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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, maggio 31, 2009

Il Bologna resta in serie A


Onestamente non lo meritava, ma non perché lo meritasse il Torino, il Lecce o la Reggina che sono retrocessi, ma perché per il calcio che ha fatto vedere sarebbe stato giusto che fosse retrocesso assieme alle altre tre squadre citate, essendo tutte sullo stesso livello.
Detto questo, dico anche che sono contento che, poiché il regolamento prevede una retrocessione di sole tre squadre, nella lotteria della salvezza sia toccato al Bologna restare in serie A.
E’ l’anno del centenario, è l’anno della scomparsa del giocatore più rappresentativo, Giacomo Bulgarelli, e va bene così.
Mi auguro per il prossimo anno di vedere una squadra di calcio da serie A e non da dopolavoro.
Un paio di centrali, un paio di centrocampisti con gli attributi (ma non solo in senso agonistico) e un attaccante che faccia gol (il prossimo anno col piffero che Di Vaio segnerà 24 reti !).
Lo scampato pericolo non deve cullare nelle illusioni i Menarini che se hanno voluto la bicicletta (cioè il Bologna) adesso devono pedalare (cioè sborsare milioni fitti) per farlo funzionare a dovere come deve essere per onorare i colori e la storia della nostra squadra.
Possibilmente senza cercare a tutti i costi bidoni all’estero: di quelli se ne trovano a sufficienza in Italia e a prezzi migliori.


