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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, luglio 31, 2010

L'ipoteca del civis sul prossimo sindaco

Mentre sembra svaniscano nuovamente i finanziamenti per la metropolitana, ormai divenuta una chimera per i cittadini bolognesi che devono solo ringraziare Cofferati, Draghetti, Errani, i loro partiti di sostegno e chi li ha votati, un voluminoso (600 pagine) studio del prof. Enzo Boschi, vulcanologo di grande notorietà, rimette in pista l'allarme sui rischi del “civis” di cui, in questi mesi, abbiamo già potuto evidenziare l'invadenza.
Non bastasse la devastazione operata in vie come Via Marconi, in cui adesso è anche pericoloso attraversare sulle strisce pedonali vista la collocazione delle corsie rispetto alle piazzole centrali, il prof. Boschi ha ricordato quanto possa essere pericoloso per la stabilità dello storico monumento delle Due Torri il traffico e, soprattutto, il percorso del “civis”.
E' bene ricordare, per spazzare via le attribuzioni di responsabilità, che il “civis”, una specie di mastodontico tram su “gomme”, fu scelto dalla giunta di sinistra di Vitali che decise di non puntare le sue carte sulla metropolitana (classico esempio della lungimiranza comunista …).
La giunta di Centro Destra di Guazzaloca si trovò quindi il “civis” già “pronto” con penali da pagare in caso di recesso: figuratevi la canea che avrebbe sollevato la sinistra in tale ipotesi e si limitò a cambiarne il percorso.
Certamente Guazzaloca è imputabile di scarso coraggio, perchè avrebbe dovuto cancellare il progetto, a tutti i costi, ma è inutile piangere sul latte versato.
Cofferati, dopo aver di fatto perso i soldi per la metropolitana con la sua pretesa di modificarne il percorso stabilito da Guazzaloca, cercò di rimediare dando impulso al “civis”, comportamento completato dal suo successore il noto Delbono, sindaco per otto mesi per le ampiamente descritte vicende bancomatamorose.
Il Commissario potrebbe, con un tratto di penna, rimediare a tutto e, pur con grave perdita economica per le casse comunali, rinunciare al “civis”.
Dubito avrà il coraggio di assumere una simile decisione (anche se la salvezza delle Due Torri vale qualsiasi esborso in penali … magari da addebitare personalmente ai componenti delle giunte che hanno scelto di puntare sul “civis”) e, quindi, sarà il prossimo sindaco, che si eleggerà presumibilmente in primavera, a decidere.
Proprio per questo motivo è necessario che il Centro Destra, estirpata l'erba finiota (nonostante la ridicola pretesa dell'on. Raisi di continuare a fare il coordinatore provinciale del partito dal cui gruppo parlamentare si è dimesso) scelga un candidato sindaco che possa e sappia rappresentare una valida alternativa politica, ideale, progettuale e di immagine a quello che, sempre più, appare come un fortissimo candidato della sinistra: il comunista ortodosso (perchè tolta la patina rosa da celebrante di matrimoni e quella rossoblu da tifoso, tale è) Maurizio Cevenini.
Io una idea l'avrei ...

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giovedì, luglio 08, 2010

Da ieri il Bologna è di Porcedda

Mercoldì 7 luglio Sergio Porcedda, acquistando dai Menarini l’80% delle azioni, è diventato il “dominus” della gloriosa società calcistica rossoblu.
Lo vedremo all’opera e attendiamo con fiducia la trasformazione delle promesse in realtà.
Finisce così il tentativo di un imprenditore bolognese di gestire la squadra della propria città.
Altri bolognesi facoltosi non si sono fatti vedere.
Non possiamo sapere se, realmente, i due anni dei Menarini siano stati all’insegna del miraggio del nuovo stadio (che personalmente spero non venga mai realizzato perchè l’attuale è un piccolo gioiello perfettamente adeguato per la città e la squadra) oppure vi sia stato, almeno nella fase iniziale, un qualcosa che fosse anche sentimento e attaccamento ai colori della società.
Molto può essere detto contro i Menarini, ma a loro favore c’è un elemento che supera tutti gli altri: hanno preso il Bologna in serie “A” e l’hanno lasciato in serie “A”, senza retrocessioni.
Visto il recente passato, non è poco.
E se a Porcedda vanno i ringraziamenti e sinceri auguri di buon lavoro, con la speranza che il prossimo campionato sia per noi positivo, non posso, da bolognese, evitare di sottolineare come prosegua la decadenza della mia città.
Le due banche storiche sono ormai integrate in gruppi con testa altrove, le principali aziende industriali sono in crisi o di proprietà straniera, il Rettore è di Pesaro, gli ultimi due sindaci sono stati qui catapultati dal loro partito da Cremona e da Mantova e adesso c’è un Commissario forestiero.
Se consideriamo il comune, l’università e la squadra di calcio come le tre principali istituzioni laiche della città, sono tutte in mani non bolognesi (e pur non essendo esperto di cose ecclesiastiche, mi sembra che anche il Cardinale Caffarra – come del resto il suo ottimo predecessore Cardinal Biffi - non sia bolognese).
Eppure Bologna resta, tuttora, una città con depositi bancari di eccellenza, redditi elevati e un tenore di vita qualificato.
Magari una riflessione andrà fatta sul perchè i bolognesi lasciano ad estranei le principali istituzioni della città.


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