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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, ottobre 19, 2010

Missione impossibile:liberare Bologna

Siamo a circa sei mesi dal voto per l’elezione del nuovo sindaco di Bologna dopo l’infelice esperienza di Delbono.
Il pci/pds/ds/pd è il partito che ha le maggiori probabilità di eleggere il suo uomo e, infatti, le ambizioni che si nutrono all’ombra della falce e del martello occultati – ma non rimossi – dai nuovi simboli, forniscono qualche speranza al Centro Destra per ripetere l’entusiasmante exploit del 1999 e liberare la nostra bella città dal soffocante inquinamento rosso.
Per ottenere il risultato auspicato, però, è necessario che il Centro Destra individui un valido candidato, che sappia rappresentare la parte migliore della città, quella che produce senza pagar dazio, per interposta coop, “al partito”.
Finora la margherita non ha fornito un nome valido.
Dall’ex direttore de Il Resto del Carlino, Giancarlo Mazzucca, che appare a tutti gli effetti come un degno candidato ma con stampato in fronte l’etichetta di perdente, alla new entry Giuliano Cazzola che mi ricorda molto il democristiano di sinistra Beniamino Andreatta e che non mi sembra sufficientemente noto o comunque tale da coagulare una legione disposta a combattere fino all’ultimo per il suo successo.
Purtroppo ci troviamo di fronte ad un dilemma:individuare un candidato che guardi al futuro, quindi un candidato ideologicamente e caratterialmente marcato, probabile perdente oggi, ma vincente domani, oppure scegliere un nuovo Guazzaloca, incolore, insapore, inodore, unicamente per tentare di vincere oggi e, dopo, costruire la struttura da consolidare in cinque anni per arrivare a prolungare la striscia vincente.
Nel primo caso vedo un candidato della Lega e, segnatamente, Manes Bernardini.
Nella seconda ipotesi per Bologna si può pensare di giocare la carta di una personalità di caratura nazionale, la cui candidatura a Bologna potrebbe anche sbloccare situazioni in stallo a Roma: Pierferdinando Casini.

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