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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, febbraio 26, 2009

Perchè piace Guazzaloca ?

Sempre più persone di mia conoscenza esprimono un consenso, che potrebbe tradursi in voto, per Giorgio Guazzaloca come futuro sindaco di Bologna.
Parlo, naturalmente, di quanti sono già in un’area politica fondamentalmente di Centro Destra, con qualche “extraarea” peraltro non ideologicamente inquadrato.
Anche insospettabili amici, solitamente riservati e abbottonati sulle loro scelte politiche, non hanno remore nel manifestare simpatia per Guazzaloca.
Mi domando da dove derivi questo consenso che va ben oltre quello dell’unico partito (l’Udc di Casini), che, al momento, si è schierato dalla parte del sindaco della liberazione.
Guazzaloca non è di primo (e neppure di secondo …) pelo.
Ha fatto la sua bella carriera nell’Associazione Commercianti, ha scoperto relativamente tardi la sua vocazione da amministratore, ha vinto e poi è stato sconfitto, ha avuto quattro anni nell’Antitrust, non è un oratore, non è un leader carismatico.
Eppure attrae consensi.
C’è una sola spiegazione: la bolognesità.
Guazzaloca, più di altri, incarna, anche fisicamente, per non dire nel modo di parlare, il classico bolognese, bottegaio, di buon senso, concreto.
Guazzaloca conosce Bologna.
Sicuramente anche Morselli, Cazzola, Maniglia e Laganà (ho molti più dubbi sul candidato della sinistra nativo e originario di Mantova …) la conoscono, ma evidentemente Guazzaloca riesce anche ad incarnarla.
Guazzaloca, in più rispetto al principale suo avversario di area Alfredo Cazzola, fornisce anche l’impressione che sia “uno di noi”, uno del Popolo, mentre Cazzola, per la professione scelta, proietta più l’idea dell’imprenditore, quindi di “un’altra categoria”.
Difatti molti sostenitori di Cazzola, che si sono schierati apertamente, appartengono all’imprenditoria bolognese, mentre il Carlino riporta in genere interviste favorevoli a Guazzaloca da parte di commercianti e pensionati e casalinghe.
Nel 1995 tentò l’avventura da sindaco Gazzoni Frascara.
Un imprenditore, famoso in città anche per aver rilevato il Bologna dal fallimento.
Gazzoni aveva un suo programma, si presentò con molta pubblicità e con gli appoggi della “gente giusta”.
Rifiutò di apparentarsi al primo turno con l’allora An che aveva ancora molto del glorioso Msi.
Per reazione si candidò, con poca copertura di stampa, Filippo Berselli, avvocato, deputato e leader dell’Msi bolognese.
Si parlava continuamente di un ballottaggio tra il candidato della sinistra (Vitali, se non sbaglio) e Gazzoni.
Vitali vinse al primo turno, ma Gazzoni, nonostante gli appoggi che aveva, arrivò solo terzo, dietro anche a Berselli.
Prima di andare avanti in una campagna elettorale lacerante, forse Alfredo Cazzola farebbe bene a ripensare alla recente passato delle competizioni elettorali bolognesi.

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