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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, dicembre 08, 2010

A parole tutti vogliono salvare il Bologna

Mentre una squadra che onora la maglia anche senza stipendio si appresta al difficile recupero con il Chievo Verona, rendendo questo mercoledì di festa del tutto uguale ad una domenica, continua la stucchevole vicenda societaria del Bologna.
In assenza di smentite, dobbiamo credere che i precedenti proprietari, che del Bologna hanno mantenuto il 20%, abbiano ceduto l'80% della società ad un signore venuto dalla Sardegna senza che questi sborsasse una lira.
Adesso questo signor Porcedda, secondo le informazioni che vengono diffuse, sarebbe disponibile a disfarsi di quell'80% in cambio di qualche soldino.
Non c'è che dire.
Se le cose stanno così abbiamo davanti un soggetto che unisce il Gatto e la Volpe di Pinocchio ed uno che è l'incarnazione del Giocondor dei vecchi Caroselli.
Ma quelli sono affari loro, al massimo sono utili per fare battute al bar.
A noi interesse la società Bologna Fc 1909 e lunedì sera, a Il Pallone nel 7, l'ex presidente Alfredo Cazzola è stato molto chiaro sulle necessità economiche: 40 milioni di euro per arrivare al 30 giugno 2011, 10 milioni all'anno per ripianare le perdite che la società, mediamente, produce in base ai risultati di bilancio degli ultimi dieci anni.
Questo vuol dire che, lira più, lira meno, chi comprerà il Bologna dovrà addossarsi un onere “vivo” di 50 milioni di euro, cento miliardi di lire, da qui al 30 giugno 2011.
Ogni altra soluzione sarebbe solo un placebo e avrebbe in nuce i germi per una nuova, devastante crisi.
I soldi devono essere reali.
Vero è che, a gennaio, se si eviterà la messa in mora e lo svincolo dei calciatori, potranno essere effettuate vendite che porterebbero in cassa denaro fresco, ma è anche vero che una squadra che risultasse indebolita sarebbe candidata alla retrocessione e finire in serie B, al di là dell'aspetto sportivo, significherebbe una perdita secca di 25-30 milioni derivanti dai diritti televisivi.
Per cui, anche vendendo qualche gioiello, altre spese sarebbero necessarie per integrare la rosa.
Mi appare quindi sempre più una cortina fumogena quella del proprietario della Virtus pallacanestro, Sabatini, di voler acquisire il Bologna dichiarando, peraltro, onestamente di non averne i soldi.
Sabatini pare aver messo in moto un giro di consultazioni con imprenditori amici che gli garantirebbero una certa somma di sponsorizzazioni, chiesto appoggio a banche locali, dando in garanzia la Virtus, per avere tre milioni cash e pagare gli stipendi ai calciatori evitando la messa in mora, partecipa alle trasmissioni televisive, querela e viene querelato, ha incontri con l'amministratore delegato della società e con la società che aveva il mandato a vendere.
Pare, però, che tutto si sia bloccato con il rifiuto della proprietà a fargli vedere i conti.
Così come pare che i vecchi proprietari abbiano immesso nelle casse della società oltre sei milioni di euro per poter chiudere il bilancio al 30/6/2010.
Tanti “pare”, tanti “si dice”, tanti proclami, ma l'unica concretezza è quella che ho sentito da Cazzola: servono soldi, tanti e in tempi brevi.
E ne serviranno sempre tanti, per ogni anno in cui la proprietà sarà tale.
Come ho già avuto modo di scrivere , ho molti dubbi che si trovi un Paperone disposto a bruciare così tanti miliardi delle vecchie lire.
E il progetto di Sabatini, intanto salvare il Bologna, poi con imprenditori amici gestirlo, presupporrebbe che ogni anno, anche più volte all'anno, Sabatini si presentasse con il cappello in mano a fare il giro delle sette chiese per racimolare i soldi necessari.
E a lungo andare stanca.
Stanca chi deve chiedere (anche per una buona causa) e stanca chi deve dare (anche se è una buona causa) soprattutto se il suo ruolo è solo quello di pagatore.
Sono curioso (e ansioso) di vedere come finirà, perchè la ragione mi dice che c'è un solo sbocco logico (il fallimento e ricominciare dalla C2 come la Fiorentina) ma il cuore spera che si faccia avanti un Paperone, “ricco e scemo” come erano definiti i presidenti di calcio di una volta.

*POSTILLA* Dopo aver visto la partita con il Chievo, con la vittoria strappata dalla volontà all'ultimo minuto di recupero, sono ancor più convinto che questa squadra e questi tifosi meritino molto, ma molto meglio di quel che è arrivato quest'anno. Mi chiedo anche se quella sportiva sia giustizia, con la penalizzazione che punisce squadra e tifosi, alterando i valori del campo e lascia indenne i dirigenti, ma sarà oggetto di un apposito intervento.

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domenica, novembre 28, 2010

Il primo turno come primarie del Centro Destra

Se ne era già parlato nel 2009, quando la inconciliabile contrapposizione tra Alfredo Cazzola e Giorgio Guazzaloca portò alcuni a lanciare l'idea di considerare il primo turno come primarie effettive del Centro Destra alla quale, ovviamente, aggiungere anche i candidati “minori”.
A maggior ragione oggi, a quattro mesi circa dal voto, la impossibilità di individuare un candidato comune che sia rappresentativo del Centro Destra nel suo complesso, porta ad un profluvio di nomi senza alcuna prospettiva unitaria.
La sinistra è, probabilmente, nel peggior momento della sua storia a Bologna, i candidati più forti appaiono essere un burocrate di partito già assessore nella giunta Cofferati (e già questo sarebbe per lui un handicap pressochè insormontabile) e una sconosciuta signora, dall'aspetto minacciosamente bindiano (che sembra ormai essere il canone intellettuale ed estetico delle sinistrate) ma, soprattutto, sostenuta da Vendola (e questo dovrebbe alienarle ogni persona moderata e di buon senso anche di sinistra).
Allora perchè, invece di scannarsi in suicide lotte di corridoio, nel Centro Destra non si stringe un patto solenne per cui ogni partito, al primo turno, candida il proprio uomo migliore – o ritenuto tale – per la carica di sindaco, sul presupposto, appena sarà chiaro chi arriverà al ballottaggio, di convergere, subito, senza se e senza ma, su tale nominativo.
Così si candideranno Galletti per l'Udc, Bernardini per la Lega e mister X per il Pdl, ma anche Corticelli per i civici e magari qualche altro candidato per La Destra e altri movimenti minori che si dichiarino, però all'interno dell'area del Centro Destra.
Chi riceverà più voti sarà il campione di tutto il Centro Destra per strappare il comune alla sinistra ed aprire una stagione di libertà e di rinascita per la città.
Il patto preventivo eliminerebbe gli appoggi con il mal di pancia come quello che diede, con evidente controvoglia, Guazzaloca a Cazzola nel 2009, contribuendo a danneggiarlo più che a favorirne l'elezione.
Consentirebbe di evitare una campagna elettorale lacerante con reciproche accuse che, più di ogni altra cosa, disgustano il nostro elettorato.
Consentirebbe di remare tutti per un unico obiettivo, perchè vincendo il ballottaggio ci sarebbe un premio di maggioranza che consentirebbe l'elezione e la rappresentanza un po' per tutti.
Consentirebbe ai candidati di proporre la loro ricetta per la rinascita di Bologna, permettendo ai cittadini di votare per il programma e la persona che meglio lo rappresenta indipendentemente dalla impregiudicate scelte di schieramento e di partito.
Consentirebbe infine di avere il vero polso dell'elettorato di Centro Destra, senza le storture di primarie organizzate in autonomia, o sondaggi misteriosi nei loro parametri, o scelte verticistiche.
Voterebbero solo quelli che scelgono il Centro Destra e materialmente hanno diritto a votare per il sindaco di Bologna (e non, demagogicamente, immigrati senza diritto al voto, minorenni, studenti fuori sede) e non ci sarebbero cordate o corriere per portare a votare gruppi di pressione.
Sarebbe anche un grande test sul Centro Destra, su quale Centro Destra vogliono i bolognesi di area e quale formula possa essere assunta per l'obiettivo unico: la rinascita di Bologna.

