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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, giugno 24, 2009

Delbono provi a convincermi

Delbono, forestiero di Mantova come Cofferati lo è di Cremona, neosindaco di Bologna ha dichiarato che si darà da fare per convincere chi non ha votato per lui di essere un buon sindaco.
Io non ho alcuna fiducia in lui, come non ne ho in nessun possibile candidato della sinistra.
Ma voglio prenderlo in parola ed elencargli le iniziative che potrebbero convincermi a dichiarare pubblicamente che sì, meritava di essere votato.
1) Moschea
Seppellire definitivamente ogni progetto di costruire una moschea a Bologna che richiamerebbe una miriade di musulmani nella nostra città.
2) Immigrazione
Dare disposizione alla Polizia Municipale di controllare a tappeto i permessi di soggiorno degli extracomunitari, per denunciare ed espellere gli illegali, e concedere la residenza solo a quanti possano dimostrare di essere autosufficienti con un lavoro ed una abitazione.
3) Sicurezza
Intensificare i pattugliamenti anche nelle zone periferiche, sottoscrivendo anche convenzioni con associazioni di vigilanza privata, in modo che possano garantire strade sicure e appartamenti non violati.
4) Rom
Smantellare tutti i campi rom e non concedere alcun permesso di campeggio al di fuori delle aree organizzate.
5) Metropolitana
Dare immediato avvio ai lavori per la metropolitana, trovando i soldi in ogni modo tranne mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
6) Civis
Rinunciarvi.
7) Traffico e viabilità
Provvedere ad una immediata manutenzione generale delle strade che dovranno essere conservate senza buche e avallamenti.
Abolire il blocco del traffico del giovedì senza più ripristinarlo.
Ridurre la zona a traffico limitato.
Spegnere Sirio e Rita.
8) Famiglia
Aiutare con sgravi fiscali le Famiglie nell’assistenza degli anziani e nella custodia dei bambini.
Cancellare ogni pretesa di riconoscimento giuridico a quanti pretendono di legittimare le pratiche sessuali tra persone dello stesso sesso.
9) Finanza
Abolizione delle iniziative pseudo culturali estive che sono solo un costo.
Riscuotere da ogni locale di proprietà del comune il canone di affitto stabilito in base al mercato.
10) Commercio
Libertà di licenza.
Libertà di orari.
Libertà di circolare per chi vuole andare a comprare in un negozio del centro.
Libertà di prezzo.
Libertà di scelta.
Caro Delbono, se realizzerai anche solo cinque dei dieci punti indicati senza agire in contrasto con i restanti cinquedichiarerò pubblicamente che mi sono sbagliato a votare Morselli al primo turno e Cazzola al ballottaggio, perché mi “avrai convinto”.

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lunedì, giugno 22, 2009

Requiem per Bologna

E così Cazzola non ce l’ha fatta, anche se siamo a 330 sezioni su 449, il risultato appare stabilmente negativo.
Peccato avremo ancora cinque anni di costante decadenza che seppelliranno ancora di più la Bologna che abbiamo sempre amato ed alla quale apparteniamo e apparterremo sempre.
La sinistra ha confermato il suo potere costruito, anno dopo anno, da quel disgraziato 21 aprile 1945, quando gli Americani, occupando la città, decisero di installare un comunista come Dozza quale principale autorità civile della città.
Fu un errore che i bolognesi continuano a pagare da 64 anni, con la sola breve parentesi del 1999-2004 con Guazzaloca.
Adesso vedremo cosa farà Delbono per la viabilità (divieti e buche nella strada), con la metropolitana, con la moschea, come agirà per arginare l’immigrazione ed i rom, quali scelte compirà in materia di reclamate “unioni civili” cioè quelle registrazioni comunali che legittimerebbero persino le coppie dei “busèn”, come sono chiamati in bolognese “politicamente scorretto” gli omosessuali.
Vedremo, con poca fiducia, auspicando peraltro che lo stesso atteggiamento ostile che stanno tenendo le amministrazioni locali del pci/pds/ds/pd nei confronti del governo Berlusconi, sia assunto dall’unica oasi cittadina di libertà, il Quartiere Santo Stefano, in modo da ostacolare in ogni modo, sul territorio del Quartiere, la politica della futura giunta cattocomunista.
Ma, soprattutto, i prossimi cinque anni dovranno servire per far rinascere una opposizione unita che sappia interpretare le esigenze di recupero delle Tradizioni della città, della sua pulizia morale e materiale, dell’ordine che deve regnare per le nostre strade e della sicurezza che deve essere garantita, costi quel che costi, ai cittadini onesti.
Sicurezza tanto quando circolano per le strade, ovunque ed a qualunque ora, quanto in relazione alle loro proprietà e, in primis, le loro case.
Una opposizione unita che non vuol dire unica, perché è naturale avere priorità ed esperienze differenti, ma che non arrivi al 2014 senza un programma ed un candidato condiviso.
Nell’ambito della opposizione, potrà essere rilevante la Destra, ora divisa, come in campo nazionale, in troppe sigle che si contendono la medesima Area.
Forza Nuova, Fiamma Tricolore, La Destra e, poi, ancora Morselli e Mazzanti: troppe scelte per un’Area che ha avuto una disgrazia chiamata Gianfranco Fini.
Una Destra che per cinque anni dovrà compiere quel percorso unitario che la porti ad essere l’Area propulsiva sui temi essenzialmente di destra ma che sono stati occupati dalla Lega.
Quindi “legge e ordine” nei confronti dei rom e degli immigrati.
Quindi una strenua battaglia contro ogni concessione perché si costruiscano cittadelle islamiche.
Quindi difesa e rilancio delle Tradizioni italiani e bolognesi tanto in campo culinario, sportivo e culturale, quanto in quello morale.
Una Destra che, solo così facendo, potrà essere protagonista della battaglia per Palazzo d’Accursio nel 2014, quando il fallimento bis di una giunta impostata su un sindaco forestiero non potrà che far aprire gli occhi anche a chi, il 21 e 22 giugno 2009, li ha tenuti ostinatamente chiusi.
E quel che è scritto per la Destra bolognese vale anche per quella Nazionale, dove Fiore, Romagnoli e Storace (elencati in stretto ordine alfabetico) devono mettere da parte i particolarismi e le legittime ambizioni personali, per costruire un polo di attrazione anche per tutti gli altri movimenti minori dell’Area di appartenenza che può e deve superare i famigerati quorum.
Per ora, purtroppo, recitiamo il requiem per Bologna, ma noi crediamo nella resurrezione.

