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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, agosto 29, 2010

Colomba vola ... via

Fulmine a ciel sereno nel Bologna.
Prima dell’inizio del campionato, prima dell’improbabile sfida con l’Inter, l’allenatore del Bologna Franco Colomba viene sostituito e in panchina, domani sera, andrà l'allenatore della primavera.
Il mercato calciatori fatto non solo senza ascoltare le sue indicazioni, ma anche contro di esse, il mancato arrivo di quei due/tre elementi di esperienza che, a suo avviso, avrebbero potuto dare sostanza ad una squadra di giovani, pare lo abbiano indotto a togliere il “disturbo”.
Mi dispiace che finisca qui la stagione di un bolognese per scelta, che ha onorato la maglia rossoblu da giocatore, che ha salvato il Bologna la scorsa stagione da allenatore.
Sin dai primi articoli di stampa era apparso evidente che non si era “preso” con la nuova proprietà incarnata dal sardo Porcedda.
E adesso ?
Si fanno i nomi di Beretta, Malesani e Zola.
Niente di entusiasmante, niente che appartenga al cuore di Bologna come era Colomba.
Così la squadra sarà ancora più estranea alla città.
C’è da incrociare le dita perché non si ripeta la stagione 2004-2005 con Guidolin che abbandonò la squadra poi presa da Mazzone e retrocessa.
Un arrivederci a Colomba che, con la sua decisione, ha dimostrato, ancora una volta, serietà professionale e carattere.
Un augurio di buon lavoro al futuro allenatore e, soprattutto, al Bologna: ne abbiamo bisogno più di altri !

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mercoledì, agosto 25, 2010

Quale progetto per Bologna ?

Il Resto del Carlino nella sua meritoria opera per ripristinare la vivibilità di Bologna, ha aperto un dibattito sul progetto di “riqualificazione” della città, chiedendo il parere di architetti ed urbanisti e aprendo un forum tra i lettori.
Interessante osservare come i “tecnici” si siano soffermati sulle questioni estetiche e urbanistiche (le strade, i fiori, i palazzi, le costruzioni) mentre il Popolo, come sempre con saggezza, abbia posto in primo piano, per la vivibilità della nostra città, non stravolgimenti estetici e architettonici, bensì
Pulizia
Ordine
Manutenzione delle strade
Accattonaggio
Muri imbrattati
Traffico
Sicurezza
.
Non a caso sono sostanzialmente i temi che un sin troppo prudente Carlino ha affrontato in questi mesi e che lo ha visto in prima fila nella meritoria opera di ripulitura dei muri imbrattati dagli spray degli sozzoni che si credono artisti.
I cittadini, che Bologna la vivono quotidianamente, sanno che la nostra città non ha bisogno di essere ricostruita materialmente, ma solo socialmente e civilmente.
Certo, si può evitare di deturpare le strade cittadine con le piazzole per il civis (via Marconi, da larga arteria che era, sembra ora un percorso da slalom) , si devono ristrutturare gli edifici fatiscenti che, tra l’altro, danno rifugio a sbandati, animali e sporcizia, si devono mantenere ben asfaltate e drenate le strade, pulendo i tombini e consentendo quindi il deflusso delle acque piovane in modo da non trasformare le nostre vie in torrenti, che sono belli ma solo in montagna, dopo ogni acquazzone.
Per realizzare, quindi, una città umana e gradevole, funzionale per chi ci vive, non importa erigere nuove costruzioni, monumenti al cattivo gusto che talvolta sono anche uno sfregio alla città e alla sua storia artistica.
Occorre prima di tutto avere consapevolezza della nostra cultura e della nostra tradizione e perchè ciò accada dobbiamo essere amministrati da chi a Bologna è nato, vissuto e da Bologna ha assorbito lo stile di vita che promana dalla nostra stessa urbanistica.
Dobbiamo quindi garantire che il lavoro svolto non sia vanificato da sozzoni delinquenti che, con il favore delle tenebre come si addice ai vigliacchi, tornano ad imbrattare i muri.
La sicurezza è anche sicurezza di pulizia delle nostre strade ed è auspicabile che la futura amministrazione ripensi alle Ronde civiche con adeguati poteri e strumenti per reprimere anche con la forza ogni azione criminale e vandalica.
Quale progetto per Bologna?
Bloccare la distruzione del tessuto sociale della città e ritornare alla comunità locale, con le sue tradizioni, i suoi costumi, le sue usanze, il resto arriverà automaticamente.