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domenica, novembre 21, 2010

Bologna calcio: lo salvi chi può

Da un paio di anni, al Littoriale (ora Dall’Ara) di Bologna, viene esposto un cartello: il tifoso del Bologna SANTO SUBITO !
Quanta verità !
Io mi ricordo del Bologna che giocava come in Paradiso, frase di Fulvio Bernardini pronunciata non l’anno del memorabile scudetto (con il tentativo di mettere all’angolo il Bologna tramite la bufala del doping e, quindi, la vittoria nello spareggio di Roma contro l’Inter, purtroppo resa amara dalla morte per infarto del Presidente Dall’Ara dopo una lite in Federazione con l’omologo dell’Inter Moratti) ma l'anno precedente, quando furono poste le basi per il successo del 1964.
E mi ricordo le polemiche e le discussioni degli anni successivi, fino alla presidenza Conti, con le salvezze conquistate grazie ai “riti propiziatori” del “mago di Turi”, l’indimenticabile Oronzo Pugliese (di cui Lino Banfi a lungo sembrava il figlio) e alle alchimie del Petisso, Bruno Pesaola che consegnarono al Bologna gli ultimi momenti di vertice, prima della disarmante caduta, anche in serie C, con il canto del cigno arrivato con Gigi Radice (un campionato formidabile giocato iniziando da un meno 5 per una storia di scommesse) al quale però seguì la prima retrocessione del 1982.
E poi la speranza con la presidenza Gazzoni che aveva rilevato la squadra dal fallimento cui l’aveva portata una dirigenza che non val neppure la pena menzionare.
E la nuova caduta che trascinò con se lo stesso presidente.
L’interregno di Cazzola che riportò il Bologna in serie A e il biennio dei Menarini sul filo del rasoio.
L’arrivo dello sconosciuto imprenditore sardo Porcedda sembrava aver restituito fiducia.
Una campagna acquisti garibaldina, con tanti giovani e tanti impegni.
Un primo campanello di allarme con la sostituzione del bravo allenatore Colomba prima ancora dell’inizio del campionato e 12 partite dalle quali mettere in carniere 14 punti buoni e una base, tutto sommato, non malvagia.
Adesso il bubbone.
Porcedda non ha pagato i Menarini, non ha pagato gli stipendi dei calciatori, non ha pagato il centro tecnico di Casteldebole, non ha pagato l’Irpef, non ha saldato il conto per Ramirez con il Penarol.
Beh, così potevo anche io godermi qualche mese da presidente di una squadra di calcio di serie A !
Onestamente devo dire che se avessi 30 milioni di euro ( 60 miliardi delle vecchie lire, detto così forse rende meglio l'idea dell'enormità del costo di una squadra di calcio) che mi crescessero, non li andrei certo a mettere nel pallone, né per il Bologna e tanto meno per qualsiasi altra squadra.
Si può quindi dire che o Porcedda ha una situazione patrimoniale di gran lunga superiore ai costi di una squadra di calcio, oppure ha giocato d’azzardo, con tutte le carte contro.
Sembrano certi quattro punti di penalizzazione e, al solito, al peggio non c’è mai fine: potrebbe arrivare anche il fallimento.
Se ci fosse, però, un progetto per il futuro sarebbe anche accettabile, tanto la verginità la perdemmo quasi 30 anni fa, ma non sembra che Porcedda intenda farsi da parte e non sembra che i Menarini vogliano di nuovo grattarsi in tasca (anche perché sembra che debbano farlo comunque se le loro precedenti fideiussioni sono ancora in essere).
Ma soprattutto non si intravedono gruppi o singoli di danarosi bolognesi disposti ad accollarsi la squadra.
Probabilmente uno singolo pensa: e che, ho scritto “Giocondor” sulla fronte per mettermi a spendere e spandere per il Bologna e ricevere in cambio insulti al primo risultato negativo ?
Un gruppo invece sconta inevitabilmente la domanda: chi comanda ?
Sì, perché in ogni aspetto della vita è bene che comandi uno e uno solo, basti vedere come va male la politica quando tutti si affannano a voler dire la loro invece di lasciare il bastone del comando al Premier.
Allora non rimane che una soluzione : azionariato popolare.
Azioni da mille o più euro offerte ai cittadini nel nome del Bologna e di Bologna.
Una dirigenza provvisoria con a Presidente il futuro Sindaco con l’unico compito di portare gli azionisti popolari al voto per un presidente-dittatore che gestisca la squadra con un mandato quadriennale e sia rieleggibile.
Nel frattempo obbligare i responsabili dell’attuale dissesto a mettere sul piatto i soldi necessari per salvare il Bologna dalle prospettive peggiori, usando anche del loro.

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domenica, novembre 14, 2010

Povera Bologna !

Quasi settanta anni di soviet si sentono eccome !
No, non parlo della Russia e delle altre repubbliche sorte dalla caduta dell'impero sovietico, ma della nostra Bologna dove i due schieramenti non riescono a trovare un candidato sindaco convincente.
Intendiamoci, non che Dozza, Fanti, Zangheri e Imbeni fossero dei fulmini di guerra (soprattutto l'ultimo ma, si sa, de mortuis nihil nisi bonum) ma almeno amavano la città o, come con perfida malizia democristiana rinfacciò loro Rumor in una tribuna politica, essendo una delle pochissime grandi città in loro mano, vi dedicarono tutte le risorse per farla risplendere (sia pur con forti costi per le casse dello stato) come una vetrina.
Già con Vitali, ultimo sindaco bolognese (non che Imbeni lo fosse, ma ...) di area comunista, la vetrina era stata infranta e la "buona" (si fa per dire, ma rispetto alle ultime due sono buone tutte ...) amministrazione rossa solo un ricordo, ma i suoi predecessori oltre a farla risplendere per l'esterno, avevano anche operato per innestare nel tessuto sociale ed economico il loro virus e, attraverso un associazionismo ligio al partito e coordinato da strutture che dal partito dipendeno e con le coop rosse, stesero quella cappa soffocante di cui ora vediamo i risultati.
Proprio per tale ragione i cinque anni di libertà rappresentati dalla giunta Guazzaloca non riuscirono ad invertire la rotta, anche perchè Guazzaloca era fortemente limitato dalle scelte dei predecessori e dalla ostilità preconcetta di provincia e regione che, infatti, riuscirono, in totale disisnteresse verso le esigenze dei cittadini, a bloccargli la metropolitana, di cui poi Cofferati perse i finanziamenti.
Per "riprendersi" la città i comunisti penalizzarono i loro uomini locali e imposero una candidatura di facciata, il gran capo sindacalista, totalmente estraneo alla società, alla cultura, alla città e che si è dimostrato anche estraneo ad ogni conoscenza di buona amministrazione.
Un solo mandato e ci provarono con un professore voluto da Prodi, la cui sorte è stata decisa, dopo appena otto mesi, da una amante abbandonata e da un bancomat.
Il commissario non ha fatto scelte particolari, ma si è limitato a gestire l'ordinario, come forse era suo dovere e, nel frattempo, con un anno di tempo, gli schieramenti avrebbero potuto individuare un candidato sindaco di spessore, bolognese e capace di far risalire Bologna da una decadenza imperniata sul vecchio sistema di potere comunista.
I comunisti non hanno saputo fare altro che proporre un simpatico signore, noto per il suo tifo per il Bologna calcio e per il record di matrimoni civili celebrati.
Un po' poco per sollevare le sorti della città, ma abbastanza per consentire al suo partito di continuare a comandare, sia pur accompagnando Bologna in una continua decadenza.
Ma anche questo signore ha mollato, in questo caso non fu un voto ma "il destino cinico e baro" che gli ha mandato un segnale di allarme sulla salute, prontamente raccolto.
Il pci/pds/ds/pd si è così trovato senza candidato e alla ricerca di una soluzione alternativa.
Non voglio neppure prendere in considerazione che sia catapultato nuovamente un estraneo, si è fatto il nome di Epifani, come se Palazzo d'Accursio fosse una succursale di Villa Arzilla per sindacalisti in pensione.
Spero che abbiano almeno il coraggio di scegliere uno dei loro, ancorchè di basso profilo come potrebbe essere uno qualunque dei nomi apparsi sulla stampa, tutti funzionari di partito o presunti intellettuali e/o imprenditori organici al partito proprio per la ragione esposta prima, circa il virus innestato in tanti decenni nel tessuto sano della città, per cui nulla si muove se il partito non vuole.
Il Centro Destra non sta meglio.
Già è diviso in due ed ha avuto la tragica esperienza di un coordinatore provinciale del Pdl che si è ostinato per mesi a restare tale pur avendo aderito alle squadre finiote.
Ma pur avendo proposto nominativi sicuramente di maggior spessore di quelli emersi tra i comunisti, nessuno ha battuto quel colpo, ha avuto lo sprint necessario ad emergere per catalizzare consensi e proporsi come il Sindaco, con la "S" maiuscola, che vorremmo e di cui Bologna avrebbe un bisogno assoluto.
La storia della Bologna politica sembra sempre più simile a quella del Bologna calcio.
E non è un bel biglietto da visita.
Del resto i bolognesi pur rendendosi conto della decadenza della nostra città, sono legati alle tradizioni e le tradizioni degli ultimi 70 anni (o quasi) vogliono un sindaco comunista, da votare "a prescindere", perchè se lo scrive l'Unità, anche gli asini "svulazen".

