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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, marzo 01, 2010

Il Commissario sulle buche

Negli ultimi giorni il quotidiano di Bologna, Il Resto del Carlino, ha informato i cittadini di qualcosa di cui ci eravamo già ampiamente accorti: le strade cittadine sono piene di buche.
Grandi e piccole, frutto della inerzia e della trascuratezza degli ultimi sei anni.
Sì, perché se non ci fosse stata inerzia – che è sintomo di pessima amministrazione – non ci sarebbero buche grandi da far “affondare” un bus.
Allora, invece di portare Bologna nel gregge di chi aderisce alla stupidaggine ecoambientalista, il commissario si occupi della sana amministrazione della città.
Provveda a dare disposizione perché tutte le buche siano riparate e si proceda al rifacimento del manto stradale là dove è più consumato.
Ma non buttando altro asfalto su quello esistente, in modo tale da ostruire i tombini quando non li si trasforma in tante buche per gli avallamenti che si creano, bensì con un lavoro professionale che richiede di togliere il manto usurato, rifare il fondo e quindi asfaltare nuovamente.
Ormai sembra certo che il commissario resterà in carica sino alla primavera del 2011: una ottima occasione per dimostrare come si amministra la città andando incontro ai desideri dei cittadini.
Naturalmente senza trascurare l’ordine pubblico, il traffico (con l’abolizione dei blocchi e lo spegnimento dei vari Sirio e Rita) e l’assistenza agli anziani.
E, almeno per la prossima estate, rinunciando alle costose e inutili manifestazioni pseudo culturali, figlie di quell’effimero assessore alla “cultura” di Roma, appartenente ad una effimera stagione ormai sepolta dagli anni.


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