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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, giugno 21, 2010

Il Bologna cambia padrone ?

Il Resto del Carlino online riporta che la società che per conto della famiglia Menarini detiene (deteneva) il 100% della società rossoblu ha annunciato con una nota che l'80% delle azioni sono state cedute all'imprenditore sardo Porcedda.
La transazione dovrebbe essere conclusa nei prossimi 15 giorni.
A Bologna dopo gli americani di Tacopina e gli albanesi di Taci, siamo ormai preparati all'ennesima marcia indietro, ecco la ragione per cui ho messo il punto interrogativo nel titolo.
Chi è Porcedda ?
Non lo so.
A parte, ovviamente, quello che tutti abbiamo letto sulla stampa.
Chi dovrebbe essere per fare bene ?
Beh, innanzitutto la prima caratteristica non ce l'ha: non è un bolognese e si può immaginare che il suo interesse per il Bologna sia esclusivamente di carattere commerciale e imprenditoriale.
Nel calcio moderno, però, potrebbe essere sufficiente affrontare con competenza e piglio imprenditoriale la gestione della squadra per riuscire nell'intento di tirare fuori il Bologna dalla bassa mediocrità in cui è caduto.
Zamparini e Spinelli sono i primi due nomi che mi vengono in mente per imprenditori che nel calcio, indipendentemente dalla loro reale fede sportiva, hanno saputo onorare le società di cui sono stati presidenti e padri-padroni.
Non so se Porcedda ne abbia la stoffa e neppure se ne abbia i denari, posso solo sperarlo.
Il Bologna è sicuramente una delle prime squadre per bacino di utenza potenziale, ha uno stadio che è un piccolo gioiello sia per la capienza (40mila posti) sia per il fondo erboso.
E' centrale ed ha facilità di parcheggio nei dintorni.
Un Bologna che facesse bene, suscitando l'entusiasmo dei tifosi, potrebbe garantire 20-25mila spettatori a partita, oltre ad una audience tale da rendere interessante l'acquisto delle sue partite (con considerevoli benefici economici per la società).
E' ovvio che la proprietà, per ottenere tali vantaggi, dovrà investire denaro sonante per acquistare quella decina di giocatori (praticamente una intera squadra) necessari ad elevare la qualità delle prestazioni e, progressivamente, portare il Bologna dal fondo ai primi dieci posti della classifica.
Dovrà poi investire sul vivaio e non vendere sempre tutti i giovani che vengono cresciuti nel settore.
Per ora mi fermo qui.
Potrei dire qualcosa sui Menarini ma ponti d'oro a chi lascia il Bologna dopo averlo preso solo per fare un affare.
Speriamo solo che non sia stato scelto un personaggio della stessa pasta.



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