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martedì, novembre 02, 2010

Troppi candidati, nessun sindaco

Mentre anche il commissario si dimostra un re travicello confermando tutti i divieti al traffico degli anni di Cofferati e Delbono, dimostratisi inutili e solamente vessatori verso i cittadini, i partiti cercano il futuro sindaco.
La sinistra, perso il candidato più credibile e popolare, sembra procedere alla più classica involuzione mettendosi nelle mani dell’ennesimo funzionario di partito (e sarebbe comunque meglio della riesumazione di Prodi !).
In ogni caso, chiunque candidino, non voterei mai a sinistra, per nessuna ragione al mondo.
Non vedo però nel Centro Destra quel colpo d’ala che potrebbe dare una svolta positiva alla futura elezione.
I nomi che si fanno non possono suscitare entusiasmi.
Non parliamo del candidato “civico”.
Su questo sono d’accordo con il neocoordinatore del Pdl Vecchi per il quale “abbiamo già dato” con i candidati “civici”.
Vorrei un politico, uno che abbia una chiara connotazione e identità.
Un Casini, se si punta a vincere, o un leghista come Bernardini se si vuole costruire l’alternativa per il 2016.
Altri nomi rappresenterebbero solo un ripiego, simmetrico a quello del funzionario di partito che sarà scelto dalla sinistra.
Allora potremo solo sperare in candidati di bandiera, con una forte identità, che possano ottenere, almeno al primo turno, il voto di quei cittadini che non avrebbero altro modo per contestare le scelte dei vertici dei partiti.


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martedì, ottobre 19, 2010

Missione impossibile:liberare Bologna

Siamo a circa sei mesi dal voto per l’elezione del nuovo sindaco di Bologna dopo l’infelice esperienza di Delbono.
Il pci/pds/ds/pd è il partito che ha le maggiori probabilità di eleggere il suo uomo e, infatti, le ambizioni che si nutrono all’ombra della falce e del martello occultati – ma non rimossi – dai nuovi simboli, forniscono qualche speranza al Centro Destra per ripetere l’entusiasmante exploit del 1999 e liberare la nostra bella città dal soffocante inquinamento rosso.
Per ottenere il risultato auspicato, però, è necessario che il Centro Destra individui un valido candidato, che sappia rappresentare la parte migliore della città, quella che produce senza pagar dazio, per interposta coop, “al partito”.
Finora la margherita non ha fornito un nome valido.
Dall’ex direttore de Il Resto del Carlino, Giancarlo Mazzucca, che appare a tutti gli effetti come un degno candidato ma con stampato in fronte l’etichetta di perdente, alla new entry Giuliano Cazzola che mi ricorda molto il democristiano di sinistra Beniamino Andreatta e che non mi sembra sufficientemente noto o comunque tale da coagulare una legione disposta a combattere fino all’ultimo per il suo successo.
Purtroppo ci troviamo di fronte ad un dilemma:individuare un candidato che guardi al futuro, quindi un candidato ideologicamente e caratterialmente marcato, probabile perdente oggi, ma vincente domani, oppure scegliere un nuovo Guazzaloca, incolore, insapore, inodore, unicamente per tentare di vincere oggi e, dopo, costruire la struttura da consolidare in cinque anni per arrivare a prolungare la striscia vincente.
Nel primo caso vedo un candidato della Lega e, segnatamente, Manes Bernardini.
Nella seconda ipotesi per Bologna si può pensare di giocare la carta di una personalità di caratura nazionale, la cui candidatura a Bologna potrebbe anche sbloccare situazioni in stallo a Roma: Pierferdinando Casini.

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lunedì, ottobre 04, 2010

Opprimeteci con il divieto quotidiano

Abbiamo in passato già avuto modo di stigmatizzare la politica dei divieti che, soprattutto i comunisti, amano applicare nelle città che amministrano.
Purtroppo i cittadini italiani hanno un grado di sopportazione superiore a qualsiasi altro.
Così anche questo anno la giunta di sinistra della regione Emilia Romagna ha disposto i divieti al traffico.
Inutili come sempre, ma, come abbiamo visto nel passato dell'Unione Sovietica, tutto ciò che era inutile, purchè fosse un modo per opprimere i cittadini, era ripetuto all'infinito.
Ecco, dunque, che ricominciano i divieti di circolazione e, quindi, i giovedì "a piedi".
A piedi ... sì, forse qualcuno, quelli che, pro bono pacis, non rischiano, per il resto tra autorizzati, eccezioni per portare e riprendersi i figli da scuola, per andare al lavoro, perchè si conosce qualcuno che comunque ti trova un permesso, le strade sono intasate quanto prima e le "polveri sottili" non calano mai.
A che serve tutto questo ?
Solo ad una affermazione autoreferenziale degli amministratori, gente che, probabilmente, ne ha bisogno per giustificare il proprio ruolo (e remunerazione).
Ma perchè non provvedono a riparere le strade ?
Perchè non provvedono a ripulire le strade dalla feccia che alligna agli angoli delle nostre belle vie ?

A Bologna abbiamo una flebile speranza.
Non ci conto molto, ma il Commissario Cancellieri ha già dato prova di una minima indipendenza anticipando la sospensione di Sirio nei due mesi estivi.
Certo, non ha avuto il coraggio di spegnere Sirio definitivamente, ma uno il coraggio, se non ce l'ha, non se lo può dare, come faceva dire Manzoni a Don Abbondio.
E' già molto quello che ha fatto e, magari, adesso potrebbe fare ancora di più evitando ai bolognesi la pagliacciata dei giovedì senza auto.
Spes ultima Dea.

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sabato, settembre 18, 2010

Imbrattamuri:meno pennelli,più manganelli

Leggo che l'Associazione degli Alpini di Bologna, cui sono particolarmente legato, ha promosso una meritoria iniziativa a sostegno della campagna per Bologna pulita.
Via Andrea Costa è stata ripulita dalle lordure di qualche sbandato che crede in tal modo di compiere epiche gesta di protesta contro la società civile.
L'azione degli Alpini è, come sempre, di grande valore civico e morale ed è sicuramente un esempio per tutti.
Purtroppo nella società attuale si è liberi di esprimere la propria ignoranza e quegli spostati che vivono ai margini del consesso civile non possono comprendere l'insegnamento degli Alpini e, anzi, trovano ulteriori motivazioni per tornare ad insudiciare le proprietà pubbliche e private con i loro escrementi figurativi .
Simili esseri evidentemente vivono talmente nella loro sporcizia da non riuscire più a concepire il concetto di "pulito" e di "bello" ma, soprattutto non rispettano il prossimo, continuando ad insudiciare i muri della città.
Diventa quindi doverosa una reazione che non può limitarsi a quella civile dell'uso dei pennelli per pulire le sozzerie altrui, perchè non è giusto che la collettività si carichi e paghi (in tempo e denaro) le colpe di pochi.
Se, però, lo stato non è in grado di neutralizzare gli imbrattamuri, almeno autorizzi, con una autentica "licenza di punire" , i cittadini, il Popolo, ad agire in proprio e senza la preoccupazione e le beghe di doversi poi difendere da assurde azioni giudiziarie.
Probabilmente, infatti, per tenere pulita Bologna, occorrono meno pennelli, ma più manganelli.


