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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, agosto 09, 2009

I Menarini sfogliano la margherita

Parliamo ancora del Bologna.
La scomparsa della meteora Taci ha rimesso in sella la famiglia Menarini alla guida del Bologna.
Non ne hanno voglia.
Lo si vede chiaramente.
Non hanno voglia di spendere più di tanto, anche se magari i soldi li avrebbero.
Non possiamo fare una colpa ai Menarini se non intendono bruciare le loro risorse sull’altare del Bologna, ma avrebbero dovuto pensarci prima di acquistarlo da Cazzola, forse ingolositi dal profumo dell’ “affare-stadio”.
L’intuizione Moggi era quella giusta, però si sono lasciati spaventare dalla reazione di parte della tifoseria, quella più rumorosa ma anche quella che, forse, non pensa proprio di “grattarsi in tasca” e pretenderebbe che “altri” mettessero mano al portafoglio per soddisfare le sue aspirazioni.
Non è più così.
Forse i Menarini dovrebbero, zitti e quieti, riprendere i contatti con "Lucianone" e poi presentare il nuovo proprietario alla piazza, a cose fatte e siglate.
All’apparenza, invece, dopo Ferragosto inizieranno contatti diretti – e non per interposta dichiarazione stampa – con il presidente della Virtus pallacanestro Claudio Sabatini che, se ricordate, quattro anni fa cercò già di acquistare il Bologna ma gli fu preferito Cazzola.
Sabatini è mosso da una idea espressa: creare una sinergia nel movimento sportivo di Bologna.
Mi sembra che in passato una tale iniziativa sia già fallita a Milano.
Non conosco la forza finanziaria di Sabatini.
Ho qualche dubbio – vista la cura dimagrante cui ha sottoposto anche la Virtus, cioè una squadra di uno sport in cui i costi sono certamente più contenuti - che sia in grado di risolvere i problemi del Bologna, accollandosi quelle necessarie prime stagioni di assestamento – in perdita economica – che sarebbero necessarie per lanciare il Bologna.
Dalla sua parte c’è il fatto che è bolognese e credo che questo sia un titolo di preferenza (nella gestione delle squadre sportive della città, come nell’amministrazione politica …) che dovrebbe fare aggio su altre proposte … a parità di condizioni.
Ovvio che se arrivasse il Paperone dagli Emirati Arabi e mettesse sul piatto cento milioni di euro per costruire una squadra da scudetto, la “bolognesità” non sarebbe una “conditio sine qua non”.
Personalmente ho idea che anche a Bologna ci siano dei bei Paperoni che potrebbero consociarsi per realizzare uno squadrone, magari affiancando loro un azionariato popolare che porterebbe i tifosi (quelli veri !) ad essere non solo “spanizzi” con soldi altrui, ma anche partecipi in prima persona delle sorti del Bologna calcio.
In questo modo il Bologna potrebbe essere retto da un Consiglio di Amministrazione in cui possano sedere i principali finanziatori e una rappresentanza dei piccoli azionisti, con un presidente rappresentativo della città (un Gianni Morandi, no ?) e un direttore sportivo da scegliere tra autentici esperti (Eraldo Pecci ?) da dotare preventivamente di un budget preciso con cui fare una buona squadra.
Una soluzione di questo genere potrebbe anche essere utile alle altre società sportive della città, senza improbabili commistioni in polisportive di dubbia efficacia.

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