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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, febbraio 06, 2010

Vizi privati e pubbliche virtù

Se qualcuno pensasse che, negli anni, i comunisti sono migliorati, può ricredersi sia ascoltando i noiosi, incomprensibili e banali interventi verbali di Bersani, ma soprattutto guardando alle vicende di Bologna.
Dopo la fallimentare amministrazione di Cofferati, paracadutato a Bologna senza conoscerne storia, costumi e anima, eletto solo perché, se lo scrive l’Unità (o Repubblica per i più moderni) per i “compagni” anche i coccodrilli se non volano “svulazen”, hanno scelto un uomo di Prodi: Flavio Delbono.
Altro personaggio che non è nato a Bologna (a Mantova, come Cofferati era di Cremona).
Gli elettori di sinistra hanno disciplinatamente e ordinatamente votato anche lui, pur potendo scegliere anche tra un imprenditore di sicure capacità ed un ottimo ex sindaco che, nei suoi cinque anni, ha fatto quel che un bravo amministratore deve fare, senza ideologismi.
Il regno di Delbono detto “il breve” è durato appena sette mesi, travolto dal “Cinziagate”.
Sette mesi, ma con sette giorni di troppo prima di rassegnare le dimissioni il 28 gennaio.
Sette giorni che non consentono di votare per il nuovo sindaco il 28 marzo, in uno con le regionali.
La confusione del pci/pds/ds/pd è tale che i comportamenti sono apparsi, da subito, schizofrenici.
Dalla difesa di Delbono “il breve”, al suo isolamento.
Dalle esternazioni di un Bersani che, evidentemente preoccupato per un voto da esprimere troppo vicino allo “scandalo”, lanciava criptici avvertimenti sulle riserve che aveva in ordine ad un provvedimento ad hoc per votare il 28 marzo, al ballo di S. Vito che ha preso lo stesso Bersani e il pci/pds/ds/pd per votare il 28 marzo, tanto da manifestare (con pochi intimi) davanti alla prefettura di Bologna.
In mezzo le ipotesi di un ritiro delle dimissioni di Delbono, la convocazione di una giunta per “comunicazioni del sindaco” e la revoca della convocazione con tanto di nota di Delbono in cui parla di “dimissioni irrevocabili”.
Ma ha tempo fino al 18 febbraio per un altro giro di tavolo.
Il tutto senza che i cittadini di Bologna abbiano ricevuto non tanto dal povero Delbono, quanto dal pci/pds/ds/pd uno straccio di scuse per l’imbarazzante situazione in cui hanno messo la città e il danno di immagine provocato.
E’ noto come la penso.
Delbono non avrebbe dovuto dimettersi se non a fronte di una eventuale condanna definitiva: fino ad allora è e sarà innocente.
La politica non deve farsi mettere i piedi in testa dalla magistratura e lasciare che le indagini di questa decidano chi può essere sindaco, presidente del consiglio, candidato a cariche pubbliche perché questo spetta unicamente agli elettori.
E Delbono, dimettendosi, ha tradito gli elettori che lo avevano votato per averlo sindaco per cinque anni.
Detto questo il danno provocato dall’insipienza del pci/pds/ds/pd si traduce anche in un commissario che, in mancanza di una legge “ad Bononiam” invocata ora da quegli stessi che imputano al Governo di fare leggi “ad personam”, resterà in carica per oltre un anno.
E’ una tragedia ?
Considerando che i progetti della sinistra erano gli stessi di sempre, no, non è una tragedia perché si ferma tutto e magari si può sperare che un bravo prefetto possa, curando l’amministrazione ordinaria e non mettendo in campo “grandi progetti”, riparare alcuni dei danni provocati negli ultimi sei anni.
A cominciare dal riparare le buche per le strade e restituire ai Bolognesi la loro città, senza tanti divieti, zone pedonali, blocchi del traffico e altre amenità vessatorie del genere.
Ma, sicuramente, il Commissario farà perdere a Bologna alcuni treni, già allontanatisi per colpa della precedente giunta Cofferati, come la metropolitana.
I Bolognesi sanno chi ringraziare di tutto ciò: il pci/pds/ds/pd.
Magari non è avventato sperare che, nonostante quel che scriveranno Repubblica e l’Unità, anche tanti “compagni” si rendano conto che i coccodrilli non volano e neppure “svulazen”.


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