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venerdì, maggio 29, 2009

Bologna voterà senza illusioni

Se il voto politico è quello per le europee (di cui scrivo in BlacKnights ) i bolognesi avranno in mano il loro destino sotto forma di tre schede elettorali.
Comune, provincia e quartieri sono oggetto di rinnovo e non c’è alcun dubbio che la votazione per Palazzo d’Accursio sia quella di maggior impatto politico, mediatico e pratico.
Bologna fu per 54 anni la vetrina del partito comunista italiano.
Gli Americani commisero l’errore di nominare, come provvisoria autorità civile, un Peppone cittadino come Giuseppe Dozza e il suo carisma, unito al carattere dei bolognesi, alla fitta tela di interessi tessuta dal partito e dalle coop, consentì di gestire la città sotto Fanti, Zangheri, Imbeni e Vitali.
Il tentativo di rincorrere la moda “politicamente corretta” e candidare una donna (Silvia Bartolini) fece perdere al pci la guida della città a favore di Giorgio Guazzaloca nel 1999.
Nel 2004, però, approfittando anche di un momento di appannamento nazionale del Centro Destra, il pci catapultò nella nostra città un nome di rilievo, come l’ex segretario generale della cgil, che fu eletto al primo turno e riuscì a riconquistare Palazzo d’Accursio.
I bolognesi se ne pentirono presto.
La supponenza di un elemento che in questi cinque anni si è rivelato totalmente estraneo al tessuto sociale, economico, culturale della città, provocò in prima battuta la perdita dei fondi per la metropolitana.
Quindi una serie di errori hanno fatto di Bologna una città degradata, insicura, economicamente in crisi.
Il sindaco forestiero ha continuato a non amministrare la città, con scelte vessatorie come il blocco del traffico del giovedì e allucinanti come la trasformazione che sta imponendo con il percorso del “civis”.
Sintomo evidente di ignoranza della storia di Bologna, visto che le grandi arterie centrali furono appositamente realizzate per dare respiro alla città ed ora le piazzole spartitraffico di via Marconi rendono quella bella strada, una trappola dove inevitabilmente il traffico creerà nuovi intasamenti e maggiore inquinamento.
I comunisti non sono stupidi e così il sindaco forestiero ha rinunciato a ricandidarsi, temendo una solenne batosta elettorale.
Era l’occasione d’oro per il Centro Destra di imprimere una svolta, forse epocale, sicuramente di lungo respiro al tradizionale andazzo politico e amministrativo della città.
Purtroppo gli uomini chiamati a questa svolta non si sono mostrati all’altezza del compito.
Piccole e meschine rivalità, personalismi, incapacità a mediare, arroganza ed un immotivato eccesso di autostima, hanno prodotto una spaccatura del nucleo portante del Centro Destra che si presenterà con due candidature “forti” per il comune, la provincia e, non paghi, due liste concorrenti anche nei quartieri che, in tal modo, verranno tutti regalati alla sinistra, anche quelli a maggioranza di Centro Destra.
Una campagna elettorale giocata sul lancio reciproco degli stracci (e anche a livello di denunce penali) ha portato ai minimi termini le possibilità per il Centro Destra di cogliere l’occasione opportuna, tanto che Silvio Berlusconi si è dichiarato disponibile a venire a Bologna, ma solo in funzione del ballottaggio, rifiutandosi così, nei fatti, di scegliere tra Giorgio Guazzaloca e Alfredo Cazzola.
I due “campioni” del Centro Destra, in ultimo, sembra abbiano recuperato un minimo di fair play, anche se tutto quel che è stato fatto ha dato benzina all’affaticato motore della propaganda comunista, il cui candidato rappresenta la continuità con il forestiero che ancor occupa il Palazzo principale della città.
E’ evidente che si deve pensare in termini che vadano oltre il 7 giugno 2009.
E’ evidente che dobbiamo cominciare a costruire l’alternativa del 2014, mandando intanto in consiglio comunale rappresentanti solidi di Destra, che facciano opposizione dura e senza sconti alla probabile giunta di sinistra, in difesa di una concezione di città libera, nella manifestazione delle idee, ma anche nella sua fruibilità e circolazione.
Una città sicura e che sia di supporto alle iniziative economiche e commerciali.
Una città che possa riaccendere le luci del centro anche di notte e tornare ad essere la Bologna dei “biassanot”.
Per ottenere questo, senza compromettere le residue possibilità di sottrarre la città ai comunisti, possiamo votare per i candidati della Destra:
Stefano MORSELLI, storico esponente dell’Msi e di An, ora a capo di una lista civica;
Massimiliano MAZZANTI, ex consigliere comunale Msi e An, candidato di Destra per Bologna/Fiamma Tricolore;
Don Giulio Maria TAM, sacerdote tradizionalista, candidato da Forza Nuova.
Nei quartieri una sola lista di Destra è presente in tutte le realtà: Forza Nuova.
In provincia, due i candidati di Destra:
Pietro Paolo LENTINI, Destra per Bologna/Fiamma Tricolore
Gianni CORREGGIARI, Forza Nuova.
Votare per questi nominativi non compromette nulla delle possibilità residue di un ballottaggio.
Infatti nei quartieri la scelta di liste separate, con il sistema che non prevede ballottaggi, ha già consegnato tutte le realtà alla sinistra.
Ed essendo questa una scelta consapevole di coloro che sostengono Cazzola e Guazzaloca, non credo che le loro liste meritino di essere votate.
In comune ed in provincia, invece, la possibilità di andare al ballottaggio non dipende da quanti voti otterranno i due candidati contrapposti, ma se i candidati della sinistra arriveranno a superare o meno il 50% + 1 dei voti espressi.
Se supereranno tale quorum allora meglio avere rappresentanti veri di Destra che non i responsabili della debacle.
Se, invece, si arriverà al ballottaggio, il 21 voteremo tutti per il candidato, qualunque sia, che si opporrà a quello di sinistra, purchè chieda ufficialmente e formalmente i voti della Destra, con l’accorgimento di NON ritirare la scheda per il referendum previsto in tale data.
Con qualunque scenario, meglio votare a Destra.