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domenica, giugno 21, 2009

Bologna al ballottaggio:funerale o resurrezione?

Ancora 24 ore e sapremo se i bolognesi avranno voluto svoltare, oppure si sono rassegnati al declino della città che fra cinque anni potrebbe non essere più loro.
Personalmente ho già votato, essendomi recato al seggio ai Giardini Margherita prima della colazione.
Nesun intoppo, voto veloce, più del tempo occorso al presidente del seggio per registrare i miei dati e il fatto che ho ritirato la sola scheda del ballottaggio, rifiutando quelle sul referendum: anche qui nessun problema, evidentemente il personale al seggio è stato ben istruito.
Ma veniamo a Bologna, che è ben più importante dei referendum.
Nel 2004 una campagna elettorale centrata sulla “rivincita”, incarnata da un nome notissimo sul piano nazionale e che aveva rappresentato il principale antagonista di Berlusconi con adunate oceaniche organizzate (e finanziate) dalla cgil, consentì ai comunisti di rimarginare la ferita della sconfitta del 1999, riprendendosi Palazzo d’Accursio.
Le attese per l’arrivo sotto le Due Torri di Cofferati sono andate miseramente deluse.
Anche i più accesi comunisti che però abbiano un minimo di discernimento riconoscono che sono stati cinque anni di cattiva amministrazione.
Ricordiamo, in un veloce e pietoso riassunto, la perdita della metropolitana e la conseguente crisi sulla viabilità e il traffico che ha prodotto l’ennesima orgia di divieti, vessazioni e ostacoli alla libera circolazione.
Poi la sicurezza gravemente compromessa facendo di Bologna la città con la maggior incidenza di rapine in banche e uffici postali, furti negli appartamenti e ben piazzata quanto a scippi e stupri.
La inconsulta – e bocciata per la sollevazione popolare, anche degli elettori di sinistra – politica che avrebbe ceduto, in perdita per le casse comunale, terreno pubblico per innalzare una moschea e costruirvi attorno una cittadella musulmana.
L’inesistente politica per regolare e controllare l’immigrazione e la presenza dei rom nel territorio comunale.
La pessima manutenzione delle strade: e le buche stanno, ancora oggi, lì a dimostrare l’inefficienza dell’amministrazione.
Un fallimento, insomma, che deriva anche dalla estraneità culturale di Cofferati dalla città che avrebbe dovuto amministrare.
La sinistra, invece di affidarsi ad un bolognese d.o.c., ha preferito un proprio burocrate, assessore fino al 1999 in comune e quindi dirottato in regione.
Persona poco appariscente, ma fedele esecutore delle direttive del partito.
Ha avuto buon gioco finchè il Centro Destra si è azzuffato con i suoi due galli nel pollaio che hanno rischiato di consentire a costui di vincere al primo turno, ma Delbono è rimasto schiacciato dall’ “uomo del fare”, quando Alfredo Cazzola ha potuto dedicarsi non più alle lotte intestine, bensì allo scontro con l’avversario di controparte.
E adesso la parola è ai bolognesi.
Che dovranno rispondere a tante domande:
Metropolitana sì o continuare nella politica dei divieti e del traffico impossibile ?
Costruire la moschea e diventare la prima città musulmana di Occidente o ammettere in città solo quegli immigrati, regolari, utili per il nostro sviluppo e che non scardinino le nostre Tradizioni ?
Ronde, che da noi si sono sempre chiamate Pattuglie Cittadine, per garantire, anche con metodi coercitivi, la sicurezza nelle nostre strade e nelle nostre case, oppure coprifuoco e che ogni cittadino si arrangi ?
Strade percorribili senza sensi unici, divieti e ostacoli da corsa campestre oppure città impraticabile e budget familiare per il carrozziere ?
Fra 24 ore sapremo se i bolognesi hanno scelto il funerale o la resurrezione per la nostra città.