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mercoledì, agosto 18, 2010

Rifacimento manto stradale:si può fare meglio

Come “ai bei tempi”, quando le giunte comunali si occupavano di migliorare la qualità della vita dei cittadini e non di politica estera o di “legiferare” su questioni che non riguardano i comuni, il mese di agosto è stato utilizzato dalla gestione commissariale di Bologna per procedere ad asfaltare alcune vie cittadine.
Mentre i lavori erano in corso mi ero detto: che bello, finalmente non si limitano a stendere un nuovo manto di asfalto, ma tolgono quello precedente, evitando di creare voragini con i tombini.
Avevo “parlato” troppo presto.
A lavoro ultimato ho verificato che o non hanno grattato via sufficiente quantità di vecchio asfalto, oppure hanno abbondato con il nuovo manto, perchè, pur con un dislivello di gran lunga inferiore al precedente, i tombini ancora creano l’effetto buca e se si passa con la motocicletta (e penso anche in bicicletta) si sente eccome.
Se, poi, prendiamo alcune vie, ad esempio come via Putti, strette e che costringono anche con l’automobile a tenere rigorosamente la destra, subiamo un effetto rotaia perchè le nostre ruote di destra sistematicamente centrano in tutti i tombini che costeggiano la via (e sono circa una decina).
Peccato che, giacchè c’erano, non abbiano svolto un lavoro più “di fino” che avrebbe anche consentito una maggior durata dell’asfalto, visto che con le piogge e con la neve, i bordi dei tombini verranno più velocemente erosi (figuriamoci quando passeranno gli spazzaneve ...) e, così, saremo punto e a capo con il problema delle buche.
Restano tutte da sistemare le vie del centro (Barberia, Rizzoli, Castiglione fino alla Porta, Ugo Bassi ...) che presentano pietre sconnesse e persino brevi tratti asfaltati in palese contrasto con il resto della pavimentazione.


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sabato, agosto 14, 2010

Il nuovo che avanza: Danilo Gruppi.

Invitato da Massimo ad una collaborazione, pur conoscendo poco Bologna, non posso fare a meno di ricordare che a metà Giugno nella Città Felsinea è stato eletto segretario della CGIL Danilo Gruppi, ex-militante di Potere Operaio, uno dei peggiori gruppi sinistri degli anni '70, quello di Franco Piperno, Toni Negri, Oreste Scalzone, Lanfranco Pace. Ma pure di Massimo Cacciari, Ritanna Armeni. E di Franco Piro.
Insomma, il nuovo che avanza...

Starsandbars/Vandeaitaliana







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venerdì, agosto 06, 2010

Trasformismo al ragù

Leggo oggi sul giornale di Bologna, Il Resto del Carlino, che prosegue un inedito scambio di amorosi sensi tra l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca e i comunisti del pci/pds/ds/pd.
Leggo anche, in una locandina, che Guazzaloca avrebbe manifestato disponibilità ad un percorso assieme ai comunisti.
Non nascondo che la cosa mi disgusta (e anche di più ...).
Nel 1999 non votai Guazzaloca perchè, seguendo da sempre, anche per ragioni professionali, le vicende politiche, sociali ed economiche della mia città, mi ricordavo benissimo che Guazzaloca era stato troppo contiguo con gli ambienti della sinistra, altrimenti non sarebbe potuto diventare, tra l’altro, presidente della camera di commercio e la sua scelta di scendere in campo contro la sinistra fu anche spiegata con l’ostracismo nei suoi confronti deciso proprio dalla sinistra che voleva una persona più allineata al partito dominante.
In sostanza: non mi fidavo.
L’amministrazione di Guazzaloca, poi, si rivelò migliore di quanto mi aspettassi e gradita anche su un piano politico, penso più grazie ai comunisti che reagirono malamente alla inaspettata sconfitta elettorale spingendo sulle barricate la giunta, con la loro aggressività, le accuse e le invettive, che per autonoma scelta del sindaco.
Si arrivò così allo scontro del 2004 dove disgraziatamente i comunisti si illusero che il grande capo sindacale sarebbe stato anche capace di amministrare.
Il fallimento di Cofferati è storia recente.
Come è storia recente la avventata decisione del Centro Destra di presentare due candidati nel 2009 (Cazzola e Guazzaloca) con il primo che arriva al ballottaggio ma perde contro un Delbono sul quale, per carità umana, è meglio stendere un pietoso velo.
Oggi il Centro Destra si troverebbe nelle condizioni di poter dare un’altra spallata alla ingessatura politico-economico-sociale di Bologna, incancrenitasi nei pluridecennali rapporti tra il pci/pds/ds/pd e le cooperative.
Invece di individuare un candidato che rappresenti la sintesi e possa nel contempo caratterizzare il taglio con il passato, il Centro Destra si perde in piccoli cabotaggi di fazione e nel più politicante trasformismo.
Così vediamo un Raisi che, uscito dal gruppo Pdl alla camera e in provincia, ha la sbalorditiva pretesa di restare come Coordinatore provinciale del Pdl stesso.
E Guazzaloca, bocciato due volte dagli elettori, la seconda nelle “primarie” elettorali contro Cazzola del 2009, che non si rassegna alla pensione e provoca danni enormi alla ipotesi di alternanza nella amministrazione comunale, ammiccando agli inciuci con i comunisti.
E’ vero che, a Bologna, la naturale bonarietà dei suoi cittadini ha sempre evitato quegli eccessi, anche negli scontri politici, che si sono verificati altrove, ma politicamente credo che i Valori e Principi di chi si ispira al Centro Destra, alle democrazie liberali, siano incompatibili con quelli che stanno alle spalle della storia dei comunisti, indipendente da quanti nomi questi ultimi cambino e si attribuiscano.
Il trasformismo politico è da respingere, sempre e comunque, anche se condito con un sia pur ottimo ragù, figuriamoci poi se si abbina ad un percorso comune con i comunisti.

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