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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, aprile 17, 2009

La corsa per Palazzo d’Accursio è la saga degli errori

Soprattutto del Centro Destra, soprattutto dei due “campioni” di un’area politica che arrivava al voto con solide speranze e che, con il comportamento dei due “candidatonisi appresta a regalare la città alla sinistra.
La divisione tra due personalità poteva anche starci, soprattutto se ognuno dei due era rappresentativo di un’anima del Centro Destra, così come ci stava ( e per fortuna c’è) anche la candidatura di chi potesse rappresentare l’anima di Destra del Centro Destra.
Un primo turno impostato come primaria sostanziale ed un secondo turno nel quale, ricomponendosi tutte le anime, si sarebbe fatto fronte unico per “riaccendere Bologna” come dice l’azzeccato slogan di Stefano Morselli.
Ma questo presupponeva un grande fair play tra i candidati contrapposti e, soprattutto, il forte segnale di unità che sarebbe derivato da una candidatura unica alla provincia (dove la situazione è più difficile a causa della ragnatela ancora intatta del potere comunista) e liste uniche in tutti i quartieri dove il sistema elettorale penalizza duramente le divisioni, non esistendo ballottaggio e come il Centro Destra dovrebbe avere amaramente appreso nel 2004, quando perse anche il Santo Stefano, per la presunzione di poter fare a meno dei voti di Forza Nuova (con i quali avrebbe conquistato il “premio” di maggioranza e conservato un quartiere a netta prevalenza di Centro Destra).
Così non è stato.
Guazzaloca e Cazzola hanno preferito darsele di santa ragione, scendendo anche sul personale delle proprie attività o della salute o dell’età, invece di coordinare la loro campagna per farsi scegliere prima dagli elettori del Centro Destra e poi, agevolati da cinque anni disastrosi, farsi preferire al candidato della sinistra che ha, anche fisicamente, l’aspetto di colui che affosserà definitivamente Bologna.
E anche considerando che, se non è una polpetta avvelenata, anche la sinistra commette i suoi errori, come l’annuncio in pompa magna di ulteriori divieti nella circolazione che colpirà adesso anche i ciclomotori e i motocicli, cui sarà inibito l’accesso al centro.
Sembra proprio che in questa corsa verso Palazzo d’Accursio vincerà chi riuscirà a fare meno errori, anche perché magari parla e scrive meno.
E finora questo discutibile ma utilitaristico vantaggio è per il candidato della sinistra che, addirittura, potrebbe raggiungere il 50% + 1 dei voti già al primo turno.
E mentre questo pericolo si concretizza, Cazzola e Guazzaloca continuano la loro rissa infantile.
Ultima una vignetta di Zap e Ida (ma siamo sicuri che siano dalla parte di Guazzaloca e non cerchino invece di distruggerne la credibilità?) che ho trovato esposta questa mattina davanti alla sede elettorale dell’ex sindaco, in cui si vede un soggetto che domanda: “a chi chiede i voti Cazzola ? A noi !” rispondono due caricature nella stereotipata immagine del fassista con il fez e stivaloni.
Una vignetta che induce a percepire che per Guazzaloca chiedere i voti alla Destra è infamante.
Se è così allora vuol dire che Guazzaloca non chiederà i voti, in un eventuale ballottaggio, a chi si presenta per la Destra (Morselli per Destra Federale, Mazzanti per Casa Pound e Fiamma Tricolore e Tam per Forza Nuova) e se non li chiede, non li avrà.
Guazzaloca vinse per 3000 voti nel 1999 contro la Bartolini e nel 2008 la somma dei voti ottenuti da La Destra/Fiamma Tricolore e Forza Nuova superò i 6000 voti.
Guazzaloca, evidentemente, vuole perdere.
Ma tanto comincio a pensare che, se ballottaggio sarà, lui non ci sarà.
Peccato che nella sua ricerca di sconfitta stia trascinando a fondo anche quei cittadini che potrebbero avere, nel loro quartiere, una maggioranza non di sinistra.

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