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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, marzo 23, 2009

A Bologna un clima da anni di piombo

Bologna è una città che fu sfiorata dal ’68 ma fu colpita in pieno dal ’77 e, anche negli ultimi anni, è stata teatro dell’assassinio di Marco Biagi, marzo 2002, segno che qui il barometro è indicativo di cosa e come si muove nel “mondo di confine”.
Allora dobbiamo registrare una serie di aggressioni ai giovani di An, ai banchetti della Lega, ai ragazzi di Casa Pound e il tutto culmina con l’attentato di due notti fa contro la sede appena inaugurata della Lega Nord.
Questo è un clima innaffiato anche dalle reiterate dichiarazioni, persino di soggetti istituzionali, che vorrebbero negare a Casa Pound il diritto di una sede, di usufruire di spazi pubblici per le sue iniziative, di fare – insomma – politica (e questo per me sarebbe un motivo sufficiente per votare Mazzanti e Lentini).
Allora dobbiamo prendere atto che, mancando argomenti seri, la sinistra si rifugia nella abituale liturgia fatta di “antifascismo”, accuse di “razzismo, xenofobia” e quant’altro, inducendo le menti più deboli ad azioni delittuose come l’attentato dell’altra notte.
Questo è il clima che si respira a Bologna, cui vanno aggiunti i tentativi di movimenti estremi di manifestare comunque, nonostante i divieti, in luoghi ed in orari che danneggiano solo i cittadini che vorrebbero dedicarsi ai propri affari.
Con le elezioni alle porte abbiamo la possibilità di imporre l’ordine a Bologna, eleggendo una giunta del fare, che affronti concretamente i problemi della sicurezza, della viabilità, della vivibilità della nostra città.
Perché ciò accada è necessario pensionare tutti coloro che, in un modo o in un altro, sono collusi, anche solo per appartenenza partitica, con l’attuale fallimentare giunta del sindaco forestiero.
Non è una impresa impossibile.
Già nel 1999 si è visto che davanti al dilemma tra il “non capisco ma mi adeguo” del voto di schieramento e l’amore per la città, migliaia di bolognesi votarono per Guazzaloca sindaco, bocciando la candidata del pci/pds (allora non ancora ds/pd) Silvia Bartolini.
Oggi è forse più facile, vista la pessima prova di questi cinque anni, sollecitare il voto per Bologna.
Purtroppo abbiamo troppi candidati, che si beccano come i capponi di Renzo, ed quindi assolutamente appropriato il richiamo dell’ex direttore de Il Resto del Carlino, Giancarlo Mazzucca, per un accordo tra i candidati che parta dai quartieri (che sarebbero tutti consegnati alla sinistra – persino il Santo Stefano ! – se il Centro Destra si presenterà diviso) e arrivi a sancire, preventivamente, l’appoggio al candidato che andrà al ballottaggio.
Ma Mazzucca non dimentichi le liste di Destra.
Nel 1999 Guazzaloca vinse con un margine di 3000 voti sulla Bartolini.
Nel 2008, alle politiche, La Destra/Fiamma Tricolore e Forza Nuova conquistarono 6000 voti: può il candidato di Centro Destra permettersi di rinunciare a 6000 voti al ballottaggio ?

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