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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, febbraio 01, 2009

Nudi (e bocciati) alla meta

Bocciata la metropolitana.
Bocciato il Civis.
Bocciato il passante nord.
Bocciata la giunta del sindaco forestiero
.
A pochi mesi dallo scadere del mandato il bilancio della giunta cattocomunista di Bologna eletta nel 2004 è in profondo rosso.
Colore che rappresenta non solo i risultati conseguiti, ma anche l’appartenenza politica dei responsabili di un simile disastro amministrativo.
In questo blog ho ripetutamente evidenziato le gravi deficienze della giunta in rosso che ruotano attorno ad un unico, fondamentale elemento: l’estraneità del sindaco al tessuto sociale, economico e culturale della città che è stato chiamato ad amministrare.
Nel 2004 la sinistra arrivava dalla bastonata ricevuta nel 1999 quando, per la prima volta, con Giorgio Guazzaloca era andato a Palazzo d’Accursio un non comunista, a capo di una giunta di Centro Destra ancorché sbilanciata verso i civici.
Nel 2004 la sinistra aveva bisogno di ricompattarsi, di catapultare un nome che marcasse ideologicamente la “riconquista” e nello stesso tempo riproponesse il marchio comunista sulla città.
Fu scelto il capo del sindacato di sinistra, che dal 2001 si era distinto come strenuo oppositore del governo di Centro Destra presieduto da Silvio Berlusconi.
Ma una cosa è arringare la folle, con frasi retoriche e demagogiche, altro è amministrare una città di 400000 abitanti, ricca e “grassa”.
Il sindacalista ha fallito dovendo passare dal dire al fare.
Ha perso i finanziamenti della metropolitana, ha sperperato soldi per il Civis ora bocciato, non è riuscito a realizzare il passante nord, ha peggiorato la qualità della vita non riuscendo a garantire la sicurezza dei cittadini, non è stato in grado ci realizzare neppure quel minimo di opere pubbliche, riparare le buche delle strade, che sono compito primario di ogni amministrazione.
Peggio, si mostra disinteressato a Bologna e appare in tuta evidenza bramoso di rifugiarsi in altri luoghi.
La sinistra, naturalmente, non rinuncia a presentarsi alle elezioni, proponendo alla cittadinanza un altro forestiero, Flavio Delbono, ancorché un po’ più conosciuto e conoscitore della città dove, almeno, vive e lavora di anni.
Ma Delbono “ha già dato”, come si dice, essendo stato assessore al bilancio nella giunta 1994-1999, cioè quella uscita sconfitta nelle competizione con Giorgio Guazzaloca.
Può essere considerato un “cambiamento” ?
Ne dubito.
E’ probabilmente l’ultima speranza della sinistra aiutata in questo dalle divisioni del Centro Destra che propone Guazzaloca, Cazzola, Morselli e Corticelli.
Indipendentemente da chi sarà il candidato unitario (forse solo al secondo turno, se ci sarà) del Centro Destra chiunque ami Bologna non potrà fare a meno di chiedersi se un Delbono, che è già stato assessore, che è stato solidale con la fallimentare giunta in carica, che comunque non è un bolognese, possa garantire di far fare a Bologna quel salto di qualità che non ha garantito quando era assessore e quando ha, per lunghi cinque anni, sostenuto la giunta del sindacalista forestiero.
La risposta è, ovviamente, è che Delbono rappresenta la continuità nel fallimento e che, pertanto, per far rifiorire Bologna non si potrà fare altro che votare il candidato del Centro Destra che uscirà dalle “primarie” del primo turno.

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2 commenti:

Nessie ha detto...

Allora auguri per il prossimo candidato di destra. Ma molto degrado e molto male, purtroppo, è già stato fatto alla città.

Josh ha detto...

Per di più, nel 2004, Cofferati e tutti i suoi manifestini affermavano con certezza che sarebbe stato sindaco 10 anni, cioè 2 mandati di fila in automatico.

Delbono...ora ha pure chiamato la Mantovani, la vedova Pavarotti...una delle ennesime mosse note quella di arruolare personaggi famosi apolitici (almeno in apparenza) a nascondere sotto il (preteso) glamour
la solita becera politica sinistrata.