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venerdì, giugno 19, 2009

Dire "no" alla moschea votando Cazzola

Per una volta questo post è indirizzato agli elettori di sinistra.
A quei cittadini bolognesi che due anni fa, per la prima volta ancora, si ribellarono alle decisioni del “partito” fino a quel momento seguito senza fiatare applicando la battuta resa celebre da Maurizio Ferrini “non capisco ma mi adeguo”.
Quei cittadini, soprattutto del quartiere San Donato, rosso per eccellenza, che rifiutarono in massa la concessione ad una associazione islamica la cessione, in perdita, di una vasta area, per consentire la costruzione di una moschea , di un centro culturale, di uno spaccio, insomma di una enclave musulmana nel cuore di Bologna.
Una cittadella che sarebbe inevitabilmente stata regolata da leggi che nulla avevano a che fare con quelle dello stato italiano e in cui si celebravano riti e praticavano usi e costumi totalmente estranei a quelli della comunità che li ospitava.
E non sfugge a nessuno come, al di là delle petizioni di principio, mai la Polizia o i Carabinieri sarebbero entrati per eseguire arresti, accertamenti o retate, perché avrebbero provocato reazioni ferocissime al grido di “repressione” e pretendendo il rispetto di quella libertà che nei paesi musulmani viene negata ai loro cittadini e agli stranieri.
Ebbene, per la prima volta, ribellandosi al “partito”, assieme ai partiti del Centro Destra, in primis la Lega, il disegno di Cofferati di costruire una enclave islamica nel cuore di Bologna fu sventato.
Oggi quei cittadini, ancorché di sinistra, hanno la possibilità di mettere il sigillo definitivo ad ogni progetto di moschea nella nostra città.
Possono riuscirci se rifiuteranno le ambiguità di Delbono e voteranno le certezze di Alfredo Cazzola.

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giovedì, giugno 18, 2009

Ai bolognesi interessa la metropolitana ?

Allora non resta che votare per Alfredo Cazzola, perché, ricordiamoci, se abbiamo perso il primo treno per la metropolitana è stato a causa dell’ostruzionismo di provincia e regione contro Guazzaloca prima e della scelta di Cofferati di cambiare un percorso già definito e approvato.
Adesso la sinistra propone di continuare sulla linea Cofferati con un suo clone sbiadito, Delbono.
Bologna ha bisogno della metropolitana e non del civis sostenuto dalla giunta Cofferati anche per piantarla con la pletora di divieti alla circolazione.
Delbono è il successore di tutti coloro che hanno reso Bologna una città caotica, con solo il traffico di superficie e con un intasamento nei viali che porta solo inquinamento e ritardi negli spostamenti, anche brevi.
Se ci interessa la metropolitana, se ci interessa un traffico accessibile ed una viabilità funzionale per le nostre attività, non possiamo che votare Alfredo Cazzola, perché solo cambiando potremo risollevarci.

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mercoledì, giugno 17, 2009

Cazzola Superstar

Se non fosse per Cazzola, questo ballottaggio sarebbe assolutamente soporifero il che, probabilmente, era l’intenzione di Delbono che, in tale situazione, poteva anche apparire “brillante”.
E’ invece apprezzabile il piglio garibaldino del candidato alternativo al continuismo cofferatiano che mette pepe e sale nella campagna elettorale.
Non possiamo sapere quali risultati porterà, ma è evidente che Cazzola ci ha preso gusto ed è nella posizione di “togliersi qualche sassolino dalle scarpe”, dopo essere stato preso a bersaglio per l’intera campagna elettorale.
Certo, magari sarebbe stato meglio se avesse incalzato Delbono per chiedergli cosa vuole fare sul civis, sulla metropolitana, sul traffico, sui dehors, sulla sicurezza, sull’immigrazione, sulla moschea, tutti temi che il candidato della sinistra rifugge, tanto da approfittare anche delle intemerate di Cazzola per sottrarsi al confronto diretto.
Ma i bolognesi devono, oggi, chiedersi quale dei due candidati appare il più idoneo per governare una città complessa e in caduta libera come Bologna.
Il sanguigno Cazzola o lo smunto Delbono ?

