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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, agosto 20, 2009

Un po' di luce nello sport bolognese

Lo sport bolognese non gode attualmente di buona salute.
Nella pallavolo abbiamo rischiato l’esclusione per i soliti problemi di denaro.
Nel calcio la famiglia Menarini non riesce a “sbolognare” il Bologna e sabato, piove sul bagnato, sembra che non potrà giocare neppure Di Vaio, l’artefice, a suon di 24 reti, della salvezza nell’ultimo campionato.
Nella pallacanestro la Fortitudo è costretta a ripartire dalla “A” dilettanti per colpa di una duplice retrocessione: la prima sul campo, la seconda sui registri contabili, mentre la Virtus, alcuni anni fa già scomparsa e risorta per aver rilevato un titolo sportivo, si aggrappa alla fantasia del suo presidente.
E’ quindi da uno sport per molti (ma non per me, reputandolo secondo solo al calcio) considerato “minore” che riusciamo a ricevere una piccola consolazione: la Fortitudo Baseball ha conquistato il suo ottavo Scudetto Tricolore, battendo i campioni in carica del San Marino.
E la vittoria è tanto più gratificante ed educativa in quanto, a inizio stagione, la Fortitudo navigava in acque agitate, per la mancanza di uno sponsor (arrivato solo per la finale scudetto!), per i soliti problemi di denaro che si riflettevano sull’organico.
Eppure la squadra ha reagito bene, si è stretta attorno ai suoi simboli (allenatore e capitano) ed ha dimostrato che là dove non arriva il portafogli può arrivare il cuore.
Nessuno si aspettava la vittoria in campionato, al più avremmo sperato nei play off, invece giocatori di carattere hanno impartito una lezione di serietà, dedizione e impegno.
Il primo Scudetto targato Fortitudo risale solo al 1969, cioè 40 anni fa e in 40 anni le vittorie sono state ben 8, praticamente una ogni cinque anni e, se mi è concesso, tutte da me “vissute”.
I calciatori del Bologna, professionisti profumatamente pagati tanto quanto i giocatori di baseball sono dilettanti che sacrificano il loro tempo libero per allenarsi dopo una giornata lavorativa, dovrebbero prendere esempio dalla Fortitudo Baseball e, già da sabato nella prima di campionato contro la Fiorentina, impegnarsi per onorare le gloriose maglie che indossano nel Centenario della Fondazione e, in tal modo, anche alla loro qualità di sportivi.


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domenica, agosto 16, 2009

I cittadini sono disarmati,i criminali no

Alcuni giorni fa, durante la settimana di Ferragosto, un signore novantatreenne di Bologna è stato aggredito, picchiato e derubato.
Durante il ricovero è entrato in coma ed è deceduto.
Il barbaro assassino è ancora libero di delinquere, mentre il neosindaco, dimostrandosi perfettamente allineato con il suo partito, quel pci/pds/ds/pd che vive in una torre d’avorio sordo alle esigenze dei cittadini ed ai sentimenti del Popolo preferendo sbirciare dal buco della serratura la vita privata del Premier, storce il naso alla presenza dei militari in città e si rifiuta persino di autorizzare quella parodia di Ronde che sono state così imposte dalle resistenze degli abatini del “politicamente corretto”.
Eppure Bologna fu capofila quando, in situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, furono istituite le Pattuglie Cittadine che, fino a pochi anni fa, quando cominciò ad imperversare il “politicamente corretto”, vedeva volontari garantire – armati – la sicurezza dei cittadini e delle loro proprietà.
Bologna ha raggiunto i vertici delle città in cui il rapporto crimine/cittadini è più alto, "obiettivo" conseguito nei cinque anni della giunta del forestiero ora sostituito da un altro sindaco, della medesima area politica e ugualmente estraneo al tradizionale tessuto sociale e culturale della città.
L’assassinio del nostro concittadino novantatreenne, assume connotati ancora più gravi, perché commesso ai danni di una persona che, per l’età, era alla mercè di chiunque fosse più giovane e più in forze e proprio in questo si riconosce una società civile, dove i più deboli sono tutelati dallo Stato e rispettati e difesi dagli altri cittadini.
Rifiutare la presenza di Ronde attive significa lasciare in pericolo tutti i nostri padri e madri che, “suo dì tardi traendo”, hanno il diritto ad essere garantiti nell’affrontare questo loro ultimo tratto di strada terrena.
Il barbaro assassino che ha commesso quel delitto ai danni di un novantatreenne meriterebbe la pena di morte, senza attenuanti né rimpianti.
Avrebbe anche meritato di incrociare una Ronda – di quelle vere – o un cittadino che, come negli Stati Uniti, avesse la possibilità di girare armato per difendere se stesso e gli altri.
Purtroppo il “politicamente corretto” ci impone di agire in stato di perenne inferiorità nei confronti dei delinquenti, disarmati e senza neppure quella parodia di Ronde ammesse dalla recente legge al posto delle vere Ronde, armate e che possano intervenire – e non solo telefonare - quando rilevano un fatto anomalo.
Uno potrebbe sperare che, almeno, una volta catturato, il criminale venisse rapidamente processato e condannato al massimo della pena da scontare senza riduzioni né agevolazioni o “permessi”.
Purtroppo anche questo, finchè i cittadini non ne avranno abbastanza, rimane una labile speranza.