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sabato, maggio 23, 2009

Provincia di Bologna: gli aspiranti presidente

Giovedì 21 è stato il primo giorno di gran caldo che mi ha portato a tornare a casa decisamente poco propenso a qualsiasi attività impegnativa.
Così, dopo aver guardato con piacere il nuovo episodio della nona stagione di CSI, mi sono messo in terrazza a godermi un po’ di fresco ascoltando per radio il cazzeggio sportivo di “Zona Cesarini”.
Sennonché dopo il giornale radio delle 22, invece di restituire la linea alla trasmissione sportiva, è andato in onda un programma di “comunicazione politica”.
Stavo per spegnere quando ho sentito che si trattava di un dibattito tra i nove candidati alla presidenza della provincia di Bologna, così mi sono trattenuto ed ho ascoltato cosa ci offriva il “mercato” della politica.
La trasmissione è imperniata su un moderatore che propone tre temi generali che i partecipanti poi dovevano sviluppare in due minuti per ogni “giro”, un solo giro d'orologio il terzo che è sempre uguale: perché dovrebbero votare per voi ?
Gli altri due temi erano: come vi ponete davanti alla crisi economica e il problema dell’immigrazione.
L’ordine di risposta è stato estratto a sorte ed era:
Tiziano Loreti (candidato da una lista di sinistra “dura e pura”)
Gianni Correggiari (candidato di Forza Nuova)
Angelo Scavone (candidato per il partito socialdemocratico)
Beatrice Draghetti (presidente uscente e candidata del pci/pds/ds/pd e di tutta una corte di partiti che sostanzialmente corrispondono alla vecchia, litigiosa coalizione di Prodi)
Gianluca Galletti (candidato dell’Udc)
Enzo Raisi (candidato del pdl, Lega e La Destra)
Vincenzo Iaquinta (candidato di un certo partito comunista dei lavoratori)
Bruno Barbieri (Codacons)
Pietro Paolo Lentini (candidato di Destra per Bologna/Fiamma Tricolore).
Prima di tutto mi piace annotare che nessuno ha parlato sugli altri, interrompendo o sbraitando.
In secondo luogo evidenzio come fossero presenti destra e sinistra contemporaneamente, senza la liturgia dell’abbandono da parte della sinistra e mi domando: perché non dovrebbe avvenire così anche nelle piazze e sull’utilizzo delle stesse ?
Poi le risposte.
La Draghetti disperatamente arrampicandosi sugli specchi per cercare di presentare in una luce positiva il nulla fatto nel mandato in scadenza.
Ha parlato in politichese stretto, con un linguaggio da cattocomunista post sessantottina.
Assieme ai candidati di sinistra (Loreti, Iaquinta e, tutto sommato, anche Barbieri) considera “una risorsa” gli immigrati anche se ha poi mitigato la sua affermazione con mille “ma anche”, “però”, “regole", "rispetto” quasi a mostrare vergogna nel dire quel che gli altri hanno, più o meno detto apertamente e, cioè, che gli immigrati non sono una risorsa, ma un problema, soprattutto i clandestini.
Molto esplicito Correggiari di Forza Nuova: gli immigrati sono una risorsa solo per gli sfruttatori.
Altrettanto esplicito Lentini (Destra per Bologna/Fiamma Tricolore): i clandestini vanno rimandati a casa loro senza indugi.
Molto meglio Galletti di Raisi nel proporsi come alternativa alla sinistra.
Il candidato Udc ha esplicitamente affermato che dopo 58 anni la sinistra è stanca e non ha più nulla da dire per la provincia di Bologna, limitandosi ad una gestione del potere fine a se stessa.