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martedì, giugno 16, 2009

Cazzola all'attacco

Non finisce l’offensiva di Alfredo Cazzola in vista del ballottaggio del prossimo 21 e 22 giugno.
Dopo aver sollevato dubbi sulle modalità dei viaggi che il suo avversario ha compiuto con la fidanzata in occasione di trasferte di lavoro, oggi propone altre domande.
Una delle quali chiede a Delbono se ha mai ricevuto finanziamenti da persone o società vicine a Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, che è assessore “in pectore” di una eventuale giunta Delbono.
Cazzola evidenzia anche come il suo avversario abbia trascorso la campagna elettorale evitando gli scontri diretti (in ciò anche aiutato dalla letale lotta fratricida di Cazzola con Guazzaloca).
Vedremo domani quali temi saranno sollevati.
Mancano tre giorni alla fine della campagna elettorale ed è indubbio che sia Cazzola a dover rincorrere.
Sembra però che lo stia facendo molto bene ora che si è liberato dall’impaccio e dall’impiccio di una candidatura che insisteva nella sua stessa area politica.
Che Bologna abbia finalmente trovato la guida necessaria per risollevarla dalla palude in cui è stata cacciata da cinque anni da dimenticare di giunta Cofferati, di cui Delbono è, sotto ogni aspetto, anche per i natali forestieri, l’alfiere del continuismo ?

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lunedì, giugno 15, 2009

Cazzola colpisce duro

Primi dibattiti all’insegna della sonnolenza, secondo quanto riferisce Il Resto del Carlino , finchè Delbono non tenta di sollevare la cosiddetta “questione morale” che, nei corridoi della sinistra, non riguarda le problematiche sui temi della Vita, della Famiglia, del Matrimonio, della droga, bensì i presunti (sempre presunti … ) rapporti degli avversari con il denaro.
Cosa è venuto in mente a Delbono ?
Forse ha avuto l’impressione che il più aggressivo e scoppiettante Cazzola lo stesse mettendo sotto ?
O forse era una strategia studiata a tavolino ?
Forse non lo sapremo mai, sta di fatto che Cazzola ha reagito rifiutando di cambiare argomento ed ha sferrato un paio di colpi al limite del livello della cintura.
Ha ironicamente portato a Delbono i “saluti della sua ex” ed ha ribaltato i dubbi “morali” sul suo avversario.
Delbono ha accusato il colpo e come ha reagito ?
Dichiarando di aver incaricato i suoi legali di querelare Cazzola.
Siamo alle solite manfrine.
Da sinistra possono sollevare dubbi, dal Centro Destra no.
Non so come andranno i prossimi giorni di una fase finale della campagna elettorale che si preannuncia al calor bianco.
Indubbiamente l’energia che Cazzola sta dimostrando nel contrastare il suo avversario mi piace e mi fa considerare con maggior piacere il voto che gli darò domenica prossima (rifiutando rigorosamente le schede referendarie).
Delbono, invece, sta mostrando i suoi limiti caratteriali.
Invece di replicare con durezza, si è rifugiato nella querela.
Invece di affrontare il “nemico” de visu, ha disdettato, sempre secondo quanto riferisce il Carlino , tutti i “faccia a faccia” già programmati.
Per Bologna, per avviare a soluzione i nostri problemi, è indubitabile che ci vorrebbero più Cazzola e meno Delbono.
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domenica, giugno 14, 2009

Morselli e il Guazza per Cazzola

Stefano Morselli, candidato civico di Destra che non è riuscito a raccogliere quanto si poteva sperare, lo aveva dichiarato: al ballottaggio sosterrò il candidato alternativo alla sinistra, chiunque sia.
Al ballottaggio c’è andato Alfredo Cazzola e, così, Morselli invita a votarlo, con un simpatico commento sul suo sito che così si conclude:
Ma la politica è interesse personale o civico impegno e passione ed io da sempre la faccio per questo. Ora ricomincio a cercarvi uno ad uno cari amici, vi inseguiro' fino in spiaggia per portarvi a votare per Alfredo Cazzola al ballottaggio.Sento una voce che mi dice: "ma sei proprio testardo"si, sono testardo quando credo che quello che faccio sia giusto , non mollo e oggi credo in Alfredo Cazzola Sindaco di Bologna.”.
Quantitativamente più significativa la dichiarazione di voto di Giorgio Guazzaloca, espressa sabato in conferenza stampa, con una chiara indicazione – non immune da una qualche puntata velenosa – per votare Alfredo Cazzola:
No ho dubbi: si tratta di scegliere - dice l’ex sindaco - tra la difesa di un potere cinquantennale che ha di fatto danneggiato Bologna, un sistema di potere che ho sconfitto e dal quale sono stato sconfitto, e quello di un uomo, un candidato che molto probabilmente non è adatto per il compito che si è prefissato, ma che è sostenuto da tanti bolognesi che con me e come me hanno condiviso battaglie e speranze una Bologna migliore e più giusta. Non ho dubbi: scelto quest’ultima strada, per coerenza e storia personale, ma soprattutto per amore nei confronti della città
Peccato che il Guazza non abbia ragionato altrettanto bene quando si è trattato di definire le liste per i Quartieri, regalandone tre (Porto, Saragozza e Savena) alla sinistra, ma, come ha detto lui stesso:
Per Bologna e solo per Bologna metto in secondo piano aspetti di carattere personale e giudizi sulle singole persone che potrebbero avere molto molto spazio nelle mie riflessioni ad alta voce, (ma) non è oggi quel momento.”
Da annotare che anche il Codacons sostiene Cazzola, mentre i “grillini” nessuno dei due, anche se il loro candidato ha espresso più simpatia per l’atteggiamento, nei loro confronti, di Cazzola che di Delbono.
Presumibilmente tutte le altre liste si collocheranno politicamente nel loro alveo naturale e, così, sulla carta Delbono avrebbe la maggioranza … come peraltro la doveva avere 10 anni fa la Bartolini.
Ma c’è ancora una settimana di campagna elettorale e Delbono deve cominciare a dire cosa vorrebbe fare di Bologna.
Cazzola lo ha ampiamente dichiarato.
I problemi sono sempre quelli:
moschea sì o no ?
campi rom sì o no ?
civis sì o no ?
metropolitana sì o no ?
passante nord sì o no ?
dehors sì o no ?
centro storico aperto sì o no ?
blocco del traffico sì o no ?