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martedì, settembre 07, 2010

Cercasi candidato disperatamente

Mentre nel pci/pds/ds/pd cercano di silurare – nel modo felpato proprio delle due chiese, quella comunista e quella clericale - la candidatura più forte che potrebbero mai mettere in campo, quella di Maurizio Cevenini, perchè invisa ai vertici della nomenklatura nonostante l’aspirante sindaco sia il più comunista tra i comunisti (e proprio per questo gradito alla base), il Centro Destra si dibatte nella palude alla ricerca dell’Uomo giusto.
Come noto era stato, in un primo momento, indicato l’ex direttore de Il Resto del Carlino, ora parlamentare PdL, Giancarlo Mazzuca.
Sicuramente persona degna, ma che non riesce a manifestare quel carisma, quella leadership di cui ha bisogno il candidato del Centro Destra per sperare di ribaltare la maggioranza sinistra che soffoca Bologna.
Mazzuca, un po’ irritato dai continui dubbi e rilanci anche all’interno del PdL, ha però rinunciato, riaprendo i giochi e, francamente, i nomi che ho letto questa mattina nella cronaca bolognese del Carlino non mi entusiasmano.
Il presunto “jolly” della Lega è un tal Tugnoli, il cui nome viene pronunciato con reverenza trattandosi di imprenditore, ma credo che per il Popolo elettore sia un emerito Carneade.
Ho poi letto il nome di colui che, negli ultimi due anni, credo sia stato candidato a tutto (parlamento, presidente provincia, della regione, ministro dello sviluppo economico) e adesso, a completare il "grande slam" delle candidature, come il miglior Fregoli , indossa la casacca di possibile candidato a sindaco: l’Udc Galletti.
Infine il “civico”: Corticelli.
Di “civici” credo ne abbiamo già pieni gli archivi e Corticelli, come Mazzuca (ma anche Tugnoli e Galletti) , non mi sembra persona in grado di suscitare entusiasmi.
Se proprio devono scegliere uno sconosciuto (ai più) perchè invece di pescare tra giornalisti, manager, politici di lungo corso e ancor più candidature, non scelgono “uno qualunque” ?
Un operaio, un insegnante che mai abbia fatto politica, un pensionato, un commerciante, insomma “uno di noi”, non uno con un ruolino che lo pone tra la “classe dirigente” di una Bologna da anni in caduta libera e in decadenza.
E se, invece, si punta sul “nome” che possa trainare verso il successo, perchè scegliere qualcuno conosciuto solo nei ristretti ed ovattati ambiti accademici, imprenditoriali o degli “addetti ai lavori” della burocrazia ?
Meglio un grosso nome, autenticamente conosciuto a livello nazionale, che si metta a guidare l’arrembaggio e sappia stimolare la fiducia degli elettori del Centro Destra ricompattandoli, dopo la patetica esibizione di Raisi che, ancora dopo le da lui osannate flatulenze del suo capo a Mirabello, pretende di restare come Coordinatore del PdL.
Tutto sommato, se per vincere a Bologna il Centro Destra dovesse accordarsi con i finioti, allora meglio saltare il giro e puntare alle elezioni del 2016.
Tanto la sinistra, con Cevenini o con chiunque altro, farà l’ennesimo flop e con loro, con la politica ideologica, con la contiguità con le coop rosse, Bologna è destinata a proseguire nella sua decadenza, finchè i cittadini non si sveglieranno e non decideranno di votare per una rottura decisa con il passato.
Sperando che non sia troppo tardi.


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domenica, settembre 05, 2010

Licenza di punirli

Una meritoria iniziativa de Il Resto del Carlino, raccolta dall'Ascom, dalla Carisbo e con l'appoggio del Commissario (a riprova che per amministrare una città basta solo la saggezza di evitare le ideologie e intervenire sulle concrete questioni di vivibilità della città) ha consentito nel giro di un paio di mesi, di ripulire i muri del centro cittadino, imbrattati da scritte e schizzi di vernice.
Prima di andare in vacanza a luglio, parcheggiando volutamente a dieci minuti dall'ufficio per potermi godere una camminata tra le strade della mia Bologna, vedevo ancora le vie centrali deturpate dalle bravate di qualche sozzone.
Al mio ritorno, in agosto, era un piacere aggiuntivo camminare tra muri e strade pulite (ancorchè sconnesse).
Purtroppo gli sozzoni devono essere tornati dalle loro vacanze e hanno ricominciato a imbrattare i muri, confidando nel fatto che è impossibile controllare ogni metro.
La loro è una sfida senza rischio alcuno.
Credo che, se presi, non facciano più di due giorni di prigione per essere poi rilasciati e, se va bene, multati.
Se va male, cioè se imbroccano un magistrato "progressista" che reputa le loro sozzerie "arte" (come quella dell'immagine) allora neppure quelli.
E noi paghiamo.
Pagano i cittadini proprietari dei muri imbrattati, pagano le aziende che hanno aiutato a ripulire la città, pagano i bolognesi, due volte, perchè le loro tasse verranno in parte utilizzate per rifare un lavoro già realizzato e vanificato da quei delinquenti e una seconda volta perchè quei criminali deturpando la città la rendono meno vivibile.
Allora avrei una proposta.
Date una "licenza di punirli" alle Ronde che, per l'occasione, dovrebbero godere di una immunità dai loro atti per poter beccare e sanzionare esemplarmente i responsabili.
E' evidente che non si potrà essere sempre sul posto, ma credo che se la punizione fosse particolarmente dolorosa e rappresentativa, allora gli emuli ci penserebbero due volte prima di imbrattare i muri, a loro volta, con le loro sozzerie.
Ma è importante che mai, in nessun caso, tali "Giustizieri della Nott"e siano perseguitati da una legge a senso unico che bastona gli onesti e salvaguarda i veri delinquenti.
Neppure nel caso in cui, potrebbe accadere, si eccedesse nella punizione.
Allora che facciamo ?
Concedete una licenza di punire ai cittadini organizzati o volete continuare a concedere agli sozzoni la licenza di imbrattare i muri ?

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domenica, agosto 29, 2010

Colomba vola ... via

Fulmine a ciel sereno nel Bologna.
Prima dell’inizio del campionato, prima dell’improbabile sfida con l’Inter, l’allenatore del Bologna Franco Colomba viene sostituito e in panchina, domani sera, andrà l'allenatore della primavera.
Il mercato calciatori fatto non solo senza ascoltare le sue indicazioni, ma anche contro di esse, il mancato arrivo di quei due/tre elementi di esperienza che, a suo avviso, avrebbero potuto dare sostanza ad una squadra di giovani, pare lo abbiano indotto a togliere il “disturbo”.
Mi dispiace che finisca qui la stagione di un bolognese per scelta, che ha onorato la maglia rossoblu da giocatore, che ha salvato il Bologna la scorsa stagione da allenatore.
Sin dai primi articoli di stampa era apparso evidente che non si era “preso” con la nuova proprietà incarnata dal sardo Porcedda.
E adesso ?
Si fanno i nomi di Beretta, Malesani e Zola.
Niente di entusiasmante, niente che appartenga al cuore di Bologna come era Colomba.
Così la squadra sarà ancora più estranea alla città.
C’è da incrociare le dita perché non si ripeta la stagione 2004-2005 con Guidolin che abbandonò la squadra poi presa da Mazzone e retrocessa.
Un arrivederci a Colomba che, con la sua decisione, ha dimostrato, ancora una volta, serietà professionale e carattere.
Un augurio di buon lavoro al futuro allenatore e, soprattutto, al Bologna: ne abbiamo bisogno più di altri !

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mercoledì, agosto 25, 2010

Quale progetto per Bologna ?