Ha invitato gli elettori a scegliere una alternativa, per la prima volta nella storia del territorio, per provare a far uscire Bologna da questa profonda decadenza.
Raisi è apparso impacciato e, comunque, non darei mai il mio voto ad un fedelissimo di Fini, con quello che il presidente della camera sta esternando.
Dignitoso anche se ancorato al passato Loreti, pietoso Iaquinta con problemi evidenti di emozione nel parlare in “pubblico” al punto che ha dovuto chiedere al moderatore, che lo invitava a proseguire perché aveva ancora del tempo, a passare la parola al successivo candidato.
Iaquinta è stato anche l’unico ad evidenziare una cadenza non proprio bolognese, tanto che, per motivare il suo sostegno alle porte aperte all’immigrazione, ha detto che anche lui è un immigrato (immagino con quanto successo tra gli elettori bolognesi ...).
Gli altri candidati evidenziavano quel simpatico accento che fa della bolognesità un sinonimo di bonomia, serenità, buona tavola.
Ad eccezione di Barbieri del Codacons che ha riproposto i frusti temi delle associazioni dei “consumatori”.
Evidenzio come, sui grandi temi, c’è stata una netta differenziazione tra i candidati di sinistra e quelli di Destra e Centro Destra.
Immigrazione e ambiente (opere pubbliche come il passante Nord) hanno visto la sinistra dalla parte del “politicamente corretto” dell’”accoglienza” e della “tutela ambientale”, mentre Destra e Centro Destra a favore di una ragionevole politica a favore delle opere pubbliche e dello “stop” all’immigrazione selvaggia (bello lo slogan di Forza Nuova come da manifesto riprodotto in alto).
Gianni Correggiari ha chiaramente affermato che è politica di buon senso interessarsi prima dei problemi e delle esigenze degli italiani e poi, se ce ne è ancora, di aiutare – a casa loro ! – gli abitanti dei paesi del terzo mondo.
Pietro Paolo Lentini ha chiuso chiedendo il voto per dare una rappresenza alla Destra in consiglio (risultato meglio conseguibile se ci fossimo presentati tutti assieme !), ma anche promettendo il voto a chi dovesse andare al ballottaggio in opposizione alla sinistra e, ha affermato, senza averlo concordato prima.
E questo, caro Pietro, mi è piaciuto poco, perché se Raisi o Galletti (meglio il secondo del primo) dovessero riuscire nell’impresa di costringere la sinistra al ballottaggio in provincia, i nostri voti dovranno essere richiesti e accettati con la formalità dell’apparentamento della lista.
Sennò, se lo tolgano dalla testa che li si voti gratis et amore Dei.
Risultato finale ?
Non cambiano i miei orientamenti.
Destra e Centro Destra potevano benissimo presentarsi assieme e non con cinque candidati separati.
Dimenticavo Angelo Scavone, socialdemocratico, che conosco dai tempi in cui eravamo entrambi studenti liceali.
Come gli dissi una volta: le sue idee sono, in parte, anche le mie e sul piano personale lo voterei … se solo non fosse candidato in una lista socialista e a me viene l’orticaria da sempre, quando sento il termine “socialista”, anche se unito a “democratico”.
Purtroppo credo che dovremo ancora sopportare cinque anni di pci/pds/ds/pd, rimandando la liberazione della provincia di Bologna al 2014.