Finora Delbono, che rappresenta il continuismo con Cofferati si è defilato, Cazzola ha preso impegni seri e, sulle questioni che riguardano immigrazione e sicurezza c’è l’imprinting della Lega che ne certifica la bontà e la corrispondenza alle aspettative dei cittadini.
Aspettiamo i sì e i no del candidato della sinistra.
E per questo motivo la “sfida” di Cazzola di un dibattito sul crescentone di Piazza Maggiore è una buona occasione per confrontare i due candidati: Delbono avrà il coraggio di accettare la pubblica sfida davanti al pubblico bolognese ?

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venerdì, giugno 12, 2009

Cazzola l'unica speranza

Sono ricominciati i giochi elettorali in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno.
Cazzola, candidato in recupero, è apparso in gran forma e con tante cose da dire e da fare.
Il suo passato parla da solo.
Bolognese purosangue, è un classico artefice della sua stessa fortuna.
Grande l’intuizione del Motor Show che è stata la sua ricchezza, doti manageriali affinate in campo sportivo dove (purtroppo: lo scrivo da tifoso Fortitudo ) ha consentito alla Virtus un periodo da dominatrice assoluta della pallacanestro italiana ed europea.
Ha preso il Bologna retrocesso malamente alla fine della gestione Gazzoni e l’ha riportato in serie “A”, per venderlo ai Menarini e tenersi le mani libere per altre imprese: quali ?
L’impresa che a me interessa di più è salvare Bologna.
Salvare la mia (e sua) città dal degrado in cui è stata condotta dalla sinistra guidata da un forestiero, esattamente come estraneo alla città è il candidato della sinistra che non è riuscito a vincere al primo turno.
Un candidato che durante la prima fase della campagna elettorale è stato prudentemente zitto, lasciando che i due galletti del pollaio del Centro Destra si beccassero a vicenda e sperando che la repulsione verso tale lotta fratricida lo favorisse per l’elezione diretta.
Così non è stato.
Nonostante gli stracci che sono volati nel campo del Centro Destra, le querele, le offese, gli errori compiuti da una dirigenza politica non all’altezza della fama berlusconiana, la sinistra è riuscita a non vincere al primo turno ed a perdere persino un quartiere cittadino.
E questo la dice lunga sullo scarso appeal del candidato scelto.
Un candidato incolore, debole, privo di smalto e, quel che è più grave, privo di idee che possano “riaccendere Bologna”.
E’ il candidato del continuismo con l’attuale fallimentare giunta.
E’ il burocrate che da venti anni bazzica i palazzi della politica cittadina.
Infatti non ha mai preso le distanze dalla giunta uscente.
Non si è mai pronunciato contro la moschea.
Non si è mai pronunciato contro il Civis.
Non si è mai pronunciato contro la revoca del blocco del traffico del giovedì.
Non ha mai criticato le varie amenità, puntualmente trasformatesi in vessazioni per i cittadini bolognesi e in benefici per tutti gli spostati che sciamano per la nostra città, che hanno caratterizzato la giunta del sindaco forestiero.
Anche a Delbono non frega una cippa di Bologna, della sua storia, della sua cultura, delle sue tradizioni.
Perché anche Delbono, come Cofferati, non è di Bologna.
Per questo, con tutti suoi limiti, Alfredo Cazzola è l’unica speranza per la rinascita di Bologna.
Perchè Cazzola conosce Bologna e ama Bologna, essendo un figlio di Bologna.

