Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, marzo 30, 2009

Una sconfitta annunciata

Sono curioso di leggere le reazioni che avrà Berlusconi con i suoi luogotenenti bolognesi, quando i risultati delle amministrative sanciranno la sconfitta del candidato da loro prescelto, sconfitta più che certa se proseguiranno su questa strada del muro contro muro con … Guazzaloca (e viceversa, naturalmente).
C’è ancora un mesetto (scarso) per porre rimedio al modo suicida (e con poco onore) con il quale è iniziata questa campagna elettorale.
Purtroppo non vi è alcun segno di rinsavimento nel Centro Destra se è vero che ancora due giorni fa veniva respinta anche solo l’idea di sedersi ad un tavolo per costruire liste comuni, uniche a poter impedire che quartieri come il Santo Stefano finiscano di nuovo in mano ai rossi per la dabbenaggine di chi pensa di fare da solo.
Il paradosso è che tutti i candidati alternativi e di rottura nei confronti dell’erede designato del sindaco forestiero esprimono programmi non solo simili, ma anche accattivanti.
Prendiamo Beppe Maniglia che oggi è stato intervistato dal quotidiano della nostra città Il Resto del Carlino.
Un programma in 22 punti che, leggo, prevede anche:
“- Chiusura di Sirio, Rita e della ZTL
- I parcheggi, strisce blu, non saranno più a pagamento
- Eliminazione di tutti i semafori e delle corsie preferenziali
- Basta col blocco del traffico che non risolve il problema dell'inquinamento
- Eliminazione immediata del progetto CIVIS
- Zingari, extra comunitari non in regola, e tutti coloro che minacciano la sicurezza dei cittadini, verranno espulsi immediatamente. L’accattonaggio sarà vietato.
- Il degrado non sarà un problema, allontanerò da Bologna coloro che lo producono
.”.
Insomma, si sa cosa è che non va a Bologna e, paradossalmente, è proprio l’erede designato del sindaco forestiero che propone la continuità con l’attuale giunta, tutti gli altri hanno le idee più chiare.
Eppure, la supponenza che li porta a credere di vincere da soli, sta favorendo la sinistra.
Allora uno che fa ?
Si volta a destra.
Ma da quella parte ha ben quattro alternative: Morselli, Mazzanti, Don Tam e l’ipotetico candidato de La Destra.
Assieme avrebbero la possibilità di conquistare almeno un consigliere comunale, forse un consigliere provinciale e un paio di consiglieri di quartieri: separati non otterranno nulla.
E’ così difficile sedersi attorno ad un tavolo e concordare una lista comune delle Destre e, poi, assieme a Cazzola e Guazzaloca:
1) concordare liste comuni per i quartieri
2) accordarsi sul far confluire i voti
, con un regolare apparentamento, al secondo turno sul candidato più votato ?
Purtroppo, ad oggi, l’impressione è che la divisione resti anche se spero sempre in conciliaboli segreti che ci consentano, tutti assieme, di riprendere il Santo Stefano e magari anche il Porto, Saragozza e … Palazzo d’Accursio.

