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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, giugno 29, 2010

Luci e ombre del Commissario

Il Commissario, agevolato dal fatto che non deve perdere tempo in eterne discussioni e mediazioni, continua ad amministrare la città con piglio sicuro, per cui è possibile, finalmente, giudicare non scelte ideologiche avulse dalla realtà amministrativa i Bologna, ma i concreti fatti operativi.
Rileviamo quindi luci e ombre.
Luminosa la scelta, purtroppo limitata ai mesi estivi, di spegnere Sirio alle 18, anzichè alle 20.
Personalmente Sirio ed ogni strumento di spionaggio elettronico del traffico andrebbero definitivamente archiviati, ma, come sempre, non si può avere tutto.
Male la scelta, incomprensibile, di pedonalizzazione di parte di Via degli Orefici con la cancellazione di una trentina di posti per motocicli e di alcuni posti per portatori di handicap.
Da un lato, quindi, il Commissario ha capito che la città soffoca sotto i divieti imposti al traffico, dall’altro, forse come compensazione, ha elargito il contentino di una pedonalizzazione di una cinquantina di metri, fondamentalmente inutile.
Vedremo all’appuntamento invernale con le “polveri sottili” se il Commissario saprà volare alto e rinunciare al ridicolo blocco del giovedì, o se preferirà intrupparsi nel gregge di chi tale blocco rinnova, stancamente e senza costrutto, di anno in anno.


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lunedì, giugno 21, 2010

Il Bologna cambia padrone ?

Il Resto del Carlino online riporta che la società che per conto della famiglia Menarini detiene (deteneva) il 100% della società rossoblu ha annunciato con una nota che l'80% delle azioni sono state cedute all'imprenditore sardo Porcedda.
La transazione dovrebbe essere conclusa nei prossimi 15 giorni.
A Bologna dopo gli americani di Tacopina e gli albanesi di Taci, siamo ormai preparati all'ennesima marcia indietro, ecco la ragione per cui ho messo il punto interrogativo nel titolo.
Chi è Porcedda ?
Non lo so.
A parte, ovviamente, quello che tutti abbiamo letto sulla stampa.
Chi dovrebbe essere per fare bene ?
Beh, innanzitutto la prima caratteristica non ce l'ha: non è un bolognese e si può immaginare che il suo interesse per il Bologna sia esclusivamente di carattere commerciale e imprenditoriale.
Nel calcio moderno, però, potrebbe essere sufficiente affrontare con competenza e piglio imprenditoriale la gestione della squadra per riuscire nell'intento di tirare fuori il Bologna dalla bassa mediocrità in cui è caduto.
Zamparini e Spinelli sono i primi due nomi che mi vengono in mente per imprenditori che nel calcio, indipendentemente dalla loro reale fede sportiva, hanno saputo onorare le società di cui sono stati presidenti e padri-padroni.
Non so se Porcedda ne abbia la stoffa e neppure se ne abbia i denari, posso solo sperarlo.
Il Bologna è sicuramente una delle prime squadre per bacino di utenza potenziale, ha uno stadio che è un piccolo gioiello sia per la capienza (40mila posti) sia per il fondo erboso.
E' centrale ed ha facilità di parcheggio nei dintorni.
Un Bologna che facesse bene, suscitando l'entusiasmo dei tifosi, potrebbe garantire 20-25mila spettatori a partita, oltre ad una audience tale da rendere interessante l'acquisto delle sue partite (con considerevoli benefici economici per la società).
E' ovvio che la proprietà, per ottenere tali vantaggi, dovrà investire denaro sonante per acquistare quella decina di giocatori (praticamente una intera squadra) necessari ad elevare la qualità delle prestazioni e, progressivamente, portare il Bologna dal fondo ai primi dieci posti della classifica.
Dovrà poi investire sul vivaio e non vendere sempre tutti i giovani che vengono cresciuti nel settore.
Per ora mi fermo qui.
Potrei dire qualcosa sui Menarini ma ponti d'oro a chi lascia il Bologna dopo averlo preso solo per fare un affare.
Speriamo solo che non sia stato scelto un personaggio della stessa pasta.