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martedì, giugno 09, 2009

Lassù Qualcuno ama Bologna

Le amministrative stanno confermando una inequivocabile tendenza nazionale: il pci/pds/ds/pd crolla (chiedo scusa: tiene …) perdendo al primo turno 15 delle 50 province che governava e mandandone al ballottaggio altre 20.
Non che il ballottaggio significhi, per il Centro Destra, vittoria, anzi, sarà molto dura riportare alle urne gli elettori, soprattutto quelli che non vorranno litigare con gli scrutatori per rifiutare le schede del referendum.
Nei comuni la storia si ripete con, in più, due assi come Bologna e Firenze che costringono ai tempi supplementari la sinistra nel cuore del loro potere.
Sì, perché sembra di essere tornati a più di 40 anni fa, quando solo l’Emilia Romagna e la Toscana erano tinte di rosso.
In sostanza il pci/pds/ds/pd è regredito (pardon: ha tenuto) fino ai livelli antecedenti il grande boom del 1975 e persino la prima avanzata post sessantottina delle prime elezioni regionali nel 1970.
E se a livello nazionale si parla di Milano e Torino, Napoli e Firenze, a me interessa Bologna.
Bologna era posizionata nel modo migliore per poter scalzare la sinistra.
La giunta del sindaco forestiero aveva fallito e solo “i svulazen” potevano esserne contenti.
Ebbene, in una situazione così favorevole, il Centro Destra ha cercato in tutti i modi di perdere: la lunga telenovela per scegliere il candidato, le ripicche e le meschinità personali, la candidatura di Guazzaloca, i veleni, le querele.
Per concludere con le due enormi gaffes che hanno portato molti elettori ad abbandonare l’ex sindaco ai suoi inutili ed esiziali sogni terzaforzisti: la presentazione di liste antagoniste nei quartieri cittadini e l’infelice uscita sulla “libertà di voto” nel caso in cui al ballottaggio fosse andato Cazzola.
Così, sin dall’inizio dello scrutinio, si è visto chiaramente che l’ex presidente del Bologna (e della Virus, ahimè) era riuscito a conquistarsi il primato nel Centro Destra, anche se restava sotto di cinque, sei punti rispetto ai voti delle liste che lo sostenevano e il candidato sinistro era oltre il 50% ..
Poi, il miracolo: il candidato della sinistra scendeva sotto il 50% non appena arrivavano i risultati dei seggi dei quartieri Santo Stefano, Saragozza e Savena.
E’ ballottaggio il prossimo 21 giugno.
Non lo merita Cazzola, non lo meritano i maggiorenti del Centro Destra a Bologna perché hanno fatto errori enormi, ma una occasione così non va sprecata e, quindi, turandomi il naso e rifiutando le tre schede referendarie, parteciperò al ballottaggio votando Cazzola, per il bene di Bologna.
Anche perché il miracolo del ballottaggio non è stato unico.
E se il Saragozza, il Porto, il Savena sono andati persi per la follia di presentare due liste concorrenti, il Santo Stefano, il mio quartiere, avrà una maggioranza Lega-pdl.
Pochi punti di vantaggio sono bastati per ribaltare un destino che Guazzaloca aveva voluto scrivere a favore della sinistra.
E questo la dice lunga sul clima sfavorevole alla sinistra che c’era a Bologna (e che non è stato utilizzato al meglio dai dirigenti del Centro Destra) e sulla estrema debolezza del candidato sindaco della sinistra.
Un candidato che Cazzola, irruento e sanguigno come è, non avrà difficoltà a mangiarsi in qualsiasi dibattito, sulle ali anche dell’entusiasmo per il raggiunto ballottaggio.
Mi auguro che saprà mettere a frutto l’esperienza di questi mesi, ponendo al centro dei temi di queste prossime due settimane la situazione di estremo degrado in cui versa la nostra città per colpa di una politica della sinistra di cui il suo avversario odierno è solo l’ultimo continuatore.
Sicurezza, immigrazione, ordine pubblico, sono i tre temi fondamentali sui quali impostare la campagna elettorale del ballottaggio perché persino gli elettori comunisti vogliono sicurezza, comandare a casa loro e vivere senza il timore di manifestazioni che spacchino le loro vetrine o imbrattino le mura delle loro case.
E, ultimo ma non per questo meno importante, l’apparentamento con tutte le liste di Destra e Centro, a cominciare, certo, da Guazzaloca (che potrà così fare ammenda dei suoi errori) ma comprendendo anche quelle civiche e di Destra.
Liste che hanno subito una autentica debacle, ottenendo, complessivamente, la metà dei voti di quelli ottenuti dalle due liste di Destra del 2004 ed un quarto di quelli ottenuti da Forza Nuova e La Destra/Fiamma Tricolore alle politiche del 2008, ma avremo modo di parlarne, perché una Destra dovrà risorgere e, nel frattempo, sarà necessario continuare a votare per chi, nonostante tutto, riesce a tenere accesa la Fiamma, sia pur ridotta al lumicino.
Venti punti di distacco possono sembrare tanti, ma intanto credo che Cazzola potrà contare su una buona metà dei voti ottenuti da Guazzaloca e questo consentirebbe di portare già intorno al 10% il differenziale e, poi, normalmente è chi corre da dietro ed è in recupero che ha ancora l’entusiasmo per sprintare e superare l’avversario, demoralizzato dal mancato raggiungimento dell’obiettivo al primo turno.
I dirigenti del Centro Destra bolognese non meriterebbero di vincere, soprattutto perché poi si vanterebbero di aver ottenuto un risultato che, con meno errori, sarebbe stato più possibile.
Ma se i dirigenti del Centro Destra bolognese non meritano Palazzo d’Accursio, Bologna sì.
E’ ora di porre fine ai disastri che sindaci di sinistra, estranei al tessuto culturale, economico e sociale della città hanno combinato.
Votare Cazzola è ora diventato un dovere civico che appartiene ad ogni buon bolognese.