Entra ne

lunedì, marzo 23, 2009

A Bologna un clima da anni di piombo

Bologna è una città che fu sfiorata dal ’68 ma fu colpita in pieno dal ’77 e, anche negli ultimi anni, è stata teatro dell’assassinio di Marco Biagi, marzo 2002, segno che qui il barometro è indicativo di cosa e come si muove nel “mondo di confine”.
Allora dobbiamo registrare una serie di aggressioni ai giovani di An, ai banchetti della Lega, ai ragazzi di Casa Pound e il tutto culmina con l’attentato di due notti fa contro la sede appena inaugurata della Lega Nord.
Questo è un clima innaffiato anche dalle reiterate dichiarazioni, persino di soggetti istituzionali, che vorrebbero negare a Casa Pound il diritto di una sede, di usufruire di spazi pubblici per le sue iniziative, di fare – insomma – politica (e questo per me sarebbe un motivo sufficiente per votare Mazzanti e Lentini).
Allora dobbiamo prendere atto che, mancando argomenti seri, la sinistra si rifugia nella abituale liturgia fatta di “antifascismo”, accuse di “razzismo, xenofobia” e quant’altro, inducendo le menti più deboli ad azioni delittuose come l’attentato dell’altra notte.
Questo è il clima che si respira a Bologna, cui vanno aggiunti i tentativi di movimenti estremi di manifestare comunque, nonostante i divieti, in luoghi ed in orari che danneggiano solo i cittadini che vorrebbero dedicarsi ai propri affari.
Con le elezioni alle porte abbiamo la possibilità di imporre l’ordine a Bologna, eleggendo una giunta del fare, che affronti concretamente i problemi della sicurezza, della viabilità, della vivibilità della nostra città.
Perché ciò accada è necessario pensionare tutti coloro che, in un modo o in un altro, sono collusi, anche solo per appartenenza partitica, con l’attuale fallimentare giunta del sindaco forestiero.
Non è una impresa impossibile.
Già nel 1999 si è visto che davanti al dilemma tra il “non capisco ma mi adeguo” del voto di schieramento e l’amore per la città, migliaia di bolognesi votarono per Guazzaloca sindaco, bocciando la candidata del pci/pds (allora non ancora ds/pd) Silvia Bartolini.
Oggi è forse più facile, vista la pessima prova di questi cinque anni, sollecitare il voto per Bologna.
Purtroppo abbiamo troppi candidati, che si beccano come i capponi di Renzo, ed quindi assolutamente appropriato il richiamo dell’ex direttore de Il Resto del Carlino, Giancarlo Mazzucca, per un accordo tra i candidati che parta dai quartieri (che sarebbero tutti consegnati alla sinistra – persino il Santo Stefano ! – se il Centro Destra si presenterà diviso) e arrivi a sancire, preventivamente, l’appoggio al candidato che andrà al ballottaggio.
Ma Mazzucca non dimentichi le liste di Destra.
Nel 1999 Guazzaloca vinse con un margine di 3000 voti sulla Bartolini.
Nel 2008, alle politiche, La Destra/Fiamma Tricolore e Forza Nuova conquistarono 6000 voti: può il candidato di Centro Destra permettersi di rinunciare a 6000 voti al ballottaggio ?

Entra ne

giovedì, marzo 19, 2009

Voglia d'astensione

Il misero spettacolo messo in scena dal Centro Destra per queste amministrative, spinge fortemente al disimpegno.
Credo sia difficile vedere una opposizione che sa di essere elettoralmente minoritaria, ma sa anche che la maggioranza ideologicamente maggioritaria a Bologna ha espresso, nel quinquennio 2004-2009, il peggio che una amministrazione possa esprimere con il più totale fallimento di ogni tipo di iniziativa e di politica.
Quindi una opposizione minoritaria che ha ottime possibilità di agganciare la parte sana della maggioranza ideologica per dare un futuro a Bologna.
Invece di agire, scegliendo un solo candidato, unendosi per creare i presupposti della vittoria, si divide e porta veleno, con reciproci attacchi biliosi e che non saranno privi di conseguenze.
Ne’ Cazzola, né uno spento e – a pelle – in calo Guazzaloca.
Né Raisi, né Galletti.
La voglia di astenersi è forte.
Guazzaloca e Galletti rappresentano l’Udc, un movimento che agisce sempre più nell’ambiguità e nella grigia zona di confine tra il Centro Destra e la sinistra.
In Cazzola non riesco ad avere fiducia perché nessuno mi toglie dalla testa che la sua vocazione amministrativa è arrivata dopo la bociatura dello stadio di “Romilia”.
Raisi, poi, è un fedelissimo di Fini e con quel che il presidente della camera sta combinando a Roma, escludo di poterlo votare.
Quindi il primo turno serva per contarsi e per esprimere un voto che rappresenti una boccata di aria fresca.
Uno dei candidati della Destra Radicale (Stefano Morselli, Massimiliano Mazzanti, Don Giulio Maria Tam per il Comune e Pietro Paolo Lentini per la provincia) è la scelta che consente di esprimere una preferenza coerente, senza pregiudicare le opportunità future che potrebbero essere colte al secondo turno.
E dopo 14 giorni che fare ?
Beh, ci saranno 14 giorni per verificare se i due capponi di Renzo hanno smesso di beccarsi e il voto abbia messo d’accordo le due fazioni.
Se, però, così non sarà e il candidato perdente non si adeguerà a sostenere quello vincente, allora non credo neppure valga la pena, il 20 di giugno, di recarsi al voto.