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giovedì, maggio 21, 2009

Bologna:la frittata è quasi fatta

Ieri Il Resto del Carlino ha pubblicato un sondaggio da lui commissionato, che indica come il candidato della sinistra sia ad un soffio dal vincere le elezioni al primo turno, con una forbice tra il 49 e il 52 %.
Poco interessa che, per la prima volta Cazzola abbia superato Guazzaloca (oggi, peraltro, visibile anche questo nel sito Sondaggi politico elettorali, una rilevazione ha riportato il Guazza davanti all’ex presidente del Bologna) di una manciata di punti, perché se anche così fosse il rischio più che concreto è che il ballottaggio non ci sia.
Tutto questo grazie agli stracci che sono volati tra i due “campioni” del Centro Destra che provocano scorie e strascichi mortali per le speranze del Centro Destra bolognese.
Speranze ormai ridotte al lumicino e, prevalentemente, fondate sui dubbi relativi alla credibilità dei sondaggi come fa giustamente notare Stefano Morselli nel suo sito .
Credo che gli elettori bolognesi di Centro Destra dovrebbero chiedere conto di un comportamento masochista e suicida che porta addirittura al sospetto che, tanto è sciocco, sia stato studiato a tavolino, con un accordo con la sinistra, per lasciare questa “vetrina” al pci/pds/ds/pd.
Non possiamo infatti immaginare nulla di più stolto che dividersi quando si è in partenza minoranza tanto in comune, quanto in provincia.
E nulla di più stolto che, dividendosi, regalare la vittoria alla sinistra anche in quei tre quartieri con un elettorato storicamente di Centro Destra.
Non ha rilevanza chi potrà arrivare davanti tra Cazzaloca e Guazzola e non dipende dal voto di noi elettori di Destra e di Centro Destra il superamento da parte del candidato della sinistra del muro del 50%.
Possiamo però dare un forte segnale di protesta votando, al comune, alla provincia, nei quartieri, per quelle liste e quei candidati che, pur appartenendo alla nostra area, sono comunque al di fuori dei giochetti di quei due, potendo poi comunque far confluire al secondo turno i nostri voti su quel candidato che, miracolosamente (non saprei neanche come) riuscisse ad agguantare il ballottaggio.
Personalmente ho già dichiarato il mio orientamento al voto , cito comunque anche gli altri candidati di “area”:
per il comune di Bologna
STEFANO MORSELLI con la sua lista civica “Lista per Morselli sindaco”
MASSIMILIANO MAZZANTI con la lista “Destra per Bologna-Fiamma Tricolore”
GIULIO MARIA TAM con la lista Forza Nuova
per la provincia di Bologna
PIETRO PAOLO LENTINI con la lista “Destra per Bologna – Fiamma Tricolore”
GIANNI CORREGGIARI con la lista di Forza Nuova
per i quartieri di Bologna
In tutti i quartieri si presenta la lista FORZA NUOVA.