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domenica, agosto 09, 2009

I Menarini sfogliano la margherita

Parliamo ancora del Bologna.
La scomparsa della meteora Taci ha rimesso in sella la famiglia Menarini alla guida del Bologna.
Non ne hanno voglia.
Lo si vede chiaramente.
Non hanno voglia di spendere più di tanto, anche se magari i soldi li avrebbero.
Non possiamo fare una colpa ai Menarini se non intendono bruciare le loro risorse sull’altare del Bologna, ma avrebbero dovuto pensarci prima di acquistarlo da Cazzola, forse ingolositi dal profumo dell’ “affare-stadio”.
L’intuizione Moggi era quella giusta, però si sono lasciati spaventare dalla reazione di parte della tifoseria, quella più rumorosa ma anche quella che, forse, non pensa proprio di “grattarsi in tasca” e pretenderebbe che “altri” mettessero mano al portafoglio per soddisfare le sue aspirazioni.
Non è più così.
Forse i Menarini dovrebbero, zitti e quieti, riprendere i contatti con "Lucianone" e poi presentare il nuovo proprietario alla piazza, a cose fatte e siglate.
All’apparenza, invece, dopo Ferragosto inizieranno contatti diretti – e non per interposta dichiarazione stampa – con il presidente della Virtus pallacanestro Claudio Sabatini che, se ricordate, quattro anni fa cercò già di acquistare il Bologna ma gli fu preferito Cazzola.
Sabatini è mosso da una idea espressa: creare una sinergia nel movimento sportivo di Bologna.
Mi sembra che in passato una tale iniziativa sia già fallita a Milano.
Non conosco la forza finanziaria di Sabatini.
Ho qualche dubbio – vista la cura dimagrante cui ha sottoposto anche la Virtus, cioè una squadra di uno sport in cui i costi sono certamente più contenuti - che sia in grado di risolvere i problemi del Bologna, accollandosi quelle necessarie prime stagioni di assestamento – in perdita economica – che sarebbero necessarie per lanciare il Bologna.
Dalla sua parte c’è il fatto che è bolognese e credo che questo sia un titolo di preferenza (nella gestione delle squadre sportive della città, come nell’amministrazione politica …) che dovrebbe fare aggio su altre proposte … a parità di condizioni.
Ovvio che se arrivasse il Paperone dagli Emirati Arabi e mettesse sul piatto cento milioni di euro per costruire una squadra da scudetto, la “bolognesità” non sarebbe una “conditio sine qua non”.
Personalmente ho idea che anche a Bologna ci siano dei bei Paperoni che potrebbero consociarsi per realizzare uno squadrone, magari affiancando loro un azionariato popolare che porterebbe i tifosi (quelli veri !) ad essere non solo “spanizzi” con soldi altrui, ma anche partecipi in prima persona delle sorti del Bologna calcio.
In questo modo il Bologna potrebbe essere retto da un Consiglio di Amministrazione in cui possano sedere i principali finanziatori e una rappresentanza dei piccoli azionisti, con un presidente rappresentativo della città (un Gianni Morandi, no ?) e un direttore sportivo da scegliere tra autentici esperti (Eraldo Pecci ?) da dotare preventivamente di un budget preciso con cui fare una buona squadra.
Una soluzione di questo genere potrebbe anche essere utile alle altre società sportive della città, senza improbabili commistioni in polisportive di dubbia efficacia.

