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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, febbraio 18, 2009

Bologna verso il voto

L’eccellente risultato elettorale in Sardegna, dove uno sconosciuto Cappellacci, grazie all’impegno personale di Silvio Berlusconi è riuscito a surclassare il noto Soru, governatore uscente, ha ringalluzzito l’opposizione di Centro Destra a Bologna.
La situazione felsinea, purtroppo, è ben diversa da quella sarda.
Qui i partiti di Centro Destra hanno abdicato al loro ruolo per affidarsi a personaggi che, con una bruttissima espressione mutuata dalla sinistra, “escono dalla società civile” (come se gli altri fossero degli Unni calati sulla città !).
I due principali concorrenti sono l’ex sindaco Guazzaloca e l’ex presidente del Bologna Cazzola.
Ambedue fanno a gara per collocarsi al di fuori dei partiti e per vantare una loro “libertà” di azione e decisione.
E i partiti, sventurati, godono nel farsi prendere a calci da costoro.
Cazzola e Guazzaloca sono peraltro sostenuti non solo dai loro supporters civici, ma dagli schieramenti – divisi – del Centro Destra bolognese.
Con Cazzola quasi tutta An e una buona parte di Forza Italia, con Guazzaloca tutta l’Udc del bolognese Casini, qualche aennino in libera uscita e una parte di Forza Italia che, peraltro, attende un segnale da Berlusconi che, a sua volta, chiede una candidatura unica.
Sembra però che, a questo punto, saranno le urne a determinare chi sarà lo sfidante del “campione” scelto dalla sinistra per perpetuare il suo dominio su Bologna.
Esistono, invero, anche delle alternative di cui, però, si sono perse le tracce, forse a causa dell’ostracismo dichiarato dalla stampa locale che ci lascia nell’ignoranza circa le candidature di Michele Laganà, Beppe Maniglia e, soprattutto, Stefano Morselli.
Candidatura, quest’ultima, manifestamente collocata a Destra e, per questo ma non solo per questo, da me preferita nella mischia del primo turno.
I sondaggi in corso danno una netta prevalenza nell’area del Centro Destra per Guazzaloca, mentre pare non sfondare Cazzola.
Le interviste che il quotidiano della città, Il Resto del Carlino, ha realizzato per la sua edizione online (ma che non hanno ancora avuto protagonisti Laganà, Maniglia e Morselli … ) , ci dicono che il più efficace è stato … il candidato che si è ritirato, Daniele Corticelli, ora alla corte di Cazzola.
Quest’ultimo mi è apparso molto agitato, sin troppo adrenalinico nel voler rappresentare “l’uomo del fare”, beccandosi l’epiteto di “berluschino” da Guazzaloca.
Ma troppa carne al fuoco poi rischia di provocare una indigestione, meglio la pacata presentazione di Guazzaloca, se non fosse che è risultato sin troppo pacato e, a volte, estraneo ad alcune problematiche (ha chiesto cosa fosse “il passante” e il cronista ha dovuto spiegarglielo) o estemporaneo in uscite che andrebbero meditate più a fondo e, magari, dopo un confronto con gli operatori del settore (ad esempio lo slogan di “restituire la Carisbo a Bologna”, completamente fuori luogo nel momento in cui la principale banca italiana investe su Bologna realizzando in Emilia la sua banca del territorio proprio con Carisbo e facendo di Bologna la “capitale” di una delle sue 8 regioni operative).
Con un simile panorama non dovrebbe essere difficile individuare un candidato più efficace dei due front runners del Centro Destra.
Peccato che manchino gli appoggi per un terzo nominativo che abbia adeguate possibilità di mettere in riga gli altri due candidati che, finora, mi sono sembrati insoddisfacenti e inadeguati al compito, pur in una situazione favorevole, di realizzare la seconda liberazione di Bologna dal giogo comunista.
E’ vero che dopo la Sardegna il pci/pds/ds/pd è in rotta, ma è anche vero che non c’è più Veltroni, il segretario più perdente nella storia di quel partito.
Troppo tempo è stato perso sfogliando la margherita delle candidature e, adesso, questo passa il convento.
Per fortuna il candidato scelto dalla sinistra non brilla per rinnovamento, notorietà ed efficacia comunicativa, oltre a non essere esente da colpe amministrative, essendo già stato assessore nella fallimentare giunta Vitali ...



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