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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, maggio 16, 2010

Deferiti i Menarini: ricomincia la caccia alle streghe ?

La presidente e l'amministratore delegato del Bologna sono stati deferiti (la società per responsabilità oggettiva) con l'incredibile colpa di aver parlato con Luciano Moggi, forse radiato, forse no, più che altro sospeso “a divinis” dal genere umano.
Come sanno quelli che leggono questo blog quando scrivo del Bologna, i Menarini non sono certo la proprietà che vorrei per la mia squadra.
Continuo ad avere il sospetto che “il geometra” abbia rilevato la società unicamente pensando di riuscire in quel che non riuscì a Cazzola: costruire il nuovo stadio.
E pensava di riuscirci grazie ai suoi rapporti con le coop.
Quindi potete immaginare quanta simpatia possa provare per un costruttore che fa affari con le coop, è in buoni rapporti con le giunte di sinistra e, come ciliegina, avrebbe voluto sostituire il gioiellino del Littoriale ora Dall'Ara con uno stadio in provincia, lontano dal cuore pulsante della città.
La proprietà Menarini ha condotto il Bologna in due pessime stagioni, salvate solo all'ultimo momento e non si sa ancora cosa accadrà il prossimo anno.
La disorganizzazione regna sovrana.
Meritiamo di più, era scritto su un manifesto dei tifosi nell'ultima partita casalinga con il Catania.
E' vero, Bologna merita di più e i Menarini devono parlare di calcio con chi di calcio se ne intende.
E Luciano Moggi di calcio se ne intende.
Non torno – scrissi già quattro anni fa che calciopoli era una farsa – sui problemi di Moggi che, “sbobinando” tutte le intercettazioni ha dimostrato che “così fan tutti”.
Per dignità la federazione calcio avrebbe dovuto evitare di riaprire una antica ferita e si merita che la Juventus contesti la assegnazione a tavolino dello scudetto del 2005-2006.
Ma Luciano Moggi ha tutti i diritti civili di andare a pranzo con chiunque e di parlare liberamente con chiunque di qualsiasi cosa.
E altrettanto diritto hanno i Menarini.
Credo che solo nel più bieco stalinismo si puniva qualcuno per aver parlato con qualche dissidente in disgrazia presso il regime.
Se i Menarini (e il Bologna) saranno puniti per aver parlato con Moggi, allora dovremo desumere che siamo in un regime.
Ma c'è anche un altro aspetto che deve essere denunciato.
La questione “Moggi” è stata sollevata dai giornalisti di Bologna e alcuni degli stessi tifosi, invece di fare quadrato attorno alla squadra, magari organizzando un “vaffa … day” contro la federazione, sembrano in preda ad un folle autolesionismo attaccando i Menarini per questa vicenda.
Così il Bologna non andrà lontano.

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venerdì, maggio 14, 2010

Censura rossa

A Bologna ci sono le “Sette Chiese”, Santo Stefano.
Il mantenimento di quel complesso architettonico costa denaro che non c’è.
Si è aperta una gara di solidarietà, con iniziative di vario genere per raccogliere il denaro, con il contributo dei privati: come dovrebbe sempre essere fatto senza pesare sulle tasse di tutti.
Se uno è interessato a qualcosa e quella cosa vale, allora è giusto che siano i privati ad intervenire per conservarla.
E’ stato anche scritto un libro (che non cito per il motivo che capirete alla fine) con i contributi di numerosi autori.
La prefazione era stata affidata al Premier: chi più qualificato, per la carica che ricopre e per il suo amore a tutti noto verso le belle donne (il riferimento è al titolo che non cito)?
Molti autori hanno minacciato di ritirare il loro scritto se il volume fosse stato pubblicato con la prefazione del Premier.
Berlusconi è stato così censurato, a dimostrazione che la libertà, in Italia, non è minacciata dal Premier ma da chi lo contrasta.
Ho scritto nel blog di una autrice del libro: allora il libro compratevelo tra di voi.
Perchè certo io, qualunque sia il motivo per il quale viene stampato, non lo comprerò.

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domenica, maggio 09, 2010

Bologna calcistica è ancora in serie A

A differenza della Bologna politica (commissariata), di quella economica e imprenditoriale (colonizzata) e di quella sociale (insicura), la Bologna calcistica, con grande fatica (il minimo risultato con il massimo sforzo), è riuscita a garantirsi un altro anno in serie A.
Tifoso del Bologna dalla nascita, sono ovviamente contento di poter pensare ad un altro anno nell'Olimpo del calcio italiano e di questo un ringraziamento lo meritano i giocatori e l'allenatore Franco Colomba.
Mi piacerebbe però rivedere quel Bologna che giocava come in Paradiso, sul campo e non solo nelle cassette delle vecchie partite ...
Purtroppo il calcio è profondamente cambiato e se una volta una società che avesse una buona dirigenza, che sapesse programmare e investire oculatamente sui giovani, con acquisti mirati e senza follie poteva aspirare a campionati di vertice, oggi la differenza con chi spende e spande spudoratamente è tale da rendere un simile risultato pressochè impossibile.
E il Bologna, oggi, non ha neppure quel tipo di dirigenza.
Ed è proprio la dirigenza quello che a me sembra il punto debole della squadra.
Incertezze, scarsi mezzi (almeno messi sul piatto del Bologna), probabilmente l'acquisto della società in previsione di un “affare”, il nuovo stadio, poi sfumato (spero definitivamente, visto che è una sciocchezza costruire un nuovo stadio quando l'attuale è un piccolo gioiello e per di più in provincia!), stanno scandendo la presidenza e la proprietà Menarini.
Hanno probabilmente sbagliato a comprare e adesso non riescono a vendere.
Ben venga, allora, per interposta persona, Moggi che, almeno, di calcio ne capisce.
Bologna ha un bellissimo stadio e un pubblico esigente e competente.
Non ha e lo abbiamo scritto in premessa, una classe dirigente (politica, imprenditoriale, economica) all'altezza della situazione.
Lo abbiamo visto anche nella pallacanestro (una volta era “basket city” un patrimonio dilapidato in un paio di anni), nella pallavolo al limite della sopravvivenza e nello stesso baseball che ha dovuto ricostruirsi prima di tornare a vincere.
Si deve prima risolvere in via definitiva il problema societario e, quindi, organizzare una squadra decorosa che, veramente, sappia costruire un progetto calcistico di lungo respiro, senza inseguire le iniziative che fanno solo male al calcio (come le squadre costruite senza neppure un giocatore italiano tra i titolari e magari neppure l'allenatore) e che rischiano di alienare a questo bellissimo sport la simpatia di tanti appassionati.
Vidi, all'età di sette anni e mezzo, l'ultimo scudetto del Bologna : mi auguro ultimo solo in momentaneo ordine temporale e non in assoluto.
A quel Bologna, con la simpatie e le avversioni che si possono avere a sette anni e mezzo sono rimasto legato e quel Bologna non può che essere il traguardo per qualsiasi dirigenza si trovi a gestire la gloriosa società rossoblu.

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