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martedì, maggio 19, 2009

Esattamente la mia percezione

Purtroppo è anche la percezione di tanti sul versante del Centro Destra, disgustati e sfiduciati: se quelli sono i nostri "campioni", allora la sinistra accende un abbonamento vitalizio a Palazzo d'Accursio.
Ma si spera sempre che le cose cambino e che il prossimo consiglio comunale veda la presenza di qualcuno che faccia vera opposizione.
E non potrà essere altri che uno di Destra (vera) come Stefano Morselli che anche in poche righe, sul suo sito riesce a condensare la percezione di tanti elettori del Centro Destra:

"DELBONO RINGRAZIA
E cosi' i santoni del centro destra bolognese ci sono riusciti:hanno rianimato il moribondo.Delbono,espressione sbiadita di un centro sinistra in agonia,grazie ai litigi , per lui taumaturgici ,di GUAZZACAZ, si e' rimesso in piedi, rinvigorito e ricominciato a macinare consensi.Bologna si appresta ad avere l'erede di Cofferati eletto al primo turno per questi comportamenti irresponsabili, meditate gente, meditate. Prepariamoci ad andare in Comune per fare opposizione, dura. Noi non faremo sconti a nessuno. Noi e Voi siamo la stessa cosa!"

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mercoledì, maggio 13, 2009

Un voto proiettato verso il futuro

Se al comune di Bologna concorrono 13 aspiranti sindaco e ben 23 liste di aspiranti consiglieri comunali, provincia e quartieri, fatte le debite proporzioni, non sono stati da meno.
Nove candidati alla presidenza della provincia e 16 liste per un ente che, da tempo, meriterebbe di essere abolito, con il risparmio di 10 miliardi di euro.
Purtroppo i posti da consigliere non sono mai abbastanza ed ecco che la proposta di abolizione della provincia, vecchio cavallo di battaglia del Partito Repubblicano Italiano di Ugo La Malfa, resta sempre sulla carta.
Per i 9 quartieri di Bologna, abbiamo 7 liste “base” presenti ovunque ed altre due liste (se non sbaglio) ad hoc per un quartiere specifico, finalizzate ad eleggere 9 presidenti di quartiere e 152 consiglieri.
Chi votare ?
Ognuno di noi ha le sue risposte, fondate sulla propria personale esperienza, sensibilità, senso di priorità, rapporti personali con i candidati ed è giusto che ognuno abbia la convinzione delle proprie scelte.
Per quanto mi riguarda parto da considerazioni di carattere ideale, dando la preferenza, non esistendo partito o movimento che rispecchi in tutto le mie convinzioni, ai Valori etici che hanno la precedenza su considerazioni di carattere economico o di politica estera.
E’ la Destra, quindi, quella vera però, ad attirare la mia attenzione.
Perché la Destra vera ?
Perché c’è un partito (il pdl “partito di centro moderato e liberale” per stessa definizione del suo fondatore e padrone) che viene etichettato dalla sinistra come “destra” pur non essendolo e, anzi, avendo tra le sue fila numerosi elementi che con la destra non c’azzeccano alcunché.
Soprattutto nei Valori etici, che appartengono di diritto alla Destra, la componente radicalfiniana, ma anche quella liberale classica, rappresentano un qualcosa di stridente con il concetto di Destra.
C’è poi un altro partito (la Lega Nord) che ha mutuato dalla Destra le battaglie più qualificanti, salvo poi rinunciarvi per un federalismo – solo fiscale – da operetta.
Una Lega tutta “chiacchiere e poltrone governative” che ha, via via, rinunciato all’opposizione al trattato di Lisbona, all’obbligo di denuncia dei clandestini da parte di medici e presidi, alle Ronde armate come strumento di bonifica interna e di realizzo di una maggiore sicurezza nelle città, salvo poi, in un soprassalto troppo vicino alla scadenza elettorale per essere completamente credibile, impugnare – come peraltro ha fatto Berlusconi – il processo di respingimento dei barconi degli illegali.
Le perplessità che seguono la Lega restano e se le sono grato per questo ultimo provvedimento sui respingimenti in acque internazionali, attendo però di verificare che non sia solo una azione finalizzata alle elezioni e verificherò se, dopo il 7 giugno, proseguirà.
Ma, dice qualcuno, votando a Destra, che non è collegata con un partito che possa fare maggioranza, si rischia di disperdere il voto.
E’ un ragionamento che ho respinto lo scorso anno alle politiche, perché per stare assieme occorre riconoscersi reciprocamente pari dignità e che a maggior ragione respingo alle amministrative di Bologna 2009.
Avrei infatti potuto pensare ad un sacrificio per favorire un candidato od una lista comune del Centro Destra che, ben conscio di partire da una posizione di minoranza, facesse uno sforzo per superare i personalismi e cercare di “riaccendere Bologna”.
Cazzola e Guazzaloca, invece, unitamente ai loro sostenitori non solo si sono divisi per il consiglio comunale dove, peraltro, potevano salvarsi “in corner” con un accordo preliminare che considerasse il primo turno come una “primaria” per poi far confluire i voti al secondo turno sul candidato meglio piazzato, ma hanno fatto volare gli stracci da una parte all’altra, compromettendo ogni futuro ballottaggio, dell’uno e dell’altro.
Peggio ancora.
Si presentano divisi nei quartieri, dove, matematicamente, vince chi prende più voti e non c’è il ballottaggio, regalando tutti i quartieri (anche quelli storicamente di Centro Destra) alla sinistra.
Lo stesso giochino suicida hanno fatto alla provincia, dove, per la presenza di zone rosse come l’imolese e il persicetano, è più difficile che in comune costringere anche al solo ballottaggio il candidato della sinistra.
Così, nonostante due candidati decisamente spenti, la sinistra può dormire sonni tranquilli.
Perché, allora, dovrei premiare uno di costoro ?
Fortunatamente ho una ampia scelta di Destra, vera, per poter scegliere e il mio orientamento è di votare:

STEFANO MORSELLI e la sua lista per il comune di Bologna

PIETRO PAOLO LENTINI della lista “Destra per Bologna – Fiamma Tricolore – Lentini Presidente” per la provincia di Bologna

FORZA NUOVA, che si presenta in tutte le circoscrizioni, per il quartiere.

Forza Nuova resta anche, ad oggi, il mio orientamento di voto per le europee.