Il Resto del Carlino nella sua meritoria opera per ripristinare la vivibilità di Bologna, ha aperto un dibattito sul progetto di “riqualificazione” della città, chiedendo il parere di architetti ed urbanisti e aprendo un forum tra i lettori.
Interessante osservare come i “tecnici” si siano soffermati sulle questioni estetiche e urbanistiche (le strade, i fiori, i palazzi, le costruzioni) mentre il Popolo, come sempre con saggezza, abbia posto in primo piano, per la vivibilità della nostra città, non stravolgimenti estetici e architettonici, bensì
Pulizia
Ordine
Manutenzione delle strade
Accattonaggio
Muri imbrattati
Traffico
Sicurezza
.
Non a caso sono sostanzialmente i temi che un sin troppo prudente Carlino ha affrontato in questi mesi e che lo ha visto in prima fila nella meritoria opera di ripulitura dei muri imbrattati dagli spray degli sozzoni che si credono artisti.
I cittadini, che Bologna la vivono quotidianamente, sanno che la nostra città non ha bisogno di essere ricostruita materialmente, ma solo socialmente e civilmente.
Certo, si può evitare di deturpare le strade cittadine con le piazzole per il civis (via Marconi, da larga arteria che era, sembra ora un percorso da slalom) , si devono ristrutturare gli edifici fatiscenti che, tra l’altro, danno rifugio a sbandati, animali e sporcizia, si devono mantenere ben asfaltate e drenate le strade, pulendo i tombini e consentendo quindi il deflusso delle acque piovane in modo da non trasformare le nostre vie in torrenti, che sono belli ma solo in montagna, dopo ogni acquazzone.
Per realizzare, quindi, una città umana e gradevole, funzionale per chi ci vive, non importa erigere nuove costruzioni, monumenti al cattivo gusto che talvolta sono anche uno sfregio alla città e alla sua storia artistica.
Occorre prima di tutto avere consapevolezza della nostra cultura e della nostra tradizione e perchè ciò accada dobbiamo essere amministrati da chi a Bologna è nato, vissuto e da Bologna ha assorbito lo stile di vita che promana dalla nostra stessa urbanistica.
Dobbiamo quindi garantire che il lavoro svolto non sia vanificato da sozzoni delinquenti che, con il favore delle tenebre come si addice ai vigliacchi, tornano ad imbrattare i muri.
La sicurezza è anche sicurezza di pulizia delle nostre strade ed è auspicabile che la futura amministrazione ripensi alle Ronde civiche con adeguati poteri e strumenti per reprimere anche con la forza ogni azione criminale e vandalica.
Quale progetto per Bologna?
Bloccare la distruzione del tessuto sociale della città e ritornare alla comunità locale, con le sue tradizioni, i suoi costumi, le sue usanze, il resto arriverà automaticamente.

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mercoledì, agosto 18, 2010

Rifacimento manto stradale:si può fare meglio

Come “ai bei tempi”, quando le giunte comunali si occupavano di migliorare la qualità della vita dei cittadini e non di politica estera o di “legiferare” su questioni che non riguardano i comuni, il mese di agosto è stato utilizzato dalla gestione commissariale di Bologna per procedere ad asfaltare alcune vie cittadine.
Mentre i lavori erano in corso mi ero detto: che bello, finalmente non si limitano a stendere un nuovo manto di asfalto, ma tolgono quello precedente, evitando di creare voragini con i tombini.
Avevo “parlato” troppo presto.
A lavoro ultimato ho verificato che o non hanno grattato via sufficiente quantità di vecchio asfalto, oppure hanno abbondato con il nuovo manto, perchè, pur con un dislivello di gran lunga inferiore al precedente, i tombini ancora creano l’effetto buca e se si passa con la motocicletta (e penso anche in bicicletta) si sente eccome.
Se, poi, prendiamo alcune vie, ad esempio come via Putti, strette e che costringono anche con l’automobile a tenere rigorosamente la destra, subiamo un effetto rotaia perchè le nostre ruote di destra sistematicamente centrano in tutti i tombini che costeggiano la via (e sono circa una decina).
Peccato che, giacchè c’erano, non abbiano svolto un lavoro più “di fino” che avrebbe anche consentito una maggior durata dell’asfalto, visto che con le piogge e con la neve, i bordi dei tombini verranno più velocemente erosi (figuriamoci quando passeranno gli spazzaneve ...) e, così, saremo punto e a capo con il problema delle buche.
Restano tutte da sistemare le vie del centro (Barberia, Rizzoli, Castiglione fino alla Porta, Ugo Bassi ...) che presentano pietre sconnesse e persino brevi tratti asfaltati in palese contrasto con il resto della pavimentazione.


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sabato, agosto 14, 2010

Il nuovo che avanza: Danilo Gruppi.

Invitato da Massimo ad una collaborazione, pur conoscendo poco Bologna, non posso fare a meno di ricordare che a metà Giugno nella Città Felsinea è stato eletto segretario della CGIL Danilo Gruppi, ex-militante di Potere Operaio, uno dei peggiori gruppi sinistri degli anni '70, quello di Franco Piperno, Toni Negri, Oreste Scalzone, Lanfranco Pace. Ma pure di Massimo Cacciari, Ritanna Armeni. E di Franco Piro.
Insomma, il nuovo che avanza...

Starsandbars/Vandeaitaliana







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venerdì, agosto 06, 2010

Trasformismo al ragù

Leggo oggi sul giornale di Bologna, Il Resto del Carlino, che prosegue un inedito scambio di amorosi sensi tra l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca e i comunisti del pci/pds/ds/pd.
Leggo anche, in una locandina, che Guazzaloca avrebbe manifestato disponibilità ad un percorso assieme ai comunisti.
Non nascondo che la cosa mi disgusta (e anche di più ...).
Nel 1999 non votai Guazzaloca perchè, seguendo da sempre, anche per ragioni professionali, le vicende politiche, sociali ed economiche della mia città, mi ricordavo benissimo che Guazzaloca era stato troppo contiguo con gli ambienti della sinistra, altrimenti non sarebbe potuto diventare, tra l’altro, presidente della camera di commercio e la sua scelta di scendere in campo contro la sinistra fu anche spiegata con l’ostracismo nei suoi confronti deciso proprio dalla sinistra che voleva una persona più allineata al partito dominante.
In sostanza: non mi fidavo.
L’amministrazione di Guazzaloca, poi, si rivelò migliore di quanto mi aspettassi e gradita anche su un piano politico, penso più grazie ai comunisti che reagirono malamente alla inaspettata sconfitta elettorale spingendo sulle barricate la giunta, con la loro aggressività, le accuse e le invettive, che per autonoma scelta del sindaco.
Si arrivò così allo scontro del 2004 dove disgraziatamente i comunisti si illusero che il grande capo sindacale sarebbe stato anche capace di amministrare.
Il fallimento di Cofferati è storia recente.
Come è storia recente la avventata decisione del Centro Destra di presentare due candidati nel 2009 (Cazzola e Guazzaloca) con il primo che arriva al ballottaggio ma perde contro un Delbono sul quale, per carità umana, è meglio stendere un pietoso velo.
Oggi il Centro Destra si troverebbe nelle condizioni di poter dare un’altra spallata alla ingessatura politico-economico-sociale di Bologna, incancrenitasi nei pluridecennali rapporti tra il pci/pds/ds/pd e le cooperative.
Invece di individuare un candidato che rappresenti la sintesi e possa nel contempo caratterizzare il taglio con il passato, il Centro Destra si perde in piccoli cabotaggi di fazione e nel più politicante trasformismo.
Così vediamo un Raisi che, uscito dal gruppo Pdl alla camera e in provincia, ha la sbalorditiva pretesa di restare come Coordinatore provinciale del Pdl stesso.
E Guazzaloca, bocciato due volte dagli elettori, la seconda nelle “primarie” elettorali contro Cazzola del 2009, che non si rassegna alla pensione e provoca danni enormi alla ipotesi di alternanza nella amministrazione comunale, ammiccando agli inciuci con i comunisti.
E’ vero che, a Bologna, la naturale bonarietà dei suoi cittadini ha sempre evitato quegli eccessi, anche negli scontri politici, che si sono verificati altrove, ma politicamente credo che i Valori e Principi di chi si ispira al Centro Destra, alle democrazie liberali, siano incompatibili con quelli che stanno alle spalle della storia dei comunisti, indipendente da quanti nomi questi ultimi cambino e si attribuiscano.
Il trasformismo politico è da respingere, sempre e comunque, anche se condito con un sia pur ottimo ragù, figuriamoci poi se si abbina ad un percorso comune con i comunisti.

