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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, luglio 08, 2010

Da ieri il Bologna è di Porcedda

Mercoldì 7 luglio Sergio Porcedda, acquistando dai Menarini l’80% delle azioni, è diventato il “dominus” della gloriosa società calcistica rossoblu.
Lo vedremo all’opera e attendiamo con fiducia la trasformazione delle promesse in realtà.
Finisce così il tentativo di un imprenditore bolognese di gestire la squadra della propria città.
Altri bolognesi facoltosi non si sono fatti vedere.
Non possiamo sapere se, realmente, i due anni dei Menarini siano stati all’insegna del miraggio del nuovo stadio (che personalmente spero non venga mai realizzato perchè l’attuale è un piccolo gioiello perfettamente adeguato per la città e la squadra) oppure vi sia stato, almeno nella fase iniziale, un qualcosa che fosse anche sentimento e attaccamento ai colori della società.
Molto può essere detto contro i Menarini, ma a loro favore c’è un elemento che supera tutti gli altri: hanno preso il Bologna in serie “A” e l’hanno lasciato in serie “A”, senza retrocessioni.
Visto il recente passato, non è poco.
E se a Porcedda vanno i ringraziamenti e sinceri auguri di buon lavoro, con la speranza che il prossimo campionato sia per noi positivo, non posso, da bolognese, evitare di sottolineare come prosegua la decadenza della mia città.
Le due banche storiche sono ormai integrate in gruppi con testa altrove, le principali aziende industriali sono in crisi o di proprietà straniera, il Rettore è di Pesaro, gli ultimi due sindaci sono stati qui catapultati dal loro partito da Cremona e da Mantova e adesso c’è un Commissario forestiero.
Se consideriamo il comune, l’università e la squadra di calcio come le tre principali istituzioni laiche della città, sono tutte in mani non bolognesi (e pur non essendo esperto di cose ecclesiastiche, mi sembra che anche il Cardinale Caffarra – come del resto il suo ottimo predecessore Cardinal Biffi - non sia bolognese).
Eppure Bologna resta, tuttora, una città con depositi bancari di eccellenza, redditi elevati e un tenore di vita qualificato.
Magari una riflessione andrà fatta sul perchè i bolognesi lasciano ad estranei le principali istituzioni della città.


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