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venerdì, giugno 05, 2009

Bologna sogna

Questa mattina presto passeggiavo per la mia città.
Avevo nelle orecchie le notizie del giornale radio in cui si riportava una frase di Berlusconi che criticava il fatto che il centro di Milano somigliasse ad una città africana, tanti erano gli immigrati.
Mi sono guardato intorno: anche Bologna, purtroppo.
Molte erano le facce di asiatici, africani, comunque estranei alla nostra città, alla sua cultura millenaria, alla sua storia, alla sua arte, alla sua tradizione, alla sua cucina.
Poi in ufficio una giovane collega mi parlava della scuola di sua figlia, dove alla maestra era stato proibito di insegnare le canzoni natalizie, perché venivano riservata all’ora di religione per non turbare chi non era cattolico.
Ed ho pensato al Crocefisso, simbolo, sempre più nascosto, della Civiltà Occidentale, prima ancora che di una religione.
Poi, nel pomeriggio, mi è capitato di passare ancora per via Marconi e provare nuovamente disgusto per quelle orrende piazzole spartitraffico che, per far passare il progetto Civis, hanno ristretto una arteria così bella e larga.
Il traffico, inoltre, imperversa, non avendo i cittadini di Bologna altra alternativa che i percorsi di superficie, visto che la metropolitana è stata persa per le modifiche apportate dal sindaco forestiero ad un percorso già approvato e finanziato.
E so che stasera, quando uscirò, dovrò necessariamente orbitare in periferia, perché il centro è chiuso alle macchine e, anche per questo, è infestato da frequentazioni poco piacevoli.
Allora penso che chi ha amministrato per 5 anni Bologna ha completamente fallito.
E penso che lo slogan più bello sia quello del candidato sindaco Stefano Morselli: RIACCENDIAMO BOLOGNA.
Perché Bologna sogna di tornare ad essere la città vivibile, ricca e gaudente che era una volta e questo potrà accadere solo con un radicale ribaltamento rispetto a chi la amministra.
La sinistra rappresenta la continuità con il sindaco forestiero, la Destra la rottura con il passato.
In mezzo i due candidati del Centro Destra, uno dei quali potrebbe arrivare al ballottaggio.
Ma non si farebbe alcun danno a votare per un candidato di Destra autentica, perché non dipende dagli elettori se il candidato di sinistra arriverà o meno al 50%.
Se vogliamo dunque che i nostri sogni di riaccendere Bologna si trasformino in realtà, dovremo votare al ballottaggio per il candidato alternativo alla sinistra ma al primo turno possiamo liberamente scegliere con il cuore:
al comune
STEFANO MORSELLI, della omonima lista civica di Destra
alla provincia
PIETRO PAOLO LENTINI
della lista “Destra per Bologna/Fiamma Tricolore
al quartiere
FORZA NUOVA.

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mercoledì, giugno 03, 2009

Bologna spera

Pochi giorni ancora e sapremo se la suicida scelta dei principali partiti del Centro Destra di presentarsi separati a sostegno di Guazzaloca l’Udc e di Cazzola Lega e pdl avrà consentito alla sinistra di chiudere al primo turno la partita.
Gli ultimi giorni hanno visto un (tardivo) rinsavimento delle parti, anche se ormai i quartieri sono stati consegnati al “nemico” senza combattere e non ci resta che punire gli autori del misfatto votando in massa FORZA NUOVA anche per mandare nei piccoli municipi di circoscrizione persone combattive e motivate (quando ero militare si sarebbe detto “massicci e incazzati”).
Comune e provincia possono ancora riservare la sorpresa perché si potrebbe costringere la sinistra al ballottaggio.
Allora, anche qui, al primo turno scegliamo candidati che, comunque vada, possano rappresentare la Destra bolognese, riservandoci di valutare se, chi e come si presenterà al secondo turno.
Votare STEFANO MORSELLI al comune significa votare chi ha dimostrato, negli anni, attaccamento ai colori della città dove è nato e vissuto, dove ha studiato e combattuto, sin dai banchi del liceo, per una idea di Destra della politica.
Votare PIETRO PAOLO LENTINI alla provincia significa effettuare una scelta sulla stessa linea, coerente anche con la volontà di vedere in futuro riunita la Destra italiana dopo la diaspora provocata dalle scelte di Fini.