Entra ne

martedì, marzo 17, 2009

Non avevo dubbi

Lo avevo ipotizzato, anzi dato per certo nel post di domenica sera .
Oggi ne Il Resto del Carlino, si scopre il Mister Y, cioè il candidato che Forza Nuova propone per il suolo di Sindaco: don Giulio Maria Tam.
Così si sta completando la griglia di partenza, in cui la Destra Radicale presenta ogni sua sfaccettatura, rischiando di non ottenere neppure un seggio.
La mancanza di un candidato unico del Centro Destra provoca queste ulteriori divisioni che, oggettivamente, favoriranno la sinistra.
A tutto danno di Bologna e dei Bolognesi.

Entra ne

lunedì, marzo 16, 2009

A Bologna si vota anche per la provincia

Il prossimo giugno saremo chiamati a votare non solo per comune e quartieri, ma anche per la provincia.
Qui la situazione è, se possibile, ancora più critica che nel capoluogo.
Il pci ha costruito, grazie alle sue ininterrotte amministrazioni e alle coop, un sistema di potere di gran lunga più solido e monolitico di quello democristiano e le maggioranze bulgare che in alcune località della provincia sono ancora oggi assegnate al pci/pds/ds/pd, rendono l’impresa di liberare la provincia di Bologna dal tallone cattocomuista ancor più ardua che per il comune.
La sinistra ricandida il presidente uscente, Beatrice Draghetti, che, a dispetto della assoluta prevalenza della componente comunista, è di estrazione cattolica, naturalmente di sinistra o, come piacerebbe a lei, “adulta”.
La Draghetti non ha lasciato traccia nel quinquennio trascorso, del resto la provincia è il più inutile degli enti dal 1970, quando furono istituite le regioni ed è solo un luogo di gestione del potere e un centro di spesa.
La Draghetti ha beneficiato della “generosità” della componente comuista che, pur di tenere per se la poltrona di sindaco di Bologna, si è resa disponibile a cedere quella della provincia ai cattolici che svolgono l’utile ruolo di caudatari.
La rinuncia del sindaco forestiero ha però fatto saltare i piani e, con la candidatura di Delbono e l’ostinazione della Draghetti ad essere ricandidata, si è arrivati al paradosso che i padroni della provincia devono accontentarsi di ruoli di secondo piano.
Ma a noi non interessano le beghe della sinistra, quanto il fatto che appare presentarsi in modo compatto anche in provincia.
A fronte di questa unità – che trova la sua ragione d’essere nella totale inconsistenza della componente cattolica, utile solo come foglia di fico – si contrappone l’ennesima divisione nel Centro Destra.
Due i candidati maggiori e ambedue parlamentari.
Gianluca Galletti, già assessore con Guazzaloca, è il candidato dell’Udc di Casini e corre in parallelo a Guazzaloca al comune.
Enzo Raisi, anche lui ex assessore di Guazzaloca, è il candidato del “partito di centro, moderato e liberale” e della Lega, ed è un fedelissimo di Fini.
Non si capisce bene la differente proposta dei due, se non andando a ravanare tra le diverse appartenenze.
Paradossalmente è più rappresentativo di un Centro Destra Galletti, nonostante la sua apparente appartenenza ad un partito che occhieggia alla sinistra, di quanto non lo sia un Raisi che in questi ultimi tempi è stato troppo sbilanciato nel seguire le acrobazie dialettiche e di posizione del suo leader Fini.
Se il panorama si chiudesse qui, avrei seri dubbi sulla scelta da compiere e, probabilmente, voterei Galletti.
Fortunatamente, a sciogliere i miei dubbi, è arrivata, in concomitanza con quella di Mazzanti per il comune, la candidatura di un amico di lunga data, una persona solida, esperta che può rappresentare l’area di Destra: Pietro Paolo Lentini.
Lentini fu consigliere comunale dell’Msi eletto nel 1975 e, dopo la scissione di Democrazia Nazionale, rimase nell’Msi – a differenza degli altri due consiglieri di allora – militanza che ha proseguito negli anni, fino ad uscire dall’Msi, divenuto irriconoscibile An, nel 2007 con l’iniziativa di Storace.
Come per Morselli e Mazzanti al comune, la candidatura di Lentini è una candidatura di bandiera, non ha alcuna possibilità di elezione, esattamente come non l’hanno Galletti e Raisi finchè il Centro Destra correrà diviso.
Ma come per Morselli e Mazzanti, come per il comune di Bologna, Lentini e la sua lista meritano di essere votati per dare una rappresentanza alla Destra, un solo seggio che potrebbe significare un maggiore controllo sull’operato di una maggioranza di sinistra, ma anche di una opposizione divisa che si dice di Centro Destra ma, proprio per queste divisioni, suscita il sospetto che abbia volutamente scelto di restare minoranza.
Naturalmente sarei lietissimo che il Centro Destra tutto trovasse il modo di riunirsi e affrontare la sinistra con un unico candidato (possibilmente non di estrazione finiana) , cioè nell’unico modo che possa lasciare aperta una fiammella di speranza per la vittoria.

