Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, febbraio 03, 2010

Emilia Romagna al voto

Anche se l’evento mediatico che ha avuto risonanza nazionale è stato il crollo del sindaco “Delbono il breve” dopo appena sette mesi di regno, l’unica certezza per il 28 marzo è che si voterà per il presidente e il consiglio regionale.
Per il sindaco ne riparleremo al momento opportuno, quando sapremo con certezza la data delle elezioni.
Sin dalla inaugurazione del voto amministrativo (1970) nelle regioni a statuto ordinario, l’Emilia Romagna (come la Toscana e l’Umbria) è stata rossa.
Otto volte al voto, otto volte presidenti comunisti, dall’ex sindaco di Bologna Fanti all’attuale Errani, che si ripresenta anche in questa occasione.
La DC prima e Forza Italia con Alleanza Nazionale, ora Pdl, poi hanno cercato di conseguire il necessario ricambio, ma la regione dove imperversano le coop rosse sembra inattaccabile.
Se, infatti, le province di Piacenza e Parma sono più disponibili all’alternanza e se Bologna, almeno una volta, è riuscita ad avere un sindaco non comunista, Reggio, Modena e Ferrara appaiono inossidabilmente rosse, ma lo zoccolo duro è dato dalla Romagna dove il profondo rosso si sposa con un laicismo dogmatico.
Così anche in questa occasione, nonostante le ovvie parole di speranza, temo che la regione possa restare rossa.
La Lega Nord, in occasione delle ultime amministrative del 2009, è riuscita a scalzare alcuni feudi in località di provincia, ma il percorso sembra ancora lungo prima di riuscire ad avere una estensione adeguata sull’intera regione per puntare alla conquista della regione.
A questo si aggiunga la politica “dei due forni” di Casini che pur non alleandosi direttamente con i comunisti, li avvantaggia presentando il suo fido Galletti (e per le regionali non esiste ballottaggio: chi prende più voti vince) e le incertezze del pdl che, invece di puntare su un “cavallo di razza” della Lega ha preferito prima candidare l’ex direttore del Carlino Giancarlo Mazzucca, per poi dirottarlo nella ipotetica gara al comune di Bologna e rimpiazzarlo in corsa con la sconosciuta Anna Maria Bernini della quale sappiamo solo ciò che raccontano i giornali e, di tutto, mi sono annotato che fu scelta da Fini ed è vicina alla fondazione Fare Futuro: quindi è una candidatura che, dal mio punto di vista, non è condivisibile.
C’è ancora qualche giorno di tempo, ma sembra che le candidature saranno quelle indicate.
Così, anche in Emilia, come nel Lazio, non sembra esserci altra scelta per un elettore di Destra che utilizzare il proprio voto per lanciare un forte messaggio ai partiti del Centro Destra, scegliendo una alternativa di nicchia come Forza Nuova che spero possa riuscire a presentare una propria candidatura autonoma.


@




Entra ne

4 commenti:

Josh ha detto...

Caro Massimo, scrivo poco ma ci sono...e sono sempre a Bologna anche io veh. :))
La Regione sembra inattaccabile perchè ha costituito in 60 anni e passa di, se non mafie, amministrazione chiusa e riflessiva, un'oligarchia dei soliti noti: il Partito, le Coop, l'Unipol, le coop costruzioni, le scuole e le università con il pensiero unico, il sistemone- sindacati, le cariche di ogni tipo okkupate.....
tutto un 'indotto' e un APPARATO monolitico sempre uguale a se stesso che si autovota e si autopromuove e chiaramente automangia a spese nostre, e riesce sempre ad avere la maggioranza composta dagli altri stessi che ci mangiano.

Josh ha detto...

Il profondo rosso della Romagna poi ultimamente deve molto alla Regione E/R, pensa alle mosse recenti:
disarticolazione dell'Università di Bologna spostando dipartimenti e insegnamenti non sempre secondari a Cesena, Forlì e in luoghi lontani da Bologna, creati non come raddoppiamenti di istituto ma come vere e proprie dislocazioni. Un iscritto a farmacia o psicologia dell'arte non trova più questi insegnamenti a Bologna, ma da Bologna dove è iscritto e frequenta, deve andare in Romagna col treno per ogni lezione ed esame (altri soldi regalati alla Romagna tramite distruzione di istituzioni tipiche bolognesi).
L'altra scelta simile è stata la recente distruzione della Fiera di Bologna, smembrata e regalata a Rimini in più parti, mente si fa di tutto per rilanciarla (ma solo a Rimini). E' chiaro chi voteranno là in Romagna: chi li ha beneficiati, come sempre..a spese nostre.

Josh ha detto...

L'altro problema sono le personalità o sconosciute o scipite o almeno non brillanti :)) della zona bolognese a centrodestra.
L'Udc è insopportabile con la politica alla Pierfurby, ma anche parte del pdl bolognese da Berselli a Raisi, che comunque prendono decisioni, sono finiani,
da cui la scelta della sconosciuta Bernini alla Regione.
I finiani sono la rovina di quel poco che restava a Dx. Ci mancavano pure i faretuturisti: sembrano sinistri travestiti male. Si vede che i $ delle lobbies li han 'cambiati'. Guarda non ho parole.
Infatti se mi stufo oltre, farò la scelta che dici in calce al post.

Massimo ha detto...

Beh, intanto il voto a Bologna città non ci sarà il 28 marzo, per cui c'è tutto il tempo per organizzarsi al meglio (purtroppo anche i comunisti avranno il tempo per leccarsi le ferite e far dimenticare Delbono).

Sull'Emilia ... che dire ?
Se presentano una finiota vicina a Fare Futuro come scriveva il Carlino, certo non avrà il mio voto.