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sabato, luglio 31, 2010

L'ipoteca del civis sul prossimo sindaco

Mentre sembra svaniscano nuovamente i finanziamenti per la metropolitana, ormai divenuta una chimera per i cittadini bolognesi che devono solo ringraziare Cofferati, Draghetti, Errani, i loro partiti di sostegno e chi li ha votati, un voluminoso (600 pagine) studio del prof. Enzo Boschi, vulcanologo di grande notorietà, rimette in pista l'allarme sui rischi del “civis” di cui, in questi mesi, abbiamo già potuto evidenziare l'invadenza.
Non bastasse la devastazione operata in vie come Via Marconi, in cui adesso è anche pericoloso attraversare sulle strisce pedonali vista la collocazione delle corsie rispetto alle piazzole centrali, il prof. Boschi ha ricordato quanto possa essere pericoloso per la stabilità dello storico monumento delle Due Torri il traffico e, soprattutto, il percorso del “civis”.
E' bene ricordare, per spazzare via le attribuzioni di responsabilità, che il “civis”, una specie di mastodontico tram su “gomme”, fu scelto dalla giunta di sinistra di Vitali che decise di non puntare le sue carte sulla metropolitana (classico esempio della lungimiranza comunista …).
La giunta di Centro Destra di Guazzaloca si trovò quindi il “civis” già “pronto” con penali da pagare in caso di recesso: figuratevi la canea che avrebbe sollevato la sinistra in tale ipotesi e si limitò a cambiarne il percorso.
Certamente Guazzaloca è imputabile di scarso coraggio, perchè avrebbe dovuto cancellare il progetto, a tutti i costi, ma è inutile piangere sul latte versato.
Cofferati, dopo aver di fatto perso i soldi per la metropolitana con la sua pretesa di modificarne il percorso stabilito da Guazzaloca, cercò di rimediare dando impulso al “civis”, comportamento completato dal suo successore il noto Delbono, sindaco per otto mesi per le ampiamente descritte vicende bancomatamorose.
Il Commissario potrebbe, con un tratto di penna, rimediare a tutto e, pur con grave perdita economica per le casse comunali, rinunciare al “civis”.
Dubito avrà il coraggio di assumere una simile decisione (anche se la salvezza delle Due Torri vale qualsiasi esborso in penali … magari da addebitare personalmente ai componenti delle giunte che hanno scelto di puntare sul “civis”) e, quindi, sarà il prossimo sindaco, che si eleggerà presumibilmente in primavera, a decidere.
Proprio per questo motivo è necessario che il Centro Destra, estirpata l'erba finiota (nonostante la ridicola pretesa dell'on. Raisi di continuare a fare il coordinatore provinciale del partito dal cui gruppo parlamentare si è dimesso) scelga un candidato sindaco che possa e sappia rappresentare una valida alternativa politica, ideale, progettuale e di immagine a quello che, sempre più, appare come un fortissimo candidato della sinistra: il comunista ortodosso (perchè tolta la patina rosa da celebrante di matrimoni e quella rossoblu da tifoso, tale è) Maurizio Cevenini.
Io una idea l'avrei ...

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giovedì, luglio 08, 2010

Da ieri il Bologna è di Porcedda

Mercoldì 7 luglio Sergio Porcedda, acquistando dai Menarini l’80% delle azioni, è diventato il “dominus” della gloriosa società calcistica rossoblu.
Lo vedremo all’opera e attendiamo con fiducia la trasformazione delle promesse in realtà.
Finisce così il tentativo di un imprenditore bolognese di gestire la squadra della propria città.
Altri bolognesi facoltosi non si sono fatti vedere.
Non possiamo sapere se, realmente, i due anni dei Menarini siano stati all’insegna del miraggio del nuovo stadio (che personalmente spero non venga mai realizzato perchè l’attuale è un piccolo gioiello perfettamente adeguato per la città e la squadra) oppure vi sia stato, almeno nella fase iniziale, un qualcosa che fosse anche sentimento e attaccamento ai colori della società.
Molto può essere detto contro i Menarini, ma a loro favore c’è un elemento che supera tutti gli altri: hanno preso il Bologna in serie “A” e l’hanno lasciato in serie “A”, senza retrocessioni.
Visto il recente passato, non è poco.
E se a Porcedda vanno i ringraziamenti e sinceri auguri di buon lavoro, con la speranza che il prossimo campionato sia per noi positivo, non posso, da bolognese, evitare di sottolineare come prosegua la decadenza della mia città.
Le due banche storiche sono ormai integrate in gruppi con testa altrove, le principali aziende industriali sono in crisi o di proprietà straniera, il Rettore è di Pesaro, gli ultimi due sindaci sono stati qui catapultati dal loro partito da Cremona e da Mantova e adesso c’è un Commissario forestiero.
Se consideriamo il comune, l’università e la squadra di calcio come le tre principali istituzioni laiche della città, sono tutte in mani non bolognesi (e pur non essendo esperto di cose ecclesiastiche, mi sembra che anche il Cardinale Caffarra – come del resto il suo ottimo predecessore Cardinal Biffi - non sia bolognese).
Eppure Bologna resta, tuttora, una città con depositi bancari di eccellenza, redditi elevati e un tenore di vita qualificato.
Magari una riflessione andrà fatta sul perchè i bolognesi lasciano ad estranei le principali istituzioni della città.


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martedì, giugno 29, 2010

Luci e ombre del Commissario

Il Commissario, agevolato dal fatto che non deve perdere tempo in eterne discussioni e mediazioni, continua ad amministrare la città con piglio sicuro, per cui è possibile, finalmente, giudicare non scelte ideologiche avulse dalla realtà amministrativa i Bologna, ma i concreti fatti operativi.
Rileviamo quindi luci e ombre.
Luminosa la scelta, purtroppo limitata ai mesi estivi, di spegnere Sirio alle 18, anzichè alle 20.
Personalmente Sirio ed ogni strumento di spionaggio elettronico del traffico andrebbero definitivamente archiviati, ma, come sempre, non si può avere tutto.
Male la scelta, incomprensibile, di pedonalizzazione di parte di Via degli Orefici con la cancellazione di una trentina di posti per motocicli e di alcuni posti per portatori di handicap.
Da un lato, quindi, il Commissario ha capito che la città soffoca sotto i divieti imposti al traffico, dall’altro, forse come compensazione, ha elargito il contentino di una pedonalizzazione di una cinquantina di metri, fondamentalmente inutile.
Vedremo all’appuntamento invernale con le “polveri sottili” se il Commissario saprà volare alto e rinunciare al ridicolo blocco del giovedì, o se preferirà intrupparsi nel gregge di chi tale blocco rinnova, stancamente e senza costrutto, di anno in anno.


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lunedì, giugno 21, 2010

Il Bologna cambia padrone ?

Il Resto del Carlino online riporta che la società che per conto della famiglia Menarini detiene (deteneva) il 100% della società rossoblu ha annunciato con una nota che l'80% delle azioni sono state cedute all'imprenditore sardo Porcedda.
La transazione dovrebbe essere conclusa nei prossimi 15 giorni.
A Bologna dopo gli americani di Tacopina e gli albanesi di Taci, siamo ormai preparati all'ennesima marcia indietro, ecco la ragione per cui ho messo il punto interrogativo nel titolo.
Chi è Porcedda ?
Non lo so.
A parte, ovviamente, quello che tutti abbiamo letto sulla stampa.
Chi dovrebbe essere per fare bene ?
Beh, innanzitutto la prima caratteristica non ce l'ha: non è un bolognese e si può immaginare che il suo interesse per il Bologna sia esclusivamente di carattere commerciale e imprenditoriale.
Nel calcio moderno, però, potrebbe essere sufficiente affrontare con competenza e piglio imprenditoriale la gestione della squadra per riuscire nell'intento di tirare fuori il Bologna dalla bassa mediocrità in cui è caduto.
Zamparini e Spinelli sono i primi due nomi che mi vengono in mente per imprenditori che nel calcio, indipendentemente dalla loro reale fede sportiva, hanno saputo onorare le società di cui sono stati presidenti e padri-padroni.
Non so se Porcedda ne abbia la stoffa e neppure se ne abbia i denari, posso solo sperarlo.
Il Bologna è sicuramente una delle prime squadre per bacino di utenza potenziale, ha uno stadio che è un piccolo gioiello sia per la capienza (40mila posti) sia per il fondo erboso.
E' centrale ed ha facilità di parcheggio nei dintorni.
Un Bologna che facesse bene, suscitando l'entusiasmo dei tifosi, potrebbe garantire 20-25mila spettatori a partita, oltre ad una audience tale da rendere interessante l'acquisto delle sue partite (con considerevoli benefici economici per la società).
E' ovvio che la proprietà, per ottenere tali vantaggi, dovrà investire denaro sonante per acquistare quella decina di giocatori (praticamente una intera squadra) necessari ad elevare la qualità delle prestazioni e, progressivamente, portare il Bologna dal fondo ai primi dieci posti della classifica.
Dovrà poi investire sul vivaio e non vendere sempre tutti i giovani che vengono cresciuti nel settore.
Per ora mi fermo qui.
Potrei dire qualcosa sui Menarini ma ponti d'oro a chi lascia il Bologna dopo averlo preso solo per fare un affare.
Speriamo solo che non sia stato scelto un personaggio della stessa pasta.