Entra ne

domenica, marzo 15, 2009

Bologna:il Centro Destra alla prova generale di suicidio

Nel mio blog dedicato a Bologna ed all’Emilia (Svulazen) ho da tempo aperto una costante finestra sulle elezioni amministrative e, in particolare, sull’elezione del sindaco, il prossimo giugno, in un quadro che sarebbe di grande favore per le liste di Centro Destra.
A Bologna il sindaco ex segretario della cgil, ha miseramente fallito.
Persi tutti i finanziamenti per le grandi opere (metropolitana, passante) ha ridotto la città ad un gruviera ignorando la prima ed elementare cura doverosa della manutenzione delle strade e dando il via ai lavori di una costosa, contestata e inutile ferrovia di superficie (il “Civis”).
Ha inoltre incrementato le proibizioni e traffico e non ha saputo fornire alcuna risposta all’esigenza di sicurezza dei cittadini, facendo di Bologna la città più rapinata d’Italia in rapporto alla sua popolazione e rendendola infrequentabile in certe zone e in certi orari.
Come ciliegina si è reso protagonista della telenovela sulla moschea, rifiutata dalla cittadinanza e sulla quale è stato alla fine costretto a fare marcia indietro grazie alla lotta ed alla documentazione prodotta dalla Lega Nord.
Quel sindaco ha rinunciato a candidarsi e il pci/pds/ds/pd ha scelto un candidato incolore, di cui non si sente parlare, che non appare in grado di formulare alcun progetto per la città e, di nuovo, nato ben al di fuori delle mura cittadine.
Con un simile quadro un Centro Destra appena appena politicamente normale, avrebbe cercato e candidato da subito un nome importante del mondo cittadino, facendo quadrato su di esso, da Forza Nuova all’Udc.
Assistiamo, invece, ad una lotta fratricida.
Una melina incomprensibile sul nome del candidato che ha portato a rinviare ogni scelta fino a febbraio, per poi dividersi tra l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca e l’ex presidente del Bologna Alfredo Cazzola.
Ambedue si presentano come civici, rifuggendo i partiti che si accomodano a fare gli zerbini portatori d’acqua, ma non rinunciano a polemizzare gli uni con gli altri.
Così Guazzaloca è sostenuto dall’Udc e spara ad alzo zero non sul candidato della sinistra, bensì su Cazzola, sostenuto dal Pdl e dalla Lega che, a loro volta, rovesciano su Guazzaloca ogni critica immaginabile.
Così l’immagine dei due contendenti si incrina, fino a rischiare di andare in frantumi a tutto beneficio del candidato della sinistra che, seduto sulla riva del fiume, assiste allo spettacolo indecoroso dei due galli (che rischiano però di fare la fine dei capponi di Renzo) del Centro Destra e, senza aver bisogno di fare nulla, né di spremersi per inventarsi uno straccio di programma, ma solo cercando di far dimenticare l’attuale esperienza di giunta, vede avvicinarsi un insperato successo.
Vista la pessima figura che stanno facendo i due principali candidati del Centro Destra, uno cosa fa ?
Cerca una candidatura alternativa per il primo turno, riservandosi di votare al ballottaggio colui che gli elettori sceglieranno come competitore per Palazzo d’Accursio in contrapposizione al candidato della sinistra.
Personalmente ho scelto.