Sono candidature e liste perdenti ?
Ma poiché a Bologna il Centro Destra ha scelto di regalare tutto alla sinistra, non vedo perché dovrei “turarmi il naso” per votare un partito della maggioranza di governo che sarebbe comunque perdente a Bologna.
Preferisco mettere in frigorifero il mio voto per il futuro, auspicando che anche il mio voto possa essere uno stimolo per la rifondazione della Destra in Italia, partendo da quel nucleo che, anche in questa circostanza, rifuggirà dalle sirene di personaggi ondivaghi e incerti nella loro tenuta contro la sinistra, per scegliere la vera Destra.
Indipendentemente dal risultato che uscirà dalle urne, tanto non abbiamo nessuna poltrona da salvaguardare o da conquistare.



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lunedì, maggio 11, 2009

Bologna:ammesse 23 liste e 13 aspiranti sindaco

Unico candidato escluso Beppe Maniglia, troppo naif per Palazzo d’Accursio ?
Peccato.
Mi sarebbe piaciuto vedere quanti voti avrebbe ottenuto e, forse, anche questa considerazione ha scosso il “palazzo” che, con i suoi formalismi legali, lo ha escluso.
Almeno Beppe Maniglia ci ha provato: onore al merito e arrivederci fra cinque anni.
Esclusa anche la sua lista ed una lista di appoggio a Cazzola.
Adesso si comincia a correre sul serio.
Meno di un mese e 13 candidati per la poltrona più prestigiosa della città.
Una eredità pesantissima: degrado, traffico, inquinamento, violenze, rapine, clandestini.
Bologna la città annaspa come il Bologna calcio di cui è fedele interfaccia.
Tre sono i candidati “maggiori”.
Uno rappresenta la continuità con la fallimentare giunta del sindaco forestiero ed è forestiero pure lui.
Dalla sua ha l’armata rossa del vecchio pci, ora pd, bolognese in cui gli adepti anche quando non capiscono, si adeguano.
Ha alcune presenze di disturbo che potrebbero impedirgli di raggiungere il traguardo al primo turno, favorendo una ricomposizione al secondo turno del Centro Destra, profondamente lacerato da personalismi e dalle pessime scelte dei colonnelli bolognesi di Berlusconi di cui si è già straparlato con i due "campioni" Alfredo Cazzola e Giorgio Guazzaloca.
Anche la Destra è divisa nei suoi movimenti identitari più stabili e consolidati (Forza Nuova e Fiamma Tricolore) e con il candidato forse più accreditato che è Stefano Morselli, nome di spicco della Destra bolognese.
Morselli che sul suo sito scrive:
Per i fuori dal coro come noi questo è il momento di serrare i ranghi e di mettercela tutta per toglierci e togliervi di mezzo questa gentaglia.
INSIEME TUTTO DIVENTA POSSIBILE.
”.
Proprio così: insieme tutto diventa possibile.
Anche raggiungere risultati importanti, come sarebbe dotare il consiglio comunale di Bologna di una rappresentanza autenticamente di Destra a tutela dei veri interessi dei cittadini, che sono poi quelli di vivere in una città percorribile, sicura e pulita in ogni senso.
Chiediamo molto ?
Non credo, anche se per l’attuale giunta e i suoi sostenitori che ora hanno la faccia tosta di presentare un nuovo candidato estraneo alla città, l’impresa si è rivelata al di sopra delle loro capacità e possibilità.

