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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, dicembre 08, 2010

A parole tutti vogliono salvare il Bologna

Mentre una squadra che onora la maglia anche senza stipendio si appresta al difficile recupero con il Chievo Verona, rendendo questo mercoledì di festa del tutto uguale ad una domenica, continua la stucchevole vicenda societaria del Bologna.
In assenza di smentite, dobbiamo credere che i precedenti proprietari, che del Bologna hanno mantenuto il 20%, abbiano ceduto l'80% della società ad un signore venuto dalla Sardegna senza che questi sborsasse una lira.
Adesso questo signor Porcedda, secondo le informazioni che vengono diffuse, sarebbe disponibile a disfarsi di quell'80% in cambio di qualche soldino.
Non c'è che dire.
Se le cose stanno così abbiamo davanti un soggetto che unisce il Gatto e la Volpe di Pinocchio ed uno che è l'incarnazione del Giocondor dei vecchi Caroselli.
Ma quelli sono affari loro, al massimo sono utili per fare battute al bar.
A noi interesse la società Bologna Fc 1909 e lunedì sera, a Il Pallone nel 7, l'ex presidente Alfredo Cazzola è stato molto chiaro sulle necessità economiche: 40 milioni di euro per arrivare al 30 giugno 2011, 10 milioni all'anno per ripianare le perdite che la società, mediamente, produce in base ai risultati di bilancio degli ultimi dieci anni.
Questo vuol dire che, lira più, lira meno, chi comprerà il Bologna dovrà addossarsi un onere “vivo” di 50 milioni di euro, cento miliardi di lire, da qui al 30 giugno 2011.
Ogni altra soluzione sarebbe solo un placebo e avrebbe in nuce i germi per una nuova, devastante crisi.
I soldi devono essere reali.
Vero è che, a gennaio, se si eviterà la messa in mora e lo svincolo dei calciatori, potranno essere effettuate vendite che porterebbero in cassa denaro fresco, ma è anche vero che una squadra che risultasse indebolita sarebbe candidata alla retrocessione e finire in serie B, al di là dell'aspetto sportivo, significherebbe una perdita secca di 25-30 milioni derivanti dai diritti televisivi.
Per cui, anche vendendo qualche gioiello, altre spese sarebbero necessarie per integrare la rosa.
Mi appare quindi sempre più una cortina fumogena quella del proprietario della Virtus pallacanestro, Sabatini, di voler acquisire il Bologna dichiarando, peraltro, onestamente di non averne i soldi.
Sabatini pare aver messo in moto un giro di consultazioni con imprenditori amici che gli garantirebbero una certa somma di sponsorizzazioni, chiesto appoggio a banche locali, dando in garanzia la Virtus, per avere tre milioni cash e pagare gli stipendi ai calciatori evitando la messa in mora, partecipa alle trasmissioni televisive, querela e viene querelato, ha incontri con l'amministratore delegato della società e con la società che aveva il mandato a vendere.
Pare, però, che tutto si sia bloccato con il rifiuto della proprietà a fargli vedere i conti.
Così come pare che i vecchi proprietari abbiano immesso nelle casse della società oltre sei milioni di euro per poter chiudere il bilancio al 30/6/2010.
Tanti “pare”, tanti “si dice”, tanti proclami, ma l'unica concretezza è quella che ho sentito da Cazzola: servono soldi, tanti e in tempi brevi.
E ne serviranno sempre tanti, per ogni anno in cui la proprietà sarà tale.
Come ho già avuto modo di scrivere , ho molti dubbi che si trovi un Paperone disposto a bruciare così tanti miliardi delle vecchie lire.
E il progetto di Sabatini, intanto salvare il Bologna, poi con imprenditori amici gestirlo, presupporrebbe che ogni anno, anche più volte all'anno, Sabatini si presentasse con il cappello in mano a fare il giro delle sette chiese per racimolare i soldi necessari.
E a lungo andare stanca.
Stanca chi deve chiedere (anche per una buona causa) e stanca chi deve dare (anche se è una buona causa) soprattutto se il suo ruolo è solo quello di pagatore.
Sono curioso (e ansioso) di vedere come finirà, perchè la ragione mi dice che c'è un solo sbocco logico (il fallimento e ricominciare dalla C2 come la Fiorentina) ma il cuore spera che si faccia avanti un Paperone, “ricco e scemo” come erano definiti i presidenti di calcio di una volta.

*POSTILLA* Dopo aver visto la partita con il Chievo, con la vittoria strappata dalla volontà all'ultimo minuto di recupero, sono ancor più convinto che questa squadra e questi tifosi meritino molto, ma molto meglio di quel che è arrivato quest'anno. Mi chiedo anche se quella sportiva sia giustizia, con la penalizzazione che punisce squadra e tifosi, alterando i valori del campo e lascia indenne i dirigenti, ma sarà oggetto di un apposito intervento.

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