Nonostante la significativa – sotto il profilo della protesta – candidatura di Beppe Maniglia (che, peraltro, sembra scomparso dal panorama) il mio voto andrà, se confermerà la sua candidatura, a Stefano Morselli, antico combattente dell’Msi sin dai tempi del Galvani negli anni settanta.
Oggi, però, leggo che a destra scendono in campo altri candidati.
Massimiliano Mazzanti, attivo ed efficace ex consigliere comunale dell’Msi e di An, sostenuto da Casapound e, contestualmente, un “mister x” preannunciato da quanti sono rimasti ne La Destra di Storace a Bologna che, “scomunicando” Mazzanti, preannunciano una loro lista e un loro candidato.
Non dubito, poi, che, in questo panorama, anche Forza Nuova presenterà la sua lista e il suo candidato.
Di passaggio ricordo che esiste, insistendo sulla medesima area politica, un terzo candidato “civico”, Michele Laganà, che ha confermato di “correre” fino in fondo.
Allora ricapitoliamo:
Giorgio Guazzaloca : civico sostenuto dall’Udc
Alfredo Cazzola: civico sostenuto dal Pdl e dalla Lega
Stefano Morselli: Destra Federale
Massimiliano Mazzanti : Casapound Bologna
Mister X : La Destra di Storace
Mister Y : Forza Nuova
Michele Laganà : civico
Beppe Maniglia: civico.
Otto candidati per un elettorato che, alle ultime elezioni politiche, rappresentava il 38% dei voti, così divisi:
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 67.393 27,070 %
LEGA NORD 10.191 4,093 %
UNIONE DI CENTRO 9.756 3,918 %
LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE 5.863 2,355 %
FORZA NUOVA 767 0,308 %
Significativo come l’area della Destra Radicale presenti ben tre o quattro candidature per un elettorato che consentirebbe di esprimere un solo, importantissimo consigliere comunale, la cui presenza a Palazzo d’Accursio creerebbe non poco scompiglio tra le file dei parrucconi di regime.
Come se non bastasse, il Centro Destra si divide anche per le elezioni nei quartieri, con il rischio di consegnare alla sinistra anche quelli a maggioranza di Centro Destra .
Naturalmente Cazzola e Guazzaloca hanno, per la loro natura di candidature civiche, la possibilità di raccogliere consensi anche al di fuori dell’area politica di riferimento, ma vorrei ricordare che nel 1999 Guazzaloca riuscì a vincere al ballottaggio per soli 3000 voti di margine.
Questo significa che, per vincere, ci sarà bisogno di tutti, ma proprio tutti, i voti del Centro Destra (da Forza Nuova all'Udc) e dell’aggiunta di voti provenienti da sinistra, voti di cittadini consapevoli che continuare con la giunta attuale – cambierebbe poco – significherebbe procedere sulla strada di un rapido declino della città.
Non è però accettabile la sufficienza con la quale i candidati maggiori del Centro Destra trattano le ipotesi di apparentamento con i “minori” (che, pure, hanno sempre confermato di essere disponibili a ritirarsi o ad appoggiare il più votato al secondo turno in cambio del riconoscimento di un apparentamento formale e ufficiale), come non è accettabile che si scambino colpi mortali alla reciproca credibilità, invece di offrire ai bolognesi idee e progetti per la rinascita della città.
Berlusconi dovrebbe intervenire per ricostituire una unità che, sola, potrebbe aprire una nuova stagione per Bologna, dopo questi cinque anni di gelo.
Perchè Bologna è importante, politicamente e psicologicamente, prima ancora che in termini elettorali ed economici.


