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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, aprile 26, 2009

Così il ballottaggio se lo giocano

La lettura della cronaca locale di questi giorni deve essere un balsamo per le martoriate membra dei comunisti e dei loro caudatari.
Hanno ripreso e amministrato Bologna per cinque anni, dopo un piccolo intervallo di libertà, fallendo totalmente sotto ogni aspetto, al punto che la nostra città è precipitata in ogni classifica di benessere, sicurezza, piacevolezza nel viverci, traffico, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.
Il clima generale è favorevole al Centro Destra nel suo complesso.
L’occasione delle amministrative in queste condizioni è, forse, irripetibile per dare una sterzata a Bologna, all’immobilismo e al conservatorismo di una classe dirigente sempre più composta da burocrati di partito e di basso profilo.
Se, a questo, si aggiunga che la sinistra ha scelto un candidato che non solo è incolore, ma non appartiene neppure alla tradizione storica del pci e, come ciliegina, è un estraneo alla città sia pure non allo stesso livello dell’attuale sindaco, allora il Centro Destra poteva presentarsi con tutte le carte in regola per “riaccendere Bologna”.
Purtroppo antipatie, personalismi, rivendicazioni da piccola bottega rischiano di vanificare tutto e consegnare – forse per altri 50 anni – la città ai comunisti.
Il Centro Destra si è diviso e il fossato che separa il pdl e la Lega dall’udc sembra allargarsi sempre più.
Alle ultime politiche del 2008 il pdl prese poco più del 27% e la Lega oltre il 4%, per un totale del 32% che dovrebbe andare in dote a Cazzola.
L’udc ottenne una frazione in meno del 4%, base da cui può partire Guazzaloca.
La Destra/Fiamma Tricolore e Forza Nuova ottennero assieme quasi il 3%, base che dovrà dividersi tra ben 4 candidati (Morselli, Mazzanti, Tam e … Guazzaloca, visto che inizialmente La Destra aveva trovato collocazione all’interno della sua lista e adesso – forse – cerca affannosamente una alternativa dopo che la sua rappresentante è stata esclusa).
Eppure la maggior parte dei sondaggi danno Guazzaloca davanti a Cazzola, segno evidente che mentre l’ex presidente del Bologna non riesce a convincere neppure tutti gli elettori dei partiti che lo sostengono, l’ex sindaco porta a moltiplicare per cinque/sei la sua base di partenza.
Gli stessi attacchi frontali che i seguaci di Cazzola stanno portando a Guazzaloca sono un indice delle difficoltà in cui si dibatte il candidato scelto dal pdl e dalla Lega.
Ci vuol poco a capire che se si doveva puntare su un candidato, bisognava puntare su Guazzaloca, già testato, e non su un imprenditore, in passato in odor di sinistra, che ha l’aria di essersi candidato per una rivalsa sulla questione di “Romilia”.
Certo, anche Guazzaloca ha le sue pecche, a cominciare dalla stolidità con la quale persegue la strada della lista civica e della “sua” lista anche nei quartieri, regalandoli tutti, tutti, ai comunisti.
Certo avrei preferito un nome, unitario, di prestigio e politico.
Ma anche Guazzaloca, con una candidatura unitaria, poteva andare bene.
Invece, ostinatamente, hanno puntato su Cazzola.
Non credo sia un caso se Berlusconi si tiene estraneo a questo duello, magari riservandosi un intervento nel caso (sempre più improbabile) si arrivasse al ballottaggio.
Ma anche sul ruolo di Berlusconi, assistiamo ad un incredibile comportamento di Cazzola che si nega, pubblicamente, ad un eventuale "passaggio" sul palco assieme al premier, forse pensando di acquisire "benemerenze", ma in realtà dimostrandosi inaffidabile agli occhi degli elettori del Centro Destra o, almeno, commettendo quel peccato di "ubris" che faceva dire ai nostri Antichi: quos vult perdere, Iupiter dementat prius.
Purtroppo le scorie di queste “primarie” portano a far dire delle bestialità.
Così se da un lato Guazzaloca pretende di fare liste “sue” nei quartieri, ben sapendo che in tal modo li regala tutti ai rossi, e non si impegna a votare Cazzola nel caso in cui fosse questi a giungere al ballottaggio, anche dall’altra parte, dopo un iniziale fair play con reiterate affermazioni che, se fosse toccato a lui, avrebbero votato Guazzaloca, oggi dicono che no, dopo quel che è accaduto non lo voterebbero più.
Come a dire: regaliamo tutta la città alla sinistra.
Che, adesso, dorme sonni tranquilli.
Beh, allora tanto peggio, tanto meglio.
O quei due “campioni” trovano un accordo, oppure, oltre a votare per un candidato veramente di Destra (sia Morselli, Mazzanti o Tam) il 21 giugno non si voterà né l’uno, ne l’altro se, mai (e ne dubito) uno dei due dovesse andare al ballottaggio.
Tanto più che hanno deciso di incorporare al ballottaggio anche il referendum radicale che, personalmente, vedrei bene affossato per mancanza di quorum.
Il 21 giugno inizierà l’estate e sarà il caso di cominciare a pensare ai fine settimana al mare o in montagna, a prendere un po’ di fresco.
Ma il 7 giugno si voti per mandare in consiglio comunale e in consiglio provinciale almeno un rappresentante di Destra: l'unica opposizione possibile alla sinistra.


Pienamente condivisibile è dunque il commento del candidato STEFANO MORSELLI che, dimostrandosi una valida alternativa ai due "campioni" del Centro Destra, sul suo sito scrive:

25 aprile la dichiarazione di guerra

Il lupo perde il pelo ,ma non il vizio, lo sappiamo bene, ed oggi ,giorno della liberazione ,chi ieri era fascista e picconava lapidi per prendere voti e preferenze ed oggi e'diventato un abatino antifascista per interesse e posti ,si ricorda i bei tempi andati e ligio al motto :molti nemici,molto onore" ha presentato agli ambasciatori di Guazzaloca, secondo il miglior copione mussoliniano, la dichiarazione di guerra; il PDL non votera' mai l'ex sindaco al ballottaggio! Subito in piazza Piazza Maggiore si è levato il grido :VINCEREMO! Che porta un po' sfiga , ma e' sempre un grido di attacco coinvolgente.Cosi' questi abili strateghi fanno naufragare qualsiasi speranza di vedere a Palazzo D'Accursio un candidato diverso da Flavio del Bono.Una coalizione alternativa all'attuale maggioranza che parte dal 40%, e' divisa al primo turno e che al ballottaggio non si ricompone regala alle sinistre altri 5 anni di governo.Se il PDL non vota il candidato alternativo a Del Bono vuole dire che votera' Del Bono.COMPLIMENTI! Mi dispiace,sinceramente per Alfredo Cazzola, persona che ammiro e che si è buttato nella mischia con slancio e a cui vengono servite dai suoi alleati non le mitiche fettuccine del suo omonimo, ma polpette avvelenate in salsa pdl.
Allora i l quesito e' questo: si tratta di demenza senile o di lucida volonta' di far perdere il centro destra ?
A Voi la risposta.


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