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mercoledì, giugno 02, 2010

Un sindaco dalla politica


Nel blog di Giova nei commenti ai risultati del primo turno amministrative in Sardegna e Sicilia è stato ospitato un ampio “off topic” con uno scambio sul prossimo sindaco di Bologna tra tre commentatori bolognesi.
Ha iniziato Bobo scrivendo “visto che vedo 2 bolognesi tra i commentatori, ne approfitto per chiedere una cosa: a voi piacerebbe la Cancellieri candidata sindaco per il cdx? e soprattutto, è una cosa fattibile, o i nostri notabili locali non lo permetteranno?”, puntuali le (differenti) risposte di NamathA me piacerebbe molto, ma la signora Annamaria non si farà coinvolgere nelle beghe cortilizie di una città politicamente (e non solo) decadente. Prepariamo a beccarci un'altra scialba figura di sindaco” e miaMi permetto di violare uno dei miei abituali principi (non intervenire due volte nello stesso post altrui in cui sono ospite) per rispondere a Bobo: no. Dopo il commissario deve tornare la politica, con la sua prevalenza rispetto ad ogni altro settore della vita civile, dalla magistratura, all'economia al "civismo". Questo significa che per me il prossimo sindaco dovrà essere un politico, espressione di un partito e non di una lista civica ... possibilmente di Centro Destra ... ;-)”.
Bobo chiude esprimendo la sua opinione “Grazie ragazzi! quindi leggendo i vostri commenti, mi pare di capire che non ci rimane che aspettare un "Manes dal cielo"! ;)
p.s.
Grazie Giova per l'ospitalità che concedi a queste discussioni bolognesi! :)
” (per i non bolognesi: Manes è Manes Bernardini, neo eletto consigliere regionale della Lega e personaggio ampiamente in crescita per le battaglie che ha sostenuto come quella contro la moschea).
Colgo la palla al balzo per riproporre il quesito in un blog essenzialmente bolognese e per meglio articolare il mio pensiero.
Sono contrario alla supplenza esterna alla politica.
Dieci anni fa è andata bene con Guazzaloca, ma la scelta di un sindacalista, abituato non a realizzare, ma a distruggere i tentativi altrui di realizzare, è stata un disastro devastante e l'elezione di un professore universitario (la cosiddetta “società civile”, gli “intellettuali” sempre funzionali alla sinistra) si è con grande anticipo chiusa nel ridicolo di un sindaco che non ha saputo utilizzare in modo appropriato un bancomat.
E' ora di finirla con le candidature della “società civile” avulse da un grande progetto politico e ideale.
Sicuramente ci sono persone che nel mondo della cultura (quella vera) o dell'imprenditoria o anche tra i notabili della burocrazia, sono in grado di comprendere la macchina amministrativa e cercare di farla funzionare.
Ma il successo che sta arridendo alla Cancellieri è dovuto essenzialmente alla sua solitaria figura di commissario che non deve mediare con i partiti della coalizione, non deve presentare al voto le sue delibere in giunta o in consiglio comunale, non deve subire il “ricatto” anche di gruppi consiliari formati da un solo consigliere.
A ben vedere il successo del Commissario deriva proprio da quel che il nostro Prmier Berlusconi chiede anche per la amministrazione nazionale del governo: più poteri.
Il Commissario, infatti, assomma i poteri del consiglio, della giunta e del sindaco, un po' come il Dictator che i Romani nominavano per sei mesi, sospendendo tutte le altre magistrature, quando la situazione era pesantemente critica.
Ho dei dubbi che la Cancellieri, abituata a far seguire l'azione all'idea, riuscirebbe a gestire le lungaggini della liturgia democratica.
Ci vuole quindi un politico, uno che conosca l'arte del possibile (cioè la politica) e anche i “suoi polli” cioè i compagni di viaggio e gli avversari.
Ce ne sono.
Per rimanere nel Centro Destra, escludendo Raisi che ai miei occhi si è bruciato seguendo Fini (e non venga in mente di candidare finioti) si potrebbe insistere con Mazzucca, anche se non mi sembra quel fulmine di guerra che ci servirebbe, oppure rivolgerci a politici di razza pura.
E mi vengono in mente Fabio Garagnani per la sua costanza nel sostenere tesi ben chiare anche su quei valori morali che dovrebbero improntare ogni azione politica.
Oppure, come già avevo accennato prima delle elezioni del 2009, Pierferdinando Casini, la cui candidatura sarebbe sicuramente politicamente più ambigua, ma è un bolognese, conosce la città e i cittadini, è un politico di razza , ha gli attributi per sostenere una battaglia per Palazzo d'Accursio ed è una figura di statura nazionale.
Poi, come ciliegina extra bolognese, se il Centro Destra confluisse sul suo nome potrebbe anche recuperare l'Udc, consentendosi di fare a meno, senza indugi, di Fini.
Naturalmente la eventuale candidatura di Manes Bernardini sarebbe la più gradita … a me, non credo al Pdl.



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domenica, maggio 16, 2010

Deferiti i Menarini: ricomincia la caccia alle streghe ?

La presidente e l'amministratore delegato del Bologna sono stati deferiti (la società per responsabilità oggettiva) con l'incredibile colpa di aver parlato con Luciano Moggi, forse radiato, forse no, più che altro sospeso “a divinis” dal genere umano.
Come sanno quelli che leggono questo blog quando scrivo del Bologna, i Menarini non sono certo la proprietà che vorrei per la mia squadra.
Continuo ad avere il sospetto che “il geometra” abbia rilevato la società unicamente pensando di riuscire in quel che non riuscì a Cazzola: costruire il nuovo stadio.
E pensava di riuscirci grazie ai suoi rapporti con le coop.
Quindi potete immaginare quanta simpatia possa provare per un costruttore che fa affari con le coop, è in buoni rapporti con le giunte di sinistra e, come ciliegina, avrebbe voluto sostituire il gioiellino del Littoriale ora Dall'Ara con uno stadio in provincia, lontano dal cuore pulsante della città.
La proprietà Menarini ha condotto il Bologna in due pessime stagioni, salvate solo all'ultimo momento e non si sa ancora cosa accadrà il prossimo anno.
La disorganizzazione regna sovrana.
Meritiamo di più, era scritto su un manifesto dei tifosi nell'ultima partita casalinga con il Catania.
E' vero, Bologna merita di più e i Menarini devono parlare di calcio con chi di calcio se ne intende.
E Luciano Moggi di calcio se ne intende.
Non torno – scrissi già quattro anni fa che calciopoli era una farsa – sui problemi di Moggi che, “sbobinando” tutte le intercettazioni ha dimostrato che “così fan tutti”.
Per dignità la federazione calcio avrebbe dovuto evitare di riaprire una antica ferita e si merita che la Juventus contesti la assegnazione a tavolino dello scudetto del 2005-2006.
Ma Luciano Moggi ha tutti i diritti civili di andare a pranzo con chiunque e di parlare liberamente con chiunque di qualsiasi cosa.
E altrettanto diritto hanno i Menarini.
Credo che solo nel più bieco stalinismo si puniva qualcuno per aver parlato con qualche dissidente in disgrazia presso il regime.
Se i Menarini (e il Bologna) saranno puniti per aver parlato con Moggi, allora dovremo desumere che siamo in un regime.
Ma c'è anche un altro aspetto che deve essere denunciato.
La questione “Moggi” è stata sollevata dai giornalisti di Bologna e alcuni degli stessi tifosi, invece di fare quadrato attorno alla squadra, magari organizzando un “vaffa … day” contro la federazione, sembrano in preda ad un folle autolesionismo attaccando i Menarini per questa vicenda.
Così il Bologna non andrà lontano.

