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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, febbraio 22, 2009

CasaPound Bologna

CasaPound è una associazione culturale.
Si batte per il mutuo sociale, per il diritto all’acqua, contro l’usura.
Uno dei suoi slogan è: ci sono Italiani che non si arrendono.
A dicembre lasciò, davanti ad alcune banche, dei manichini di Babbo Natale con una corda al collo per significare lo strangolamento a loro dire operato dagli istituti di credito nei confronti della gente senza “santi in paradiso”.
Non è detto e non è obbligatorio condividere tutto ciò che sostengono e tutte le azioni che pongono in essere.
E’ però loro diritto, come è diritto di chiunque, esprimere e diffondere le loro idee e le loro proposte se ciò avviene senza l’uso della violenza fisica.
A Bologna CasaPound è in crescita.
E’ uno spazio di libertà sociale e culturale che attrae ed è polo di catalizzazione di quanti non si riconoscono nelle paludate sedi istituzionali e partitiche o negli ambigui centri sociali.
La crescita di CasaPound allarma la sinistra, perché si sente accerchiata.
Da un lato i partiti “ordine e sicurezza" del pdl e, soprattutto, della Lega attraggono i cittadini stanchi delle violenze, dall’altra i più giovani vengono avvicinati da una proposta alternativa, non la solita utopia rivoluzionaria dei centri sociali, concreta e fattibile.
La sinistra in crisi di identità e di progettualità risponde quindi con la liturgia, ormai scaduta, dell’antifascismo e richiama alla “unità antifascista” contro CasaPound.
Che siano i centri sociali a blaterare in tal modo non fa né caldo, né freddo: nessuno si aspetta che siano in grado di andare oltre.
Ma che ciò avvenga a livelli istituzionali preoccupa, perché è il segnale di un degrado culturale che ha fatto metastasi anche in chi dovrebbe garantire il libero confronto politico.
Così stupisce e preoccupa, oltre ad essere doverosamente condannato, il comportamento del presidente del quartiere Santo Stefano che ha ripetutamente ostacolato le manifestazioni di CasaPound, negando sale ove tenere conferenze.
Si tratta di un presidente del pci/pds/ds/pd eletto nel 2004 e nel quartiere più a destra di Bologna unicamente perché il Centro Destra ha visti erosi i propri voti da una lista presentata da Forza Nuova (e questo ricordo dovrebbe far riflettere in occasione delle prossime elezioni amministrative: io sostengo la necessità di liste di Centro Destra nei quartieri, comprensive e con spazio adeguato a tutti, anche a Forza Nuova e, se si proporranno, anche ad esponenti di CasaPound).
Ma il comportamento istituzionale di ostracismo nei confronti di una associazione culturale, è ancor più grave perché fornisce, spero inconsapevolmente, l’alibi alle azioni tendenti a far chiudere CasaPound e ad azioni violente come quelle oggi sulla stampa, dove possiamo leggere come alcuni dei centri sociali hanno aggredito un gruppo, numericamente inferiore, di ragazzi di CasaPound.
Negli anni settanta Bologna fu solo sfiorata dalle azioni violente che tanti lutti hanno portato.
Mi auguro che quello di ieri sera sia solo un episodio eccezionale e che non venga mai, mai, messo in dubbio il diritto di manifestare e diffondere le proprie idee.
Anche quando possono disturbare le assopite coscienze di tanti, come fanno le proposte di CasaPound.

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