infatti è stato votato in “primarie” di partito dove è stato concesso il voto agli studenti universitari fuori sede che non voteranno per il consiglio e che non dovrebbero aver titolo, proprio per la loro estraneità alla città, a scegliere consiglio, giunta e sindaco.
Ma a tali “primarie” hanno fatto votare persino gli immigrati che, ancora meno degli italiani di altre zone, possono accampare diritti sulla amministrazione della città.
Insomma un guazzabuglio che, di buono, ha solo il concedere una maggiore opportunità al candidato del Centro Destra, ancora in divenire.
A questo punto, purchè il Centro Destra candidi un bolognese, sarei disposto a votare chiunque, persino un casiniano ma NON un finiota, per sbarrare la strada all’ennesimo sindaco di sinistra e forestiero.
Vorrei che Bologna tornasse, come il Bologna calcio (a favore del quale oggi ho disposto il bonifico per l’iscrizione alla Associazione dei Tifosi) , ad essere dei bolognesi, quelli veri.
Mi piacerebbe sentire in consiglio comunale espressioni in dialetto.
Mi piacerebbe che fosse recuperata la bolognesità intesa come stile di vita gaudente, goliardico e riservato, senza tante novità architettoniche, tanti divieti nel traffico, tanti stravolgimenti urbanistici e nei costumi.
Una consiglio comunale che imponga un decoro bolognese che è anche un tetto, insuperabile, alla apertura di locali con cibi estranei alla nostra Tradizione, con quegli odori stomachevoli i cui effluvi impestano già alcune zone e senza insegne scritte in caratteri incomprensibili (per quanto mi riguarda potrebbero anche essere insulti rivolti a tutti noi) che fanno tanto la Los Angeles di film deprimenti e pessimisti.
Mi auguro che il Centro Destra sfrutti al meglio l’opportunità concessa dalla mediocrità della sinistra e presenti un bolognese di alto profilo o, in subordine, sfrutti il primo turno come primaria autentica avendo un impegno preventivo per convogliare al ballottaggio i voti sul candidato meglio piazzato.
Per restituire a Bologna e ai Bolognesi un sindaco degno della città di cui conosca la storia e il tessuto sociale, ma di cui sia anche parte per tradizione e nascita.
Bologna ai bolognesi.

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