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venerdì, maggio 14, 2010

Censura rossa

A Bologna ci sono le “Sette Chiese”, Santo Stefano.
Il mantenimento di quel complesso architettonico costa denaro che non c’è.
Si è aperta una gara di solidarietà, con iniziative di vario genere per raccogliere il denaro, con il contributo dei privati: come dovrebbe sempre essere fatto senza pesare sulle tasse di tutti.
Se uno è interessato a qualcosa e quella cosa vale, allora è giusto che siano i privati ad intervenire per conservarla.
E’ stato anche scritto un libro (che non cito per il motivo che capirete alla fine) con i contributi di numerosi autori.
La prefazione era stata affidata al Premier: chi più qualificato, per la carica che ricopre e per il suo amore a tutti noto verso le belle donne (il riferimento è al titolo che non cito)?
Molti autori hanno minacciato di ritirare il loro scritto se il volume fosse stato pubblicato con la prefazione del Premier.
Berlusconi è stato così censurato, a dimostrazione che la libertà, in Italia, non è minacciata dal Premier ma da chi lo contrasta.
Ho scritto nel blog di una autrice del libro: allora il libro compratevelo tra di voi.
Perchè certo io, qualunque sia il motivo per il quale viene stampato, non lo comprerò.

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domenica, maggio 09, 2010

Bologna calcistica è ancora in serie A

A differenza della Bologna politica (commissariata), di quella economica e imprenditoriale (colonizzata) e di quella sociale (insicura), la Bologna calcistica, con grande fatica (il minimo risultato con il massimo sforzo), è riuscita a garantirsi un altro anno in serie A.
Tifoso del Bologna dalla nascita, sono ovviamente contento di poter pensare ad un altro anno nell'Olimpo del calcio italiano e di questo un ringraziamento lo meritano i giocatori e l'allenatore Franco Colomba.
Mi piacerebbe però rivedere quel Bologna che giocava come in Paradiso, sul campo e non solo nelle cassette delle vecchie partite ...
Purtroppo il calcio è profondamente cambiato e se una volta una società che avesse una buona dirigenza, che sapesse programmare e investire oculatamente sui giovani, con acquisti mirati e senza follie poteva aspirare a campionati di vertice, oggi la differenza con chi spende e spande spudoratamente è tale da rendere un simile risultato pressochè impossibile.
E il Bologna, oggi, non ha neppure quel tipo di dirigenza.
Ed è proprio la dirigenza quello che a me sembra il punto debole della squadra.
Incertezze, scarsi mezzi (almeno messi sul piatto del Bologna), probabilmente l'acquisto della società in previsione di un “affare”, il nuovo stadio, poi sfumato (spero definitivamente, visto che è una sciocchezza costruire un nuovo stadio quando l'attuale è un piccolo gioiello e per di più in provincia!), stanno scandendo la presidenza e la proprietà Menarini.
Hanno probabilmente sbagliato a comprare e adesso non riescono a vendere.
Ben venga, allora, per interposta persona, Moggi che, almeno, di calcio ne capisce.
Bologna ha un bellissimo stadio e un pubblico esigente e competente.
Non ha e lo abbiamo scritto in premessa, una classe dirigente (politica, imprenditoriale, economica) all'altezza della situazione.
Lo abbiamo visto anche nella pallacanestro (una volta era “basket city” un patrimonio dilapidato in un paio di anni), nella pallavolo al limite della sopravvivenza e nello stesso baseball che ha dovuto ricostruirsi prima di tornare a vincere.
Si deve prima risolvere in via definitiva il problema societario e, quindi, organizzare una squadra decorosa che, veramente, sappia costruire un progetto calcistico di lungo respiro, senza inseguire le iniziative che fanno solo male al calcio (come le squadre costruite senza neppure un giocatore italiano tra i titolari e magari neppure l'allenatore) e che rischiano di alienare a questo bellissimo sport la simpatia di tanti appassionati.
Vidi, all'età di sette anni e mezzo, l'ultimo scudetto del Bologna : mi auguro ultimo solo in momentaneo ordine temporale e non in assoluto.
A quel Bologna, con la simpatie e le avversioni che si possono avere a sette anni e mezzo sono rimasto legato e quel Bologna non può che essere il traguardo per qualsiasi dirigenza si trovi a gestire la gloriosa società rossoblu.

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lunedì, marzo 01, 2010

Il Commissario sulle buche

Negli ultimi giorni il quotidiano di Bologna, Il Resto del Carlino, ha informato i cittadini di qualcosa di cui ci eravamo già ampiamente accorti: le strade cittadine sono piene di buche.
Grandi e piccole, frutto della inerzia e della trascuratezza degli ultimi sei anni.
Sì, perché se non ci fosse stata inerzia – che è sintomo di pessima amministrazione – non ci sarebbero buche grandi da far “affondare” un bus.
Allora, invece di portare Bologna nel gregge di chi aderisce alla stupidaggine ecoambientalista, il commissario si occupi della sana amministrazione della città.
Provveda a dare disposizione perché tutte le buche siano riparate e si proceda al rifacimento del manto stradale là dove è più consumato.
Ma non buttando altro asfalto su quello esistente, in modo tale da ostruire i tombini quando non li si trasforma in tante buche per gli avallamenti che si creano, bensì con un lavoro professionale che richiede di togliere il manto usurato, rifare il fondo e quindi asfaltare nuovamente.
Ormai sembra certo che il commissario resterà in carica sino alla primavera del 2011: una ottima occasione per dimostrare come si amministra la città andando incontro ai desideri dei cittadini.
Naturalmente senza trascurare l’ordine pubblico, il traffico (con l’abolizione dei blocchi e lo spegnimento dei vari Sirio e Rita) e l’assistenza agli anziani.
E, almeno per la prossima estate, rinunciando alle costose e inutili manifestazioni pseudo culturali, figlie di quell’effimero assessore alla “cultura” di Roma, appartenente ad una effimera stagione ormai sepolta dagli anni.


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domenica, febbraio 28, 2010

Regionali 2010: in Emilia la scelta è obbligata

Forza Nuova non ha presentato la lista regionale in Emilia Romagna, così non abbiamo in questa regione la possibilità di fare scelte alternative.
Quattro i candidati governatori (Bernini per il Centro Destra, Errani per la sinistra, un grillino e Galletti per l’Udc di Casini) e otto le liste provinciali a Bologna (Lega, Pdl, Pd, Udc, Federazione della sinistra, grillini, IdV, Sinistra ecologica).
La legge elettorale prevede che sia possibile votare solo la lista provinciale e il voto verrebbe attribuito direttamente al collegato listino regionale del candidato governatore, votare solo il listino, votare una lista provinciale e un listino regionale non collegato, votare lista provinciale e listino regionale collegato.
Con tre liste regionali e sei provinciali di sinistra (perché la candidatura Udc è oggettivamente un favore alla sinistra) c’è poco da studiare alchimie elettorali perché le scelte sono limitate.
Astensione.
Chi la sceglie, non essendoci un “quorum” da superare come nei referendum quando l’astensione ha il significato di una presa di posizione politica, sarebbe collocato da Dante nell’Antinferno, quindi “non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.
Voto Lega e listino Bernini
Il voto provinciale alla Lega è, a questo punto, l’unica certezza per sostenere una forza politica che ha caratterizzato la sua azione politica su temi particolarmente convergenti con le idee di Centro Destra, anche se non sempre con coerenza (veggasi il voto a favore del trattato di Lisbona e le retromarce sull’immigrazione).
A Bologna, peraltro, grazie alla battaglia della Lega e, in particolare, di Manes Bernardini è stato (per il momento) sconfitto il disegno di costruire una moschea con annesso centro culturale islamico di cui i cittadini non sentono alcun bisogno.
Voto Pdl e listino Bernini
Sarebbe un segnale di piena adesione ad un partito che, francamente, a Bologna lascia molto a desiderare ed è in odore di essere troppo spostato sulle posizioni finiote.
Voto Lega e basta
Solo il voto provinciale a favore della Lega con preferenza a Manes Bernardini.
Della Lega ho già scritto, il voto si estenderebbe automaticamente al listino regionale, ma almeno ci sarebbe un segnale di distinzione verso una candidatura che (a parte il fatto che non ha alcuna possibilità di successo) ha quei coni d’ombra derivanti da quale scelta farà l’on. Bernini quando si tratterà di dividersi tra Berlusconi e Fini.
E questo è il voto che, ad un mese dal giorno delle elezioni, mi sento di esprimere: un voto senza alternative.


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