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mercoledì, giugno 02, 2010

Un sindaco dalla politica


Nel blog di Giova nei commenti ai risultati del primo turno amministrative in Sardegna e Sicilia è stato ospitato un ampio “off topic” con uno scambio sul prossimo sindaco di Bologna tra tre commentatori bolognesi.
Ha iniziato Bobo scrivendo “visto che vedo 2 bolognesi tra i commentatori, ne approfitto per chiedere una cosa: a voi piacerebbe la Cancellieri candidata sindaco per il cdx? e soprattutto, è una cosa fattibile, o i nostri notabili locali non lo permetteranno?”, puntuali le (differenti) risposte di NamathA me piacerebbe molto, ma la signora Annamaria non si farà coinvolgere nelle beghe cortilizie di una città politicamente (e non solo) decadente. Prepariamo a beccarci un'altra scialba figura di sindaco” e miaMi permetto di violare uno dei miei abituali principi (non intervenire due volte nello stesso post altrui in cui sono ospite) per rispondere a Bobo: no. Dopo il commissario deve tornare la politica, con la sua prevalenza rispetto ad ogni altro settore della vita civile, dalla magistratura, all'economia al "civismo". Questo significa che per me il prossimo sindaco dovrà essere un politico, espressione di un partito e non di una lista civica ... possibilmente di Centro Destra ... ;-)”.
Bobo chiude esprimendo la sua opinione “Grazie ragazzi! quindi leggendo i vostri commenti, mi pare di capire che non ci rimane che aspettare un "Manes dal cielo"! ;)
p.s.
Grazie Giova per l'ospitalità che concedi a queste discussioni bolognesi! :)
” (per i non bolognesi: Manes è Manes Bernardini, neo eletto consigliere regionale della Lega e personaggio ampiamente in crescita per le battaglie che ha sostenuto come quella contro la moschea).
Colgo la palla al balzo per riproporre il quesito in un blog essenzialmente bolognese e per meglio articolare il mio pensiero.
Sono contrario alla supplenza esterna alla politica.
Dieci anni fa è andata bene con Guazzaloca, ma la scelta di un sindacalista, abituato non a realizzare, ma a distruggere i tentativi altrui di realizzare, è stata un disastro devastante e l'elezione di un professore universitario (la cosiddetta “società civile”, gli “intellettuali” sempre funzionali alla sinistra) si è con grande anticipo chiusa nel ridicolo di un sindaco che non ha saputo utilizzare in modo appropriato un bancomat.
E' ora di finirla con le candidature della “società civile” avulse da un grande progetto politico e ideale.
Sicuramente ci sono persone che nel mondo della cultura (quella vera) o dell'imprenditoria o anche tra i notabili della burocrazia, sono in grado di comprendere la macchina amministrativa e cercare di farla funzionare.
Ma il successo che sta arridendo alla Cancellieri è dovuto essenzialmente alla sua solitaria figura di commissario che non deve mediare con i partiti della coalizione, non deve presentare al voto le sue delibere in giunta o in consiglio comunale, non deve subire il “ricatto” anche di gruppi consiliari formati da un solo consigliere.
A ben vedere il successo del Commissario deriva proprio da quel che il nostro Prmier Berlusconi chiede anche per la amministrazione nazionale del governo: più poteri.
Il Commissario, infatti, assomma i poteri del consiglio, della giunta e del sindaco, un po' come il Dictator che i Romani nominavano per sei mesi, sospendendo tutte le altre magistrature, quando la situazione era pesantemente critica.
Ho dei dubbi che la Cancellieri, abituata a far seguire l'azione all'idea, riuscirebbe a gestire le lungaggini della liturgia democratica.
Ci vuole quindi un politico, uno che conosca l'arte del possibile (cioè la politica) e anche i “suoi polli” cioè i compagni di viaggio e gli avversari.
Ce ne sono.
Per rimanere nel Centro Destra, escludendo Raisi che ai miei occhi si è bruciato seguendo Fini (e non venga in mente di candidare finioti) si potrebbe insistere con Mazzucca, anche se non mi sembra quel fulmine di guerra che ci servirebbe, oppure rivolgerci a politici di razza pura.
E mi vengono in mente Fabio Garagnani per la sua costanza nel sostenere tesi ben chiare anche su quei valori morali che dovrebbero improntare ogni azione politica.
Oppure, come già avevo accennato prima delle elezioni del 2009, Pierferdinando Casini, la cui candidatura sarebbe sicuramente politicamente più ambigua, ma è un bolognese, conosce la città e i cittadini, è un politico di razza , ha gli attributi per sostenere una battaglia per Palazzo d'Accursio ed è una figura di statura nazionale.
Poi, come ciliegina extra bolognese, se il Centro Destra confluisse sul suo nome potrebbe anche recuperare l'Udc, consentendosi di fare a meno, senza indugi, di Fini.
Naturalmente la eventuale candidatura di Manes Bernardini sarebbe la più gradita … a me, non credo al Pdl.



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