@



Entra ne

giovedì, marzo 12, 2009

Guazzaloca,Cazzola:badate a quel che fate!

Leggo oggi sul giornale della mia città, Il Resto del Carlino, che la lista che fa capo al candidato sindaco Giorgio Guazzaloca avrebbe intenzione di presentarsi autonomamente in tutte le circoscrizioni (quartieri) cittadini.
Sono 9, quattro dei quali erano amministrati dal Centro Destra fino al 2004 ed uno dei quali (il Santo Stefano dove risiedo) non ha mai concesso la maggioranza alla sinistra, neppure nel 2004, quando solo la presenza di una lista di Forza Nuova, costretta a presentarsi perché il Centro Destra aveva rifiutato di mettere in lista suoi candidati, tolse all’allora Casa della Libertà quei voti necessari a sopravanzare la sinistra, regalando così il quartiere ad un presidente del pci/pds/ds/pd.
E’ evidente che, in una situazione del genere, il Centro Destra ha l’obbligo morale, prima ancora che politico, di presentarsi unito nei quartieri dove vige un sistema elettorale che non prevede il ballottaggio e concede il premio di maggioranza alla lista che consegue anche solo la maggioranza relativa.
E’ evidente che se si presentassero separate le liste che hanno come riferimenti a candidato sindaco Cazzola e Guazzaloca (ma anche Morselli e Laganà) il Centro Destra consegnerà nuovamente alla sinistra tutte le circoscrizioni, inclusa quella Santo Stefano.
Quindi, pochi scherzi, tutti uniti da Forza Nuova all’Udc per conquistare quanti più quartieri possibile.
Poi la gara per Palazzo d’Accursio si faccia fino al risultato del primo turno, esaurito il quale, tutti compatti a sostenere chi andrà al ballottaggio.
Qualora ciò non accadesse, qualora le piccole, meschine ambizioni personali o i giochetti del teatrino della politica con la voglia di tenere i piedi in due staffe, portasse a liste concorrenti anche nei quartieri, regalandone almeno uno alla sinistra, allora noi elettori non potremmo che dissociarci dalle scelte di simili candidati, che non ci rappresenterebbero affatto, scegliendo un voto di testimonianza.
Perché è meglio fare opposizione ad un sindaco che ci è dichiaratamente nemico, che stare in mezzo al guado con un sindaco ambiguamente infido.

Entra ne

giovedì, marzo 05, 2009

Bologna:aspiranti sindaci con poche idee

Definite le candidature del primo turno e piazzati pedoni, alfieri, torri e cavalli, aspettiamo le prime concrete proposte degli aspiranti sindaci.
Buio totale a sinistra dove è in atto una sorda lotta tra “fratelli coltelli” e dove l’aspirante sindaco con maggiori probabilità di successo riesce nell’impresa eroica di criticare, persino sul traffico !, l’attuale giunta, dello stesso colore di quella che realizzerebbe lui: cosa non si farebbe per prendere le distanze da una esperienza fallimentare !
Per il resto una campagna grigia come il candidato che la incarna.
Nel Centro Destra le cose non vanno meglio.
Nonostante il dichiarato appoggio “ufficiale” del “partito di centro, moderato e liberale” (ma non ancora con una presa di posizione ufficiale di Berlusconi: per questo sono stati schierati pedoni, alfieri, cavalli e torri, ma non re e regine !) Alfredo Cazzola non riesce a decollare.
Troppo polemico, troppo “contro”, e poco, molto poco, propositivo.
Di lui, finora, annotiamo il suo “pallino”, lo stadio a 30 chilometri da Bologna: una sciocchezza visto che il Littoriale (ora Dall’Ara) è un piccolo gioiello con un prato che esalta le doti dei calciatori di classe e il rifiuto di simboli e assessori di partito (saranno contenti quelli del pdl …).
Sul versante dell’altro front runner, la proposta inizialmente “innovativa” di Guazzaloca è stata fortunatamente messa in archivio.
Chiedere a Intesa Sanpaolo di rinunciare alla Carisbo con un complicato meccanismo di cessione di azioni, ma conservando gli oneri di offrire i servizi centralizzati è probabilmente stata meglio analizzata come una sventatezza di inizio campagna elettorale.
Tolta una gaffe se ne fa un’altra e Guazzaloca, nella città che da due secoli ha le Pattuglie Cittadine, nega validità alle ronde.
C’è da augurarsi che anche il rifiuto delle ronde venga archiviato senza ulteriori approfondimenti.
Dei “minori” che dire ?
Non hanno copertura mediatica e spesso non sono neppure in Rete, tanto che l’unico modo per conoscere qualcosa di loro è ascoltarli di persona quando si riesce, attraverso il difficile “tam tam” del passaparola, a sapere dove parleranno.
Ed è dai “minori” che si captano alcune manifestazioni di interesse per i reali problemi di Bologna che sono: ordine pubblico, sicurezza, traffico, manutenzione delle strade.
Ma sappiamo benissimo tutti che il voto ai “minori” sarà un meritorio voto di protesta e di controllo, se entreranno in consiglio comunale, su chiunque sarà eletto, come ha sin dall’inizio dichiarato Stefano Morselli che rimane l’unico ad aver preso una chiara e responsabile posizione di appoggiare al secondo turno il candidato del Centro Destra che sarà meglio piazzato.
Ovviamente, aggiungo io, se accetterà l’apparantamento ufficiale con tutte le liste dei candidati minori e non pretenderà di fare la principessa sul pisello.