Dal sito di Stefano Morselli :

No al Civis, meglio pagare le penali previste che penalizzare Bologna con un treno nel centro storico;

Riapertura del centro storico per il rilancio del commercio e nuovo piano del traffico con lo spegnimento di Sirio e Rita

Riforma del Corpo dei Vigili Urbani;

Rifacimento dell'arredo urbano ;

Contingentamento delle licenze alimentari e controlli settimanali dei Vigili Urbani per verificare il rispetto delle norme di pulizia ed igiene e per contrastare il lavoro nero e clandestino;

Sconti sulle tariffe comunali per gli esercizi commerciali che tengono accese le luci dopo la chiusura, consentendo così una maggiore sicurezza e agibilità di strade e piazze;

Promozione del turismo creando appositi eventi culturali, gastronomici, sportivi ed inserire Bologna nei grandi circuiti dei media;

Rilancio culturale come espressione di una città laboratorio dinamicamente futurista in grado di stupire con tanti cantieri "progetto", itinerari ,guide e trasformazioni ;

Istituzione dell'Assessorato al No Profit, come settore nevralgico per fornire risposte concrete ai tanti bisogni di una collettività a cui il Comune ,da solo, non può dare risposte adeguate soprattutto per motivi economici,acquisendo quella cultura d'impresa che sia in grado di ottenere risultati con etica, trasparenza, organizzazione con l'adesione di privati e fondi etici.
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lunedì, giugno 01, 2009

Dopo il Bologna calcio portiamo in A anche la città

Il Bologna si è (miracolosamente) salvato dalla retrocessione e, ancora per il prossimo anno, sarà una squadra di serie A.
Fra cinque giorni i cittadini di Bologna avranno la possibilità di far risalire in serie A anche la città, che negli ultimi cinque anni è stata amministrata malissimo, tanto da farla sprofondare nelle serie inferiori.
Si sa che a Bologna esiste uno zoccolo duro di comunisti e loro caudatari che persino nel 1999 ottenne quasi il 50% dei voti.
Il bolognese è un conservatore per natura, che difficilmente cambia il suo voto.
Per decenni il pci ha avuto la maggioranza assoluta e la dc arrancava seconda tra i 12 e i 15 consiglieri (su 60).
La macchina del consenso del pci non ha mai smesso di funzionare e probabilmente anche se candidassero un cavallo (e potrei anche indicare qualche animale meno nobile …), avrebbe almeno il 50% dei voti, purchè ottenesse l’investitura ufficiale del “partito” (che andrebbe scritto – per come lo pronunciano – con la “p” maiuscola ma proprio non ci riesco).
Nonostante il quinquennio 1999-2004, qui il muro non è mai caduto, forse perché tra le cooperative rosse, le cellule del pci ora pd e quelle della cgil, il controllo sul territorio e nei luoghi di aggregazione è ferreo.
Basti vedere cosa hanno fatto alla libreria/bar/ristorante di Sala Borsa che ha avuto il benservito non appena si insediò il sostituto di Guazzaloca.
A Bologna, però, si è cominciato a vivere male.
Stupri, violenze, rapine, scippi e furti negli appartamenti sono drammaticamente aumentati in questi cinque anni.
Il traffico non è migliorato per nulla, anche e soprattutto perché il sindaco forestiero si è giocato (perdendoli) i finanziamenti già ottenuti dal suo predecessore per la metropolitana, volendo, con grande presunzione e supponenza, cambiare il percorso approvato e finanziato.
L’ostinazione con la quale si sta portando avanti il progetto del “civis” dimostra come la sinistra si sia affidata a personaggi che della città non capiscono e non sanno nulla.
Basti guardare lo sfregio che le piazzole spartitraffico hanno inferto ad una strada “polmone” come via Marconi.
I divieti formano l’unica ragione della presente amministrazione.
La repressione è tutta indirizzata nei confronti dei commercianti e degli automobilisti, mentre scorrazza allegramente per la città una strana fauna che con grande fatica possiamo definire umana e che è attratta da una sorta di impunità che le è garantita in questa città.
E’ stato detto che Bologna (e la sua provincia) è amministrata da chi non ha più nulla da dire né da dare al territorio ed alla popolazione.
E’ ora di cambiare, è ora di provare a riaccendere lo spirito di questa terra.
E’ ora di dare fiducia alla Destra in una delle sue espressioni:
per il comune
STEFANO MORSELLI per la lista civica che porta il suo nome
MASSIMILIANO MAZZANTI di Destra per Bologna/Fiamma Tricolore
GIULIO MARIA TAM di Forza Nuova
per la provincia
PIETRO PAOLO LENTINI
di Destra per Bologna/Fiamma Tricolore
GIANNI CORREGGIARI di Forza Nuova
per il quartiere
una sola lista di Destra: FORZA NUOVA.
Un voto costruttivo per ricordare alla prossima amministrazione – se sarà di Centro Destra – da dove viene e le promesse elettorali.
Un voto costruttivo per iniziare una vera opposizione proiettata a vincere nel 2014 se la sinistra riuscirà a conservare le amministrazioni locali.



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