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lunedì, agosto 03, 2009

Taci, ma almeno compra !

Siamo i nuovi albanesi del calcio italiano.
La comica della presidenza Menarini si sta concludendo malamente (anche se poteva andare peggio), con la cessione del Bologna non solo ad un imprenditore che, come fu per Corioni o Brizzi, non è di Bologna e la usa solo per la crescita personale, ma addirittura straniero, albanese, che non ha trovato (evidentemente) di meglio per conquistare un posto al sole e che, sicuramente, alla prima occasione abbandonerebbe il Bologna per qualche club più famoso, anche se meno blasonato (ricordiamo che Roma, Napoli e Lazio, assieme, fanno gli stessi scudetti riconosciuti al Bologna ed uno in meno se consideriamo lo scudetto mai assegnato al Bologna – come è stato per l’Inter tre anni fa – nel 1927).
Ma non è certo colpa di Rezart Taci che, anzi, dimostra coraggio nel buttare i suoi soldi nel calcio italiano (almeno si spera che lo faccia, perché finora è un deja vù con acquisti al minimo e che non fanno ben sperare per il prossimo campionato), bensì di quei plumoni” degli imprenditori bolognesi che tengono ben chiusi in cassaforte i propri soldi a differenza di altri imprenditori, più generosi (e con un filo di pazzia).
Non si chiede qui di spendere e spandere come Moratti o il primo Berlusconi, bensì di effettuare un investimento che, come tutti gli investimenti, necessita di un periodo medio lungo di avviamento per poter conseguire poi quei ritorni che consentirebbero di chiudere almeno in pareggio le gestioni.
Il problema, tra l’altro, non è solo del Bologna calcio, bensì di tutto lo sport bolognese in crisi finanziaria come attestano i casi della Zinella pallavolo e nella pallacanestro della Fortitudo e della stessa Virtus il cui proprietario oscilla tra la passione e la voglia di liberarsene.
Non mi sembra, peraltro, che altrove la situazione sia migliore.
Finiti gli anni dei “presidenti ricchi e scemi”, si regge solo chi ha le spalle forti per pagare ingaggi altissimi e combattere per l’acquisto dei giocatori migliori con le società straniere.
In pratica: Moratti, Berlusconi e Agnelli, cioè le solite Inter, Milan e Juventus.
E, a quanto sembra, i Berlusconi si sono stancati di mettere mano al portafogli per compiacere il pater familias nella sua passione calcistica.
Un po’ come accadde alla Roma di Sensi, quando al passionale presidente (deceduto se non sbaglio lo scorso anno) fu affiancata la figlia che ha cercato di stringere i cordoni della borsa e, perché no?, di rifilare la costosa società a qualcun altro.
Allora, forse, è da ripensare alla struttura del calcio stesso che brucia miliardi senza peraltro costruire un autentico movimento calcistico importante per la nazione.
Perché non ripensare alla formula dei massimo campionato, rinunciando alle retrocessioni e consentendo alle squadre di allevare un vivaio di italiani, senza il patema della salvezza ?
Questo rinforzerebbe sicuramente il calcio italiano e porterebbe ad un forzato calmiere dei costi.
Ma, forse, andrebbe contro a troppi interessi che ruotano attorno al calcio dagli alti costi.

Ultima ora - nel tardo pomeriggio si viene a conoscenza che l'albanese Taci, al termine della valutazione di bilancio, ha ritenuto troppo esosa la richiesta dei Menarini (pare 22 milioni di euro) e ha controproposto 15 milioni. I Menarini pare abbiano rifiutato. Intanto il Bologna continua a non fare vero mercato e la squadra sarà quella dello scorso anno, con l'allenatore che ha chiaramente detto che occorrono almeno 5 elementi di rinforzo. Qualcuno comincia già a rimpiangere l'ostracismo decretato contro Moggi ?

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