Entra ne

lunedì, marzo 02, 2009

Se sceglie adesso,Berlusconi sbaglia

I parlamentari bolognesi del “partito di centro, moderato e liberale” hanno annunciato che Silvio Berlusconi in persona ha sciolto le riserve sul candidato sindaco da appoggiare ed ha scelto Alfredo Cazzola.
Berlusconi non ha parlato pubblicamente, ma non vedo per quale motivo i parlamentari del pdl dovrebbero rischiare di essere smentiti.
A mio parere Berlusconi ha sbagliato, sbaglia nello scendere in campo e scegliere adesso il candidato.
Il rischio, grosso, è di subire una cocente sconfitta.
Guazzaloca è un personaggio amato e con una fortissima base elettorale personale.
Il suo mandato da sindaco, soprattutto se raffrontato al fallimento della giunta attuale, sembra l’età dell’oro per Bologna.
Otterrà sicuramente voti in numero ben superiore a quelli dell’Udc, tanto che gli stessi parlamentari del pdl ipotizzano di arrivare, tutti compresi: loro, Lega, lista civica di Cazzola, appena al 31-32%, cioè poco più di quanto ottenne alle politiche del 2008 il solo pdl.
E questo la dice lunga sull’appeal che può avere il “partito di centro, moderato e liberale”, quando deve affrontare una competizione senza la presenza catalizzante di Berlusconi.
E non credo che il Premier si spenderà per Cazzola come ha fatto per Cappellacci in Sardegna.
Berlusconi avrebbe dovuto o, meglio, dovrebbe (visto che ancora non ha parlato pubblicamente) restare dietro le quinte al primo turno, prodigandosi piuttosto per curare i mal di pancia reciproci e, quindi, fare in modo che al secondo turno tutti sostengano, apparentandosi, il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di consensi, chiunque sia.
Solo se non si schiererà con l’uno o con l’altro al primo turno potrà esercitare la sua moral suasion da Padre Nobile del Centro Destra.
Ovviamente quando scrivo “tutti sostengano, apparentandosi” intendo comprendere anche Stefano Morselli e gli eventuali altri candidati “minori” di area i cui voti saranno sicuramente determinanti, ma i cui elettori, se alla loro lista verrà rifiutato l’apparentamento come fece Alemanno con Storace, rifiuteranno giustamente il loro voto (almeno questo farò io: disponibile a votare il candidato più votato, ma sul presupposto della pari dignità che impone l’apparentamento ufficiale).
Siamo ancora lontani dal voto, ma non è mai troppo presto per mettere sul tavolo quella chiarezza che, sola, potrà consentire di affrontare in modo compatto e senza equivoci una difficile competizione elettorale che ha, come obiettivo, la rinascita di Bologna.

Entra ne