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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, marzo 19, 2009

Voglia d'astensione

Il misero spettacolo messo in scena dal Centro Destra per queste amministrative, spinge fortemente al disimpegno.
Credo sia difficile vedere una opposizione che sa di essere elettoralmente minoritaria, ma sa anche che la maggioranza ideologicamente maggioritaria a Bologna ha espresso, nel quinquennio 2004-2009, il peggio che una amministrazione possa esprimere con il più totale fallimento di ogni tipo di iniziativa e di politica.
Quindi una opposizione minoritaria che ha ottime possibilità di agganciare la parte sana della maggioranza ideologica per dare un futuro a Bologna.
Invece di agire, scegliendo un solo candidato, unendosi per creare i presupposti della vittoria, si divide e porta veleno, con reciproci attacchi biliosi e che non saranno privi di conseguenze.
Ne’ Cazzola, né uno spento e – a pelle – in calo Guazzaloca.
Né Raisi, né Galletti.
La voglia di astenersi è forte.
Guazzaloca e Galletti rappresentano l’Udc, un movimento che agisce sempre più nell’ambiguità e nella grigia zona di confine tra il Centro Destra e la sinistra.
In Cazzola non riesco ad avere fiducia perché nessuno mi toglie dalla testa che la sua vocazione amministrativa è arrivata dopo la bociatura dello stadio di “Romilia”.
Raisi, poi, è un fedelissimo di Fini e con quel che il presidente della camera sta combinando a Roma, escludo di poterlo votare.
Quindi il primo turno serva per contarsi e per esprimere un voto che rappresenti una boccata di aria fresca.
Uno dei candidati della Destra Radicale (Stefano Morselli, Massimiliano Mazzanti, Don Giulio Maria Tam per il Comune e Pietro Paolo Lentini per la provincia) è la scelta che consente di esprimere una preferenza coerente, senza pregiudicare le opportunità future che potrebbero essere colte al secondo turno.
E dopo 14 giorni che fare ?
Beh, ci saranno 14 giorni per verificare se i due capponi di Renzo hanno smesso di beccarsi e il voto abbia messo d’accordo le due fazioni.
Se, però, così non sarà e il candidato perdente non si adeguerà a sostenere quello vincente, allora non credo neppure valga la pena, il 20 di giugno, di recarsi al voto.

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