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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, maggio 23, 2009

Provincia di Bologna: gli aspiranti presidente

Giovedì 21 è stato il primo giorno di gran caldo che mi ha portato a tornare a casa decisamente poco propenso a qualsiasi attività impegnativa.
Così, dopo aver guardato con piacere il nuovo episodio della nona stagione di CSI, mi sono messo in terrazza a godermi un po’ di fresco ascoltando per radio il cazzeggio sportivo di “Zona Cesarini”.
Sennonché dopo il giornale radio delle 22, invece di restituire la linea alla trasmissione sportiva, è andato in onda un programma di “comunicazione politica”.
Stavo per spegnere quando ho sentito che si trattava di un dibattito tra i nove candidati alla presidenza della provincia di Bologna, così mi sono trattenuto ed ho ascoltato cosa ci offriva il “mercato” della politica.
La trasmissione è imperniata su un moderatore che propone tre temi generali che i partecipanti poi dovevano sviluppare in due minuti per ogni “giro”, un solo giro d'orologio il terzo che è sempre uguale: perché dovrebbero votare per voi ?
Gli altri due temi erano: come vi ponete davanti alla crisi economica e il problema dell’immigrazione.
L’ordine di risposta è stato estratto a sorte ed era:
Tiziano Loreti (candidato da una lista di sinistra “dura e pura”)
Gianni Correggiari (candidato di Forza Nuova)
Angelo Scavone (candidato per il partito socialdemocratico)
Beatrice Draghetti (presidente uscente e candidata del pci/pds/ds/pd e di tutta una corte di partiti che sostanzialmente corrispondono alla vecchia, litigiosa coalizione di Prodi)
Gianluca Galletti (candidato dell’Udc)
Enzo Raisi (candidato del pdl, Lega e La Destra)
Vincenzo Iaquinta (candidato di un certo partito comunista dei lavoratori)
Bruno Barbieri (Codacons)
Pietro Paolo Lentini (candidato di Destra per Bologna/Fiamma Tricolore).
Prima di tutto mi piace annotare che nessuno ha parlato sugli altri, interrompendo o sbraitando.
In secondo luogo evidenzio come fossero presenti destra e sinistra contemporaneamente, senza la liturgia dell’abbandono da parte della sinistra e mi domando: perché non dovrebbe avvenire così anche nelle piazze e sull’utilizzo delle stesse ?
Poi le risposte.
La Draghetti disperatamente arrampicandosi sugli specchi per cercare di presentare in una luce positiva il nulla fatto nel mandato in scadenza.
Ha parlato in politichese stretto, con un linguaggio da cattocomunista post sessantottina.
Assieme ai candidati di sinistra (Loreti, Iaquinta e, tutto sommato, anche Barbieri) considera “una risorsa” gli immigrati anche se ha poi mitigato la sua affermazione con mille “ma anche”, “però”, “regole", "rispetto” quasi a mostrare vergogna nel dire quel che gli altri hanno, più o meno detto apertamente e, cioè, che gli immigrati non sono una risorsa, ma un problema, soprattutto i clandestini.
Molto esplicito Correggiari di Forza Nuova: gli immigrati sono una risorsa solo per gli sfruttatori.
Altrettanto esplicito Lentini (Destra per Bologna/Fiamma Tricolore): i clandestini vanno rimandati a casa loro senza indugi.
Molto meglio Galletti di Raisi nel proporsi come alternativa alla sinistra.
Il candidato Udc ha esplicitamente affermato che dopo 58 anni la sinistra è stanca e non ha più nulla da dire per la provincia di Bologna, limitandosi ad una gestione del potere fine a se stessa.
Ha invitato gli elettori a scegliere una alternativa, per la prima volta nella storia del territorio, per provare a far uscire Bologna da questa profonda decadenza.
Raisi è apparso impacciato e, comunque, non darei mai il mio voto ad un fedelissimo di Fini, con quello che il presidente della camera sta esternando.
Dignitoso anche se ancorato al passato Loreti, pietoso Iaquinta con problemi evidenti di emozione nel parlare in “pubblico” al punto che ha dovuto chiedere al moderatore, che lo invitava a proseguire perché aveva ancora del tempo, a passare la parola al successivo candidato.
Iaquinta è stato anche l’unico ad evidenziare una cadenza non proprio bolognese, tanto che, per motivare il suo sostegno alle porte aperte all’immigrazione, ha detto che anche lui è un immigrato (immagino con quanto successo tra gli elettori bolognesi ...).
Gli altri candidati evidenziavano quel simpatico accento che fa della bolognesità un sinonimo di bonomia, serenità, buona tavola.
Ad eccezione di Barbieri del Codacons che ha riproposto i frusti temi delle associazioni dei “consumatori”.
Evidenzio come, sui grandi temi, c’è stata una netta differenziazione tra i candidati di sinistra e quelli di Destra e Centro Destra.
Immigrazione e ambiente (opere pubbliche come il passante Nord) hanno visto la sinistra dalla parte del “politicamente corretto” dell’”accoglienza” e della “tutela ambientale”, mentre Destra e Centro Destra a favore di una ragionevole politica a favore delle opere pubbliche e dello “stop” all’immigrazione selvaggia (bello lo slogan di Forza Nuova come da manifesto riprodotto in alto).
Gianni Correggiari ha chiaramente affermato che è politica di buon senso interessarsi prima dei problemi e delle esigenze degli italiani e poi, se ce ne è ancora, di aiutare – a casa loro ! – gli abitanti dei paesi del terzo mondo.
Pietro Paolo Lentini ha chiuso chiedendo il voto per dare una rappresenza alla Destra in consiglio (risultato meglio conseguibile se ci fossimo presentati tutti assieme !), ma anche promettendo il voto a chi dovesse andare al ballottaggio in opposizione alla sinistra e, ha affermato, senza averlo concordato prima.
E questo, caro Pietro, mi è piaciuto poco, perché se Raisi o Galletti (meglio il secondo del primo) dovessero riuscire nell’impresa di costringere la sinistra al ballottaggio in provincia, i nostri voti dovranno essere richiesti e accettati con la formalità dell’apparentamento della lista.
Sennò, se lo tolgano dalla testa che li si voti gratis et amore Dei.
Risultato finale ?
Non cambiano i miei orientamenti.
Destra e Centro Destra potevano benissimo presentarsi assieme e non con cinque candidati separati.
Dimenticavo Angelo Scavone, socialdemocratico, che conosco dai tempi in cui eravamo entrambi studenti liceali.
Come gli dissi una volta: le sue idee sono, in parte, anche le mie e sul piano personale lo voterei … se solo non fosse candidato in una lista socialista e a me viene l’orticaria da sempre, quando sento il termine “socialista”, anche se unito a “democratico”.
Purtroppo credo che dovremo ancora sopportare cinque anni di pci/pds/ds/pd, rimandando la liberazione della provincia di Bologna al 2014.

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