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domenica, maggio 10, 2009

Bologna: 25 liste e 14 aspiranti sindaco

Alle 12 di ieri si sono chiusi i termini per la presentazione delle liste e dei candidati a sindaco.
Sono ben 25 le liste depositate e in 14 pensano a se stessi come potenziale sindaco di Bologna.
Forse qualche lista e qualche candidato sarà “depennato” dalla commissione di accertamento sulla regolarità di firme e documentazioni, ma è così semplice presentarsi che mi verrebbe da dire che la nostra scheda riporterà tutti quei simboli e nomi.
Il quotidiano della nostra città, Il Resto del Carlino, ha pubblicato le liste.
Spero che faccia altrettanto per i candidati alla provincia e nei quartieri.
Ho letto nomi conosciuti.
Alcuni sono anche degli amici, altri degli antichi compagni di scuola, altri nomi ancora sono, per me, un tuffo nel passato della mia attività politica.
A volte è difficile scegliere, perché oltre alle valutazioni di carattere ideale e di schieramento, ci sono motivazioni di carattere personale che inducono a considerare un candidato nonostante la scelta di lista che ha fatto.
La Destra bolognese si è divisa in tre e manca, clamorosamente, il partito di Storace, a riprova che nel Nord ha poco seguito se non è neppure riuscito a presentarsi per il consiglio comunale di Bologna.
Tre liste e tre candidati, dunque, tra i quali scegliere diventa difficile per le ragioni esposte e anche per considerazioni su chi possa avere le maggiori opportunità da dare una voce alla Destra nel prossimo consiglio di Bologna.
Sì, perché tutte e tre le liste di Destra presenti (Forza Nuova, Lista per Morselli, Destra per Bologna/Fiamma Tricolore) le considero “mie” e, se potessi, le voterei tutte e tre.
In un certo senso così farò, visto che alle europee sono orientato a votare Forza Nuova, alla provincia Pietro Paolo Lentini (Fiamma Tricolore) e al comune Stefano Morselli.
Non, dunque, una scelta di campo continuando ad auspicare che tutta la Destra possa ritrovarsi sotto una unica bandiera, un unico simbolo, un unico leader.
Vedo peraltro anche persone che stimo nelle liste di Cazzola e Guazzaloca, del pdl, della Lega e di Michele Laganà.
Mentre provo una istintiva simpatia per la candidatura naif (e soprattutto il programma) di Beppe Maniglia.
Domani conosceremo liste e candidati ammessi ed inizierà la campagna elettorale.
Le polemiche e il fango dei giorni passati non saranno facili da superare.
Ma se gli elettori sapranno scegliere, potremo “riaccendere Bologna”.

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mercoledì, maggio 06, 2009

Lottatori nel fango elettorale

Dopo le querele reciproche, ecco arrivare altro fango nella competizione elettorale: notizie, visure, condanne passate e stato di salute presente.
Quando pensavamo di avere visto abbastanza e che, magari, anche i protagonisti negativi di queste vicende fossero rinsaviti in un soprassalto di responsabilità nei confronti della propria parte politica e dei propri elettori, ecco che, come annuncia l’occhiello del Carlino di oggi riprodotto nell'immagine, assistiamo ad una nuova puntata di questa lotta.
Lotta per cosa ?
Se va bene per chi arriverà secondo, forse al ballottaggio.
E mentre i due litiganti ed le loro corti se le danno di santa ragione, il terzo, il candidato della sinistra, gode.
Il grande vantaggio che hanno Cazzola e Guazzaloca è che gli elettori del Centro Destra – la “loro” base – sono poco informati sulle alternative e si fermano al disgusto nei confronti di chi interpreta la lotta politica come quello “sport” in voga negli Stati Uniti, per palati facili, che è la lotta nel fango.
Così tra accenni alla salute dei candidati e veline di antiche visure al casellario giudiziale, si schifano anche gli elettori di bocca più buona.
Guazzaloca e Cazzola meriterebbero di essere abbandonati da tutti i loro elettori.
E poiché sono elettori di Centro Destra, cioè alternativi e contrari alla prosecuzione di questa disastrosa esperienza amministrativa imperniata sul pci/pds/ds/pd, che si sappia che ci sono scelte possibili, diverse da quei due.
Abbiamo Michele Laganà, civico.
Abbiamo la candidatura naif di Beppe Maniglia.
Abbiamo una completa panoramica della Destra, da quella di Forza Nuova che candida il sacerdote tradizionalista Don Giulio Maria Tam, alla Fiamma Tricolore che, con il supporto di Casa Pound, presenta Massimiliano Mazzanti, già valente ed attivo consigliere comunale dell’Msi e di An.
Per finire alla candidatura di Stefano Morselli, ex deputato e senatore missino, di An e La Destra, che corre in solitaria, forte del suo radicamento in città e della coerenza manifestata sin dai banchi del Galvani.
Rifiutare il voto a Cazzola e Guazzaloca, senza favorire la sinistra, non solo si può, ma a questo punto appare anche un dovere civico.

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